Dizionari del cinema
Miscellanea (1)
Collegamenti
Media & Link
Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
domenica 20 giugno 2021

Gena Rowlands

Nome: Virginia Cathryn Rowlands
91 anni, 19 Giugno 1930 (Gemelli), Cambria (Wisconsin - USA)
occhiello
Se ti soffermi troppo a pensare al tempo che ti rimane, non lo usi per vivere.
dal film Skeleton Key (2005) Gena Rowlands  Violet
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Gena Rowlands
Emmy Awards 2009
Nomination miglior attrice ospite in una serie tv brillante per il film Detective Monk di Randy Zisk, Jerry Levine, Andre Belgrader

SAG Awards 2008
Nomination miglior attrice miniserie o film tv per il film L'ultimo compleanno di Stephen Tolkin

Emmy Awards 2007
Nomination miglior attrice miniserie o film tv per il film L'ultimo compleanno di Stephen Tolkin

Golden Globes 2003
Nomination miglior attrice secondaria serie miniserie film tv per il film Gli occhi della vita di Mira Nair

SAG Awards 1997
Nomination miglior attrice per il film Una donna molto speciale di Nick Cassavetes

Nastri d'Argento 1984
Nomination miglior attrice straniera per il film Love Streams - Scia d'amore di John Cassavetes

Nastri d'Argento 1984
Premio miglior attrice straniera per il film Love Streams - Scia d'amore di John Cassavetes

Golden Globes 1981
Nomination miglior attrice per il film Una notte d'estate - Gloria di John Cassavetes

Premio Oscar 1981
Nomination miglior attrice per il film Una notte d'estate - Gloria di John Cassavetes

Festival di Berlino 1978
Premio miglior attrice per il film La sera della prima di John Cassavetes

Golden Globes 1978
Nomination miglior attrice per il film La sera della prima di John Cassavetes

Golden Globes 1975
Premio miglior attrice per il film Una moglie di John Cassavetes

Premio Oscar 1975
Nomination miglior attrice per il film Una moglie di John Cassavetes

Golden Globes 1975
Nomination miglior attrice per il film Una moglie di John Cassavetes



Tratto da un'opera teatrale, il film di Zeller tiene lo spettatore incollato allo schermo, incuriosito ma anche spiazzato, con un Hopkins che giganteggia mostrandosi smarrito, disarmato, confuso, e l’attimo dopo minaccioso, velenoso ancora come Hannibal Lecter. Ora al cinema.

The Father è un’odissea nello spazio della mente di Anthony Hopkins. Teatro? No, grande cinema

mercoledì 26 maggio 2021 - Giovanni Bogani cinemanews

The Father è un’odissea nello spazio della mente di Anthony Hopkins. Teatro? No, grande cinema Arriva da noi con la luccicanza dell’Oscar vinto da Anthony Hopkins – un Oscar per il Miglior Attore che, quest’anno, era anche l’ultimo evento, dunque il più importante, della cerimonia. E mentre noi comuni mortali, in Italia, tiravamo mattina per sapere chi avrebbe vinto, lui se ne stava a casa sua, in Galles, a dormire.

Con sublime distacco dalle cose di questo mondo, il mattino dopo Hopkins avrebbe acceso il telefonino e filmato un breve messaggio di ringraziamento, mentre dietro di lui c’era un paesaggio di prati e cielo che veniva voglia di attraversarlo in bicicletta.

Arriva da noi – esclusivamente nelle sale: dal 20 in originale, dal 27 in versione italiana – The Father, con il prestigio dell’Oscar alla Miglior Sceneggiatura non Originale, e con quel pizzico di sospetto che si accompagna sempre ai film tratti da un’opera teatrale. Ma saranno noiosi? Saranno un diluvio di parole, due persone che si guardano negli occhi, e noi annoiati a guardare lo schermino dello smartphone.

I film tratti da opere teatrali, chi ama il cinema li vede sempre con sospetto. Perché vuole che il cinema sia cinema, e non teatro filmato, come ancora troppo cinema e troppa tv. Chi ama il cinema è affamato di immagini, vuole girellare nelle inquadrature come un cane in un bosco.

Beh, una notizia: questo è cinema. Ed è grande cinema. Perché quello che vedi ti fa stare incollato allo schermo, e perché quello che vedi ti sorprende sempre. È grande cinema anche se non ci sono effetti speciali, anche se non ci sono esterni se non per trenta secondi nei titoli di testa. Ma è grande cinema, è un po’ Shining e un po’ Luis Bunuel. È la storia di una disgregazione umana. È un puzzle si ricompone nella mente dello spettatore, mentre il personaggio segue il percorso inverso, si sfalda, si sgretola, si scompone come il computer Hal 9000 di 2001: Odissea nello spazio.

