Il cartaio

Film 2003 | Horror 106 min.

Regia di Dario Argento. Un film con Stefania Rocca, Liam Cunningham, Silvio Muccino, Vera Gemma, Fiore Argento. Cast completo Genere Horror - Italia, 2003, durata 106 minuti. - MYmonetro 2,42 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dario Argento racconta la passione, a volte malsana, per i videopoker, le chat, il voyeurismo in rete. E come sempre scava nelle nostre più torbide pulsioni per raccontare i suoi incubi. In Italia al Box Office Il cartaio ha incassato 2,9 milioni di euro .

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Consigliato nì!
2,42/5
MYMOVIES 2,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,25
CONSIGLIATO NÌ
Dario Argento si confronta con l'horror sociale, ma con una sceneggiatura debole e priva di tensione.
Recensione di Davide Morena
Recensione di Davide Morena

Una turista inglese scompare ed un'e-mail firmata "il cartaio" ne rivendica il rapimento: il misterioso maniaco sfida la polizia ad una partita di poker via chat la cui posta in palio è la vita della ragazza. La polizia si rifiuta di giocare e vede la ragazza morire in diretta via webcam. Ha inizio una serie di rapimenti con la stessa modalità su cui indagano l'ispettrice Mori e l'agente Brennan dell'ambasciata inglese.
L'incursione del Maestro del Brivido in un ambito sociale fatto di chat, webcam, ossessione da videopoker e affini, tradisce tutta la sua mancanza di conoscenza in proposito: un mondo ignoto che lo mette a disagio, forse, ma non lo spaventa abbastanza da ispirargli un buon film. Il cartaio è una clamorosa caduta di stile ed è imbarazzante l'assoluta mancanza di spessore che lo attraversa dall'inizio alla fine. Parlare di sceneggiatura debole è un eufemismo per parafrasare che è in realtà inesistente: il film non solo non fa paura, ma è talmente banale e sconclusionato da non innescare mai la minima tensione. La seconda stella è solo per il rispetto dovuto.

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Recensione di Andrea Chirichelli
mercoledì 7 gennaio 2004

Toh, il film di genere. Dato per disperso da anni nella moltitudine di progetti e progettucoli della new wave italiota, molto attenta ai temi del presente ma di mementiana memoria quando si tratta di ricordare le proprie tradizioni, questo tipo di pellicola aveva dato il suo meglio negli anni settanta, quando le opere di Avati, Fulci, Bava e Argento, sbancavano i botteghini a fronte di costi di produzione e realizzazione spesso irrisori. Se Il Cartaio fosse stato girato trent'anni fa, forse oggi lo celebreremmo come un capolavoro. Nella realtà dei fatti invece resta un discreto film, lontano anni luce dai titoloni dello stesso regista, ma comunque una spanna sopra i suoi ultimi e agghiccianti (nel senso peggiore del termine) lavori come Non ho sonno. Poco splatter, tanto thriller, una forte attenzione alle mode e alle manie del momento, Il Cartaio riporta ai titoli di esordio del regista, quando più che teste mozzate, squartamenti e simili amenità, contavano un trama ricca di colpi di scena e dei personaggi carismatici: in quest'ottica il film appare riuscito a metà. Argento cerca, in certi punti e con determinati personaggi di ricreare quel clima grottesco ed autoironico, tipico delle sue realizzazioni anni 70 come Il gatto a nove code e L'uccello dalle piume di cristallo, senza però riuscirci pienamente. Grazie a dio non c'è Asia Argento, che avrebbe incialtronito la pellicola e azzerato con la sua coattaggine quel poco di fascino che il regista affida alla protagonista (una Stefania Rocca dimessa ma sempre sensuale). Purtroppo la scelta del giovane Muccino come deus ex machina delle storia lascia un po' più perplessi anche perché, essendo il film girato in inglese e poi ridoppiato in italiano, la sua parlata sibilante e mangiasillabi, lascia intendere meno della metà delle battute che gli sono affidate (comunque poteva anche esserci la Bellucci, quindi tutto sommato ci è andata bene) . Simonetti accompagna Il Cartaio con la classica partitura che lo ha reso famoso ai tempi di Profondo rosso, senza modificare più di tanto quel tocco particolare che è sempre stato un valore aggiunto ai film di Argento. Purtroppo, l'occhio dello spettatore assuefatto a gialli di ben altra caratura, non impiegherà molto a sgamare e riconoscere il serial killer, data anche la banalità del movente, ma tutto sommato, nonostante questa schematicità e prevedibilità, il film si lascia guardare. Esempio raro di un cinema oramai morto e sepolto (in Italia), Il Cartaio esce in sala fuori tempo massimo ma permette comunque un paio d'ore di evasione senza sobbalzare troppo spesso sulla poltrona.

