In carne e ossa

Film 2008 | Drammatico 87 min.

Anno2008
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata87 minuti
Regia diChristian Angeli
AttoriAlba Rohrwacher, Ivan Franek, Luigi Diberti, Maddalena Crippa, Barbara Enrichi Lena Reichmuth.
Uscitavenerdì 5 novembre 2010
DistribuzioneIris Film Distribution
MYmonetro 2,34 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Christian Angeli. Un film con Alba Rohrwacher, Ivan Franek, Luigi Diberti, Maddalena Crippa, Barbara Enrichi. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2008, durata 87 minuti. Uscita cinema venerdì 5 novembre 2010 distribuito da Iris Film Distribution. - MYmonetro 2,34 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La presenza dello psichiatra François, chiamato a curare la giovane Viola, scatena grandi rivalità all'interno della famiglia.

Consigliato nì!
2,34/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,11
CONSIGLIATO NÌ
Il delicato racconto di una storia di speranza e di rinascita psicologica.
Recensione di Luca Volpe
Recensione di Luca Volpe

Viola (Alba Rohrwacher) è una giovane venticinquenne, anoressica, sostanzialmente depressa e con un rapporto difficile con i genitori. Il padre Edoardo (Luigi Diberti) e la madre Alice (Maddalena Crippa), alle soglie delle nozze d'argento, vivono essi stessi un'esistenza in bilico, segnata dall'insoddisfazione e dall'incapacità di trovare una via d'uscita. Lui è un ex medico che, condannato per "aver espresso una sua opinione", punta alla candidatura politica per risollevare le sorti economiche della famiglia. Lei, erede di una casata alto-borghese, ha trascorso gli ultimi anni tra il pianoforte e le infedeltà coniugali. Il già fragile equilibrio familiare si trova ad essere rotto, un giorno, dall'arrivo di François (Ivan Franeck), noto psichiatra francese chiamato dalla donna per fare una diagnosi sulla figlia.
La storia su cui ruota In carne e ossa, primo lungometraggio cinematografico diretto da Christian Angeli, richiama alla memoria quella di un altro film, Quella sera dorata di James Ivory. Sono di fatto notevoli - ma anche immediatamente percepibili - le analogie con il lavoro del regista californiano: le vicende che si svolgono quasi sempre all'interno di una villa isolata; la presenza di una famiglia alto-borghese insoddisfatta della propria vita; l'arrivo di un ospite che turba gli equilibri della casa; la competizione tra i familiari per conquistare l'attenzione dell'uomo; l'incursione della compagna dell'ospite (in entrambi i casi una donna forte e risoluta) che indirizza gli eventi verso una direzione tanto desiderata quanto insperata.
Tuttavia, se il dottorando di Ivory piombava a Ocho Rios senza essere atteso dai componenti della famiglia, nel film di Angeli l'ospite è richiamato in villa da uno dei protagonisti. Così, se in Quella sera dorata la presenza di Omar Razaghi arriva per spezzare una sorta di incantesimo, appare qui palese, fin dalle prime scene, la ferma volontà dei coniugi di servirsi di François per cambiare il corso degli eventi: Alice, attratta dal giovane, cerca in lui la forza per lasciare definitivamente il marito. Edoardo, a conoscenza della relazione dello psichiatra con la politica Chiara Torre, punta invece sulla sua mediazione per ottenere il via libera alla bramata candidatura.
I piani architettati dai due, tuttavia, ignorano la presenza e il ruolo della figlia, relegata da anni nella sua stanza in compagnia dei libri e del caffè coi biscotti. L'arrivo in villa di François risveglia infatti nella ragazza qualcosa di imprevisto e di decisivo: la possibilità di ricevere quelle attenzioni che i genitori - troppo presi dai loro problemi personali - non le riservano da troppo tempo, giustificando il tutto con il suo precario stato di salute.
In In carne e ossa, il labile equilibrio su cui si regge la famiglia si fonda proprio sulla malattia di Viola, condizione che Edoardo - terrorizzato da un'eventuale svolta - tende scrupolosamente a preservare. "L'anoressia è solo l'aspetto più visibile" rivela a un certo punto François, durante una conversazione telefonica con la compagna-amante. Parole, queste, destinate a trovare un'effettiva corrispondenza non solo negli atteggiamenti e nei discorsi di Viola, ma anche nel diario-romanzo che il padre sta scrivendo nella solitudine del suo studio: "Sindrome di Münchhausen: - si legge tra le pagine che la stessa Viola, quasi casualmente, si trova a sfogliare - una patologia apparente che il paziente, spesso per ragioni psicologiche, tende volontariamente a provocarsi".
La scoperta di questa verità fa prendere coscienza alla ragazza della propria reale condizione psico-fisica, la porta ad emanciparsi dallo status di figlia-malata e - complice un'improvvisa decisione della compagna di François - le permette di capovolgere a proprio favore l'intera ed intricata situazione.
In carne e ossa vuole essere un film impegnato e impegnativo, che riflette e faccia riflettere. Si presenta però come un prodotto incompleto, incapace di trattare con la dovuta attenzione temi delicati come l'anoressia, l'eutanasia e i rapporti familiari. L'esordiente Angeli - cui va comunque riconosciuto coraggio e grande dedizione - paga il fatto di aver voluto trattare troppi argomenti, tutti indubbiamente molto complessi, senza prestare la dovuta attenzione al tempo a sua disposizione. Troppo pochi 87 minuti per raccontare in modo esaustivo ciò che era nelle intenzioni del regista. Sufficienti, invece, per poter apprezzare le ottime interpretazioni di Alba Rohrwacher e di Luigi Diberti, calati perfettamente nella parte.
Rimane la meritevole intenzione di provare a raccontare con delicatezza una storia di speranza e di rinascita psicologica. Rimane l'encomiabile intento di provare a fare, con In carne e ossa, un importante lavoro sullo spirito dello spettatore.

