La storia di Adolfo Porry-Pastorel fotoreporter tra le due guerre, conosciuto come «il fotografo di Mussolini». Espandi ▽
Vita, lavoro e fama di Adolfo Porry-Pastorel (1888-1960), pioniere a inizio Novecento di un nuovo linguaggio fotografico, fondatore dell’agenzia V.E.D.O. - Visioni Editoriali Diffuse Ovunque e principale fotografo di cronaca e attualità fin dal 1915, quando immortalò l’arresto di Mussolini e Marinetti durante una manifestazione interventista. Proprio il rapporto con il futuro Duce, tra privilegi e reciproci sospetti, ha segnato la carriera di Porry-Pastorel, capace di farsi accettare dal potere fascista, ma anche di farsi sempre guardare con sospetto, e poi di collaborare con la Resistenza.
Saccucci, vincitore con questo lavoro del Nastro d'argento 2025 per il Miglior Docufilm, mescola riprese originali, filmati di repertorio e fotografie dell’Archivio Luce, raccontando colui che è stato definito l’«occhio del secolo» e vedendo nella sua parabola l’inizio di un modo diverso d’intendere il rapporto tra singolo e potere. La narrazione è condotta attraverso la voce immaginaria dell’assistente di Porry-Pastorel, un ragazzino romano che alla fine degli anni ’10 diventa l’inseparabile spalla del già celebre fotografo, imparando da lui i trucchi del mestiere e la sua filosofia. La sceneggiatura di Saccucci, Flaminia Padua e Vania Colasanti, che adatta liberamente un libro di quest’ultima, Scatto matto, accompagna le immagini con parole declamatorie prese in prestito al protagonista.
Controluce è un film figlio dei nostri tempi, perché usa l'esperienza individuale di un grande uomo per rileggere la storia collettiva («Il mondo va così e noi non ci possiamo fare niente», dice Porry-Pastorel al suo assistente ormai cresciuto quando il fascismo s'impone) astenendosi da qualsiasi sintesi o giudizio di valore, non solo artistico, ma anche politico.