Neruda

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Un film di Pablo Larrain. Con Luis Gnecco, Gael García Bernal, Mercedes Morán, Diego Muñoz, Pablo Derqui.
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Titolo originale Neruda. Biografico, Ratings: Kids+13, durata 107 min. - Argentina, Cile, Spagna, Francia 2016. - Good Films uscita giovedì 13 ottobre 2016. MYMONETRO Neruda * * * 1/2 - valutazione media: 3,71 su 23 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
Consigliato assolutamente sì!
3,71/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * 1/2 -
Pablo Neruda è interpretato da Luis Gnecco, mentre Gael Garcia Bernal è Oscar Peluchonneau.
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Larrain trova l'equilibrio perfetto tra narrazione allegorica ed esigenza di verità sugli eventi drammatici che hanno caratterizzato la storia cilena
Emanuele Sacchi     * * * * -
Questo film è disponibile in versione digitale, scopri il miglior prezzo:
TROVASTREAMING

Cile, 1948. Il governo di Gabriel Gonzalez Videla, eletto grazie ai voti della sinistra, sceglie di abbracciare la politica statunitense e di condannare il comunismo alla clandestinità. Pablo Neruda, poeta, senatore e massima personalità artistica del Paese, avversa decisamente questa decisione, fino a diventare il ricercato numero 1. In accordo con il partito comunista, Neruda sceglie l'esilio anziché il carcere, ma per riuscire a fuggire deve fare i conti con Oscar Peluchonneau, l'ispettore di polizia che Videla sguinzaglia contro di lui.
Ogni possibile timore sull'approccio di Pablo Larrain alla materia scottante che riguarda il suo celebre omonimo, il poeta e "Senatore" Neruda, risulta totalmente privo di fondamento. Il crudo e nozionistico realismo del biopic è un approccio che non viene mai preso in considerazione, a dispetto del laconico titolo che si limita al cognome del protagonista. La prima e folgorante sequenza è già indicativa. Con un interessante gioco di angolazioni dell'inquadratura e di sfruttamento degli spazi del profilmico il regista illustra la capacità oratoria di Neruda e il misto di invidia e risentimento verso di lui che monta presso i suoi nemici. Anima e voce dello spirito identitario cileno, Pablo Neruda è come se accompagnasse con la sua poesia di ribellione e di intenso amore per la vita le vicende tragiche - future per lui ma passate per Larrain e chi guarda il film - di un popolo glorioso e insieme macchiato dall'infamia. Molto della grandezza di Neruda risiede nella consapevolezza della riflessione ex post e nell'interazione che avviene con questa. Ripensando la filmografia del regista cileno, Neruda diviene spirito guida della precedente trilogia: il migliore rappresentante di quel peculiare modo di intendere la vita che è proprio della gente andina. E anche su questa sua natura di privilegiato, di primus inter pares anche tra i rivoluzionari, la scintillante sceneggiatura di Guillermo Calderón scaglia dardi avvelenati, pregni del senso di amarezza (anche qui ex post) che vive chi ha inseguito il sogno di un mondo migliore e ha assistito alle macerie del pallido surrogato di quel sogno. Nessuno o quasi nella sinistra si interrogava nel 1948 sulla veridicità del verbo staliniano. Nessuno può fare a meno di farlo nel 2016.
Perché prima ancora che artista Neruda è comunista, in linea con la dottrina marxista del primato della politica. E Calderón tende a non farlo mai dimenticare, riempiendo lo script di innumerevoli citazioni del vocabolo "comunista", quasi a ribadire come il pronunciarlo sia divenuto quasi una bestemmia, a seguito dell'americanizzazione del linguaggio universale che ha contraddistinto gli ultimi decenni.
?Larrain si conferma cantore ineguagliabile della storia del suo Paese e delle sue molteplici contraddizioni, capace in ogni occasione di adottare un registro differente (cruda provocazione in Tony Manero, l'astrazione del marketing dalla tragedia in No - I giorni dell'arcobaleno). Per Neruda sceglie l'estetica del cinema noir classico americano - fino a ricorrere alla rear projection nelle sequenze in automobile - e la cala in un contesto quasi onirico, leggero e veloce come i versi del poeta, magari pronunciati in un bordello di quart'ordine tra fiumi di alcol.
I movimenti di macchina sono talora bruschi e talora fluidi, provano a replicare il saliscendi di emozioni dei personaggi. Senza mai aderire, come in un biopic prevedibile, alla soggettiva dell'uno o dell'altro protagonista. La prospettiva è sempre originale, asimmetrica, spesso inverosimile. E il crescendo conduce progressivamente verso un confronto tra due uomini che si temono e si rispettano, benché sia chiaro fin dall'inizio come uno dei due sia subalterno rispetto all'altro. L'ispettore inventato (da Larrain? Da Neruda? E da quale Neruda?) come nemesi ideale del poeta, con quel baffo a metà tra Clouseau e un flic melvilliano interpretato da Alain Delon, è personaggio fittizio in ogni suo aspetto, lo scarto definitivo da ogni residuo di realismo. Su di lui si abbatte una sindrome da Pat Garrett, una fascinazione insopprimibile per la figura di Pablo Neruda. Un'ossessione per la sua cattura che, più che altro, è dimostrazione a se stesso di volerlo e poterlo catturare e di essere all'altezza del suo rispetto, come uomo e come artista (mancato). Una interessante figura ai margini della storia, un rosentcranz+guildenstern stoppardiano che rifiuta l'uscita di scena, specie come personaggio secondario. E che condisce di lieve ironia un epilogo sensazionale, visivamente - straordinario il lavoro del direttore della fotografia Sergio Armstrong - e narrativamente. Larrain con Neruda trova l'equilibrio perfetto tra esigenza di verità sugli eventi drammatici che hanno caratterizzato la storia cilena e narrazione allegorica. Realismo nei fatti, onirismo nella forma, in un mirabile e perfettamente bilanciato connubio.

