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venerdì 18 giugno 2021

Michele Alhaique

Un giovane attore italiano

41 anni, 31 Dicembre 1979 (Capricorno), Roma (Italia)
occhiello
Ma che senso c'ha? Ma pure senza Cinzia che senso c'ha, ce sto bene, ma per dire, non lo sai quant'è lunga la strada dal centro che porta fino a qui?
dal film Qualche nuvola (2011) Michele Alhaique  Diego
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Michele Alhaique

Tema per tema, emozione per emozione. Registi, sceneggiatori e interpreti ci parlano del progetto che li ha visti alle prese con un mondo nuovo, arcaico, brutale e misterioso. Un mondo tutto da scoprire. Ogni venerdì su Sky e in streaming su NOW TV.

Romulus, la serie raccontata da chi l'ha resa possibile

giovedì 12 novembre 2020 - Paola Casella cinemanews

Romulus, la serie raccontata da chi l'ha resa possibile Come hanno vissuto dal di dentro l’esperienza di una serie impegnativa come Romulus i tre registi – lo showrunner Matteo Rovere, Michele Alhaique ed Enrico Maria Artale -, i due sceneggiatori (sempre con Rovere) Filippo Gravino e Guido Iuculano, e i tre interpreti principali Andrea Arcangeli, Marianna Fontana e Francesco Di Napoli, nei ruoli di Yemos, Ilia e Wiros? Ce lo raccontano loro stessi, tema per tema.


IL PITCH
Rovere: Abbiamo raccontato ai produttori la nostra voglia di descrivere un mondo dal quale proveniamo sia antropologicamente che culturalmente, un mondo dove realtà e leggenda si mischiano. Un mondo nel quale la percezione del reale per i nostri protagonisti è anche fantasy, perché per loro il vaticinio, il sogno, gli spiriti che percorrono il bosco confinano con il magico, mentre il pubblico invece percepisce un registro naturalistico.


IL LAVORO DI SQUADRA
Rovere: Abbiamo cercato di creare un linguaggio comune, in un percorso di osmosi e di contaminazione, così che, anche se le puntate erano dirette da mani diverse, lo spettatore ricevesse un racconto coerente e avesse la sensazione di assistere ad una vita vera che si sviluppa davanti ai suoi occhi.

Alhaique: Matteo ha la capacità di farti entrare nella sua testa ancora prima del lavoro effettivo. Attraverso sei mesi di preparazione, tra casting, ricerca degli ambienti, scenografia, costumi, siamo arrivati solidi sul set capendo quale fosse la direzione unica da seguire, già solcata da Matteo.

Artale: Quando c’è una visione forte paradossalmente c’è anche una grande libertà. Noi partivamo dalla condizione favorevole di registi con un gusto affine che si conoscono da anni. Matteo è uno showrunner vero, che ha scritto, diretto e prodotto Romulus, e questo ha reso possibile trovare un metodo di lavoro più agile: sai che puoi cambiare in corsa e aggiustare il tiro perché il confronto è rapido e si basa su un dialogo sedimentato.


LA CREAZIONE DI UN MONDO
Gravino: Abbiamo dovuto inventarci da zero un mondo perché rispetto ad operazioni precedenti anche molto famose non avevamo documenti storici dell’epoca né testimonianze scritte su cui basarci. Abbiamo poi individuato dei nuclei tematici e tramatici essenziali: la presenza di due fratelli, la partenza da Albalonga, la discendenza da due re.

Iuculano: Ci siamo fatti aiutare da storici, archeologi e antropologi, recuperando alcuni elementi fondamentali: ad esempio l’idea dei 30 popoli uniti in una lega, o il rituale di iniziazione dei ragazzi per diventare uomini, che esiste in tante società primitive ma anche contemporanee. E li abbiamo usati per costruire una storia su come dalla crisi possa nascere un nuovo ordine.

Artale: Per me e Michele la sfida si è giocata più su come mettere in scena la quotidianità spicciola dell’Ottavo secolo avanti Cristo: come due personaggi si salutano, come si scambiano un cenno di intesa o di rispetto, come esprimono il dolore o la paura, l’amore o l’amicizia, che probabilmente si esprimevano con comportamenti corporali diversi da quelli della contemporaneità e anche della romanità classica.

