Baby Boss

Film 2017 | Animazione Film per tutti 97 min.

Titolo originaleThe Boss Baby
Anno2017
GenereAnimazione
ProduzioneUSA
Durata97 minuti
Al cinema30 sale cinematografiche
Regia diTom McGrath
AttoriAlec Baldwin, Steve Buscemi, Lisa Kudrow, Jimmy Kimmel, ViviAnn Yee, Eric Bell Jr. Miles Christopher Bakshi, Tobey Maguire, James McGrath, Conrad Vernon.
Uscitagiovedì 20 aprile 2017
TagDa vedere 2017
Distribuzione20th Century Fox
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti
MYmonetro 2,97 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Tom McGrath. Un film Da vedere 2017 con Alec Baldwin, Steve Buscemi, Lisa Kudrow, Jimmy Kimmel, ViviAnn Yee, Eric Bell Jr.. Cast completo Titolo originale: The Boss Baby. Genere Animazione - USA, 2017, durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 20 aprile 2017 distribuito da 20th Century Fox. Oggi al cinema in 30 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 2,97 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Baby Boss
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Il fratellino minore di Tim è speciale: sembra un bambino normale ma in realtà è una spia inviata dall'agenzia Baby Corp. Quando i genitori vengono rapiti, i due fratelli dovranno necessariamente (imparare a) collaborare. In Italia al Box Office Baby Boss ha incassato nelle prime 12 settimane di programmazione 6,9 milioni di euro e 2,1 milioni di euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,97/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,90
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Il film si misura con molte paure reali e definisce l'amore non come un grafico (aziendale) a torta ma come un intero infrazionabile.
Recensione di Paola Casella
lunedì 10 aprile 2017
Recensione di Paola Casella
lunedì 10 aprile 2017

Tim Templeton è un bambino felice: ha sette anni e mezzo, i genitori lo adorano, ed è dotato di una fervida immaginazione che gli permette di vivere ogni situazione come un'eccitante avventura. Almeno finché non arriva in casa il nuovo fratellino, che istantaneamente monopolizza le attenzioni e l'affetto dei genitori lasciando Tim da solo a domandarsi come sia potuto succedere che il neonato sia diventato il boss in casa sua. Nello sguardo di Tim, Baby Boss è infatti un piccolo dittatore, un adulto travestito da bebè con un'agenda nascosta della quale i loro genitori sono all'oscuro. Sarà lo stesso Baby Boss a rivelare i suoi piani a Tim perché, oltre ad andare in giro in giacca, cravatta e ventiquattrore come un dirigente aziendale, è un neonato parlante, la cui missione è contrapporsi al trend che sta rubando l'attenzione dei potenziali genitori per dirottarla verso altre creature irresistibili: i cuccioli di cane.

La Dreamworks si mette in diretta competizione con la Pixar nel creare una storia che ricorda da vicino quella di Inside Out, sia perché affronta le paure dei bambini (non solo quella di essere spodestati da un fratellino o sorellina, centrale nel cinema dell'infanzia da Incompreso a Il piccolo Nicolas, ma anche la paura di volare, di togliere le rotelline alla bicicletta, o che i genitori, una volta affidati i figli ad una babysitter, non tornino più a riprenderli), sia perché sposa completamente il punto di vista del protagonista, che vede (e modifica) la realtà in base ai propri sentimenti, con l'aiuto di quella fervida immaginazione della quale siamo stati informati fin dalle prime scene.

Con la differenza che le sequenze in cui Tim trasforma la realtà in avventura sono graficamente distinte da quelle che raccontano il suo presente, e dunque risulta difficile accorgersi che anche l'arrivo di Baby Boss, e la natura del frugoletto, siano distorte dalla fantasia di un bambino spaventato dalla rivoluzione nel suo assetto domestico, che toglie la centralità e il privilegio dell'onnipotenza infantile concessi al primogenito. La sceneggiatura di Michael McCullers, già autore del Saturday Night Live e pirotecnico ideatore del secondo e terzo film della saga di Austin Powers, è un fuoco di fila di battute e situazioni comiche che non dimenticano di sviluppare il tema portante: un inno alla fratellanza che è il contraltare maschile a quello alla sorellanza innalzato da Frozen.

