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domenica 16 dicembre 2018

Eddie Redmayne

Il volto di Stephen Hawking

36 anni, 6 Gennaio 1982 (Capricorno), Londra (Gran Bretagna)
occhiello
"Per quanto possa essere dura la vita... Finch c' vita, c' speranza!"
dal film La teoria del tutto (2014) Eddie Redmayne Stephen Hawking
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Eddie Redmayne
Golden Globes 2016
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film The Danish Girl di Tom Hooper

BAFTA 2016
Nomination miglior attore per il film The Danish Girl di Tom Hooper

Premio Oscar 2016
Nomination miglior attore per il film The Danish Girl di Tom Hooper

BAFTA 2015
Premio miglior attore per il film La teoria del tutto di James Marsh

Premio Oscar 2015
Premio miglior attore per il film La teoria del tutto di James Marsh

Golden Globes 2015
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film La teoria del tutto di James Marsh

BAFTA 2015
Nomination miglior attore per il film La teoria del tutto di James Marsh

Golden Globes 2015
Premio miglior attore in un film drammatico per il film La teoria del tutto di James Marsh

Premio Oscar 2015
Nomination miglior attore per il film La teoria del tutto di James Marsh



La scrittrice si congeda da Harry Potter e crea una nuova saga che scova animali fantastici tra sortilegi e magie.

Animali Fantastici e dove trovarli: il potere magico della parola di J. K. Rowling

mercoled 16 novembre 2016 - Marzia Gandolfi cinemanews

Animali Fantastici e dove trovarli: il potere magico della parola di J. K. Rowling

Scopri tutti i film premiati alla 87a edizione degli Academy Awards.

Oscar 2015, il trionfo di Birdman

luned 23 febbraio 2015 - Tirza Bonifazi cinemanews

Oscar 2015, il trionfo di Birdman Tutti i pronostici che davano per vincitore Birdman di Alejandro Gonzlez Irritu, gran favorito della stagione cinematografica, sono andati a segno. Per il secondo anno consecutivo un messicano a guadagnare l'Oscar come Miglior regista: Alejandro Gonzlez Irritu che in Birdman aveva sperimentato nuove architetture narrative mantenendo sempre il gusto per le storie intrecciate. Ma non solo. Il messicano si anche guadagnato il premio pi importante dell'Academy: quello di Miglior film. Quanto al suo grande rivale, Grand Budapest Hotel di Wes Anderson si portato a casa quattro premi dei nove ai quali era candidato: Migliori costumi, Miglior trucco e acconciatura, Miglior scenografia, Miglior colonna sonora.

Pi in generale l'edizione numero 87 della notte di gala pi attesa dall'industria cinematografica e dagli appassionati di cinema e dello spettacolo non ha regalato grandi sorprese, se non per il premio a Miglior attore protagonista andato a Eddie Redmayne per La teoria del tutto (tutti davano per certa la vittoria di Michael Keaton). Tra le sorprese di questa edizione vista in pi di cento paesi e pi di 24 fusi orari c' sicuramente la buona conduzione di Neil Patrick Harris. Il tre volte vincitore del People's Choice Awards divenuto celebre soprattutto per il ruolo del facoltoso donnaiolo Barney Stinson nella sitcom How I Met Your Mother, ha dato prova di tutte le sue qualit come attore, cantante, ballerino, presentatore e prestigiatore, a partire dal numero di apertura, un musical che sembrava una lettera d'amore scritta da Broadway a Hollywood. Uno dei momenti pi divertenti della serata lo ha visto protagonista in mutande mentre riproponeva uno dei piani sequenza di Birdman nel quale compariva anche Miles Teller, il batterista di Whiplash.

