Ci sono attori che cercano fortemente di gettare via il più lontano possibile la maschera che li ha resi famosi. Tra questi si può annoverare senz'altro Rowan Atkinson, al secolo Mr. Bean, uno dei personaggi più celebri degli ultimi trent'anni. Complice il successo stratosferico raggiunto, l'attore inglese è rimasto un po' imprigionato nel suo ruolo. Negli anni ha provato a cambiare genere - si veda il pregevole Maigret da lui interpretato in una serie tv che in Italia abbiamo apprezzato su LaEffe - e ha cercato di mutare registro comico con film come Rat Race e La famiglia omicidi. Risultati degni di nota sono stati raggiunti in Johnny English, film del 2003 in cui Atkinson dà il volto a una spia combinaguai in missione per conto dei servizi segreti di Sua Maestà. Nel 2011 è arrivato Johnny English - La rinascita, un sequel che non ha deluso le aspettative. In questa pellicola, da oggi disponibile su Infinity, troviamo l'agente meno affidabile del Regno Unito in ritiro spirituale. Copertosi di vergogna dopo una missione in Mozambico, cura anima e corpo in uno sperduto monastero in Tibet. Johnny viene allenato da un monaco, tale Ting Wang, per ritrovare l'orgoglio perduto. Impara le arti marziali e viene addestrato a resistere a ogni tipo di ostacolo e difficoltà. Difatti, convinto che presto avrà un'occasione di riscatto, stringe i denti e non solo tra i monti più inaccessibili dell'Himalaya. L'occasione si presenta puntualmente cinque anni dopo. A Londra hanno bisogno di lui per sventare un imminente attentato al Primo Ministro della Cina. Secondo le informazioni raccolte dall'MI7, i terroristi colpiranno nel corso di un summit con il premier inglese. Commedia nata e sviluppata come parodia di spy-stories ben più rinomate, Johnny English - La rinascita conferma il talento di Atkinson.