E se Baby Boss non ha la grazia ispirata di Inside Out o di Frozen (perché la Dreamworks non è ancora la Pixar o la Disney) mostra comunque coraggio e originalità nel creare un racconto non scontato affidato a un "narratore inaffidabile". E la regia di Tom McGrath, che ha diretto tutta la saga di Madagascar, si muove velocissima e crea scene d'azione che hanno la qualità liberatoria della fantasia a briglia sciolta di Tim.

Per gli spettatori più piccoli la complessità della trama e la rapidità dell'azione potrebbero essere troppo difficili da seguire, ma per i coetanei di Tim questa vicenda che trasforma le loro paure in avventura sarà uno spasso. Baby Boss diverte anche i genitori sia perché è ricco di inside joke dedicati proprio a loro, sia perché i temi che affronta riguardano anche gli over 10: fra questi, lo spodestamento dei neonati da parte degli animali da compagnia, così preoccupante negli Stati Uniti da essere stato denunciato anche da Papa Francesco. Baby Boss focalizza l'attenzione del pubblico anche su alcuni misteri legati alla prima infanzia, a cominciare dall'oscuro potere del ciuccio: non c'è genitore che non si sia chiesto quale sia il vero motivo per cui un oggetto di gomma riesce a calmare quasi istantaneamente un infante in piena crisi di pianto. E il film dà voce al desiderio segreto non solo di molti fratelli e sorelle maggiori, ma anche di tanti genitori stravolti dalla fatica dei primi mesi di cura, quando pensano, anche solo per un istante: "Vorrei che non fossi mai nato".

Con apparente leggerezza, attraverso un copione che è una trovata la minuto, Baby Boss si misura con molte paure reali, e definisce l'amore non come un grafico (aziendale) a torta ma come un intero infrazionabile.

Sei d'accordo con Paola Casella?
Tra ironia e tenerezza, il ritratto di uno dei momenti più delicati della vita del bambino: la nascita di un fratellino.
Overview di Marianna Cappi
martedì 21 febbraio 2017

Nelle mani del regista di Megamind, Tom McGrath, la vicenda dell'arrivo di un fratellino, raccontata dal punto di vista del fantasioso fratello maggiore, il settenne Tim Templeton, assume proporzioni da pacco-bomba. Il nuovo arrivato, infatti, è un tipo a dir poco originale, indossa un abito completo e stringe in mano una ventiquattrore, possiede (nella versione originale) la voce e l'ironia di Alec Baldwin, e cela un pericoloso segreto. Tim è costretto a scendere a patti con lui: lo aiuterà a portare a termine la sua missione confidenziale, a patto che poi il piccoletto si tolga di torno.

Con ironia e tenerezza la Dreamworks spettacolarizza uno dei momenti più delicati della vita del bambino: la nascita di un fratellino, con la valanga di aspettative infrante che porta con sé e il carico altrettanto pesante di timori che lo accompagnano, primo fra tutti quello di vedersi abbandonare dall'amore dei genitori a suo unico e insopportabile beneficio.

Dietro l'eccentrica e spionistica realtà del film di McGrath è facile intravedere lo zampino della fantasia di Tim, che lo porta ad esagerare drammaticamente l'evento: il bebè, esigente e capriccioso com'è nella natura di ogni bebè essere, è, ai suoi occhi allarmati, un piccolo boss, dittatoriale e vendicativo, qualcuno da restituire al più presto al mittente (non è il sogno di molti fratelli maggiori quello di essere incappati in uno sbaglio e di dover salutare il nuovo arrivato e tornare al regime di monopolio sentimentale di prima, come se niente fosse accaduto e nove mesi di gestazione non fossero mai passati?). Il risultato è naturalmente comico, specie quando filtrato attraverso lo sguardo dei coniugi Templeton, che interpretano le acerrime discussioni dei figli come innocenti giochi infantili, esasperando la frustrazione del povero Tim.