Sei d'accordo con Andrea Chirichelli?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Un assassino periodico di donne giovani sfida la Squadra Mobile di Roma a partite da videopoker che hanno come posta la morte o la vita delle sue vittime. Come in Nonhosonno , D. Argento torna al giallo a enigma: chi è l'assassino? Madornale inverosimiglianza di fondo a parte, gli ingredienti sono i soliti con due novità: la puntigliosa descrizione del lavoro di squadra, tecnologicamente aggiornato, della polizia e il largo spazio per la protagonista, personaggio positivo. Pur poco aiutata dallo script (ancora Franco Ferrini con Argento che, come regista, la lascia a briglie sciolte) S. Rocca regge il gioco con energia e sottigliezza. Al di là delle notazioni registiche più o meno ingegnose (anche nel sonoro), il risultato è sbolinato a causa del videopoker, uno dei giochi in circolazione più stupidi e affidati alla fortuna. Sta al poker come la lippa al baseball. Farne il motore dell'azione e cercare qualcuno che lo giochi bene è un'assurdità doppia.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 14 agosto 2015
phoenix000

Bastava un po' più di impegno per realizzare un buon film sul poker. Invece regna la superficialità. Partite a Poker on line ridicole; non si capisce se l'assassino, che gioca sempre per secondo, veda anche le carte dell'altro. Sembra si giocgi a carte scoperte. Poi il motivo per cui "Il cartaio" uccide? L'amore per la poliziotta? E la scena finale sulla rotaia! [...] Vai alla recensione »

domenica 19 aprile 2015
Davide Cinema

P { margin-bottom: 0.08in; }A:link { } Film del 2004, Il Cartaio è una opera decisamente anomala nel panorama del maestro del brivido Dario Argento. Il film segue la sfida tra un killer, detto appunto " Il Cartaio " e la polizia di Roma, tramite una chat videopoker e che mette in gioco la vita delle sue vittime. Il film è considerato il peggiore della cinematografia [...] Vai alla recensione »

martedì 3 gennaio 2012
Marko Morciano

Una turista inglese scompare, il misterioso killer ne fa vedere le immagini in diretta web e si firma come il cartaio, tutto ciò tramite una mail. Il "classico" Dario Argento non si smentisce, continua a cercare di creare qualcosa di nuovo senza conoscerne il campo perfettamente. Il doppiaggio è veramente ridicolo, completamente scoordinato, i doppiatori non sono per niente convincenti e non danno [...] Vai alla recensione »

sabato 9 luglio 2011
Teo_Nove

In teoria questo voto dovrebbe essere 1 stella, ne metto 2 solo per la stima che nutro verso Dario. Passiamo al film, in questa pellicola credo che niente funzioni bene, a partire dalle sensazioni: niente colpi di scena, film scontatissimo e l'aria che si respira guardandolo non è neanche lontanamente paragonabile a quella a cui ci ha abituato il maestro dell'horror, è tutto di [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 febbraio 2011
eraserhead79

A distanza di 8 anni ho ancora i brividi addosso. Che sceneggiatura, che recitazione, che costumi, che location e che regia! Voci di corridoio parlano di un prossimo sodalizio artistico tra Dario e Damiano. Il film s'intitolerà "Alex il cartaio". Un concentrato esplosivo si suspance e azione.

sabato 11 settembre 2010
giuales

Da troppi anni, purtroppo, Dario Argento ci ha costretti alla (sua) resa. Se, quindi, un suo flop non fa, praticamente, più notizia, a sconcertarci è il fatto che da esempi cine-televivi come questi sembra quasi ravvisarsi la totale noia di Argento nel dedicarsi ancora al suo lavoro (ed è sinceramente quello che amo pensare). Vedendo questo cartaio sembra quasi di immaginare il regista pensare alla [...] Vai alla recensione »

mercoledì 5 gennaio 2011
ORFEO

Thriller discreto di Dario Argento rovinato solo dalla pessima recitazione della Rocca e di Santamaria e da quella veramente ridicola di Muccino. Con un altro cast il risultato sarebbe stato sicuramente migliore

domenica 15 luglio 2012
Elia Ferroli

Questo il film non è certamente uno dei migliori del maestro del thriller, ma è pursempre una buona pellicola. Un' opera asciutta, che provoca tensione allo spettatore. Buon film

