Fiesole (Firenze), il tre volte premio Oscar Vittorio Storaro è diventato "Maestro del Cinema" come prima di lui artisti del calibro di Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Orson Welles, Stanley Kubrick, Ingmar Bergman, Wim Wenders, Marco Bellocchio, Ken Loach, Nanni Moretti e Giuseppe Tornatore.
Nella suggestiva cornice del teatro romano del piccolo comune toscano, il "cinematographer" di Apocalypse Now e Café Society ha ritirato il prestigioso riconoscimento, spiegando al pubblico il perché della scelta del termine inglese rispetto al più conosciuto "direttore della fotografia", in quanto "forma di rispetto nei confronti del regista, unico direttore sul set."
Da Platone a Caravaggio, le influenze - consce e inconsce - sono numerosissime e non basta certo un incontro per elencarle tutte. Storaro racconta attraverso la luce. Sono gli stessi personaggi dei film a suggerirgli come essere illuminati. Pur non parlando con gli attori, con Marlon Brando si confrontavano sul diverso approccio da adottare tra Ultimo Tango a Parigi rispetto ad Apocalypse Now:
"Quando con Bernardo giravamo una scena, con Brando era sempre una sorpresa, non ripeteva mai la stessa cosa. Costruendo il personaggio giorno per giorno in un connubio straordinario con Maria Schneider, era come assistere a un happening continuo. Quando arrivò sul set di Francis, stette tre giorni chiuso a cercare di capire il personaggio (noi eravamo già a due terzi del film) perché era cosciente che per interpretare Walter E. Kurtz non sarebbe stato possibile presentarlo come una persona normale. Diceva che non era credibile. Solo grazie a una famosa sequenza de Il Conformista sul mito della caverna di Platone, abbiamo deciso di rivelarlo lentamente, come un puzzle, nella luce. È quella luce a rivelare l'attore. Sono partito inconsciamente da Caravaggio per ricostruire, come in un mosaico, l'orrore del concetto della guerra.
Ho lasciato uno spicchio d'illuminazione su Brando, e gli ho detto di rivelare le parti del suo corpo a seconda della sua sensibilità. La sequenza l'ha fatta lui, io gli ho dato soltanto un piccolo spazio di luce."