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domenica 29 novembre 2020

Lee J. Cobb

Nome: Leo Jacoby
Data nascita: 8 Dicembre 1911 (Sagittario), New York City (New York - USA)

Data morte: 11 Febbraio 1976 (64 anni), Los Angeles (California - USA)
occhiello

dal film () Lee J. Cobb 
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Lee J. Cobb
Premio Oscar 1959
Nomination miglior attore non protagonista per il film Karamazov di Richard Brooks

Premio Oscar 1955
Nomination miglior attore non protagonista per il film Fronte del porto di Elia Kazan



L'esorcista

L'esorcista

* * * * -
(mymonetro: 4,05)
Un film di William Friedkin. Con Ellen Burstyn, Max von Sydow, Linda Blair, Jason Miller, Lee J. Cobb.
continua»

Genere Horror, - USA 1973. Uscita 19/06/2013. 14
L'esorcista versione integrale

L'esorcista versione integrale

* * * - -
(mymonetro: 3,29)
Un film di William Friedkin. Con Lee J. Cobb, Max von Sydow, Ellen Burstyn, Linda Blair, Jason Miller.
continua»

Genere Horror, - USA 2000.
Fronte del porto

Fronte del porto

* * * * 1/2
(mymonetro: 4,62)
Un film di Elia Kazan. Con Rod Steiger, Lee J. Cobb, Karl Malden, Marlon Brando, Eva Marie Saint.
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Genere Drammatico, - USA 1954.
La parola ai giurati [1]

La parola ai giurati [1]

* * * * -
(mymonetro: 4,36)
Un film di Sidney Lumet. Con E.G. Marshall, Lee J. Cobb, Henry Fonda, Martin Balsam, Ed Begley.
continua»

Genere Drammatico, - USA 1957.

Il giorno della civetta

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,61)
Un film di Damiano Damiani. Con Claudia Cardinale, Lee J. Cobb, Franco Nero, Serge Reggiani, Ugo D'Alessio.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 1968.
Filmografia di Lee J. Cobb »

giovedì 15 ottobre 2020 - L'attore, premio Oscar per Whiplash, conferma con Palm Springs il suo talento e l’arte di di mostrarsi tanto terrificante quanto fallibile con un'onestà che buca lo schermo e il suo volto immoto. Dal 22 ottobre al cinema.

J.K. Simmons, un irriducibile bad guy da amare senza condizioni

Marzia Gandolfi cinemanews

J.K. Simmons, un irriducibile bad guy da amare senza condizioni È vero, J.K. Simmons è stato il padre affettuoso e autentico della celebre Juno. Negli anni ha interpretato con altrettanta umanità lo psichiatra che collabora con la polizia di New York in Law & Order o l'impiegato resiliente licenziato da George Clooney in Tra le nuvole, ma non sono questi i ruoli per cui il pubblico lo ricorda e lo ama di un amore inflessibile, come i suoi personaggi più popolari. Tutti irriducibilmente antipatici. Perché se è vero che stiamo sempre dalla parte dell'eroe, sovente insipido perché tutti possano identificarsi con lui, è il cattivo che appassiona lo spettatore con la sua ambiguità e un'intelligenza che lavora ai fianchi il côtè naïf del buono di turno.
 

Nessuno ha il solido senso pratico, e diabolico, di J.K. Simmons, nessuno mugugna come lui dietro a una scrivania lanciando l'ennesimo titolo contro l'Uomo Ragno. Testa rasata, volto segnato, voce autoritaria, sguardo freddo e mente fredda, tutto contribuisce a conferirgli un'aura e una maestà invidiabili.
J.K. Simmons, per tutti, o quasi, è soprattutto Terence Fletcher, l'esigente professore di Whiplash che fa passare il Sergente Maggiore Hartman di Full Metal Jacket per una mammola e affonda le radici nel detenuto numero 92S110 di Oz, serie televisiva americana in cui l'attore incarnava il crudele e 'nazista' Vernon Schillinger.

Che sia alle prese con il giovane eroe di un romanzo di (de)formazione (Whiplash), con le prodezze super di Peter Parker (Spider-Man, la trilogia di Sam Raimi) o con un paradosso temporale (Palm Springs, da giovedì 22 ottobre al cinema), J.K. Simmons sembra farne sempre un affare personale. Faccia di gomma e sguardo senza ammiccamento, scopre con l'eterno ritorno sullo schermo e nella 'commedia quantica' di Max Barbakow, di essere un character actor, un attore a metà tra il primo e secondo ruolo, sovente impiegato nello stesso registro.

Forte di questa distinzione, trova un terreno dove esistere in barba alla legge di mercato hollywoodiana che non finanzierebbe mai un film con un protagonista senza capelli e troppi anni. Ma non mancano certo attori 'defettibili' che hanno fatto carriera nel cinema americano. Robert Duvall o Gene Hackman aprono una via negli anni Settanta (Il Padrino e Il braccio violento della legge), che Simmons infila con la complicità di Damien Chazelle (Whiplash). Due volte complice, perché replicherà con La La Land, impiegandolo con grande ironia nel ruolo del gestore di un locale notturno. Un padrone accigliato che vieta improvvisazioni jazz al pianista di Ryan Gosling e lo costringe a strimpellare canzoni natalizie...

Il regista americano gli offre un ruolo di primo piano e la possibilità di mostrare a una platea più larga il famoso 'stile J.K. Simmons'. Stile che comincia dalla firma, con quelle due iniziali a titolo di nome per sbarazzarsi di quello ingombrante e ridicolo (dice lui) di Jonathan Kimble. J. K. è un acronimo che suona bene come quello di L.J. Cobb, attore caratterista che Simmons ammira enormemente. Simmons è la prima scelta di Chazelle che lo vuole come coach tirannico nel suo film e ancora non immagina quanto quella scelta si rivelerà perfetta. Perché J.K. Simmons è figlio di un insegnante di musica e si laurea in musicologia per seguire le orme del padre. Il passaggio dalla musica classica al teatro e poi dal teatro al cinema avviene progressivamente nel corso degli anni Ottanta dove ottiene il suo primo ruolo in Wall Street di Oliver Stone.

Se Whiplash lo consacra con un Oscar, la sua carriera non può ridursi a un ruolo solo perché Simmons sa fare tutto, persino sdoppiarsi in Counterpart, thriller di spionaggio a puntate dagli accenti sci-fi, dove incarna due versioni radicalmente opposte dello stesso uomo in un mondo parallelo. E ovviamente impressiona in entrambi i registri.

A tornare in ogni performance è quel grandioso 'colpo di frusta' che i suoi personaggi custodiscono, fino al momento di scoccarlo, per spingere oltre il limitegli antagonisti o per esplorare i propri estremi. Di fatto J.K. Simmons è capace di mostrarsi tanto terrificante quanto fallibile con un'onestà che buca lo schermo e il suo volto immoto.

Come la musica, anche il cinema può essere uno 'sport da combattimento', che trasforma la performance in sofferenza assoluta. Entrato a colpi di frecce nella liaison romantica di Sarah (Cristin Milioti) e Nyles (Andy Samberg), innamorati in una giornata che si ripeta identica alla precedente, ancora una volta rivela quello che si nasconde dietro l'aria sempre minacciante dei suoi 'cattivissimi', che per un momento si aprono al mondo. Ma attenzione, il muro di gomma non si scioglie, è un breve cedimento, e si ricompone semmai in un sorriso di remota rassegnazione, perché la mattina dopo il mondo ha ripreso a girare. E con lui la scontrosa e tortuosa ricerca della felicità di un attore segreto e lievemente grottesco.
   

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