In fondo, ogni fratellino è uno sconosciuto con cui bisogna prendere le misure, un pacco regalo spesso non richiesto, un altro, che porta sì il nostro cognome, ma è comunque altro da noi, spesso diversissimo, in modo fastidioso e inaccettabile. Solo la quotidianità della frequentazione, la condivisione dei momenti belli e di quelli meno belli, farà di lui, pian piano, non più un estraneo ma un complice, una spalla, uno degli affetti più grandi della vita. Fratelli si diventa, insomma, ma solo dopo aver superato le prove di rito. E più grande è l'avventura, più forte il legame che nasce da essa.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 15 maggio 2017
scavadentro65

So che la mia recensione sarà oggetto di strali lanciati da tutti gli appassionati di cartoon movie, i quali ben accolgono ogni prodotto cinematografico di questo filone sottolineando i pro e tacendo i contro. Questo film è però a mio parere meritevole di due stelle e mezzo, ma non oltre. L'idea di base è carina, con il tema dell'arrivo di un fratellino che sconvolge [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 aprile 2017
Flyanto

 Dopo il precedente "Cicogne in Missione" ecco che con "Baby Boss" arriva nelle sale cinematografiche un altro cartone animato sui neonati. Il neonato in questione è il fratellino che giunge presso una famiglia dove risiede già felice ed amato dai propri genitori un bambino di 7 anni. Appena il piccolo giunge monopolizza completamente l'attenzione [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 aprile 2017
alberto

Un film diretto per lo più ad un pubblico di bambini, ma di certo molto carino e grazioso. L'idea alla base è di Marla Frazee, autrice del libro "The boss baby" (2010), che racconta di un ragazzino di sette anni che si trova in perfetta armonia con i propri genitori: gioca con loro nei modi più disparati, entrando in mondi che solo i bambini possono creare e si addormenta con loro mentre narrano la [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 maggio 2017
elpiezo

 Inedito prodotto d'animazione il cui tema ricorrente è la crescita infantile ed il conseguente sviluppo interiore stimolato dalla puerile gelosia dovuta all'improvviso arrivo di un inatteso fratellino. Pur nettamente al di sotto del pluridecorato e formativo Inside Out, Baby Boss è un'ironica ed eccentrica allegoria all'infanzia, un connubio di rapide sequenze animate [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 maggio 2017
ANDREA GIOSTRA

 Un comicon intelligente e sofisticato, a misura di adulto più che di bambino. Gli occhi grandi della narrazione certamente catturano l’attenzione dello spettatore. Occhi grandi di matrice artistica Margaret Keane (1927), la cui controversa ed incredibile storia vera è diventata un ottimo film del 2014, “Big Eyes”, con la superba regia di Tim Burton; Occhi grandi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 24 maggio 2017
kaipy

L'inizio è bello, ma poi diventa un po' troppo rindondante e annoia un po'. 

mercoledì 19 aprile 2017
g_andrini

L'idea originale è buona, il piccolo boss è ben caratterizzato per i miei gusti. Mi ricorda un po' Megamind nella storia, che risulta avvincente anche per un adulto se si capisce un po' il "retrogusto".

Frasi
- Devo sistemare il ragazzo!
- Sai parlare??
- Ehm.. GuGuGaGa
Dialogo tra Baby (voce nella versione originale) (Alec Baldwin) - Tim (voce nella versione originale) (Miles Christopher Bakshi)
dal film Baby Boss - a cura di MYmovies.it
Porta la ventiquattr'ore! Nessun altro lo trova.. oh non so... un tantino inquietante?
Una frase di Tim (voce nella versione originale) (Miles Christopher Bakshi)
dal film Baby Boss - a cura di MYmovies.it
Eravamo solo noi tre, i Templeton. La vita era perfetta, fino a quel fatidico giorno...
- Tim, guarda chi è arrivato!
Dialogo tra Francis E. Francis (voce nella versione originale) (Steve Buscemi) - La madre (voce nella versione originale) (Lisa Kudrow)
dal film Baby Boss - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 20 aprile 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Cartoon "slapstick" col turbo, firmato DreamWorks, dall'autore di "Madagascar". Scarica di battute su famiglia, figli, economia domestica, potere & dovere, irriverente quanto basta, è un resoconto brusco e dinamico delle conseguenze della fratellanza. I genitori rischiano di occuparsi più dei cuccioli di cane che dei cuccioli umani? La missione di Baby Boss, neonato in cravatta e valigetta 24 ore, [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 aprile 2017
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Un bambino di sette anni, al centro delle attenzioni familiari, si ritrova a dover dividere l'affetto dei genitori con un nuovo arrivato: un bebè che indossa giacca, cravatta e porta con sè una ventiquattro ore. E che, in realtà, ha una missione ben precisa. Una simpatica storia, originale nelle intenzioni, adatta per i più piccini, ma che fa sorridere anche gli adulti.