Alhaique: Raccontare l’Ottavo secolo ci ha dato comunque una libertà creativa molto stimolante: abbiamo messo da parte il racconto del reale e dell’asfalto e ci siamo letteralmente immersi nel fango per creare un mondo scomparso e renderlo plausibile e coerente.


LA LINGUA
Rovere: L’idea di utilizzare il protolatino è stata fortemente sostenuta sia da Cattleya che dai produttori e distributori internazionali, che vi hanno visto un elemento di grande attrattiva e curiosità anche per gli spettatori esteri.

Fontana: Rendere credibile questa lingua, imparare le battute in protolatino con scene che ti arrivano due giorni prima e cercare di interpretare queste parole è stata la sfida più grande. Inoltre il latino ti dà una sonorità diversa, quindi ho cercato per Ilia una voce che poi mutasse con lei: prima da ragazzina e poi, man mano che Ilia diventa donna e consapevole del suo corpo e si impone, una voce più sicura di sé. 

Di Napoli: La cosa più difficile è stata trovare una verità e una naturalezza in questa lingua sconosciuta, farla nostra, far credere al pubblico che noi parliamo così fin dalla nascita. Romulus mi ha insegnato ad essere il più naturale possibile, ad entrare in un personaggio che non mi appartiene così lontano dai nostri tempi. In breve, mi ha insegnato a fare l’attore.


LA PREPARAZIONE DEGLI ATTORI
Fontana: È stata dura, due mesi prima di girare, tutti i giorni allenamenti, al pomeriggio equitazione. Non era semplice mantenere quel ritmo perché anche durante le riprese abbiamo continuato ad allenarci. Ci sono stati tanti ostacoli sul set: il freddo, la lingua, la coreografia per i combattimenti, il cavallo. Ho imparato a tenere una soglia di concentrazione molto alta, e sono orgogliosa del livello atletico che ho raggiunto perché ero partita proprio da zero!

Arcangeli: La preparazione fisica è stato uno degli elementi fondamentali per entrare nella brutalità del mondo che andavamo a raccontare. In una serie come questa l’approccio alla psicologia del personaggio avviene attraverso il fisico più che attraverso una strada mentale. Spesso prima di una scena mi trovavo a fare flessioni o a correre per trovare quella tensione corporea che rendesse credibile il nervosismo del mio personaggio.

Di Napoli: Anche io mi sono avvicinato al personaggio più attraverso il fisico, perché Wiros è uno schiavo e come tale sta sempre piegato a pulire: dunque mi sono creato questo personaggio ingobbito che racconta l’immagine di un ragazzo vessato.

Arcangeli: Romulus è un progetto totalizzante, sei circondato dalla preparazione che richiede il personaggio dal punto di vista fisico, psicologico, linguistico, persino alimentare: io ero sotto dieta iperproteica per mettere massa, mentre gli attori che interpretano i luperci erano sotto dieta dimagrante. Devi mantenere una linea di attenzione costante perché se non hai imparato la scena alla perfezione non sei in grado di recitare il dialogo, se non hai preparato il combattimento rischi di farti male, se non sai andare bene a cavallo rischi di cadere. Entri in un loop e non ne esci fino alla fine: esserci arrivato è per me un gran traguardo.


L'ATTUALITA' DELLA SERIE
Rovere: Mai come ora abbiamo la sensazione che ciò che ci circonda non sia comprensibile e contenibile. Continuiamo ad ascrivere una serie di elementi al progresso scientifico e al controllo del creato, ma una visione più agnostica e meno deterministica solletica l’idea che gli esseri umani, nel passato come nel presente, vivono in un mondo di cui non comprendono tutto. Questo è stato per noi un grande seme narrativo.

Iuculano: L’aggancio di attualità iniziale era l’idea di crisi: il racconto inizia proprio con una crisi dinastica, e noi oggi stiamo vivendo la crisi delle gerarchie e dell’ordine politico, nonché una situazione di instabilità e di incertezza di fondo che era nell’aria anche prima della pandemia. In Romulus l’incertezza travolge i destini individuali, e quindi abbiamo parlato di tre giovani che devono in qualche modo sopravvivere nel caos, e a poco a poco si ritrovano a ricostruire un ordine, giacché l’ordine politico è una risposta all’incertezza.

