Enrico Borello è un attore
Da protagonista, quasi antieroe del film di Mainetti a nuovo volto del cinema italiano, Enrico Borello gioca sulla sua romanità e conquista il pubblico.
Gli studi
Romano, classe '93, Enrico Borello coltiva l'amore per il cinema fin dalla tenera età. Il suo interesse nei confronti del mondo dello spettacolo lo porta a diplomarsi alla scuola d'arte cinematografica Gian Maria Volonté dopo aver conseguito la laurea triennale a La Sapienza, nel dipartimento Medicina e Psicologia. Dal 2016 al 2019 si specializza nel mestiere di attore con la coach Francesca De Sapio e un lavoro sul metodo Stransberg/Stanislavskij, mentre tra il 2018 e il 2019 ha come coach Sergio Valastro che lo fa lavorare sul metodo Meisner, Stransberg/Stanislavskij.
Prima di approdare sul grande schermo inizia con alcuni cortometraggi e con il teatro. Tra i cortometraggi si possono citare "La teoria del vuoto" di Daniele Cernicchi del 2020, "Di notte" di Roberta Martinelli del 2023, "Rosa e pezza" di Giulia Regin e "Safari" di Leonardo Balestrieri del 2022. In teatro è, invece, impegnato con "Via Enrico IV 43" di Imogen Kusch e "Villa Dolorosa" di Fabrizio Arcuri.
L'esordio sul grande schermo
Grazie ad Alessandro Tamburini e al suo Ci vuole un fisico del 2018 Enrico Borello esordisce al cinema, per poi proseguire tre anni dopo nel ruolo del trapper Borneo in Lovely Boy di Francesco Lettieri, presentato alle Giornate degli Autori alla 78esima mostra del cinema di Venezia e nel film Il principe di Roma di Edoardo Falcone con Marco Giallini. L'anno successivo prende parte al film Il filo invisibile di Marco Simon Puccioni con protagonista Francesco Gheghi, ma è anche Matteo nell'esordio alla regia di Giulia Steigerwalt Settembre.
Nel 2024 è sia al cinema, nel film Familia di Francesco Costabile, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, sia sul piccolo schermo con la serie Supersex di Matteo Rovere, incentrata sulla vita di Rocco Siffredi.
La consacrazione
Il 2025 è l'anno della vera e propria consacrazione di Enrico Borello che prende parte a numerosi titoli per il grande schermo, dalla commedia Permafrost di Lucia Calamaro a un'altra commedia come Ogni maledetto fantacalcio di Alessio Maria Federici. Ma è con La città proibita di Gabriele Mainetti che avviene la sua vera e propria consacrazione. Il suo Marcello è il coprotagonista di un film che collega Italia e Cina, mescolando anche più generi.
A quello segue la partecipazione al film di Vincenzo Alfieri 40 secondi, che si ispira ai fatti realmente accaduti che hanno coinvolto il giovane Willy Monteiro che, per sedare una rissa, ha perso la vita.
Sulla scia della notorietà anche il 2026 è un anno denso di titoli per Enrico Borello che si cimenta nuovamente nella serialità prendendo parte a In Utero, sviluppata all'interno di una clinica di fecondazione assistita, diretta da Maria Sole Tognazzi e Nicola Sorcinelli. È poi anche tra gli interpreti di Antartica - Quasi una fiaba, film che esplora il confine tra scienza, isolamento e relazioni umane. Nel film, che segna l'esordio alla regia della drammaturga Lucia Calamaro, Borello recita al fianco dei due protagonisti Silvio Orlando e Barbara Ronchi. Inoltre è anche nel cast de Il dio dell'amore diretto da Francesco Lagi, presentato in anteprima al Bif&st 2026.