Suburra

Film 2015 | Drammatico, +13 130 min.

Regia di Stefano Sollima. Un film Da vedere 2015 con Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Greta Scarano. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2015, durata 130 minuti. Uscita cinema mercoledì 14 ottobre 2015 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,26 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 25 maggio 2021

Là dove criminalità e potere si incontrano e collaborano: Suburra è ancora vivae questa volta l'affare è una grossa speculazione edilizia ad Ostia. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, 5 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Suburra ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 4,6 milioni di euro e 2 milioni di euro nel primo weekend.

Passaggio in TV
sabato 14 marzo 2026 ore 12,25 su SKYCINEMASUSPENSE

Suburra è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD e Blu-Ray Compra subito

Consigliato sì!
3,26/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,50
PUBBLICO 3,28
CONSIGLIATO SÌ
Suburra è ottimo cinema medio ma sceglie di rinunciare alla grandezza.
Recensione di Paola Casella
venerdì 9 ottobre 2015
Recensione di Paola Casella
venerdì 9 ottobre 2015

12 novembre 2011. Silvio Berlusconi rassegna le sue dimissioni da Presidente del Consiglio. La storia di Suburra, basato sul romanzo omonimo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, comincia sette giorni prima, immaginando che proprio allora Papa Ratzinger prenda la storica decisione di abbandonare il ruolo di pontefice. Il film è dunque incorniciato da due abbandoni "paterni", è dedicato da Stefano Sollima al padre Sergio, e racconta l'assenza (o la defezione) delle figure maschili di riferimento nella società italiana, attraverso le avventure di un gruppo di uomini cui viene continuamente ripetuto di non essere all'altezza del proprio genitore.
C'è Filippo Malgradi, politico corrotto e dissipato, che passa la notte con due escort, di cui una minorenne, e si caccia in un ginepraio senza fine. C'è Sebastiano, organizzatore di feste vip abituato a fare il vaso di coccio fra vasi di ferro. C'è Numero 8, giovane boss della malavita di Ostia che sogna di trasformare il litorale romano in una Las Vegas, come Bugsy Siegel. C'è Manfredi Anacleti, capo di un clan di zingari che vorrebbe fare il salto nel crimine di serie A. E ci sono Sabrina, l'escort che fornisce la "carne fresca" a Malgradi, e Viola, la compagna tossica di Numero 8. I destini di tutti i personaggi sono destinati ad incrociarsi illuminando il legame che esiste da sempre (o almeno dai tempi della Suburra romana) fra criminalità e potere politico.
Dopo il coraggioso ACAB e la serie televisiva Gomorra, Sollima si cimenta con questo "romanzo criminale" cercando di dargli il respiro della lunga serialità, ma sacrificando nell'impresa molti snodi narrativi che sarebbero necessari per capire fino in fondo la trama: qui e là la sceneggiatura, firmata da Stefano Rulli e Sandro Petraglia oltre che da De Cataldo e Bonini, dimentica infatti di comunicare al pubblico dettagli importanti sul come, il quando e il perché avvengano determinati eventi e scambi di informazioni. A molti spettatori questo non importerà, presi come saranno dall'incalzante ritmo narrativo che Sollima imprime alle vicende e a i personaggi: la sua regia è impeccabile, energica, bizantina, fa leva su inquadrature calibrate al millimetro e sulla fotografia opulenta di Paolo Carnera. In questo senso Suburra è una goduria per gli occhi e avrà quel riscontro del pubblico che cerca incessantemente.
Azzeccato anche il cast, su cui giganteggia Pier Francesco Favino in un'interpretazione che ha mille sfumature, evidenti già dalla prima scena. Il lavoro che Favino opera sulla voce, sulla postura, su uno sguardo che passa dalla morte dell'anima alla virulenza dell'istinto vitale è da Actor's Studio (e da incetta di premi). Lo affiancano un solidissimo Claudio Amendola nel ruolo del Samurai, l'unico personaggio veramente adulto della storia (e non è una buona notizia, essendo il Samurai un ex componente della Banda della Magliana); Elio Germano, untuoso publicist senza spina dorsale; Alessandro Borghi, nitido e potente Numero 8; Giulia Elettra Gorietti, escort fragile e corrotta; Greta Scarano, tossica fedele e a suo modo coerente. Il pubblico si divertirà a capire a quale personaggio realmente esistitente ognuno dei personaggi fa riferimento niente affatto casuale (e anche l'Ama fa un cameo non accreditato).
Il tallone d'Achille di Suburra resta la storia, che mostra sì una conoscenza approfondita delle dinamiche politiche e del sottobosco del generone romano, ma sembra conoscere (o capire) molto meno bene il mondo della criminalità, fumettizzandone i modi e i caratteri. Se i politici di Suburra e la corte dei miracoli di nani e ballerine sono riconoscibili alla lettera, i criminali sembrano gaglioffi da cinema, il che risulta ancora più evidente nell'accostamento (quasi impossibile da evitare) fra il film di Sollima e Non essere cattivo di Claudio Caligari, girato proprio fra i piccoli malviventi di Ostia (e cointerpretato da Alessandro "Numero 8" Borghi). Quel che è più grave è che, in questa ricostruzione del momento in cui l'Italia si è trovata "sull'orlo del baratro", non vengono messi in evidenza i prodromi della crisi di oggi, col risultato di mostrare un sistema di potere superato senza indicare in quale nuovo assetto si sarebbe riconfigurato.
Suburra è ottimo cinema medio ma sceglie di rinunciare alla grandezza, dunque pur nella sua estrema piacevolezza (soprattutto estetica) non sposta in avanti l'arte cinematografica nel suo complesso, né accresce la nostra comprensione della società italiana contemporanea. Eppure Sollima avrebbe tutte le carte in regola per uscire dalla dimensione artigianale e prendere il volo, come ha già dimostrato in ACAB, attraverso quella cifra autoriale tutta sua: sporca, ambigua, scorretta come la vita, soprattutto in certi ambiti. La sua grandezza potenziale è visibile in alcuni scambi: quello fra il Samurai e Malgradi; fra il Samurai e sua madre; fra il Samurai e Numero 8. Non è un caso, essendo il Samurai l'unico padre (ancorché degenere) la cui "idea sopravvive nel cuore", in questa storia di figli bastardi i cui "i referenti non esistono più", dove tutti tradiscono tutti e nessuno crede più a niente.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 21 ottobre 2015
Bomber89