Fontana: In Romulus è attuale la voglia dei giovani di emanciparsi, la loro ribellione, anche la fragilità nel non sapere come si svolgerà il futuro.

Arcangeli: Viviamo in un momento storico in cui bisogna adattarsi a situazioni né congeniali né facili, e dobbiamo trovare dentro di noi le risorse per andare avanti e trarne qualche insegnamento. È quello che racconta la serie, e che raccontano le storie in generale: come trovare qualcosa dentro di sé che non si pensava di avere per superare le avversità. 


IL RACCONTO DEL POTERE
Gravino: Il racconto di Romulus è la mappatura di forme di potere archetipiche ed è definibile come l’adolescenza di un leader. Ma il potere si trova anche nelle relazioni sentimentali e dunque abbiamo provato a raccontare una cosmogonia delle forme di potere anche nell’ambito relazionale: la sopraffazione, l’affrancamento, le relazioni di forza.


MASCHI E FEMMINE
Gravino: Romulus è appetibile per un pubblico sia maschile che femminile. Il racconto del potere nelle relazioni sentimentali è un tema attuale, anche e soprattutto del femminile in questo periodo.

Fontana: Il mondo maschile è presente ma personaggi come Yemos, Wiros e Amulius nascondono una sensibilità femminile. È vero che gli uomini hanno un potere maggiore nella storia, ma anche le donne si fanno sentire, hanno una grande presenza scenica ed emotiva ed influiscono molto sugli uomini. E le donne possono, anzi devono, vedere questa serie!

Arcangeli: Il solo pensare che Romulus non sia adatto ad un pubblico femminile è contrario alle sensibilità di questi tempi. Peaky Blinders è seguita da tutte le mie amiche, e io sono uno dei più grandi fan di Orange Is The New Black che ha un cast prevalentemente femminile.


LE STAGIONI FUTURE
Rovere: Ci stiamo lavorando, avendo costruito un mondo entro il quale il nostro racconto può proseguire. Ma solo quando e se saremo convinti del risultato che potremmo ottenere proseguiremo con una seconda stagione.


LE VENDITE INTERNAZIONALI
Rovere: La serie è stata preaccolta all’estero perché è coprodotta da ITV Studios insieme a Sky Studios, due realtà internazionali. Naturalmente il contributo di Sky Italia e Cattleya è stato centrale nella costruzione del progetto anche dal punto di vista internazionale e distributivo. La serie è in corso di vendita in molti Paesi e nei prossimi sei mesi capiremo meglio il suo percorso fuori Italia. Credo sia necessario immaginare le serie come prodotti quantomeno europei, invece che per il solo mercato domestico. Anche perché l’Italia ha a disposizione grandissime storie, e una grande tradizione cinematografica, anche per quanto riguarda il genere.

   

Benvenuto Presidente!

Benvenuto Presidente!

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,85)
Un film di Riccardo Milani. Con Claudio Bisio, Kasia Smutniak, Beppe Fiorello, Remo Girone, Massimo Popolizio.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2013. Uscita 21/03/2013.
Qualche nuvola

Qualche nuvola

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,49)
Un film di Saverio di Biagio. Con Michele Alhaique, Greta Scarano, Aylin Prandi, Primo Reggiani, Giorgio Colangeli.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2011. Uscita 27/06/2012.
Cavalli

Cavalli

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,77)
Un film di Michele Rho. Con Vinicio Marchioni, Michele Alhaique, Giulia Michelini, Duccio Camerini, Luigi Fedele.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2011. Uscita 21/10/2011.
Che bella giornata

Che bella giornata

* * * - -
(mymonetro: 3,09)
Un film di Gennaro Nunziante. Con Checco Zalone, Nabiha Akkari, Rocco Papaleo, Tullio Solenghi, Annarita del Piano.
continua»

Genere Comico, - Italia 2011. Uscita 05/01/2011.
La prima linea

La prima linea

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,69)
Un film di Renato De Maria. Con Fabrizio Rongione, Duccio Camerini, Lino Guanciale, Dario Aita, Michele Alhaique.
continua»

Genere Azione, - Italia 2009. Uscita 20/11/2009.
Filmografia di Michele Alhaique »

giovedì 27 maggio 2021 - Dagli show ai crimedy, dai documentari musicali alle heist series: l'offerta Amazon per i prossimi mesi è variegata e con una forte impronta creativa.

