Quo vadis, Aida?

Film 2020 | Drammatico, 101 min.

Regia di Jasmila Zbanic. Un film Da vedere 2020 con Jasna Ðuricic, Izudin Bajrovic, Boris Ler, Dino Bajrovic, Boris Isakovic. Cast completo Genere Drammatico, - Bosnia-Herzegovina, Austria, Romania, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Francia, Norvegia, 2020, durata 101 minuti. Uscita cinema giovedì 30 settembre 2021 distribuito da Academy Two, Lucky Red. - MYmonetro 3,27 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Quando il sistema di protezione all'ONU inizia a deteriorarsi, Aida si trova a dover salvare ancora una volta la propria famiglia. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 2 candidature a BAFTA, ha vinto un premio ai Spirit Awards, Il film è stato premiato a Rotterdam,

Consigliato sì!
3,27/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,03
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un dramma incalzante che deriva dall’urgenza di tramandare e di accettare la tragedia pur di poter ripartire.
Recensione di Emanuele Sacchi
venerdì 4 settembre 2020
Recensione di Emanuele Sacchi
venerdì 4 settembre 2020

Luglio 1995. Aida, bosniaca, insegna inglese e lavora come interprete in una base ONU nei giorni caldi che precedono l’occupazione di Srebrenica da parte dell’esercito serbo. Ma il sistema di protezione internazionale, gestito dalle gerarchie militari olandesi, si rivela sempre più fragile e inadeguato di fronte all’avanzata delle truppe di Mladic. La situazione dei rifugiati si fa sempre più drammatica e Aida si trova stretta tra due fuochi, in un disperato tentativo di salvare la propria famiglia e i propri concittadini da un grave pericolo.

Tre atti canonici, molti primi piani frontali e un découpage classico: a Jasmila Zbanic non serve altro per realizzare un film che deriva dall’urgenza di tramandare più che dalla volontà di inseguire chimere stilistiche.

Prendendo spunto dalla vicenda realmente accaduta al traduttore Hasan Nuhanovic, Zbanic costruisce su un onnipresente personaggio femminile un dramma incalzante, che attraversa la tragedia e la ricostruzione storica con la medesima attitudine e con il medesimo sguardo. Quello di Aida – su cui Zbanic incolla la macchina da presa – che con la sua fermezza e lucidità di madre e di insegnante, di moglie e di guida, sembra non smarrire mai il controllo in una situazione apparentemente ingestibile.

Durante le scene corali, che Zbanic ricostruisce con abbondanza di comparse per rappresentare la moltitudine di rifugiati dentro e fuori il perimetro dell’ONU, Aida prova a guidare psicologicamente e fisicamente masse inermi. Quasi una novella Mosé, che prova a scongiurare fino all’ultimo la tragedia. La fede di Aida è però malriposta in un’istituzione mondiale che a Srebrenica mostra tutta la sua inconsistenza e il suo senso di isolamento, indotto dal disinteresse dei giochi di potere internazionali.

Quo vadis, Aida? rappresenta dall’interno una situazione dall’escalation imprevedibile. Un fatto che sovente accade nei teatri di guerra, ma che qui porta con sé l’ulteriore complicazione di un “cuscinetto” di caschi blu, diga inutile di fronte allo tsunami della pulizia etnica.

Se è scontato vedere Mladic e i suoi uomini raffigurati nei panni del boia e dei relativi scagnozzi, sorprende la critica veemente di Zbanic ai danni dell’ONU, che evidenzia come il popolo di Srebrenica fin dall’inizio sia rimasto solo, abbandonato a se stesso. È la prima volta che qualcuno ha il coraggio di puntare la macchina da presa su una ferita mai rimarginata della storia recente e di ricordare quanto è avvenuto, in un’epoca che scorda in fretta quel che non vede con i propri occhi. Nella sua brutale semplicità di linguaggio, Zbanic lascia al primo piano di Aida il compito di svegliare le coscienze e obbligare a ricordare. Persino ad accettare la tragedia pur di poter ripartire, su una nota di flebile speranza.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 11 settembre 2020
Jihane Bougrine
LesEco

