Tratto da una storia vera, costruito come un grande affresco popolare. Prossimamente al cinema.
di Paola Casella
1943, Lione. Czeslaw Jan Bojarski è un immigrato polacco rifugiato in Francia. Non ha più i suoi documenti di identità e i francesi non gli riconoscono il titolo d'ingegnere, dunque si arrabatta come può. La sua notevole abilità manuale e artistica lo conduce sulla strada della falsificazione delle banconote per conto di un malavitoso di cognome Scola. Nel '49, durante la rapina ad un furgone della Banca di Francia che trasporta la carta per le banconote, Bojarski scampa per un pelo alla polizia e decide di mettersi in proprio. Nel frattempo si è sposato ed è diventato padre, e deve provvedere alla sua famiglia.
Il regista Jean-Paul Salomé dirige con cura e mano esperta, mantenendosi saggiamente all'interno del filone tradizionale della caccia all'uomo, ma aggiungendo spessore ai suoi personaggi. L'affaire Bojarski è un film d'epoca efficace e convincente, una caccia all'uomo che non cerca il glamour ma lo spessore umano dei suoi protagonisti, e una riuscita prova da primo attore per Kateb.