Prime video presents Italia: ecco i film e le serie originali italiane in arrivo nei prossimi mesi

Paola Casella cinemanews

Prime video presents Italia: ecco i film e le serie originali italiane in arrivo nei prossimi mesi È un’offerta variegata e con una forte impronta creativa quella di Amazon Prime Video, annunciata oggi nell’incontro di presentazione: molte produzioni originali e alcune riconferme, tanto sport e tanta fiction.

Dal 18 luglio riprenderà la seconda fase di Celebrity Hunted, che questa volta si svolgerà a Venezia e vedrà in fuga Vanessa Incontrada, Diletta Leotta, Stefano Accorsi, Elodie, Miss Keta e Achille Lauro, che per Amazon si farà letteralmente in tre: concorrente nel programma di caccia alle celebrità, ma anche autore della canzone che accompagna il film Anni da cane, in cui ha un piccolo ruolo, e guest star nella serie Prisma.
Fra i progetti Scripted ecco Bang Bang Baby, una serie in 10 puntate che andrà in piattaforma nel 2022 e che vede Dora Romano protagonista nel ruolo di Lina, “una donna anaffettiva e senza scrupoli con l’ambizione di diventare la prima mamma santissima della 'ndrangheta”, come dice Romano. “Il suo cammino attraverserà di tutto: cattiveria, tenerezza, assenza di scrupoli. È l’opposto di me”. La regia è di Michele Alhaique, Margherita Ferri e Giuseppe Bonito, e i coprotagonisti sono Adriano Giannini e Lucia Mascino, che ha “accettato la sfida di interpretare un ruolo estremamente emotivo senza usare il filtro dell’ironia. Nel cast anche gli attori Antonio Gerardi e Giuseppe De Domenico. Bang Bang Baby è una serie molto colorata e surreale, ma la recitazione rimarrà molto veritiera”.

Ed ecco anche Anni da cane, il primo film italiano Amazon Original diretto da Fabio Mollo, prodotto da Notorious Pictures e scritto da Mary Stella Brugiati e Alessandro Bosi, di cui è protagonista la giovane Aurora Giovinazzo che recita con Isabella Mottinelli, Federico Cesari, Luca Vannuccini e Sabrina Impacciatore: una commedia young adult con risvolti romantici che vede protagonista la sedicenne Stella, convinta che non le resti molto da vivere e dunque intenzionata a realizzare tutti i desideri della sua wish list.