È un’odissea nello spazio della mente del protagonista, The Father. Uno spazio nel quale non ci sono riferimenti certi. Anthony Hopkins si aggira fra le stanze della sua casa come Jack Nicholson nei corridoi dell’Overlook Hotel. No, non ci sono corridoi interminabili, qui: bastano un po’ di stanze, e ogni porta può spalancare un abisso.
Inutile dire quanto sia bravo Anthony Hopkins, lo scriveranno tutti. Sul suo volto lascia affiorare intelligenza, smarrimento, euforia, disperazione, sex appeal. La scena in cui incontra la giovane caregiver, bionda, ventenne, già preparata alle stranezze del vecchio, e in cui tuttavia riesce a sorprenderla mille volte, in cui riesce a essere divertente, leggero, spiritoso, sensuale, imbarazzante, patetico, e improvvisamente sgarbato, adirato, passando da uno stato d’animo all’altro con una velocità stupefacente, è da manuale. Hopkins riesce a essere smarrito, disarmato, confuso, e l’attimo dopo minaccioso, velenoso ancora come Hannibal Lecter. E poi crolla ancora

Ma non è quanto sia bravo Hopkins il punto. O quanto sia brava Olivia Colman, nel ruolo della figlia – e lo è, enormemente: un misto di dolore, premura, rassegnazione, impotenza, delicatezza. Il punto è come il film riesca a rendere ogni momento inquietante, difficile da decifrare per lo spettatore. È come se fosse una continua soggettiva della mente di Hopkins.
I piani della realtà vengono rovesciati di continuo, come in un film di Luis Bunuel: Hopkins trova sconosciuti seduti in casa sua, vede entrare dalla porta una figlia che non ha l’aspetto della figlia con cui ha parlato un attimo prima.

Ma non ci sono soltanto le soggettive – chiamiamole così – di Hopkins: ci sono anche quelle di Olivia Colman, a complicare le cose. E niente ci fa capire che cosa è vero e che cosa non lo è. Come se il film fosse un Rashomon dove devi scoprire, in ogni momento, se quello che vedi è vero o no.

E tutto, raccontato con una fotografia nitida, senza ambiguità, senza ombre profonde, luminosa e gentile come in un film di Ken Loach. I colori pastello di una casa di bambole, o forse di una casa di riposo. Una luce che non ha ore, come se fosse sempre un eterno mattino, o un’eterna sera: Hopkins cerca continuamente l’orologio, ma c’è sempre luce, come in Insomnia di Christopher Nolan, e in entrambi i casi il protagonista perde le coordinate, i punti di riferimento, il lume della ragione.

Sono tanti i film sull’Alzheimer, o in generale sulla ineluttabilità di un processo degenerativo, che abbiamo visto negli ultimi anni, e molti erano belli: Still Alice con Julianne Moore, Ella & John di Paolo Virzì, Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni, con un meraviglioso Giuliano Montaldo. O Le pagine della nostra vita, con una pazzesca Gena Rowlands. E viene da pensare anche allo sguardo verso l’ineluttabile proposto da Amour di Haneke. The Father, in questa compagnia, si conquista un posto suo, importantissimo, per come riesce a rappresentare l’esplodere, lo sfaldarsi, come in un quadro cubista, dei piani di realtà.

All’inizio si accennava ai film tratti da opere teatrali. Si potrebbe pensare che non ci sia regia, che la macchina da presa sia invisibile. Beh, non lo è del tutto. Ci sono lenti movimenti in avvicinamento ai personaggi, non motivati da niente, solo un avvicinamento dell’attenzione, un sottolineare l’istante. E altre carrellate a seguire Hopkins che va nei corridoi di quella casa che prima appare come la sua, poi come quella della figlia, poi…

E a proposito di teatro, accenniamo di sfuggita al fatto che qualcuno, su questo testo, aveva visto giusto. Quel matto di Alessandro Haber, che The Father lo ha portato a teatro in tempi non sospetti, grazie all’intuito da produttrice di Federica Vincenti. Per due stagioni, il ruolo di Hopkins, il suo smarrimento, il suo dibattersi contro un mondo che si sgretola, Haber lo ha ciabattato sui palcoscenici di mezza Italia. Schegge di un maledetto talento che dissipa, da anni, nei modi più fantasiosi e dannati.

Non è, The Father, soltanto un film astratto. Basterebbe pensare alla pregnanza, al senso di protezione, di accoglienza che danno, nel film, le frasi vuole una tazza di tè? e hai fame?. L’unico modo per comunicare, quando tutto il resto fluttua nell’incomprensibile, l’unico modo per amare è chiedere vuoi ancora un po’ di pollo?.

