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Ultimo aggiornamento venerdì 10 novembre 2017
Pietro e Francesco hanno sempre desiderato essere figli unici e ora sono obbligati a riscoprirsi fratelli. In Italia al Box Office Io e mio fratello ha incassato 2,2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Pietro e Francesco sono fratelli di opposta natura: Pietro è un medico carrierista che si è lasciato alle spalle moglie e figlia; Francesco uno stuntman squattrinato e sciupafemmine che non si è mai assunto una responsabilità in vita sua. Quando Pietro, a causa di un incidente, perde la memoria e regredisce al livello di un bambino di quattro anni, Francesco se ne prende cura, un po' per dovere e molto per interesse. I due "fratelli unici" sono dunque costretti a fare di nuovo conoscenza l'uno dell'altro.
Ennesimo esempio di commedia contemporanea senza alcun apparente collegamento con la tradizione di genere italiana, Fratelli unici sembra il lungo (e pasticciato) episodio di una sitcom televisiva, pieno di imprecisioni e incongruenze, dall'ambientazione natalizia in una Roma verdissima e assolata allo stato civile della ex moglie di Pietro, separata da tre anni ma convivente con un nuovo compagno da cinque.
È la sceneggiatura infatti il tasto (più) dolente di Fratelli unici, e mentre non stupisce trovare fra gli autori Elena Bucaccio, che proviene dalla serialità televisiva, la presenza di Luca Miniero avrebbe fatto sperare in una deriva meno "mocciana". Invece il film affida a Raoul Bova e Luca Argentero due personaggi scritti in modo così stereotipato che i due attori, altrove più efficaci, si ritrovano ad aderire a due macchiette. Molto più credibili Carolina Crescentini e Miriam Leone nei panni delle donne della loro vita, in quanto entrambe dotate di una fragilità che va oltre la legnosità del loro ruolo.
Ciò che più colpisce, nella debolezza della sceneggiatura, è la meccanicità con cui vengono innescate le gag, secondo un sistema di set up e pay off da manuale del copione televisivo: da spettatore, è facilissimo prevedere ogni battuta nel momento stesso in cui viene preparata. Manca anche totalmente la cattiveria che avrebbe dovuto necessariamente far parte del ritratto comico di due "bastardi", e manca qualunque accenno ad una realtà riconoscibile, mentre abbondano i product placement e il tappeto sonoro da spottone. Infine manca la logica nell'interazione fra i personaggi: perché Francesco non spiega a Pietro che ha avuto un incidente? Perché Giulia, la ex di Pietro, rifiuta anche solo di salutarlo, dato che hanno una figlia in comune? Perché Pietro, nel tornare bambino, sembra anche essere diventato "un demente"?
Anche la regia è elementare e fortemente standardizzata, con varie incoerenze logistiche e scarsa attenzione ai dettagli (ma costante attenzione agli sponsor). Un'occasione sprecata di raccontare le famiglie italiane di oggi, seppure in chiave comica, con mordente e senso della contemporaneità.
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Pietro (Raoul Bova) e Francesco (Luca Argentero) sono due fratelli che conducono vite profondamente diverse tra loro. Il primo è un ricco chirurgo che non ricorda più cosa si prova ad amare ed il secondo un giovane donnaiolo che non conosce nemmeno lontanamente il significato di questo verbo. Entrambi si detestano, non hanno contatti e a malapena si parlano.
Commedia all’italiana, due fratelli totalmente diversi le cui parti si invertono per l’amnesia di quello bravo. Pietro, Raul Bova, è un chirurgo affermato e privo di scrupoli, il cui unico pensiero è la carriera; Francesco, Luca Argentero, uno stuntman sempre alla ricerca della donna successiva. A seguito di un’incidente Pietro perde la memoria e viene affidato [...] Vai alla recensione »
Ultimamente ho notato con piacere che la qualità media delle commedie italiane è in netto rialzo,poi per caso,mi ritrovo a vedere questa in TV e mi "sale" un poco di angoscia. Tranne il rapporto amore odio tra i due fratelli,il resto è da cancellare eppure Bova e Argentero non sono da buttare via. Purtroppo i personaggi a cui danno vita sfiorano il surreale.
A volte, come in questo caso, mi chiedo il perché di certi film. Se non si hanno delle idee, non si dovrebbe fare cinema, ma purtroppo chi potrebbe averle ha non ha i mezzi per farle fruttare. Al di là di questo sfogo, il film non sta in piedi, questa è una delle prime volte in cui ho interrotto la visione di una pellicola senza grande rammarico.
Alessio Maria Federici dirige l'insolita coppia comica Argentero-Bova con risultati appena soddisfacenti. I due sono Francesco e Pietro che hanno trascorso parte della vita sperando di essere figli unici per essere poi costretti a riscoprirsi fratelli. La causa è un incidente, Pietro dimentica di essere il fratello di Francesco, Francesco è invece costretto a ricordarsene.
Chissà quante casalinghe, più o meno disperate, hanno sempre sognato di vedere attraversare la loro porta di casa a due bei tipi. Bene, oggi il sogno diventa realtà, almeno al cinema. Sono infatti Luca Argentero e Raoul Bova i protagonisti della nuova pellicola di Alessio Maria Federici, “Fratelli Unici” nelle sale dal 2 Ottobre.