domenica 19 agosto 2012
Kronos

Non è la bruttezza del film, in linea con le prestazioni argentiane degli ultimi lustri, ad avermi colpito. In sintesi si potrebbe definire "Il  cartaio" come una brutta Fiction RAI-SET passata per caso nelle sale. L'aspetto che mi ha toccato è la rappresentazione dell'Italia e degli italiani che il vecchio romano cocainomane ha voluto offrire, si presume [...] Vai alla recensione »

martedì 23 luglio 2013
J.kkkk

Veramente un bel giallo !! Ricco di suspance e tensione specialmente nel finale dove lo spettatore rimane con il fiato sospeso fino alla fine e nella parte dell'inseguimento a casa della protagonista.E' un giallo ad incastro.La polizia raccoglie una serie di indizi che poi combaciano e danno la soluzione finale.L'idea del videopoker è originale.Da vedere !!!!!

sabato 15 agosto 2009
dian71cinema

CERTAMENTE L'IDEA ERA INTERESSANTE E IL BRAVO REGISTA ARGENTO CON LE RUOTE UN PO' A TERRA IN FATTO DI ORIGINALITA' HA FALLITO L'ESPERIMENTO. CIO' CHE MANCA A QUESTO FILM SONO ESSENZIALMENTE DUE COSE, TRALASCIAMO LA TRAMA CHE RISULTA DI POCO SPESSORE NEI SUOI ULTIMI LAVORI, (NIENTE A CHE VEDERE CON LE BELLISSIME STORIE DI PROFONDO ROSSO, PHENOMENA O TENEBRE PER ESEMPIO.

martedì 9 febbraio 2010
ORFEO

Sono convinto che Dario Argento sia un genio, e che vada rispettato.Essendo umano può avere anche lui alti e bassi. Dopo lo schifo del Fantasma dell'Opera ha comunque tirato fuori una perla come Non ho sonno smentendo tutti coloro che lo davano sul viale del tramonto. Purtroppo questo Cartaio ha una trama senza capo nè coda questo è colpa di una sceneggiatura troppo sfilacciata e un intreccio giallo [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 gennaio 2016
Barolo

Il giudizio del critico è troppo severo,il film non è completamente da bocciare,ma certo siamo lontani anni luce dal migliore Argento,quello per intenderci della cosiddetta  trilogia degli animali,tuttavia qualche brivido riesce a suscitarlo.Come tutti i grandi registi e autori anche Argento attraversa qui un periodo non felice della sua peraltro dignitosissima carriera.

sabato 1 dicembre 2012
Mother Demon

A seguito di Nonhosonno, ecco a voi il Cartaio! Un film davvero piatto sotto ogni punto di vista: per la storia, per la regia, per la recitazione e non parliamo del motivo per cui il killer commetteva i delitti... banale! L'uca cosa positiva è che per lo meno non ci sono errori di regia o comunquenon sono presenti errori molto evidenti! Del resto sembra il lavoro di un regista principiante [...] Vai alla recensione »

mercoledì 29 maggio 2013
ciccio benzina

Non è' Dario Argento... Un film che non da un minimo di coinvolgimento allo spettatore . La fotografia e' da filmino TV da 4 soldi , gli attori non sono male ma si trovano in una situazione difficile da portare avanti . La regia si vede che c' ma non è' capace di dirigere un film con caratteristiche normali ... Figuriamoci se riesce a seguire lo stile di Argento .

giovedì 13 febbraio 2014
Marco Rocket

Ma dire che gli ultimi film di Dario Argento sono brutti è diventata una moda?? Obiettivamente il film non e all'altezza dei suoi stessi film ma io mi aspettavo molto peggio anzi l originalità della trama incuriosisce non poco!!! E la freddezza che criticate tanto la trovo ubriaca punto di forza...c'è di peggio. Daje Dario!!!

venerdì 30 agosto 2013
Onufrio

Definire questo film un horror è alquanto esagerato, Il cartaio rientra tra i generi Giallo/Thriller. Ma la sceneggiatura risulta scialba, la scena migliore è quella all'obitorio in cui un medico legale al quanto pazzoide interpretato da Luis Molteni, svela ai due agenti il cadavere della povera ragazza uccisa dal cartaio, cadavere che verrà analizzato con maniacale cura dall'ag [...] Vai alla recensione »

domenica 12 luglio 2009
Dany/Joker

Il peggiore di Dario Argento: almeno La Terza Madre si salvava in parte per le scene truculente, ma questo non fa né paura né appassiona.

