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Il riconoscimento a Paolo Del Brocco, responsabile del cinema prodotto dalla Rai

Il Premio Promozione Cinema Paolo Del Brocco se lo è guadagnato. Di Pino Farinotti.
di Pino Farinotti

domenica 8 marzo 2026 - Focus

Nell’ambito della terza edizione dell’evento SUSTART patrocinato dal Ministero delle Imprese, con la direzione artistica del critico d’arte Marco Eugenio Di Giandomenico presentato alla Camera dei Deputati a Roma è stato conferito il Premio Promozione Cinema a Paolo Del Brocco, Amministratore delegato di Rai Cinema e già direttore generale: “per la sua prestigiosa carriera di promotore dell’arte cinematografica.”

Conosco il personaggio e dico che il riconoscimento è più che legittimo. Dal 2010 Del Brocco gestisce le produzioni cinematografiche della Rai, un impegno non da poco. 
Quando sei al centro di un simile potere, disponendo di budget più che cospicui, va detto, occorre molta attenzione. Il cinema italiano delle ultime epoche non è … eroico, salvo alcune eccezioni non ha lasciato segnali visibili, eredità spendibili, opere che abbiano varcato i confini. Dico che nell’era più recente c’è stata una certa evoluzione, qualcosa di buono si è palesato, qualche riconoscimento-monumento è arrivato (Oscar, Palme, Leoni vari, ma dico anche: …  un tempo eravamo i migliori del mondo.  

Notizie utili. La gestione di Paolo Del brocco ha sostenuto 770 film italiani, 520 documentari, collaborando con oltre 400 società di produzione, 915 registi con un investimento di 868 milioni di euro. Come ho scritto sopra: è bene stare attenti.
Ho ripassato la filmografia dell’Amministratore Delegato. Per lo spazio concesso in questa sede sono costretto a selezioni e sintesi. Mi concedo un profilo personale: conosco le sintesi, ne ho scritte oltre 40mila sul Dizionario Farinotti e sul sito MYmovies che ho fondato e so riconoscere la qualità di un film. La selezione è caduta su alcuni titoli degni e ricordabili, di gran classe, basteranno i nomi degli autori. Per un’ulteriore sintesi ho scelto titoli che hanno ottenuto i riconoscimenti-monumento che ho citato. 

Il giovane favoloso: Mario Martone 2011 (In concorso Leone d’oro). Cesare deve morire: Fratelli Taviani 2012 (Orso d’oro Berlino). Sacro Gra: Gianfranco Rosi 2013 (Leone d’oro a Venezia). Fuocoammare: Gianfranco Rosi 2017 (Premio Oscar). 
Ella & John - The Leisure Seeker (guarda la video recensione): Paolo Virzì 2017 (Golden Globe e Leone d’oro). Il traditore (guarda la video recensione): Marco Bellocchio 2019 (in concorso per la Palma d’oro di Cannes). L’ufficiale e la spia (guarda la video recensione): Roman Polanski 2020 (Leone d’argento a Venezia). Tre piani: Nanni Moretti 2021 (in concorso Palma d’oro). Qui rido io: Mario Martone 2021 (in concorso Leone d’oro). Il signore delle formiche: Gianni Amelio 2021 (in concorso Leone d’oro). L’ombra di Caravaggio: Michele Placido 2022 ( 2 David). Rapito: Marco Bellocchio 2023 (5 David). Io capitano: Matteo Garrone 20024 ( 7 David).
Napoli - New York: Gabriele Salvatores 2025 (2 David).

Gli autori nominati, con altri che questa antologia non ha potuto contenere, sono la spina dorsale del nostro cinema. Gente competente e onesta che creando un’opera oltrepassa la sua qualità generale, ma si pone il compito della “qualità nella qualità”. E’ consapevole di ciò che “serve” e offre indicazioni adeguate che ci soccorrono, deterrenti in questa epoca così complessa, difficile e dolorosa. E il cinema è lo strumento, capace e potente per trasmetterle. Certo lo è, lo sappiamo. Nell’epoca moderna, dal secolo scorso, è il medium, la disciplina, che detta modelli, comportamento, emulazione, storia, moda, bellezza, sentimenti, che mostra i diversi modi di vivere per affrontare il quotidiano attraverso le prospettive degli altri, per entrare in tali punti di vista e per essere più consapevoli e liberi, e magari un po’ più felici. E certo i film non possono non mostrare il dolore, ma ci suggeriscono come poterlo affrontare. Parlo dei film superiori, parlo di “questi” film, che contengono qualcosa che offre il cinema, una visione immaginaria, come un pezzo d’arte in più buono e diverso.  I titoli e gli autori citati sono la cosiddetta punta dell’iceberg, ma sono un modello che raffigura l’intero pacchetto di Rai Cinema.  
A chiudere. Il Premio Promozione Cinema, Paolo Del Brocco se lo è guadagnato. Non c’è dubbio.  


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