A luglio inizieranno le riprese di The Bad Guy, la crime series con risvolti comici prodotta da Indigo la cui uscita è prevista per il 2022. “È una storia di mafia, che è un po’ l’equivalente del Vietnam per la cinematografia americana: una tragedia nazionale, ma anche un bacino di potenziali storie”, afferma il produttore Nicola Giuliano. “Ci ha colpito il modo di affrontare questo tema lasciando intatta la consapevolezza della tragicità di quello che è la mafia in questo Paese ma anche il tentativo di demolirla con le armi della commedia nera, mettendone in evidenza gli aspetti ridicoli e comici, per mostrare la pochezza di quel mondo”. I registi sono Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, anche sceneggiatori con Davide Serino e Ludovica Rampoldi, e Stasi spiega: “I nostri riferimenti sono Alexandre Dumas, Mario Puzo, Leonardo Sciascia, Omero e i Simpson. Ma la prima ispirazione è il Conte di Montecristo, perché la serie narra la storia di un pm antimafia che viene incastrato e deciderà di vendicarsi, scoprendo chi l’ha tradito”. “È un crimedy ovvero un crime con forti tinte comedy”, aggiunge Giancarlo Fontana. “Non una parodia ma un mafia movie condito dall’ironia. Sarà una serie molto pop dal punto di vista della messa in scena e della fotografia: cerchiamo di andare nella direzione opposta rispetto alla cupezza dark del genere, che intendiamo demolire”.
Nel 2022 uscirà anche Prisma, la serie scritta dallo showrunner di SKAM Italia (guarda la video recensione) Ludovico Bessegato, anche regista, e Alice Urciuolo. “La trama parte da due gemelli omozigoti molto diversi e in qualche modo unici”, esordisce Bessegato. “Il concetto dell’unicità per noi supera quello di diversità, che comporta un’idea di norma. La normalità non esiste: siamo tutti unici e non classificabili. Ci siamo accorti come sia difficile incasellare i ragazzi di oggi negli schemi: la complessità della composizione etnica, di orientamento, di identità di genere è molto maggiore di quella che c’era fino a poco tempo fa. I ragazzi non si si sentono limitati da un solo orientamento e da una sola passione, passano il tempo ad esplorarsi e a fare scelte anche contradditorie. “Prisma racconterà dieci personaggi che hanno a che fare con la disabilità, l’identità di genere, lo sport e la musica in una chiave innovativa, senza appoggiarsi agli stereotipi”, aggiunge Urciuolo. “Per scrivere questa serie abbiamo messo più di due anni, lavoro di ricerca fondamentale e lunghissimo. Tutto quello che c’è nella serie è stato da noi trovato nella realtà, o provato dalla realtà”.

Bisognerà aspettare il 2023 invece per il debutto di Everybody Loves Diamonds, le cui riprese inizieranno in autunno. È una heist series con risvolti di commedia, la storia vera di un colpo grosso dove sono stati rubati tantissimi milioni, ad opera di Leonardo Notarbartolo, interpretato nella serie da Kim Rossi Stuart e girata ad Anversa. La serie è prodotta da Wildside Gruppo Freemantle: “Da un po’ non si trattava il genere heist movie in Italia”, afferma il produttore Mario Gianani. “Ci metteremo dentro humour e inventiva, intelligenza e di destrezza, cose in cui noi italiani siamo molto bravi”. “Giocheremo con i generi, nella nostra narrazione di riferimento ci sono La grande scommessa o American animals, ma combinati con la nostra italianità”, aggiunge Lorenzo Gambarossa.

L’offerta di Prime Video include anche alcune acquisizioni fra cui Monterossi, serie in sei episodi basata sui romanzi gialli di Alessandro Robecchi “Questa non è una canzone d’amore” e “Di rabbia e di vento”. Il protagonista, Carlo Monterossi, è un autore televisivo 50enne disilluso che deve il suo successo a programmi trash televisivi, e proprio quando lascia il mondo della tv viene in contatto con misteriosi crimini. Si trova davanti un uomo arato e per puro caso evita la morte e si rimette in gioco indagando su quello che è successo. Prodotta da Palomar e diretta da Roan Johnson, anche co-sceneggiatore con Robecchi, la serie è interpretata da Fabrizio Bentivoglio.

Uscirà in autunno Ben: Respira della Lotus Productions, un documentario sul rapper B3N, giovane talento italiano che ha battuto ogni record musicale, e racconterà non solo i suoi successi ma anche le sue difficoltà, mostrando la sua famiglia, i suoi amici, i suoi sogni e le sue ambizioni, ma anche le sfide che la vita gli ha messo davanti.

Infine Dinner Club sarà un nuovo concept tutto italiano che vedrà Carlo Cracco sfidare Pierfrancesco Favino, Luciana Littizzetto, Fabio De Luigi, Valerio Mastandrea, Diego Abatantuono e Sabrina Ferilli, che eploreranno culinariamente l’Italia nei suoi luoghi più segreti e nascosti. Cracco dà le regole: Prima regola è che i concorrenti siano disposti a viaggiare con qualsiasi mezzo e in qualsiasi luogo; seconda regola sarà viaggiare sempre in coppia e uno dei due sarà sempre Cracco. Terza regola: i concorrenti mangeranno di tutto e con chiunque. Quarta regola: alla fine dei viaggi ci sarà una cena, e chi ha viaggiato con Cracco cucinerà per gli altri. Ultima regola: nel Dinner Club non ci saranno regole.    

   

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