Una guerra ingiusta, delle scelte impossibili, la paura di veder arrivare l'inevitabile. Si parte da qui nel nuovo film di Jasmila Žbani. Aida è una musulmana bosniaca di Srebrenica. Collabora con i caschi blu dell'Onu, facendo da interprete tra loro e i civili. La zona controllata dalle Nazioni Unite è l'unico luogo sicuro per i bosniaci attaccati dai serbi, e Aida cerca disperatamente il marito [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 settembre 2020
Ilaria Feole
Film TV

Nel luglio del 1995 oltre 8.000 uomini sono stati trucidati dalle milizie serbe entrate a Srebrenica. È stata la più grave strage europea dopo la fine della Seconda guerra mondiale, e Zbanic la racconta da un osservatorio privilegiato: da dentro la base ONU, dove lavora come interprete Aida, il cui pass azzurro è un biglietto per la salvezza, ma non per suo marito e i due figli maschi.

mercoledì 9 settembre 2020
Francesca Pistocchi
Close-up

Dopo Quo vadis, Aida?, tocca ad Andrei Konchalovsky tracciare i contorni di una donna in precario equilibrio tra forze contrapposte: Dorogie Tovarischi dona una fisionomia alla sottile linea che generalmente divide sfera privata e sfera pubblica. Reduce da due Leoni d'argento e dalla collaborazione con maestri del calibro di Akira Kurosawa o di Andrej Tarkovskij, il regista russo ricostruisce i fatti [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 settembre 2020
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Siccome ai festival non si può godere troppo, hanno accoppiato Almodóvar con "Quo Vadis, Aida?" di Jasmila banich, una delle registe in concorso. Srebrenica, luglio 1995, ottomila bosniaci massacrati e finiti nelle fosse comuni, dopo che l' Onu aveva dichiarato la città zona protetta. I caschi blu fanno la solita figuraccia (non è la prima volta, qui sotto accusa sono gli olandesi).

venerdì 4 settembre 2020
Luigi Mascheroni
Il Giornale

L' impegno politico, il punto di vista femminile, la guerra, la tragedia dei popoli, l' orrore dei nazionalismi. Ha tutto quello che serve Quo vadis, Aida?, opera in concorso di Jasmila Zbanic, regista bosniaca quarantacinquenne, decisa e determinata dentro e fuori dal set, per piacere al pubblico degli spettatori forti e, molto probabilmente, alla giuria di Venezia77.

venerdì 4 settembre 2020
Cristina Piccino
Il Manifesto

Iniziamo dalla fine, anzi dal fuoricampo del film di Jasmila Zbanic, bosniaca, nata a Sarajevo, ventenne sotto alle bombe, che con la sua macchina da presa prova a rispondere alla necessità di ricostruire la storia del suo Paese a partire da un punto di vista: il proprio e quello di un vissuto che coincide con tanti altri e che è possibile memoria collettiva.

venerdì 4 settembre 2020
Emiliano Morreale
La Repubblica

Quo vadis, Aida? racconta invece il massacro di Srebrenica, e l' inazione dei caschi blu davanti allo spadroneggiare delle milizie serbe, attraverso lo sguardo di una donna che fa da interprete (un personaggio piuttosto riuscito, che ha gli intensi lineamenti di Jasna Djuricic), e che cerca di salvare il marito e i due figli. Il film prende per la forza del tema, ricorda a tratti in maniera efficace [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 settembre 2020
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Non sa dove andare e non sa cosa fare, Aida, lucidamente consapevole (in virtù delle informazioni militari a cui può accedere) che ogni mossa sbagliata, nel momento cruciale che sta vivendo, può risultare fatale per sé e peri suoi cari. La protagonista di «Quo Vadis, Aida?» è un'insegnante di Srebrenica la quale, nel corso della guerra di Bosnia, si è riciclata come interprete per le forze di pace [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 settembre 2020
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