Sei d'accordo con Luca Volpe?
Un film sulla speranza e sulla capacità di trasformare i nostri difetti in pregi.

In una villa decadente e solitaria, Edoardo e Alice, alle soglie del venticinquesimo anno di matrimonio, attendono l'arrivo di Francois, giovane e noto psichiatra, chiamato per fare una diagnosi su Viola, la loro figlia venticinquenne, che vive rasentando l'anoressia. La presenza dello psichiatra scatena a poco a poco una guerra familiare per la conquista della "preda": lo stesso Francois. E Viola, la più debole, potrà capovolgere a suo favore la sua condizione di sudditanza.
Se siamo consapevoli di vivere in un mondo in cui è difficile accettare la bruttezza fisica, ancor più se si accompagna alla malattia, allora possiamo ammettere che una persona brutta e malata faticherà molto a trovare una propria identità sociale. Questo stato di cose la minerà psichicamente mettendone in crisi anche l'identità individuale e farà sì che le risulti difficile sentirsi libera.
In carne e ossa è un film sulla speranza, sulle meraviglie del possibile. Proprio quando vincoli insormontabili sembrano impedirci di conquistare il posto che ci spetta nella società, la creatività, ovvero la capacità di trasformare i nostri difetti in pregi e i problemi in opportunità, può salvarci. Viola, il simbolo di questa tensione vincente e salvifica è interpretata da una meravigliosa Alba Rohrwacher che ci fornisce una delle sue migliori performance di recitazione.

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Edoardo e Alice, sposati da 25 anni, si detestano, rinfacciandosi la responsabilità della malattia della figlia Viola, anoressica e instabile. Nella villa isolata dove vivono arriva François, giovane psichiatra, chiamato a rivoltare la situazione, ma la sua presenza scatena un conflitto familiare, diventando una preda da conquistare. È proprio Viola, la più debole, a vincere, usando la malattia come arma di ricatto. Scritto da Gianni Cardillo con il regista esordiente, è un dramma d'atmosfera nordica nella descrizione della famiglia come nido di vipere, che sembra ispirato al cinema di Bergman e al teatro di Ibsen e Strindberg, con una fotografia (Giovanni Battista Marras) notturna dai forti contrasti rosso-blu. Secondo Angeli, sono un rimando metaforico a una guerra di vampiri. È un altro film italiano, velleitario nelle sue ambizioni, dove gli interpreti contano più della sceneggiatura e della regia.

