Star Wars: episodio III - La vendetta dei Sith

Film 2005 | Fantascienza +13 140 min.

Regia di George Lucas. Un film Da vedere 2005 con Ewan McGregor, Hayden Christensen, Natalie Portman, Ian McDiarmid, Samuel L. Jackson. Cast completo Titolo originale: Star Wars: Episode III - Revenge of the Sith. Genere Fantascienza - USA, 2005, durata 140 minuti. Uscita cinema venerdì 20 maggio 2005Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,35 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 15 aprile 2019

Argomenti:  Star Wars

Anakin attende un figlio da Padmè ma sente sempre più forte l'influsso negativo di Palpatine, che riesce a farsi valere facendo leva sui suoi sentimenti. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, In Italia al Box Office Star Wars: episodio III - La vendetta dei Sith ha incassato 8,4 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,35/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA
PUBBLICO 3,79
CONSIGLIATO SÌ
L'incanto di personaggi e situazioni che hanno cambiato la storia del cinema risolleva la trilogia prima della sua conclusione, sino a vette ormai impensabili.
Recensione di Emanuele Sacchi
Recensione di Emanuele Sacchi

Anakin Skywalker e Obi-wan Kenobi liberano il Cancelliere Palpatine, prigioniero del Conte Dooku, e assestano un colpo decisivo ai separatisti, nella guerra dei Cloni combattuta tra questi e la Repubblica. Ma troppe sono le ansie che occupano la mente di Anakin: Padme è incinta e le visioni dal futuro promettono sciagure, mentre il Consiglio dei Jedi si rifiuta di nominarlo Maestro Jedi e lo incarica di sorvegliare il Cancelliere, sospettato di essere il Signore Oscuro dei Sith. Anakin sarà presto costretto a scegliere se attenersi ai principi impartiti da Obi-wan, in cui ha sempre creduto, o se cedere alla tentazione di una presunta onnipotenza per correggere il futuro.
Il momento più atteso della trilogia prequel di Guerre stellari, annunciato sin dal trailer del primo episodio, è quello in cui Anakin Skywalker cede il passo a Darth Vader, trasfigurazione biomeccanica al servizio dell'Impero, capace solo di dispensare morte e dolore. Un climax troppo a lungo rimandato, ma dal fascino tale da giustificare una trilogia di film costellata di momenti pleonastici. George Lucas pospone più che può il redde rationem, occupando quasi un'ora di film nel tentativo di ricongiungere i diversi fili rimasti pendenti: in primis la Guerra dei Cloni, approfondita nel lungometraggio di animazione Star Wars: Clone Wars, da cui viene recuperato il capo dei droidi General Grievous. Tutti i difetti che gravavano sugli episodi precedenti della trilogia prequel si ripresentano immutati, finché l'angoscia di Anakin sul futuro suo e di Padme ha narrativamente il sopravvento e determina l'esito, attesissimo benché arcinoto, del destino suo e dei Cavalieri Jedi.
L'uso della tecnologia appare più in armonia, rispetto al passato, nei confronti della materia trattata, guidato da una cappa di oscurità crescente, man mano che la Repubblica completa la sua transizione verso il sinistro Impero Galattico. Seppure i termini in cui è raccontata restino semplicistici, la metamorfosi politica che domina Episodio III, ovvero la nascita di un regime dittatoriale sotto scrosci di applausi, è guidata da uno spirito sinceramente democratico che restituisce umanità alla saga di Lucas e che, in ultima analisi, permette di (ri)accostarla alla contemporaneità e ai pericoli che affliggono la nostra società. L'universo di Star Wars non sembra più un sistema isolato in cui le emozioni sono coltivate in vitro come nei capitoli precedenti della trilogia, ma torna a rappresentare, o quantomeno prova a farlo, lo specchio di un animo umano, tormentato dai dubbi e dalle tentazioni che affliggono i comuni mortali. Benché Lucas confermi la sua inadeguatezza a scrivere dialoghi memorabili sul piano emozionale, l'intensità della vicenda cresce con l'avvicinamento del suo climax, fino a ricongiungersi con la magia della trilogia originale. Riaffiorano così antiche sensazioni sopite, mentre personaggi ridotti a silhouette semoventi, come Obi-wan Kenobi o Yoda, riprendono vita e riacquisiscono senso. Ancora una volta la saga di George Lucas prospera nella tragedia, guadagnando in spessore quanto più si avvicina ai temi ancestrali che già furono di Eschilo e Sofocle: non a caso gli episodi narrativamente più completi e drammaticamente più intensi sono quelli segnati dal Lato Oscuro e da un destino avverso, ossia Star Wars: Episodio V - L'impero colpisce ancora e questo terzo episodio.
Con Episodio III Star Wars getta definitivamente la maschera e accetta il suo ruolo di tragedia epica di una famiglia dannata, nata in una condizione di servitù e segnata inesorabilmente dal dolore e dalla perdita. L'impossibilità per Anakin di poter soddisfare un'ambizione inesauribile e appagare una passione così antitetica al suo ruolo di Jedi ne indeboliscono la volontà, conducendolo inevitabilmente verso la via - rapida, immediata e istintiva - che conduce al Male. Ma la maschera nera da samurai trasfigurato di Darth Vader, che popolava gli incubi dei bambini di trent'anni prima, non induce più all'odio, bensì alla pietà: persino di fronte agli esecrabili delitti di cui Anakin si macchia, a prevalere è la sua natura di pupazzo nelle mani di un Fato beffardo, che lo priva di una reale scelta.
Se non si fosse trattato dell'episodio di gran lunga più atteso della trilogia prequel di Guerre stellari, destinato a ricongiungere tutti i fili rimasti in sospeso, probabilmente ben pochi avrebbero riposto delle speranze in Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith dopo le cocenti delusioni dei primi due capitoli. Ma l'incanto di personaggi e situazioni che hanno cambiato per sempre la storia del cinema è tale da risollevare la trilogia di Lucas, prima della sua conclusione, sino a vette ormai impensabili.
Se si rimuove di netto il primo segmento, con la chirurgica precisione di una spada laser Jedi, Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith dimostra di avere le carte in regola per riguadagnare il ruolo di degno prequel della saga cinematografica più famosa del mondo. E il respiro, inconfondibile e immortale, su cui si chiude lascia pensare - o sperare - che la storia degli Skywalker non sia destinata a terminare qui.

