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Focus, Grandma, lunedì 7 dicembre in anteprima italiana a Porretta Cinema

Sarajevo, 1992. Nello spazio chiuso di un abitazione la metafora di un tragico e imminente conflitto. ACQUISTA UN ACCREDITO
di Tommaso Tocci

venerdì 4 dicembre 2020 - mymovieslive

Lunedì 7 dicembre sarà presentato in anteprima italiana a Porretta Cinema. Focus, Grandma è una commedia del regista e sceneggiatore bosniaco Pjer Žalica ambientata a Sarajevo nella primavera del 1992, durante i primissimi giorni del conflitto civile che avrebbe insanguinato la Bosnia per i successivi tre anni.

L’azione si svolge quasi interamente in una casa sulla collina della città, nella quale un’anziana matriarca, la nonna del titolo, Marija, è sul punto di morire: al suo cospetto ci sono la figlia Kika e il compagno Muhamed, entrambi bosniaci, e per puro cosa anche l’altra figlia Aša, da tempo trasferitasi in Croazia, e la nipote Juca. Poco alla volta viene chiamato al cospetto della malata il resto della famiglia: il figlio maggiore partito per l’Italia per fare il pilota, la figlia minore Suzana e il marito montenegrino, la nuora Stojanka e il marito Damir…Tutti insieme per la prima volta dopo anni per tirare le fila di un’esistenza.

Attorno al letto della moribonda – che in realtà, dopo essere stata data per spacciata, si riprende e comincia a interagire con i familiari – nascono conversazioni e ricordi, vengono sfogliati album di fotografie, è rievocata la storia del padre scomparso da tempo, un prigioniero politico la cui persecuzione aveva reso difficile la vita a tutta la famiglia. Poco alla volta, però, mentre in lontananza si sentono i rumori delle prime bombe che cadono sulla città (nell’indifferenza generale di chi si sente ancora al sicuro e di fatto ignora di interagire ancora coi futuri nemici),vengono a galla tensioni e complotti: la predilezione di Marija per Stojanka e l’arrogante, insopportabile marito;l’inerzia di Aša; la ricerca di un testamento; addirittura un piano criminale…

L’intento dell’autore è chiaro: nello spazio chiuso dell’abitazione, rispettando anche per ragioni economiche le regole teatrali dell’unità di spazio, tempo e azione, viene allestita la metafora del conflitto da lì a venire. La famiglia dispersa ma ancora unita si “balcanizza” come la regione, e l’umorismo nero scardina con rabbia e divertimento le radici di una guerra che la Jugoslavia covava da tempo.

Con uno spirito corrosivo e al tempo stesso malinconico, Focus, Grandma scatta la fotografia di un Paese sul punto di scomparire, già sospeso sul baratro ma ancora incapace di capire la tragedia che si sta preparando.

Per reggere con sicurezza e ritmo il fuoco di fila di battute e la sottile drammaticità delle situazioni del film, Pjer Žalica, già autore in passato di film sulla guerra in Bosnia sospesi sul filo del grottesco (ad esempio, Benvenuto Mr. President, 2004), si è servito di alcuni dei volti più noti del cinema bosniaco: ad esempio la grande Mira Banjac, che a quasi novant’anni interpreta la matriarca Marija; la moglie Jasna Žalica, che fa l’infida e pettegola Kika; l’onnipresente Emir Hadžihafizbegovic (visto di recente in Quo vadis, Aida?), che dà a Muhamed il suo volto mite e clownesco.

Il film è prodotto all’interno del Festival di Sarajevo – dove lo scorso agosto è stato presentato in anteprima – come parte di un progetto che intende garantire in Bosnia ed Erzegovina la produzione di film d’autore a basso budget. L’altro film finora realizzato è A Good Day’s Work di Martin Turk, uscito nel 2018 e da noi rimasto inedito.


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