E dopo tante chiacchiere su una Mostra che mai è stata così e speriamo non sia nemmeno più così, si comincia. Primo giorno: dolori e massacri. Come si conviene ai festival. Primi film in Concorso, prime donne (rigorosamente staccato), nell'edizione in cui Barbera non verrà rimproverato di essere maschilista. "Quo vadis, Aida?" della bosniaca Jasmila Žbani ci porta dentro una delle pagine più tragiche [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 settembre 2020
Francesca Pistocchi
Close-up

La pellicola di Jasmila Žbani sembra finalmente smuovere le linee rarefatte finora perseguite dal Festival con Lacci e Amants - entrambi basati su vicende personali che trascendono lo spazio e il tempo. Quo vadis, Aida? è un racconto crudele, onesto, reale: quello della strage di Srebrenica, massacro che pone fine ad uno dei conflitti più sanguinosi dell'Europa contemporanea.

giovedì 3 settembre 2020
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Srebrenica, 25 anni dopo. Nel luglio del 1995 il massacro perpetrato dalle truppe serbe del generale Mladic, condannato all'ergastolo per crimini di guerra: ottomila bosniaci mussulmani, in gran parte uomini e ragazzi, vennero trucidati. La regista di Sarajevo Jasmila Žbani, già Orso d'Oro con l'esordio Il segreto di Esma nel 2006, torna a Srebrenica con una prospettiva inedita, a suo dire, affidando [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 settembre 2020
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

La guerra si può uscire fuori anche da un frammento sfuggente. Nella parte finale c'è un gruppo di bambini che stanno giocando a calcio. Uno ha la maglietta del Partizan e l'altro della Stella Rossa. L'accesa rivalità tra le due squadre (il loro viene definito il "derby più cattivo del mondo") non è solo calcistica ma è uno scontro quasi etnico. Lo stesso che mette in campo la cineasta bosniaca Jasmila [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 settembre 2020
Teresa Marchesi
Huffington Post

"Quo Vadis, Aida ?" dei due è il più necessario, quel tipo di film che è giusto fare ed è giusto vedere. Luglio 1995, il mattatoio di Srebenica: sembra un secolo fa, ed è storia di ieri. Una magnifica Jasna Duricic (che già mette la prima ipoteca sulla Coppa Volpi femminile) è l'Aida del titolo, traduttrice per conto delle Nazioni Unite. Per i caschi blu Srebenica è 'zona sicura', garante un ultimatum [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 settembre 2020
Lorenzo Rossi
Cineforum

Ogni film su Srebrenica è un film importante. Perché assolve il compito di tramandare la memoria e in parte (piccolissima, infinitesimale) di risarcire in qualche modo le vittime e i loro familiari. Lo choc e lo sgomento che il massacro perpetrato nel luglio 1995 suscitano ancora oggi sarebbero ancora più profondi se ne venisse smarrito il ricordo. E come dimostra il poco spazio riservato dai media [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 settembre 2020
Elisa Battistini
Quinlan

Mettere in scena un massacro realmente accaduto è una sfida improba e forse impossibile: non può esistere infatti godimento scopico di nessun genere nell'assistere a una strage veramente protratta dall'uomo sull'uomo e ripercorsa nella finzione. Lo ha capito benissimo Ari Folman realizzando nel 2008 il magnifico Valzer con Bashir, usando l'animazione per testimoniare la mattanza di Sabra e Shatila [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
mercoledì 1 settembre 2021
 

Candidato agli Oscar e ai Golden Globe come Miglior film internazionale. Da giovedì 30 settembre al cinema. Guarda il trailer »

MOSTRA DI VENEZIA
venerdì 4 settembre 2020
Emanuele Sacchi

Il primo film su Srebrenica apre gli occhi sulla tragedia e li chiude sulla speranza. In concorso a Venezia 77. Vai all'articolo »

winner
miglior film straniero
Spirit Awards
2021
winner
premio del pubblico
Rotterdam
2021
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