Nessuna sorpresa nella categoria Miglior attore non protagonista. Per quanto fuori dagli schermi il professore di musica di Simmons possa essere criticato per i suoi metodi poco ortodossi, al cinema ha raccolto solo consensi. Dopo aver vinto i maggiori premi dell'industria, J. K. Simmons ha conquistato anche l'Academy che ha riconosciuto il suo immenso lavoro in Whiplash concedendogli l'Oscar. E pensare che tutto inizi da un piccolo cortometraggio indipendente - per il quale l'attore non ricevette neanche un centesimo - che il regista Damien Chazelle present al Festival di Sundance nel 2012 e che ha finito per guadagnarsi tre premi. Nessuna sorpresa nella cinquina rosa: Patricia Arquette era la favorita per il suo ruolo di mamma in Boyhood ed era anche l'attrice non protagonista pi quotata secondo i bookmakers. Non c'era storia neanche nella categoria Miglior Attrice perch si dava per scontato che a vincere fosse Julianne Moore per il ruolo di una professoressa di linguistica malata di una forma precoce di Alzheimer in Still Alice.

L'italiana Milena Canonero si contraddistinta per essere stata la prima donna della serata a vincere l'Oscar (il quarto della sua carriera) che ha coinciso anche con la prima delle nove candidature messa a punto da Grand Budapest Hotel di Wes Anderson. Anche se i favoriti sembravano essere Bill Corso e Dennis Liddiard per Foxcatcher, per il lavoro svolto sull'attore Steve Carell che sotto il cerone appariva irriconoscibile, il premio per Miglior trucco e acconciatura se lo sono portati a casa Frances Hannon e Mark Coulier per Grand Budapest Hotel. Milena Canonero e Frances Hannon sono state anche tra le poche donne (nove in tutto) a impugnare l'Oscar in un'edizione che gi contava poche candidate nelle varie categorie. L'altra critica che stata mossa all'Academy riguardava la poca presenza di afroamericani nelle varie categorie (per la prima volta dal 1998 non ci sono candidati non bianchi tra gli attori) e dalla scarsa considerazione per Selma che ha ricevuto solo due nomination di cui solo una messa a segno: Migliore canzone originale per Glory.

Nella categoria Miglior film straniero il polacco Pawel Pawlikowski ha rispettato tutte le previsioni impugnando l'Oscar per Ida mettendo in chiaro ancora una volta che la tematica dell'Olocausto sempre ben vista dall'Academy e tenendo un discorso di ringraziamento troppo lungo secondo i canoni della diretta televisiva da guadagnarsi lo spegnimento delle luci. Sorte che stava per toccare anche ai registi di Big Hero 6, vincitori nella categoria di Miglior film d'animazione. Citizenfour, film su Edward Snowden, ha invece trionfato quale Miglior Documentario (battendo in volata Alla ricerca di Vivian Maier, gi disponibile in streaming su MYMOVIESLIVE). Finalmente dopo due ore dall'inizio della cerimonia il film pi quotato dell'87 edizione degli Oscar, Birdman, si guadagnato la prima statuetta, che finita nelle mani del direttore della fotografia messicano Emmanuel Lubezki (il secondo arrivato dopo un'altra ora per la Migliore sceneggiatura originale). Prima di giungere ai premi pi importanti, il francese Alexandre Desplat, rivale di se stesso nella categoria Miglior colonna sonora (dove concorreva anche con The Imitation Game), ha finito per portarsi a casa l'Oscar al servizio di Wes Anderson in Grand Budapest Hotel.

Guarda il photocall dei vincitori

   

Animali Fantastici - I Crimini di Grindelwald

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,67)
Un film di David Yates. Con Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol, Ezra Miller.
continua»

Genere Fantasy, - Gran Bretagna, USA 2018. Uscita 15/11/2018.

I primitivi

* * * - -
(mymonetro: 3,22)
Un film di Nick Park. Con Riccardo Scamarcio, Paola Cortellesi, Salvatore Esposito, Claudio Gregori, Gabriele Rubini.
continua»

Genere Animazione, - Gran Bretagna, Francia 2018. Uscita 08/02/2018.

Animali fantastici e dove trovarli

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,50)
Un film di David Yates. Con Ezra Miller, Eddie Redmayne, Colin Farrell, Ron Perlman, Jon Voight.
continua»

Genere Fantasy, - Gran Bretagna, USA, Palestina 2016. Uscita 17/11/2016.

The Danish Girl

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,99)
Un film di Tom Hooper. Con Eddie Redmayne, Amber Heard, Alicia Vikander, Matthias Schoenaerts, Adrian Schiller.
continua»

Genere Biografico, - Gran Bretagna, USA 2015. Uscita 18/02/2016.

