| Titolo originale | The Good Shepherd |
| Anno | 2006 |
| Genere | Sentimentale, |
| Produzione | USA |
| Durata | 167 minuti |
| Regia di | Robert De Niro |
| Attori | Matt Damon, Angelina Jolie, Alec Baldwin, Tammy Blanchard, Billy Crudup, Keir Dullea Martina Gedeck, William Hurt, Lee Pace, Eddie Redmayne, John Sessions, Oleg Stefan, John Turturro, Robert De Niro, Michael Gambon, Timothy Hutton, Gabriel Macht. |
| Uscita | venerdì 20 aprile 2007 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 2,80 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Il racconto della genesi dei servizi segreti secondo De Niro. Il film è stato premiato al Festival di Berlino, In Italia al Box Office L'ombra del potere - The Good Shepherd ha incassato 3 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Al centro della vicenda, la frustrante vita di un agente della Cia ma soprattutto la nascita dei servizi segreti. L'interesse del cineasta americano nei confronti della politica internazionale e della cosidetta intelligence non è stato mai tenuto segreto. L'intento del film è chiaro fin dalle prime scene. Cercare di allontanarsi, il più possibile, da una struttura narrativa spy-game fantasy al fine di illustrare come uomini apparentemente anonimi siano riusciti a controllare il mondo attraverso metodi estremamente razionali, mettendo in gioco aspetti umani e professionali.
La sceneggiatura di Eric Roth rispolvera l'acutezza politica e morale del lavoro precedente, Munich. Entrambe le pellicole hanno al centro un personaggio la cui missione sembra essere quella di condurci verso uno stato di "giustizia universale". Entrambi i protagonisti vivono un lento senso di erosione del proprio animo. Se Eric Bana si libera lentamente di un peso fatto di frustrazione e rabbia, Edward Wilson (Matt Damon) nel "Buon pastore" si rinchiude, attraverso un movimento a spirale, in uno spazio, solo in superficie, portatore di protezione. Nei fatti, diviene complice della sua stessa ambiguità. A Roth e De Niro riconosciamo il merito di non forzare emotivamente la sua figura. Sceneggiatore e regista riescono a caricare la suspense non con colpi di pistola ma con bisbigli e occhiate furtive.
Stilisticamente in linea con i dettami del cinema classico, la pellicola costringe lo spettatore a prestare la massima attenzione ai dialoghi. Non solo. Implica un vero e proprio lavoro induttivo e interrogativo che presuppone l'esistenza di vuoti che il singolo deve, in qualche modo, riempire grazie alle personali conoscenze storiche e politiche. Attraversare cinematograficamente diverse decadi (venticinque anni di storia americana) nel giro di quasi tre ore potrebbe rischiare di mettere lo spettatore in uno stato di ansia e di sovraccarico mentale in quanto troppo preoccupato di sciogliere le numerose implicazioni presenti. Per fortuna, nulla di tutto questo avviene.
Segue su Iris alla visione in sala del supervalutato Edward J Hoover, questo sempre apprezzabile film con un cast a dire poco strabiliante. Mentre Di Caprio è stato costretto a declamare per tutto il tempo un copione gonfiato di ideologia, Matt Demon riesce a rendere credibile, con grande tecnica, il personaggio di Wilson, talmente parco di parole e di gestualità, da giustificare sospetti di catatonia. [...] Vai alla recensione »
Sotto un cappello grigio e dentro un impermeabile chiaro, un uomo cammina lungo un corridoio, confuso tra molti che gli somigliano. Con sé porta una cartella di cuoio, come un impiegato. Così Robert De Niro mostra Edward Bell Wilson (Matt Damon), al termine di The Good Shepherd - L'ombra dei potere (Usa, 2006, 167'). Guerre, torture e morti stanno alle sue spalle, e ancora ce ne saranno nel suo futuro. [...] Vai alla recensione »