L'ordine delle cose

Film 2017 | Drammatico +13 112 min.

Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneItalia, Francia, Tunisia
Durata112 minuti
Al cinema2 sale cinematografiche
Regia diAndrea Segre
AttoriPaolo Pierobon, Giuseppe Battiston, Valentina Carnelutti, Olivier Rabourdin, Fabrizio Ferracane Yusra Warsama, Roberto Citran, Fausto Russo Alesi, Hossein Taheri.
Uscitagiovedì 7 settembre 2017
TagDa vedere 2017
DistribuzioneParthénos
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,59 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Andrea Segre. Un film Da vedere 2017 con Paolo Pierobon, Giuseppe Battiston, Valentina Carnelutti, Olivier Rabourdin, Fabrizio Ferracane. Cast completo Genere Drammatico - Italia, Francia, Tunisia, 2017, durata 112 minuti. Uscita cinema giovedì 7 settembre 2017 distribuito da Parthénos. Oggi tra i film al cinema in 2 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,59 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un interrogativo universale: tentare di cambiare gli squilibri inaccettabili della società o salvaguardare egoisticamente i propri privilegi? In Italia al Box Office L'ordine delle cose ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 168 mila euro e 46,1 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,59/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,68
CONSIGLIATO SÌ
Un viaggio attraverso le condizioni esistenziali di chi migra e di chi si trova a confrontarsi con il fenomeno delle migrazioni.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 31 agosto 2017
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 31 agosto 2017

Corrado è un alto funzionario del Ministero degli Interni con una specializzazione in missioni internazionali legate al tema dell'immigrazione irregolare. Viene scelto per un compito non facile: trovare in Libia degli accordi che portino progressivamente a una diminuzione sostanziale degli sbarchi sulle coste italiane. Le trattative non sono facili perché i contrasti all'interno della realtà libica post Gheddafi sono molto forti e le forze in campo avverse con cui trattare molteplici. C'è però una regola precisa da rispettare: mai entrare in contatto diretto con uno dei migranti.

Andrea Segre prosegue il suo viaggio attraverso le condizioni esistenziali di chi migra e di chi si trova a confrontarsi con il fenomeno. Questa volta però sposta in modo considerevole il punto di vista. Non più la comunità lagunare di Io sono Li o quella montana di La prima neve (solo per rimanere ai film di finzione) ma un emissario (ex poliziotto) del Ministero impegnato a trovare una soluzione all'afflusso di migranti dal continente africano.

Per una di quelle coincidenze che accadono solo quando entra in gioco un elemento di ponderata preveggenza, lo stesso giorno in cui il film è stato presentato alla 74. Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, l'Ansa riportava una dichiarazione del Ministro della Difesa Pinotti soddisfatta dei "dati molto confortanti per quanto riguarda gli afflussi sia di luglio sia di agosto". Dati, ovviamente, che davano gli sbarchi in consistente diminuzione. Questo significava forse che il numero dei migranti fosse 'miracolosamente' mutato in consistenza? Assolutamente no. Significava solo che gli stessi avevano iniziato ad essere bloccati dalle forze libiche in cambio di consistenti esborsi di denaro. Il rispetto dei diritti umani faceva parte del prezzo pagato? Con un'alta dose di probabilità no.

È quanto ci racconta, attraverso la complessa figura di Corrado, Andrea Segre. Ci viene presentato come una persona estremamente attenta all'ordine, anche a quello personale. Forse proprio per questa ragione lo si manda a cercare di risolvere situazioni intricate in cui regna il caos. Di fronte a funzionari che hanno capito come muoversi senza urtare suscettibilità armate (il personaggio affidato al sempre efficace Battiston) Corrado è colui che deve imporre tattiche diverse. La sua azione è simile a quella della tanto praticata (e amata) scherma. Saper attaccare ma anche saper ritrarsi al momento giusto per potere (anche in questa seconda condizione) assestare la stoccata vincente. Il problema nasce però quando l'avversario non è più coperto dalla maschera protettiva del 'numero' di migranti ma diventa una persona della quale si finisce con il conoscere il vissuto e le speranze. A quel punto bisogna decidere quale sia la risposta da dare. Innanzitutto a se stessi. Da un lato c'è la ragion di Stato e la propria posizione all'interno delle istituzioni. Dall'altro la propria appartenenza al genere umano che chiede che si conservi all'aggettivazione 'umano' un significato che non ne svuoti il senso originario.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 11 settembre 2017
francesca meneghetti

Se si guarda al messaggio principale del film, l'impressione è che il regista, documentarista, Andrea Segre, esperto di tamatiche migrazioniste, sia stato equilibrato e problematico nell'affrontare un tema attualissimo ed estremamente complesso. Il governo italiano (del film) richiede risultati tangibili (riduzione degli sbarchi in Italia) a un super poliziotto incaricato di trattare [...] Vai alla recensione »

martedì 19 settembre 2017
angelo umana

 Che nessuno ci disturbi nelle nostre serene faccende, che venga rispettatoL'Ordine delle Cose, noi del mondo “sviluppato” impegnati a tagliar l'erba del nostro prato, a tenere in ordine ed eleganti le nostre abitazioni, allineare i bidoncini dell'umido se c'è il porta a porta, gioire del tempo libero coi nostri giochi e i nostri sport: è L'aria [...] Vai alla recensione »

mercoledì 27 settembre 2017
Itimoro

E' evidente che Segre si è documentato per raccontarci questa storia, che risulta, a mio avviso, quasi un docu-film: una storia che racconta una realtà dei nostri giorni, con dentro l'intreccio umano per meglio coinvolgere lo spettatore. Una onesta operazione commerciale, insomma: potrebbe sembrare. Invece io trovo che sia un film straordinariamente innovativo per il suo contenuto "cattivista".