Jupiter - Il destino dell'universo

* * - - -
(mymonetro: 2,39)
Un film di Lana Wachowski, Andy Wachowski. Con Channing Tatum, Mila Kunis, Sean Bean, Eddie Redmayne, Douglas Booth.
continua»

Genere Azione, - USA 2015. Uscita 05/02/2015.
Filmografia di Eddie Redmayne »

mercoled 21 novembre 2018 - Un po' prequel e un po' spin-off. Al cinema.

Animali fantastici, un'allegoria politica sospesa tra la distopia e il fantasy

Lorenzo Ciofani, vincitore del Premio Scrivere di Cinema cinemanews

Animali fantastici, un'allegoria politica sospesa tra la distopia e il fantasy All'origine della preventivata pentalogia di Animali fantastici c' un fittizio libro di testo usato da Harry Potter, ma la vera fonte del franchise un composito apparato di frammenti e allusioni da rintracciare nell'opera omnia dedicata al maghetto creato da J.K. Rowling. Un po' prequel e un po' spin-off, un'estensione dell'universo, una ricognizione dell'immaginario svincolata dai codici del romanzo di formazione. Attraverso questo contenitore elastico ed aperto, appare evidente quanto il blockbuster si dimostri ancora una volta una scatola da riempire per interrogare il presente, un luogo fertile in cui poter battere strade inattese ed intercettare questioni che dominano la contemporaneit.
Ambientato alla fine degli anni Venti, Animali fantastici - I crimini di Grindewald (guarda la video recensione) un'allegoria politica sospesa tra la distopia e il fantasy che mette in scena il clima sospettoso, angosciato e cupo di una guerra incipiente. La pace minacciata dal progetto ideologico dell'oscuro Grindewald, che intende sottomettere la razza inferiore dei babbani. Il Ministero della Magia le prova tutte per sconfiggerlo, forte del suo profilo istituzionale: ma, proprio come la fragile Europa d'oggi, sembra non saper reagire in modo convincente al messaggio semplificato e semplificatorio che fa breccia tanto nel popolo desideroso di risposte facili a problemi complessi quanto nelle famiglie purosangue (la razza ariana?) conniventi col male e bramose di ottenere la supremazia.
A parte le allusioni ai fermenti politici contemporanei, non occorre troppo intuito per leggervi una metafora dei totalitarismi del Novecento, con la spia del cognome del persuasivo e potente antagonista che tradisce la provenienza tedesca e si ricollega trasversalmente all'esperienza esoterica del nazismo. Di rimando, non possiamo non scorgere anche la prosecuzione di una saga della quale fatalmente conosciamo gi il finale.
Questo aspetto legato al passato collettivo ci permette di riallacciarci al grande tema della narrazione di Harry Potter: l'incidenza del passato privato nelle vicende collettive. Quasi a voler rafforzare l'afflato nostalgico di un film che fino a quel momento, nel solco del precedente, ha continuato a seminare puntini senza darci tutti gli strumenti per unirli, la seconda parte de I crimini di Grindewald, annunciata dal leggendario motivo musicale di John Williams, ci accompagna nel castello di Hogwarts. Sarebbe ingeneroso far paragoni, ma ci sar un motivo se lo stucchevole Newt Scamander (Eddie Redmayne) scompare di fronte al carismatico quarantenne Silente (Jude Law guarda a Richard Harris, compianto interprete dei primi due Harry Potter).
Silente assicura quel coefficiente emotivo fondamentale per costruire un legame sentimentale con una storia non di rado perfino tendente ai meccanismi di una soap. Poich la sceneggiatrice Rowling abilissima nel definire la geografia dei rimpianti dei suoi personaggi - pensiamo nella saga alla titanica tragicit di Piton o alla malinconia di Sirius Black ed ora al triangolo che unisce Newt, suo fratello e l'inquieta Leta Lestrange - abbastanza eloquente che, alla fine, tra i crimini citati nel titolo che evocano un tragedia collettiva, quello che davvero non si perdona a Grindewald proprio qualcosa di privato come il dolore insopportabile procurato dall'oblio di un amore struggente.

   

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