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Francesco Rufo
venerdì 17 luglio 2009

Star Wars è una saga fantascientifica formata da sei film, che compongono due trilogie. La nuova trilogia comprende gli episodi I, II e III. Le vicende narrate nella nuova trilogia sono cronologicamente antecedenti rispetto a quelle narrate nella trilogia classica. Le due trilogie sono tra loro speculari. Vediamo le corrispondenze tra l’episodio III e l’episodio VI. Nell’episodio III e nell’episodio VI: l’apertura è dedicata alla liberazione di un personaggio rapito (III: Palpatine; VI: Han Solo). Dopo la precedente eliminazione di un pericolo (per la nuova trilogia, il Conte Dooku; per la trilogia classica, la Morte Nera), si presenta un nuovo pericolo (III: il Generale Grievous; VI: la nuova Morte Nera). Per il giovane Jedi c’è una rivelazione “familiare” (III: Anakin Skywalker scopre che Amidala è incinta; VI: Luke Skywalker scopre che Leia è sua sorella). Si arriva al duello decisivo (III: Anakin contro Obi-Wan Kenobi; VI: Luke contro Darth Vader). Nel finale si afferma la differenza fra la tragedia della nuova trilogia (il finale tragico), e il romance della trilogia classica (il lieto fine). Ognuna delle due trilogie segue un percorso di formazione. La nuova trilogia segue il percorso di Anakin Skywalker. Anche per il percorso di formazione, troviamo riscontri tra le coppie di episodi delle due trilogie. Nell’episodio III e nell’episodio VI, il ragazzo compie la scelta morale, si crea una propria identità morale, positiva o negativa, e raggiunge la maturità con il distacco (tormentato e segnato dall’odio nell’episodio III; sereno e segnato dall’amore nell’episodio VI) dalla figura paterna (III: Obi-Wan Kenobi; VI: Darth Vader). Sia Anakin che Luke si relazionano con diverse figure di padri-docenti: nell’episodio III e nell’episodio VI, c’è il padre malvagio (Palpatine per Anakin; Darth Vader [in assonanza con “dark father”, padre oscuro] per Luke). Seguendo le indicazioni sulle forme letterarie date da Northrop Frye in Anatomia della critica, si può dire che – se la trilogia classica è un romance – la nuova trilogia è una tragedia. Nella nuova trilogia, Anakin, come la maggioranza degli eroi tragici, sta tra grandezza del divino e debolezza del “troppo umano”, ed è dotato di hybris (superbia), cioè di un animo ambizioso che lo spinge nell’hamartia (peccato, errore), nella caduta morale. Come la tragedia, la nuova trilogia è «una combinazione paradossale di un tremendo senso di giustizia (l’eroe deve cadere) e di un pietoso senso di ingiustizia (è triste che egli cada)» (Frye). Come il mythos della tragedia, la nuova trilogia si può dividere in sei fasi. Nell’episodio III abbiamo le ultime tre. La 4ª fase è quella della caduta dell’eroe a causa dell’hybris e dell’hamartia, ovvero la scelta di Anakin di stare dalla parte di Palpatine. La 5ª fase è quella della perdita di direzione, ovvero la confusione rabbiosa di Anakin sul pianeta Mustafar. La 6ª fase è dominata da violenza e orrore, da immagini di sparagmos, mutilazioni, torture: Anakin è ridotto a un tronco senza arti, cade nella lava che lo carbonizza. Alla fine della 6ª fase si ha un punto di epifania demonica, dove è mostrato il mondo infernale, con simboli ricorrenti, tra cui gli strumenti di tortura: Anakin diventa Darth Vader, il rappresentante principale del mondo demonico, che qui appare in una sequenza che rimanda alla creazione di Frankenstein, in un ambiente che sembra una stanza delle torture.

