| Anno | 1970 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 116 minuti |
| Regia di | Bernardo Bertolucci |
| Attori | Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Gastone Moschin, Enzo Tarascio Yvonne Sanson, Fosco Giachetti, Giuseppe Addobbati, Carlo Gaddi, Massimo Sarchielli, Alessandro Haber, Christian Alegny, Benedetto Benedetti, José Quaglio, Pierre Clémenti, Luciano Rossi, Milly, Orso Maria Guerrini. |
| Tag | Da vedere 1970 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,85 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 30 gennaio 2014
Un giovane, che crede di aver compiuto un omicidio, per rientrare nella "normalità" aderisce al regime, diventandone un sicario. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto un premio ai David di Donatello, 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Il conformista ha incassato 56,7 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Alle porte della Seconda guerra mondiale, Marcello Clerici, spia della polizia politica fascista, si reca a Parigi in viaggio di nozze. La luna di miele è una copertura: all'insaputa della moglie Giulia, Marcello deve eliminare il suo ex professore ora dissidente politico antifascista. In un turbinio d'intreccio erotico e politico, il protagonista sente vacillare la sua fede nel regime e s'innamora della moglie del professore. La missione sarà portata a termine ma, pavidamente, non per sua mano.
Se esiste una caratteristica comune ai tutti i grandi cineasti, essa è sicuramente la cifra stilistica. Il taglio di un'inquadratura, la fotografia, sono spesso firme criptate intelligibili all'occhio dell'immaginario collettivo. Bernardo Bertolucci, autentico cinefilo, è tra coloro che ha saputo dar vita ad uno stile inconfondibile. Il conformista - tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia - racchiude già tutte le peculiarità dei film che da lì a poco renderanno l'autore noto a livello mondiale.
Una fattura sopraffina il cui merito va equamente ripartito con Vittorio Storaro (fotografia) e Franco Arcalli (montaggio). Partiamo dalle luci. Puro espressionismo nella sequenza iniziale in cui l'attesa del protagonista - un impeccabile Jean-Louis Trintignant - è cadenzata da una luce al neon intermittente, creando una sorta di montaggio ottico ricco di simbologia. E poi il montaggio in continuo slittamento temporale tra feedback concentrici; i lunghi piani sequenza e le inquadrature sghembe.
Le tematiche care a Bertolucci sono già evidenti: l'erotismo e la politica, l'omosessualità e l'amata Parigi. La crisi esistenziale che prova Marcello Clerici - la medesima di ogni italiano in epoca fascista - è genialmente espressa attraverso il mito della caverna di Platone. Il turbamento del protagonista viene così immerso in una tematica sociale più ampia ad essa simmetrica.
E quando dopo l'elissi temporale nel drammatico 25 luglio 1943 (dimissioni di Mussolini), Giulia stigmatizza l'ipocrisia della massa - prima tutti pro e ora tutta anti - Bertolucci dà prova di onestà intellettuale fotografando in maniera sublime l'ambiguità di uno dei periodi più bui della Storia d'Italia.
Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Moravia. Un giovane, che crede di aver compiuto un omicidio, per rientrare nella "normalità" aderisce al regime, diventandone addirittura uno fra i sicari più crudeli: durante il viaggio di nozze, a Parigi, si fa affidare una pericolosa missione e uccide un professore antifascista. Il 25 luglio 1943, tuttavia, durante le manifestazioni per la caduta di Mussolini, incontra per caso l'uomo che credeva di avere ammazzato tanti anni prima: la sua tragica corsa al conformismo è stata generata da un equivoco.
Nella Roma fascista del ’38, Marcello Clerici, professore di filosofia e promesso sposo di Giulia, piccolo borghese solare e civettuola, ottiene una missione per conto dell’OVRA: uccidere il suo vecchio professore, dissidente politico residente a Parigi. S’innamorerà di Anna, la moglie del vecchio docente, attraente quanto ambigua, che intreccerà rapporti morbosi [...] Vai alla recensione »
Tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia, Il conformista propone i casi di un giovane, Marcello, che, ai tempi del fascismo, per vincere un complesso di anormalità, si inseriva a tal segno nel conformismo vigente da entrare addirittura a fan parte dello spionaggio a favore del regime, trasformandosi, alla fine, in un sicario. Nel romanzo, una monte sotto un bombardamento, giungeva a fargli espiare [...] Vai alla recensione »