martedì 12 settembre 2017
Flyanto

 Ecco che ricompare nelle sale cinematografiche italiane il regista Andrea Segre con il suo ultimo lavoro "L'Ordine delle Cose", sempre trattante il tema dell'immigrazione e vicino a quegli individui che sono costretti a lasciare la propria terra d'origine alla volta dell'Italia. Un alto funzionario al servizio del Ministero degli Interni in Italia (Paolo Pierobon) [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 ottobre 2017
merilois

Corrado, serio funzionario di Stato non ha scelta, alla fine. Deve compiere la missione e portare a casa un risultato come richiesto dal Ministro. Se salva la ragazza e la fa arrivare in Europa, deve "comprarla". Il militare, capo del centro di detenzione libico, gli chiede dei soldi. Corrado l'ha già denunciato come uomo corrotto.

martedì 10 ottobre 2017
Zarar

   Lungometraggio che ha saputo prevedere anzitempo gli sviluppi italiani della politica sui migranti. Di fronte ad un afflusso ormai incontrollato di profughi e allo scarso impegno europeo in merito, il governo italiano, in accordo con le istituzioni europee, sceglie di porre fine all’accoglienza indiscriminata e  di negoziare con la Libia un blocco dei barconi da parte [...] Vai alla recensione »

domenica 8 ottobre 2017
Miguel Angel Tarditti

    El orden de las cosas(L’ordine delle cose) Film italiano del 2017, con regia de Andrea Segre     La psicología nos ha enseñado que, una cierta obsesión por el orden externo, podría indicar, un cierto desorden del orden interno del individuo.                            [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 settembre 2017
Emanuele 1968

Molto bello, il tema dell'imigrazione, estrema povertà e dall'altra famiglia al di sopra della media economica, in mezzo stanziamento di fondi che fan riaffiorare tematiche riportate dai giornali,  tematiche molto difficili. Penso che il regista abbia fatto un ottimo lavoro.

venerdì 20 ottobre 2017
mayamax3d

Questa pellicola è girata proprio male, stabilizzazione assente delle immagini, una fotografia "piatta" è dire poco. I dialoghi li trovo discutubili e tutto il film l'ho letto come una denuncia contro quelle persone che pensano che occuparsi della sicurezza del proprio paese sia sbagliato. onestamente credevo in un film più "distaccato" e obbiettivo.

lunedì 2 ottobre 2017
Paola D. G. 81

Come negli altri suoi film, Andrea Segre ha uno sguardo intimista e poetico sui grandi dilemmi e i drammi umani legati al fenomeno dell'emigrazione verso il nostro Paese e riesce ad essere incisivo e profondo senza cedere a polemiche o indugiare in dettagli troppo crudi.  Da vedere!

martedì 19 settembre 2017
Flaw54

Argomento di grande attualità, ma niente di nuovo. tutti sanno come stanno le cose, ma soluzioni né si vedono né vengono proposte. buona la recitazione , anche se Pierobon mi sembra orma solo e soltanto Da silva. C' era la sindaca cattiva  e manca va solo Bocci - Calcaterra. A parte gli scherzi gli attori mi sono sembrati bravi.

sabato 23 settembre 2017
Pedu72

Un'occasione mancata: osservare l'attuale ondata migratoria da un punto di vista particolare e 'privilegiato', quello dei funzionari che si occupano (su indicazioni più o meno realistiche e/o cristalline dei politici di turno) di gestire l'emergenza secondo l'interesse nazionale (o quello che dovrebbe essere tale). Ci si aspettava almeno uno squarcio sulle più nascoste manovre internazionali, sugli [...] Vai alla recensione »

Frasi
Sembra un grande videogame. A noi piace giocare, soprattutto se si vince qualcosa.
Una frase di Mustafa Abdelladib (Hossein Taheri)
dal film L'ordine delle cose - a cura di MYmovies.it
Questo non è il solito paese sfigato dell'Africa, qui il potere è una cosa seria ed è tribale.
Una frase di Luigi Coiazzi (Giuseppe Battiston)
dal film L'ordine delle cose - a cura di MYmovies.it
Se non era una cosa difficile non avremmo chiamato lei ma avremmo mandato un funzionario qualsiasi, giusto?
Grigoletto (Roberto Citran)
dal film L'ordine delle cose - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 8 settembre 2017
Paul Bompard
Times Higher Education

Straordinario film sulla tratta di esseri umani tra Libia e Italia. Un funzionario del governo italiano viene spedito in Libia per convincere alti funzionari libici, politici e militari, a collaborare con il governo per fermare il traffico di migranti e creare un hot spot per l'accoglienza dei migranti in Libia. In cambio può offrire grossi aiuti economici da parte dell'Unione europea.

NEWS
MOSTRA DI VENEZIA
venerdì 1 settembre 2017
 

La questione migranti, che oggi con la premiere in gara del film d'esordio dell'artista cinese Ai Weiwei tocca l'apice, comincia ad imporsi al Lido. L'ordine delle cose è il titolo del nuovo film di Andrea Segre, evento speciale a Venezia 74, in sala [...]

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