Senza nessuna pietà

Un film di Michele Alhaique. Con Pierfrancesco Favino, Greta Scarano, Claudio Gioé, Renato Marchetti, Iris Peynado.
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Noir, durata 95 min. - Italia 2014. - Bim Distribuzione uscita giovedì 11 settembre 2014. MYMONETRO Senza nessuna pietà * * 1/2 - - valutazione media: 2,73 su 23 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,73/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * * - -
 pubblico * * 1/2 - -
   
   
   
Presentato al Festival di Venezia 2014 nella sezione Orizzonti, l'esordio alla regia di Michele Alhaique.
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L'esordio "di genere" di un regista sui generis i cui punti di forza sono l'ambientazione e l'apporto del coro degli attori
Dario Zonta     * * 1/2 - -

Nella Roma contemporanea di palazzinari di pasoliniana memoria agisce con modi e pratiche criminali una famiglia patriarcale controllata da Santilli (Ninetto Davoli), padre autorevole del figlio Manuel (Adriano Giannini), viziato e arrogante, e del nipote Mimmo (Pierfrancesco Favino), taciturno e volitivo, orfano di padre morto di morte violenta. Mimmo lavora con le mani sia quando costruisce i palazzoni dello zio nella periferia romana, sia quando riscuote per lo stesso zio i crediti scaduti concessi a piccoli imprenditori in crisi. Mimmo però è sempre più insofferente dei modi del cugino Manuel e del mandato criminale della sua famiglia adottiva. È uno di loro, sì, ma vorrebbe svincolarsi, vorrebbe dedicarsi interamente al suo lavoro di capo-mastro, vorrebbe costruire e non distruggere, vorrebbe edificare palazzi e non spaccare le ossa dei commercianti insolventi e paurosi. La leva per alzare questo pesante coperchio gli arriva leggera tra le mani: una giovane ragazza, promessa escort per il cugino Manuel, che deve andare a prendere e consegnare. Ma un disguido allunga i tempi. Così Mimmo il taciturno, Mimmo l'orso, Mimmo pronto ad esplodere è costretto a passare del tempo con questa ninfetta di Latina, inconsapevole e carina, leggiadra femmina fatale caduta nelle spire di questo noir laziale.
Senza nessuna pietà è l'esordio "di genere" di un regista sui generis, già attore di seconda fila ma di buona fama (Boris, La prima linea, Benvenuto Presidente!) e autore di qualche corto tra cui Il torneo, Nastro d'Argento nel 2008. L'accesso alla narrazione lunga avviene attraverso il genere, un noir cupo ambientato in una Roma periferica e sconsolata, marginale e ruvida, si direbbe, mai riconoscibile però, un "altrove" qualunque che riacquista una qualche identità grazie alle facce e alle voci di suoi protagonisti, alcune vere e proprie icone come il Ninetto Davoli, sempre e per sempre pasoliniano, e ad alcuni scorci, ancora devoti all'immaginario del poeta fruliano, come le baracche di Ostia oggi abitate dalle colf latino-americane.
Come film di genere, Senza nessuna pietà è un po' troppo programmatico e se dovessimo scorgerne i limiti li potremmo rintracciare in una regia troppo insistita nell'imporre la tensione emotiva. È questa una scelta consapevole, sia chiaro, che invece di permettere allo spettatore di vivere sulla pelle i miasmi dei personaggi, ne favorisce paradossalmente un certo allontanamento per eccesso di sensazioni. È un peccato perché il lavoro con, su e degli attori è importante e la loro prova a volte notevole, come rilevante è la rappresentazione di questa Roma svuotata, piccola pozza sulla cui superficie galleggiano alcune resistenze antropologiche. L'apporto del coro degli attori (e dobbiamo citare, oltre a Favino, Davoli e Giannini, anche Claudio Gioè - qui detto il Roscio -, Renato Marchetti, e Greta Scarano, la "lolita" di Latina, chiamata a una prova non facile) e l'ambientazione sono i punti di forza di questo esordio, così come il lavoro fatto sul sound design (piuttosto coraggioso per essere un film italiano) e sulle musiche, una doppia ricerca sonora elaborata dalle diverse sensibilità dei suoi due autori: quelle armoniche di Luca Novelli e quelle elettroniche di Pierre-Alexandre "Yuksek" Busson. Insomma, un complesso di elementi potenzialmente virtuoso nelle mani di un attore che per diventare bravo regista dovrebbe liberarsi dallo spettro dell'autorialità e apprezzare la sottrazione come valore assoluto per una buona narrazione di genere. Non a caso, i più belli tra i noir della storia del cinema sono bagliori precisi e secchi nel buio della notte profonda.