Tutte le recensioni de ilMorandini
CONSULTALO SUBITO
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 4 novembre 2010
RONGIU

Le dinamiche relazionali all’interno di una famiglia sono spesse volte “subdole”, probabilmente solo un bravissimo psicologo riesce a comprenderle e trattarle. I figli non  sono psicologi; e non debbono esserlo. Questi subdoli meccanismi possono diventare, proprio perché oscuri, delle autentiche macchine trita psiche, specie se in famiglia ci sono persone giovanissime [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 novembre 2010
Reservoir Dogs

Primo lungometraggio di Christian Angeli in cui si possono scovare qua e la citazioni  e rimandi dei più grandi autori italiani e europei. Bellocchio (I pugni in tasca) per il contesto in cui ci troviamo: una  villa dispersa nella natura dove una famiglia vive alla continua ricerca di un equilibrio, con una figlia anoressica e depressa.

martedì 9 novembre 2010
Cinefila

Molto spesso i  mali interiori nascono nella propria famiglia, appartengono alle proprie radici! E sono proprio i familiari gli ultimi a scorgere il disagio più profondo, gli ultimi a chiedersi il perchè la propria figlia si rifiuta di mangiare mentre divora solo libri! Una madre fredda e cinica, un padre medico, che  usa la figlia come cavia per i propri studi, sono le uniche [...] Vai alla recensione »

domenica 7 novembre 2010
marezia

COSI' si scrive. OTTIMA.

giovedì 4 novembre 2010
astromelia

ho avuto il (dis)piacere di vedere in anteprima questo film che ritengo unicamente un'inno all'odio familiare puro e semplice,all'assenza completa di amore tra consanguinei, non mi è piaciuto proprio per la violenza psicologica intrinseca,non capisco l'utilità di fare questi film col patrocinio pure del ministero,mah...

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paola Casella
Europa

Non basta a un regista e sceneggiatore italiano trasferirsi oltremanica per diventare un autore. Christian Angeli, quarantenne con alle spalle il corto Fare bene Mikles, vive e lavora in Inghilterra ma sembra aver assorbito alcuni vizi del cinema italiano firmato anni Settanta: l'ermetismo (e l'implausibilità), la propensione al melodramma (privo di humour), i dialoghi letterari e contorti.

Maurizio Acerbi
Il Giornale

In una villa, decadente come chi vi abita, due coniugi si odiano ma senza riuscire a separarsi. Con loro «vegeta», come un'ombra, la figlia anoressica; per aiutarla, viene chiesto l'aiuto di un famoso psichiatra, parente della madre. Tra colpi di scena e rese dei conti i tre, come ragni, useranno ogni mezzo per catturare la nuova preda. Il film ha un soggetto interessante che offre vari spunti di riflession [...] Vai alla recensione »

NEWS
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mercoledì 3 novembre 2010
 

Mercoledì 3 novembre 2010 alle ore 21:30 è stato trasmesso in anteprima web il film In carne e ossa, opera prima di Christian Angeli, con Alba Rohrwacher, Luigi Diberti, Maddalena Crippa, Ivan Franek, Barbara Enrichi, Lena Reichmut.

GALLERY
martedì 2 novembre 2010
Marlen Vazzoler

Arrivano online le prime immagini dell'opera prima di Christian Angeli, In carne e ossa, interpretato da Alba Rohrwacher, Luigi Diberti, Maddalena Crippa, Ivan Franek, Barbara Enrichi, Lena Reichmut. Il film racconta la storia di Francois, un giovane [...]

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