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Tre piani è il nuovo film di Nanni Moretti. C'è attesa, ma anche curiosità

La speranza è che con questo lavoro Moretti riesca a uscire dallo stallo e ritrovi tutta la sua energia. Prossimamente al cinema.
di Pino Farinotti

Nanni Moretti (Giovanni Moretti) (66 anni) 19 agosto 1953, Brunico (Italia) - Leone. Regista del film Tre piani. Al cinema da giovedì 23 aprile 2020.
giovedì 13 giugno 2019 - Overview

Ci sono i primi segnali del nuovo film di Nanni Moretti, Tre piani. Sono piccoli segnali ma vanno presi in considerazione, perché Moretti è una delle poche prove dell'esistenza in vita del cinema italiano, oltre ad essere un intellettuale tout court che di tanto in tanto si esprime , su vari piani, con una sua personale potenza critica. Nel nuovo film dà corpo e volto a un giudice. È quanto è dato sapere. Certo, Moretti magistrato ufficiale, come mostra il fotogramma distribuito, genera molta curiosità, perché l'intera opera dell'autore è tutto un esprimere giudizi, sempre imprevedibili, sempre in chiavi inedite e allarmanti, a volte persino profetiche. Va anche detto che Moretti è personaggio politicamente schierato e divisivo. Ma per la sua qualità, al di là della politica, vale il segnale "prova" delle prime righe.

Moretti fa cinema da 43 anni e ogni titolo ha un suo significato e promette indicazioni umane e sociali trasmesse in una chiave che appartiene a lui e a pochi altri: dire cose importanti divertendo.
Pino Farinotti

Dicevo, indicazioni profetiche allarmanti. Nel 2002, lo ricordiamo, in piazza Navona tenne un vero comizio, organizzato dall'"Ulivo". Dopo una breve premessa, parlando dei leader dell'Ulivo disse, anzi urlò: "...hanno sbagliato tutto, rispetto al non saper più parlare alla testa, all'anima e al cuore delle persone. Hanno fatto una campagna elettorale tiepidissima, non cercando l'unità. Con questo tipo di dirigenti non vinceremo mai!" I dirigenti erano Rutelli e Fassino, due metri dietro di lui. Sembrano frasi di questi giorni.

Un'altra indicazione, ancora più impressionante arriva nel 2011, con Habemus papam, uno dei rarissimi capolavori del cinema italiano recente. L'autore racconta del papa neoeletto che rinuncia perché ha perso la fede. Non possiedo gli elementi, nessuno li possiede, per dire che papa Benedetto XVI Ratzinger, annunciando la sua rinuncia al "ministero petrino", nel febbraio del 2013, lo fece per fede perduta o per suggerimento Morettiano. Ma lo fece.

In Caro diario (1993), girando in Vespa in una Roma vuote e surreale. Emerge lo sconforto per lo stato della società di questa epoca, deludente, senza identità e senza un destino. In Aprile, del 1998, Moretti ha ragionato, sugli spunti di quel mese, la vittoria delle sinistre, ma la crisi generale della cultura e delle idee: è un tormentone quella sua frase, guardando in televisione D'Alema: "Ma dì qualcosa di sinistra". Soprattutto quell'aprile vede la nascita del figlio, e di conseguenza una "revisione" sul senso e sulle priorità della vita.

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