Incassi Senza nessuna pietà
Primo Weekend Italia: € 105.000
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Sceneggiatura senza nessuna pietà

sabato 13 settembre 2014 di Filippo Catani

Mimmo è un uomo di grande stazza. La sua vita è divisa in due; da una parte fa il muratore ma dall'altra fa l'esattore per lo zio usuraio. La sua vita cambia improvvisamente con l'incontro di una giovane ragazza che si prostituisce e che lui deve accompagnare dal cugino. E' davvero un peccato trovarsi davanti ad uno spreco bello e buono. Infatti le prove del cast sarebbero tutte praticamente da incorniciare ad iniziare da quella di Favino. Quello che proprio non va continua »

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Un altro tassello-rinascita del cinema italiano.

giovedì 11 settembre 2014 di no_data

Un Favino strepitoso dirige un'orchestra di attori che offrono prove eccellenti in cui spicca un eccezionale Claudio Gioè che si riconferma dopo la grande prova in "La mafia uccide solo d'estate" Senza nessuna pietà è una storia che ha un punto di partenza chiaro e semplice ma che d'un tratto si incammina verso significati ben più profondi di quello che sembra forte anche di personaggi espressivi e ben caratterizzati. Un ottimo film che continua l'avanzare del cinema italiano verso una rinas continua »

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Un noir all'italiana

domenica 14 settembre 2014 di Steve1982

Inanzitutto un cast di attori italiani eccezionale,Favino ormai lo conosciamo,ma pure il siciliano Claudio Gioè e la la splendida Greta Scarano non son da meno.Un bel noir intrigante e coinvolgente ambientato in una Roma attuale dove emergono certi vizi e consuetudini del nostro belpaese.Non ci sono fasi di stallo ed è quindi godibile dall'inizio alla fine,ottima anche la sceneggiatura e la musica,come dovrebbe essere in un film del genere e quindi senza continua »

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Una vana speranza di cambiare vita

martedì 16 settembre 2014 di Flyanto

 Film in cui si narra di un uomo (Pierfrancesco Favino) che riscuote dei soldi da alcuni debitori nel campo delle costruzioni per conto di uno zio e di un cugino (Adriano Giannini) appartenenti alla malavita. Quando egli, tra le varie mansioni da svolgere, deve portare ad una festa una giovane escort (Greta Scarano), comincia ad avvertire sempre di più un senso di disagio e di crisi per il tipo di vita che ha sempre condotto e, cogliendo l'occasione di difendere dai vari maltrattamenti continua »

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APPROFONDIMENTI | L'attore è il protagonista fragile e massiccio di Senza nessuna pietà.

Sulle spalle del gigante

martedì 9 settembre 2014 - Marzia Gandolfi

Pierfrancesco Favino, sulle spalle del gigante Non è nuovo ai cattivi Pierfrancesco Favino, volto criminale del Libano della Magliana (Romanzo criminale), agente antisommossa della Polizia che ripulisce gli stadi e 'scarica' sugli ultras (ACAB), industriale senza palle e senza scrupoli nella Torino di Giuliano Montaldo (L'industriale). Eppure questa volta e dentro l'opera prima di Michele Alhaique, il suo villain abdica le tinte forti e si converte alla sfumatura, scivolando gradualmente da un colore a un altro. Gigante dal cuore d'oro e la mano pesante, Mimmo è il nipote timido, introverso e ingombrante di un criminale romano, che naviga a gonfie vele nella crisi e presta denaro a interessi esorbitanti a imprenditori al collasso.

   

NEWS | Il film di Michele Alhaique sarà nella sezione Discovery.

Selezionato al toronto film festival

mercoledì 27 agosto 2014 - a cura della redazione

Senza nessuna pietà selezionato al Toronto Film Festival Senza nessuna pietà parteciperà nella sezione Discovery al prestigioso Toronto International Film Festival, che si terrà dal 4 al 14 settembre nella metropoli canadese. Discovery è la sezione della manifestazione dedicata alle opere prime e seconde. Quest'anno ne fanno parte 29 titoli provenienti da tutto il mondo, compresa l'opera di Michele Alhaique. Continua »

   

NEWS | Il film sarà al cinema dall'11 settembre. Con Pierfrancesco Favino.