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Il migliore dei tre nuovi episodi, in cui l'entertainment si unisce abilmente alla riflessione.
Recensione di Giancarlo Zappoli

Il Cancelliere Palpatine è ormai in rotta di collisione con i cavalieri Jedi nonostante che Obi Wan Kenobi e Anakin Skywalker abbiano rischiato la vita per salvarlo. Anakin, che attende un figlio da Padmè, sente sempre più forte l'influsso negativo di Palpatine il quale riesce a far leva sui suoi risentimenti e sulla promessa di salvare la sua compagna nel momento di un parto che si prospetta a rischio di morte per la puerpera. Anakin cederà e si trasformerà nel temibile Darth Vader destinato a sopravvivere (per quanto menomato) allo scontro con Obi Wan Kenobi.
Il terzo episodio di "Star Wars" si presenta come il più completo e complesso della nuova serie. Lucas avrebbe potuto limitarsi a 'giustificare' gli sviluppi della vicenda così come li abbiamo visti nel mitico "Star Wars", punto di origine della saga, e nei due episodi successivi che si concludevano con le diverse agnizioni: Leia e Luke si scoprivano fratelli e figli di Darth Vader (Fener alle nostre latitudini).
Il regista invece dispiega il racconto con grande potenza visiva, conservando intatto lo stile complessivo ma con alcune profonde differenziazioni. Quasi nessuno spazio viene lasciato a siparietti comici mentre il confronto tra Bene e Male non ha nulla di manicheo. La complessità del personaggio di Anakin Skywalker è lì a testimoniarlo. Dato poi che il cinema, anche e soprattutto quello di fantascienza (per quanto "Star Wars" non possa essere costretto in una gabbia di genere), è figlio del proprio tempo non si può non leggere in controluce una riflessione sull'abuso che viene fatto in questi nostri tempi della parola 'democrazia'. Osservate il duello (non vi diremo fra chi per non sciuparvi la sorpresa) che si svolge nel luogo in cui si riunisce il Senato: è lì che sono in gioco le sorti di una società; è lì che in nome della pace si scatena la guerra; è lì, come dice sconsolata Padmè Amidala, che "La libertà viene abolita tra gli applausi".
Le perplessità suscitate inizialmente da un'operazione che poteva sembrare di puro business sono ampiamente fugate. L'entertainment si unisce alla riflessione. Quindi: Bravo Lucas!

In appendice aggiungiamo una proposta: chi ci legge e ha seguito la nuova trilogia provi a collocare i tre episodi in una classifica di qualità. La nostra è la seguente: 1) Episodio III; 2) Episodio I; 3) Episodio II.