Mi sento come se stessi perdendo le foglie, dice Hopkins, nel momento in cui prende coscienza di essersi dissolto. È il momento più straziante, quello della resa, dopo avere combattuto con mille stratagemmi per non arrendersi alla realtà, per inventarsi realtà parallele, per rendere vivo chi vivo non è più, mille stratagemmi per aggiustare la realtà, per fare ricomparire una figlia, per trasformare il presente sgradevole nella propria vita di sempre. Alla fine si arrende. Non so se sono pronto a…, dice. Quello che viene invitato a fare è una passeggiata nel parco. Ma forse è anche qualche cosa d’altro. È di fronte alla porta dello spavento supremo, come cantava Franco Battiato. Di fronte allo spavento supremo, torneremo bambini, e anche a ottant’anni desidereremo che venga a prenderci la mamma.

   

La celebre attrice compie 80 anni. Auguri a una donna molto speciale.

Gena Rowlands: buon compleanno

venerdì 18 giugno 2010 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Gena Rowlands: buon compleanno È una delle attrici – insieme a Bette Davis e Romy Schneider – alle quali Pedro Almodóvar ha dedicato Tutto su mia madre. Lei, che con la Davis aveva lavorato nel 1979 nel film per la tv Abisso: storia di una madre e di una figlia, si sarebbe poi distinta come interprete di carattere in grado di vestire con successo personaggi del tutto diversi fra loro, spesso legati al cinema indipendente. Anni dopo avrebbe detto che in principio, quando le proposero il ruolo della figlia della Davis, fu sul punto di rifiutare perché temeva che tutte le sue illusioni si sarebbero dissolte, ma fortunatamente non resistette alla tentazione. "Non era assolutamente una attrice altezzosa, di quelle che ti mettono a disagio. Era una grandissima artista indipendente. Ho amato ogni minuto del nostro stare insieme sul set". Parola di Gena Rowlands che giunta al suo ottantesimo compleanno continua a dedicarsi alla recitazione (per lo più per la televisione) con la stessa passione di sempre. Nonostante il sodalizio artistico e amoroso con John Cassavetes – che la diresse in ben dieci film prima di andarsene nel 1989 – la Rowlands ha saputo mantenere l'indipendenza anche dal marito e la sua identità come donna e attrice, regalando al cinema una carrellata di ruoli indimenticabili. La celebriamo con le migliori battute dei suoi film.

Skeleton Key

Skeleton Key

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,88)
Un film di Iain Softley. Con Kate Hudson, Gena Rowlands, John Hurt, Peter Sarsgaard, Joy Bryant.
continua»

Genere Horror, - USA 2005. Uscita 09/09/2005.
Le pagine della nostra vita

Le pagine della nostra vita

* * * - -
(mymonetro: 3,39)
Un film di Nick Cassavetes. Con Ryan Gosling, Rachel McAdams, James Garner, Gena Rowlands, James Marsden.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2004. Uscita 24/06/2005.
Qualcosa di cui sparlare

Qualcosa di cui sparlare

* * - - -
(mymonetro: 2,00)
Un film di Lasse Hallström. Con Julia Roberts, Robert Duvall, Gena Rowlands, Dennis Quaid, Kyra Sedgwick.
continua»

Genere Commedia, - USA 1995. Uscita 27/10/1995.
Identità violate

Identità violate

* * - - -
(mymonetro: 2,26)
Un film di D.J. Caruso. Con Angelina Jolie, Ethan Hawke, Kiefer Sutherland, Gena Rowlands, Olivier Martinez.
continua»

Genere Thriller, - USA 2004.
Basta guardare il cielo

Basta guardare il cielo

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,69)
Un film di Peter Chelsom. Con Sharon Stone, Kieran Culkin, James Gandolfini, Elden Henson, Harry Dean Stanton.
continua»

Genere Drammatico, - USA 1998.
Filmografia di Gena Rowlands »
prossimamente al cinema Film al cinema Novità in dvd Film in tv
martedì 25 maggio
Roubaix, Une Lumière
martedì 11 maggio
Mi chiamo Francesco Totti
mercoledì 28 aprile
La prima donna
martedì 27 aprile
L'agnello
Imprevisti Digitali
Altri prossimamente » Altri film al cinema » Altri film in dvd » Altri film in tv »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | Accedi | trailer | TROVASTREAMING |
Copyright© 2000 - 2021 MYmovies® // Mo-Net All rights reserved. P.IVA: 05056400483 - Licenza Siae n. 2792/I/2742 - credits | contatti | redazione@mymovies.it
Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso
pubblicità