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Premi e nomination Neruda

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El cantor del pueblo

mercoledì 26 ottobre 2016 di Writer58

"Neruda" è un film che mi ha lasciato una lieve sensazione di sconcerto. Forse la mescolanza tra la biografia del poeta e gli stilemi di un noir degli anni '50, forse la narrazione che ibrida la ricostruzione dela società cilena del '48 con una dialettica pirandelliana tra autore e personaggio, l'alternarsi di un registro "realistico" (Neruda che viene perseguitato come icona degli artisti comunisti da un governo succube degli interessi americani e costretto alla clandestinità, migliaia di militanti continua »

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Genialmente intelletualistico

sabato 15 ottobre 2016 di LBavassano

Ricalcato, ironicamente ricalcato, sui modelli del poliziesco americano degli anni '50 (fotografia, stile narrativo, utilizzo della voce fuori campo), ribalta immediatamente i ruoli fra il buono e il cattivo, ma è solo il preludio ad un gioco ancor più sottile, forse anche troppo sottile. Volutamente caotico, mescola con grande libertà ed efficacia alto e basso, ciarpame e sublime, istrionismo e capacità di seduzione, ottimamente assecondato dalla fisicità dell'interprete. Splendida la colonna sonora, continua »

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Magistrale e epico

domenica 16 ottobre 2016 di robroma66

1948. Il governo di Gabriel Gonzalez Videla mette fuori legge il comunismo e fa diventare Pablo Neruda -poeta e senatore- un ricercato. Pablo preferisce la fuga e l'esilio al carcere. L'ispettore di polizia Oscar Peluchonneau gli dà la caccia e il poeta inizia a sfidarlo, disseminando la sua fuga di indizi e innescando "il doppio" ovvero la sovrapposizione tra i due.  Un film magistrale, originalissimo, toccante, epico, pieno di sfumature e di grandi continua »

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Bello da non capirlo

domenica 16 ottobre 2016 di kimkiduk

Veramente un film bellissimo. Intenso, poetico, schietto e allo stesso tempo complicato dalla prima scena. Neruda raccontato nel momento del suo esilio forzato da parlamentare. Neruda raccontato nel suo modo di essere, nella sua colpevole borghesia,  nella sua splendida genialità. Un uomo sicuramente particolare importante per il Cile. Traspare da tutto che per il suo paese è stato ed è anche adesso un'icona, un esempio, un ricordo immortale. Lo dice Larrrain facendogli continua »

Pablo Neruda
"Per scrivere bene bisogna saper cancellare"
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DVD | Neruda

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 7 marzo 2017

Cover Dvd Neruda A partire da martedì 7 marzo 2017 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Neruda di Pablo Larrain con Gael García Bernal, Alfredo Castro, Luis Gnecco, Antonia Zegers. Distribuito da CG Entertainment. Su internet (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

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FOCUS | Pablo Larraín riscrive le regole del cinema d'autore a partire dalla realtà storica del suo paese. Al cinema.