giovedì 20 aprile 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

Il soggetto del nuovo film della DreamWorks Animation, tratto dal libro per bambini scritto e illustrato da Marla Frazee, è così assurdo e demenziale da solleticare la curiosità. Tim Templeton ha sette anni ed è il più felice dei figli unici: mamma e papà, che lo adorano, giocano con lui, gli leggono le fiabe e la sera, per addormentarlo, gli cantano Blackbird dei Beatles.

giovedì 20 aprile 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Baby Boss si ispira a un delizioso racconto illustrato per bambini di Marla Fraaze, 32 paginette che descrivono gli effetti prodotti nella vita di una coppia dall'ingresso di un neonato, come ogni neonato prepotente! Per adattare il libricino, Tom McGrath, il regista di Madagascar, e il suo sceneggiatore Michael McCullers hanno dovuto gonfiare la storia, inventando snodi e creando la figura di un fratellino [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 aprile 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Sembrano bimbi paciocconi ma poi parlano come scaricatori di porto. Li abbiamo già incontrati nei cartoon? Sì. Baby Herman in Chi ha incastrato Roger Rabbit e Finnick, l'aiutante di Nick Wilde in Zootropolis. Si aggiunge a loro Baby Boss (in originale Alec Baldwin doppiato per noi dall'ottimo Massimo Rossi), non scurrile ma autoritario e non truffaldino bensì agente segreto.

NEWS
BOX OFFICE
martedì 18 aprile 2017
Andrea Chirichelli

Pasquetta di gran carriera per Fast & Furious 8, che per il quinto giorno consecutivo riesce ad incassare più di un milione di euro: 1,2 e un totale superiore ai 7 milioni sono il bottino di un ricco weekend lungo pasquale, capace di portare al cinema [...]

BOX OFFICE
martedì 11 aprile 2017
Andrea Chirichelli

La Bella e la Bestia diventa il 14esimo miglior film della storia del boxoffice inglese: il film Disney è arrivato alla stupefacente cifra di 72 milioni di dollari e supererà sicuramente quota 80. Il Regno Unito, dopo la Cina, è il paese che ha contribuito [...]

BOX OFFICE
domenica 9 aprile 2017
Andrea Chirichelli

Questa settimana pare che gli analisti americani c'abbiano preso: avevano preconizzato un testa a testa tra The Boss Baby e La Bella e la Bestia ed effettivamente, a vedere i dati di venerdì, che vedono i due film appaiati, l'esito del weekend sarà molto [...]

BOX OFFICE
mercoledì 5 aprile 2017
Andrea Chirichelli

Negli USA si fanno i conti esatti e salta fuori che lo scorso weekend la vittoria di The Boss Baby è stata più netta di quanto indicato in precedenza: il film animato ha raccolto ben 50 milioni di dollari (uno dei migliori esordi animati degli ultimi [...]

BOX OFFICE
domenica 2 aprile 2017
Andrea Chirichelli

Un sabato caratterizzato da davvero pochissimi spunti, quello appena trascorso al box office italiano. La bella e la bestia fa il pieno con 700mila euro e si avvicina a quota 17 milioni, cifra che supererà oggi.

TRAILER
giovedì 15 dicembre 2016
 

Baby Boss è la divertentissima storia di una famiglia che si trova a dare il benvenuto al piccolo nuovo arrivato, il tutto raccontato dal punto di vista di un delizioso e inaffidabile narratore: un divertente e fantasioso bambino di 7 anni di nome Tim. [...]

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