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Stefano Lo Verme

Nel corso della guerra dei cloni, il cavaliere Jedi Obi-Wan Kenobi e il suo allievo Anakin Skywalker riescono a liberare il Cancelliere Palpatine e ad uccidere il malvagio conte Dooku. Nel frattempo, Anakin scopre di aspettare un figlio dalla senatrice Padmé Amidala, ma è costretto a mantenere il segreto ed è tormentato dal funesto presagio della morte della moglie; e intanto, si ritrova coinvolto in oscure manovre politiche...
Si conclude, con questo terzo episodio, anche la seconda trilogia dedicata all'epica saga di Guerre stellari, ripresa in mano dal produttore e regista George Lucas nel 1999 con La minaccia fantasma e proseguita nel 2002 con L'attacco dei cloni. La storia del giovane Anakin Skywalker arriva ad uno snodo narrativo con la sua metamorfosi nel terribile Darth Vader, completando così l'antefatto alle vicende della precedente trilogia. Girato in digitale e con un uso massiccio di effetti speciali, per un costo totale di 110 milioni di dollari, La vendetta dei Sith è uscito nelle sale nel 2005, riscuotendo grandi consensi da parte della critica ed un enorme successo al botteghino: 850 milioni di dollari incassati in tutto il mondo e 130 milioni di spettatori (di cui 60 milioni nei soli Stati Uniti); inoltre, è considerato giustamente il miglior episodio della nuova trilogia, quello più approfondito dal punto di vista della sceneggiatura e della costruzione della trama. Dopo un esordio in medias res, il percorso del protagonista Anakin (Hayden Christensen), aspirante cavaliere Jedi ed allievo di Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor), entra in una nuova fase che lo indurrà a cadere sotto l'influenza del Lato Oscuro della Forza e a votarsi definitivamente al Male. Lucas, dunque, abbandona i toni più vivaci ed avventurosi di inizio trilogia per calare la storia in una dimensione inesorabilmente cupa e sinistra, e pone al centro dell'azione un personaggio dai connotati faustiani, che cede alle lusinghe di immortalità e di onnipotenza e si lascia vampirizzare dall'ambiguo Cancelliere Palpatine (Ian McDiarmid). E il tema al cuore del film è proprio la corruzione dell'animo umano di fronte al Male, in una metaforica discesa agli inferi che raggiunge il suo climax in un finale spettacolare quanto mozzafiato, con il duello incrociato fra il Cancelliere Palpatine (alias il signore dei Sith Darth Sidious) e il saggio Yoda (Frank Oz) nell'aula del Senato, e fra Anakin e il suo maestro Obi-Wan sul pianeta Mustafar, ricoperto dal magma (una sequenza apocalittica per la quale Lucas ha utilizzato le riprese di un'eruzione vulcanica dell'Etna).
La vendetta dei Sith, inoltre, sviluppa il discorso sulla politica e la democrazia già impostato nel precedente capitolo; un discorso che assume contorni tragicamente reali in riferimento ai vari genocidi dello scorso secolo e all'attualità delle guerre in Medio Oriente e in Iraq. In particolare, Lucas mette in scena l'ascesa al potere di un regime ferocemente totalitario (l'Impero) che fonda la propria legittimità nel nome di una presunta difesa della libertà - una libertà che, nelle parole della senatrice Amidala (Natalie Portman), "viene abolita tra gli applausi" durante l'ultima seduta del Senato. Un film di straordinaria forza visiva, con un epilogo da antologia in cui Anakin, orrendamente mutilato dopo lo scontro con Obi-Wan, subisce l'operazione che lo trasformerà nel diabolico Darth Vader, una terrificante creatura metà uomo e metà macchina che fa ormai parte del nostro immaginario collettivo.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 26 settembre 2017
laurence316

Uscito ai canonici tre anni di distanza dal precedente episodio, La vendetta dei Sith è senza ombra di dubbio il migliore del trittico e riporta la serie ai suoi antichi fasti che sembravano essersi persi per sempre nel mare di banalità, stereotipi, melensaggini e mediocrità dei due precedenti capitoli.Lucas si riprende e crea uno dei film più riusciti della saga di Star [...] Vai alla recensione »

Frasi
Obi Wan: È finita Anakin, sto più in alto di te.
Anakin: Tu sottovaluti il mio potere.
Obi Wan: Non provarci. Tu eri il prescelto! era scritto che distruggessi i Sith, non che ti unissi a loro! dovevi portare equilibrio nella Forza non lasciarla nelle tenebre!
Anakin: Io ti odiooo!
Obi Wan: Eri mio fratello Anakin, ti volevo bene.
Una frase di Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor)
dal film Star Wars: episodio III - La vendetta dei Sith - a cura di MAC007
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Claudia Morgoglione
La Repubblica

Difficile farsi sorprendere, da un film su cui si è detto e si è scritto tutto. Eppure la visione in anteprima di Episodio III - La vendetta dei Sith, terzo e ultimo capitolo della trilogia-prequel targata Star Wars, riserva comunque molte emozioni: l'atmosfera cupissima che lo pervade, il destino che incombe sui personaggi, la conversione dell'eroe al lato oscuro della Forza vanno assaporate sul grande [...] Vai alla recensione »

NEWS
CELEBRITIES
martedì 12 maggio 2009
Stefano Cocci

Da Trainspotting ad Angeli e demoni Concede molto di sé Ewan McGregor e forse è per questo motivo che piace così tanto al pubblico femminile. Infatti, il giovane Obiwan Kenobi non disdegna di apparire nei suoi film in quella che gli anglosassoni chiamano [...]

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