Film in cui si racconta di due fratelli, in disaccordo tra loro da vari anni, che sono costretti a riallacciare i propri rapporti in seguito all'incidente ed alla conseguente perdita di memoria di uno di loro. Questo frangente li obbligherà a rifrequentarsi ed alla fine a riavvicinarsi, scoprendo ognuno sempre di più se stesso nonchè i propri difetti che tanto hanno contribuito [...] Vai alla recensione »
Tipico "film tv replicomatico" leggero, senza pretese, mandato nei cinema per raccogliere "un pò di grana, pò-pò-pò (cit.)". Commedia dalla trama banale e scontata (tranne il colpo di scena sulla figlia, che però non viene volutamente mai chiarito fino in fondo) ma recitata discretamente bene grazie alla buona verve interattiva dei suoi (quattro [...] Vai alla recensione »
Il peggio del cinema italiano. ma perche' portare in sala questa roba? Il pubblico poi cala... ci credo se va a vedere queste c.... poi sta lontano dal cinema per un paio di mesi... La credibiltà del cinema ce la si gioca ogni giorno, non prendiamo in giro il pubblico..... Sconsigliato
Una storiella banale banale. I dialoghi sono veramente imbarazzanti. La recitazione mediocre. Soldi e tempo buttati.
Una trama basata su un'idea vecchia e scontata. Una sceneggiatura sfilaccicata, basata su una quindicina di sketch slegati fra loro, 3 o 4 passabili e gli altri mediocri. 2 attori bravi che annegano nel marasma dell'insipienza della sceneggiatura. Ditemi che la commedia italiana non è ridotta a questo.
Film sciocco, dai che sarete d’accordo con me! Che poi per le donne passare quasi due orette in compagnia di Luca e Raul sia cosa non da poco, ci credo eh! Ok comunque la trama/sceneggiatura non regge, la recitazione e’ quella che e’ (Bova si sta inflazionando con questi ruoli), fotografia e regia boh (con tutte ‘ste carrellate verticali… ) film inutile, meglio una partita con tre vecchietti alla bocciofila [...] Vai alla recensione »
La storia è basata su un'idea trita e ritrita. La realizzazione è di bassa qualità, tranne che per la fotografia, che meriterebbe sceneggiature migliori. L'impressione è che abbiano fatto PRIMA il trailer e POI, in pochissimo temnpo, la sceneggiatura. Una macchia sul curriculum di due bravi attori.
Film veramente fiacco, magari pieno di buone intenzioni, ma banale e insulso
copione e sceneggiature ridicole,attori validi sprecati, per un film che non è nè carne nè pesce,non diverte, non lancia messaggi,è disordinato, improbabile, con dialoghi fiacchi e superficiali. Miriam Leone e Carolina Crescentini sono bellissime, ma il film è da evitare.
Sono rimasta delusa da questo film, soprattutto la trama è molto scadente e già vista. Argentero in versione playboy è molto simpatico e divertente, Bova con questi film cade sempre più in basso, lo preferivo in Ultimo o Nassiria, dove veniva fuori la sua bravura recitativa, in queste commedie invece sembra sempre uno stupido.
Film decisamente brutto, banale, scontato, sceneggiatura pessima, basato solo sulla fama degli attori che si prestano incredibilmente a lavorare su simili progetti.
Due fratelli dal passato burrascoso ritornano insieme loro malgrado per via di un incidente accaduto a Pietro (R.Bova, il fratello maggiore) a causa del quale perde la memoria ritornando, a livello mentale, un adolescente. Fra i due ritorna il buon umore, ma i ricordi cominciano ad affiorire in Pietro... Commedia leggera che trova nel cast femminile (Crescentini, Leone e Gaggero) il loro maggiore punto [...] Vai alla recensione »
Commedia all'italiana con storia d'amore controversa ma dal buon fine..
Un film molto carino, il messaggio che mi è arrivato è che innanzitutto è normale litigare con fratelli/ sorelle ma dobbiamo tenerceli sempre stretti perchè nel momento del bisogno avremo una spalla sulla quale appoggiarci. E come dice Miriam Leone l'amore ti fa passare le giornate in un attimo. Ed infine che i padri devono esserci per la propria famiglia SEMPRE!! altrimenti rischiano di perderla [...] Vai alla recensione »
nel film ho trovato splendide le musiche. nel cast accanto ad una sfiorita Carolina Crescentini con vistosi problemi di trucco una vogliosa e procace Miriam Leone
A me e' piaciuto perché per 120 minuti ho riso e i problemi sono rimasti fuori dalla porta e' ora che i film abbiano questa capacità'! La vita e' così pesante che ringrazio per questi minuti di leggerezza! Poi gli attori sono giovani e carini ! E tutto sommato prendono in giro la nostra vita quotidiana facendoci pensare che la vita può cambiare ogni secondo ! I valori vero sono come esprime il film [...] Vai alla recensione »
Un film italiano a questo livello mancava da tanto tempo, due attori spettacolari, che insieme formano una coppia unica. Una trama particolare dove si ride, si piange, ci si arrabbia e si sogna. Spero che il "consigliato: No" sia solo perché é il primo weekend nelle sale. Da vedere assolutamente!
Film molto bello. Ho apprezzato tutto: Musiche, cast, sceneggiatura. L'orgoglio è davvero una brutta cosa. Impariamo ad ascoltare i nostri sentimenti, cogliamo l'attimo,l'amore ci farà apprezzare tutto ciò che la vita ci offre. P.s. Complimenti speciali a Miriam Leone.
Un film come Fratelli unici mette in evidenza tutte le potenzialità, ma anche i tanti limiti,della commedia leggera all'italiana. Non si pretende di arrivare ai livelli dei cugini francesi, maestri in questo genere, ma di sforzarsi ad imbastire sceneggiature un po' più fantasiose e meno banali, questo sì. L'idea alla base della pellicola è quella, non nuova, della seconda occasione.