Una geniale e formidabile messa in scena di Neruda poeta civile

lunedì 17 ottobre 2016 - Roy Menarini

Una geniale e formidabile messa in scena di Neruda poeta civile C'è qualcosa di sorprendente e straordinario nel modo in cui Pablo Larraín sta riscrivendo le regole del cinema d'autore a partire dalla realtà storica del suo Paese. Dimostrando che una vicenda novecentesca come quella cilena può farsi metro e misura di una vasta serie di temi, conflitti e sentimenti universali (la libertà, la giustizia, il ruolo dell'arte, la crudeltà dei carnefici, la sofferenza del popolo, il concetto di democrazia e così via), Larraín ha saputo - tra i pochi autori degli anni Duemila - rifondare un'idea di cinema politico, nel senso più alto del termine.

VIDEO | ll film di Pablo Larrain dedicato al grande poeta cileno. Presentato all'ultimo Festival di Cannes e da oggi al cinema.

Il re dell'amore

giovedì 13 ottobre 2016 - a cura della redazione

Neruda, il re dell'amore Cile, 1948. Il governo di Gabriel Gonzalez Videla, eletto grazie ai voti della sinistra, sceglie di abbracciare la politica statunitense e di condannare il comunismo alla clandestinità. Pablo Neruda, poeta, senatore e massima personalità artistica del Paese, avversa decisamente questa decisione, fino a diventare il ricercato numero 1. In accordo con il partito comunista, Neruda sceglie l'esilio anziché il carcere, ma per riuscire a fuggire deve fare i conti con Oscar Peluchonneau, l'ispettore di polizia che Videla sguinzaglia contro di lui.

Neruda, il genio e il poliziotto

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Pablo Neruda visto dal poliziotto che gli dà la caccia. Il grande poeta, uomo politico ed ex diplomatico, spiato o meglio sognato da un ometto che gli sta alle calcagna e in quel lungo inseguimento vede l'occasione di riscattare una vita grigia e miserabile. Il senatore comunista tornato nel suo Cile, lo scrittore amato dal popolo, il futuro Nobel per la Letteratura, descritto, vagheggiato, apertamente disprezzato e segretamente adorato da un piccolo sbirro figlio di nessuno che ora, inseguendo lungo il Cile quel Padre della patria e di tutto un continente, sente improvvisamente di esistere, capisce che forse la sua vita non è solo menzogna e illusione, trova nel duello a distanza con il poeta il senso, la dignità, l'onore inseguiti da sempre. »

Neruda donnaiolo antiregime

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Avvincente biografia di Pablo Neruda, indomito sporcaccione e beffardo avversario del regime, lontanissimo dal santino (Il postino) di vent'anni prima. Nel 1948 il governo militare cileno, pappa e ciccia con Washington, mette fuorilegge il partito comunista. Così lo scomodo senatore Pablo Neruda, la celebrità del paese, fugge. Con il cocciuto sbirro Oscar Peluchonneau dietro. Perfetti il lardoso Luis Gnecco e il grissino Gabriel Garcia Bernal. Da Il Giornale, 13 ottobre 2016 »

Neruda di carne e sangue Oltre la poesia c'è il mistero

di Fulvia Caprara La Stampa

L'impresa temeraria di un film che si fa poesia senza essere banalmente poetico. La provocazione di raccontare eventi notissimi della Storia recente immergendoli in un'atmosfera misteriosa e sospesa, come quella che accompagna la nascita delle grandi opere d'arte. Solo Pablo Larraìn, il talentuoso regista cileno di Post Mortem, del Club e di Jackie, (presentato all'ultima Mostra di Venezia) poteva dedicare a uno dei massimi protagonisti della letteratura mondiale, un'opera affascinante come Neruda, lontana anni luce dalle semplificazioni di un biopic, eppure capace di restituire appieno l'anima controversa del protagonista: «Abbiamo messo insieme elementi inventati e giocosi, così il pubblico potrà librarsi insieme a Neruda nella sua poesia, nella sua memoria, e nella sua ideologia comunista, tipica della Guerra Fredda». »

Il poeta-senatore contro il poliziotto

di Silvio Danese Quotidiano Nazionale

l poeta e il poliziotto: esiste un modo per dire al cinema lo scontro tra lirica e legge, letteratura e politica, libertà e potere? Autore tra i più intelligenti e personali degli anni 2000 (da "Tony Manero" a "Il club"), Larrain cerca più l'essenza che l'esistenza di Neruda, costruendo una caccia all'uomo come percorso interiore tra l'inseguito e l'inseguitore, infine due parti della stessa medaglia, l'uomo. Senatore del parlamento cileno nel '48, star della poesia come oggi è difficile immaginare, frequentatore estatico di bordelli e comunista perseguitato dal governo dittatoriale di Videla, PabIo Neruda entra in clandestinità. »

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