Ambientato a Roma e con accadimenti storici realmente successi sullo sfondo, Suburra è un intreccio pericoloso tra malavita, Stato e Chiesa. L’incrocio di vite che viene a crearsi sembra quasi una giostra impazzita che non si riesce più a fermare; tra queste Pierfrancesco Favino, che interpreta il politico corrotto Malgradi, dà ancora una volta saggio della sua bravura; ma [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 25 ottobre 2015
Pino Farinotti

Suburra è un film assolutamente funzionale: al pubblico, al momento, al marketing, al dibattito. Qualche film l'ho visto (e scritto), qualche storia l'ho letta (e scritta), e mi inchino alla professionalità, e alla perfetta scaltrezza degli autori. I nomi vanno fatti: Giancarlo de Cataldo e Carlo Bonini, che firmano il romanzo, e gli immancabili marpioni Rulli e Petraglia (coppia di grandi successi televisivi, come La piovra, e altri).

FOCUS
sabato 17 ottobre 2015
Roy Menarini

Che Suburra sia un film difficilmente maneggiabile dalla cultura italiana è abbastanza evidente. Di recente una giornalista ha domandato a Claudio Amendola come riuscisse a passare dal cinema impegnato stile Suburra alla giuria di Miss Italia. Al tempo stesso, da altre parti Suburra viene impallinato perché "si accontenta" di essere un film di genere e non si eleva mai, testardamente, a qualcosa di più ambizioso.

Frasi
"Viola non si tocca!... È roba mia!"
Una frase di Numero 8 (Alessandro Borghi)
dal film Suburra - a cura di Ercolano
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Marco Travaglio
Il Fatto Quotidiano

Suburra, nell'antica Roma, era il borgo più plebeo e malfamato, crocevia di crimine e potere. Anche Giulio Cesare, nobile ma squattrinato, viveva lì. Oggi Suburra è un film prodotto da Kattleya, diretto col ritmo incalzante della fiction da Stefano Sollima e tratto dal romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo. Che è uscito due anni fa, ma pare scritto domattina.

NEWS
LIBRI
giovedì 1 ottobre 2015
 

Una Roma lunare e sguaiata scenario di una feroce mattanza. Un Grande Progetto che seppellirà sotto una colata di cemento le sue periferie. Due vecchi nemici, un bandito e un carabiniere, che ingaggiano la loro sfida finale.

VIDEO
mercoledì 23 settembre 2015
 

Regista di ACAB - All Cops Are Bastards e delle serie Romanzo Criminale e Gomorra, Stefano Sollima, figlio di Sergio, torna al cinema con una nuova storia criminale dal titolo Suburra, interpretata tra gli altri da Pierfrancesco Favino, Claudio Amendola [...]

NEWS
martedì 25 agosto 2015
 

Dopo aver diretto con successo ACAB - All Cops Are Bastards e le serie televisive di Romanzo Criminale e Gomorra, Stefano Sollima torna al cinema con una crime story ambientata a Roma; una storia di fantasia, ma che mai come in questo periodo trova riscontro [...]

winner
miglior attrice non protag.
Nastri d'Argento
2016
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