giovedì 23 settembre 2010
nerazzurro

Sceneggiatura e (specialmente) i penosi dialoghi mi hanno fatto davvero irritare in questo film. Alcune scene mi hanno fatto scoppiare dal ridere, come quella in cui il  killer sgozza una vittima in diretta davanti ai poliziotti, e quando tutti restano ammutoliti il commissario puntando il dito sul monitor esclama: "Ti prenderemo!" (sicuramente se non vi ha fatto ridere vi avrà [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 marzo 2010
zipaveloo

Questo film non è all'altezza del miglior Dario Argento, il maestro dell'Horror che tutti hanno ammirato nei decenni passati, è semplicemente senza suspence, cosa che in questi film è quasi tutto, al pari delle musiche anche quelle indegne. Per quanto riguarda la critica è giusto farla e quindi riceverla perchè sono gli spettatori che pagando sanciscono i [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 dicembre 2011
Lella Sabadini

Brutto e recitato malissimo! Attratti dai nomi degli attori, ( Muccino , Stefania Rocca che per altro recitano male quanto gli altri ,e Liam Cungham ( che ha recitato anche per Loach ed è l’unico che si salva) siamo a stento riuisciti ad arrivare alla fine. Di pessimo gusto e poco credibili le scene in cui ilvariegato team degli investigatori ed esperti informatici assiste in massa alle partite [...] Vai alla recensione »

domenica 4 settembre 2011
Paperinolaringoiatra

scontato dall'inizio alla fine. carente di qualsiasi qualità sia dal punto di vista della sceneggiatura che da quello della recitazione. ridicole e grottesche per un film che si dichiara thriller la scena delle bottiglie di champagne ( o spumante). sorvoliamo sul fatto che per giocare a videopoker non servono abilità quindi non si capisce l'importanza data allo pseudo-attore silvio [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Pier Maria Bocchi
Film TV

Ma c’è un concorso per recitare negli ultimi film di Argento? Se sì, non è tanto opportuno parteciparvi. Non se ne salva uno. Vero che buona parte della colpa è di un doppiaggio atroce (ma non si potrebbe spenderci qualcosa in più?), ma insomma, un po’ di decenza non guasterebbe. Poveretto, l’unico simpatico è Silvio Muccino, che viene arpionato come L’orca assassina.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Sono tre i momenti terribili de Il cartaio, nuovo horror di Dario Argento, sfida tra un serial killer informatico e la polizia romana al videopoker, con la vita di una donna come posta in gioco. Il primo è l'analisi, sul tavolo dell'autopsia, del cadavere di una turista inglese ripescato dal Tevere: il bel corpo giovane livido e segnato da macchie verdastre, le palpebre appiccicate, le labbra blu, [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

I film di Dario Argento sono soliti dividere l’uditorio tra chi li ama follemente e chi li detesta. Non ci sono prigionieri, né indifferenti. Per i sostenitori Argento è un autore, per i detrattori è un regista di genere, mestierante di film di serie B. Per i primi il cinema di genere è il vero cinema e gli autori sono quei registi che meglio lo interpretano.

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Dario Argento torna al giallo, accantonando quel cinema dell’orrore cui si era dedicato in tanti suoi film. E convince di più, anzi conquista, perché, qui da noi, non c’è nessuno come lui che sappia fabbricare macchine ad effetto per provocare brividi e suscitare tensioni. Siamo a Roma, in un commissariato. Un assassino seriale rapisce delle donne e promette di salvar loro la vita se, giocando a [...] Vai alla recensione »

Franco Montini
La Repubblica

Il male, presente nelle sue diverse maschere e personificazioni in tutti film di Dario Argento, si sposta in una nuova dimensione: quella tecnologica della rete. La storia ruota attorno ad un misterioso serial killer, che firmandosi Il Cartaio sfida la polizia in una serie di partite a videopoker da giocare in rete. Ogni volta la posta in gioco è una vita umana, quella di una donna che l’assassino [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Dario Argento maestro della paura. Il cartaio è una conferma, anzi un ritorno alla grande alla più autentica vena - dal folgorante esordio de L'uccello dalle piume di cristallo a Profondo rosso - di questo autore italiano così poco affine alle espressioni più tipiche della tradizione cinematografica italiana, la commedia o il film sociale, così come era quello che egli considera ed è stato il suo maestro [...] Vai alla recensione »

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