I character poster

venerdì 8 agosto 2014 - a cura della redazione

Senza nessuna pietà, i character poster A Mimmo piace molto di più costruire che rompere ossa. Vorrebbe fare solo il muratore, ma gli tocca anche fare recupero crediti tra i palazzoni dei quartieri alla periferia di Roma. Lavora per suo zio, il signor Santili, che ama e rispetta come un padre. Non sopporta invece Manuel Santili, suo cugino, viziato e arrogante. E l'avversione è reciproca. Il Roscio, che sarebbe il suo migliore amico se fosse davvero amico di qualcuno, e la mezza dozzina di dipendenti della ditta completano la famiglia.

   

GALLERY | Le foto della quarta giornata della rassegna.

Doppio red carpet per al pacino

domenica 31 agosto 2014 - a cura della redazione

71. Mostra del Cinema, doppio red carpet per Al Pacino La quarta giornata della rassegna veneziana ha visto per due volte sul red carpet la star americana Al Pacino, alla Mostra per presentare Manglehorn, in corsa per il Leone d'Oro e, fuori concorso, il film di Barry Levinson, The Humbling. Sul tappeto rosso sono arrivate anche Charlotte Gainsbourg, Catherine Deneuve e la figlia Chiara Mastroianni per presentare il film in concorso Tre cuori di Benoît Jacquot e gli italiani Pierfrancesco Favino, Claudio Gioè, Adriano Giannini e Greta Scarano protagonisti di Senza nessuna pietà di Michele Alhaique (il film sarà presentato in anteprima streaming mercoledì 10 settembre su MYMOVIESLIVE!), il secondo film italiano, dopo La vita oscena, della sezione Orizzonti.

   

Melò in una Roma pasoliniana

di Valerio Caprara Il Mattino

«Senza nessuna pietà», passato pochi giorni orsono alla Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti, segna l'esordio registico di un giovane attore, Michele Alhaique, che si era già distinto come autore fuori standard di corti: considerato il contesto, assoggettato con le buone o con le cattive ai commi del cosiddetto fìlm da festival, un segno di personalità per nulla scontato. Proprio nell'anno in cui il concorso ha presentato, per la verità ricavandone scarsa gloria, il confuso «Pasolini» del confusissimo Ferrara, lo script fìrmato dallo stesso Alhaique con Andrea Garello ed Emanuele Scaringi, aggiorna ai tempi nostri ceti, location, volti e gesta di una Roma che, sia pure con molti distinguo, si potrebbe definire pasoliniana. »

Goffo e solitario Favino il muratore diventa re del noir

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Michele Alhaique, che non ha ancora 35 anni, debutta come regista di lungometraggio dopo aver realizzato alcuni corti e aver lavorato come attore (ha fatto anche parte del cast di Boris ). Con questo film ha appena partecipato alla Mostra di Venezia nella sezione "giovanile" denominata Orizzonti. Il suo è un debutto molto interessante e notevole. In sintonia con una tendenza condivisa, nelle rispettive e anche molto accentuate diversità (che sono sempre una fortuna e una ricchezza), da quasi tutti i film italiani presenti a vario titolo e livello al festival veneziano. »

Lo spietato Favino cambia corpo e sfida il male anche da produttore

di Fulvia Caprara La Stampa

Con la violenza lui non c'entrerebbe niente, ma la vita impone spesso ruoli che non appartengono a chi li interpreta. Così, in Senza nessuna pietà, film d'esordio del regista Michele Alhaique, Mimmo (Pierfrancesco Favino), lavoratore edile massiccio e taciturno, è costretto a coniugare sangue e mattoni, da una parte costruisce palazzi, dall'altra spezza le ossa a chi non paga i debiti. Non gli piace, ma non può sottrarsi agli ordini di uno zio che ama e rispetta come un padre. La via di fuga si chiama Tania (Greta Scarano), è una ragazza bionda che vende il suo corpo illudendosi di dettare le regole del gioco. »

Uno sporco lavoro, ma qualcuno deve farlo

di Antonello Catacchio Il Manifesto

Il signor Santili non è proprio un signore. È un palazzinaro, ha la sua impresa di Costruzioni, ma è anche un cravattaro, presta soldi a usura. E quando qualcuno sgarra arrivano il Roscio e Mimmo a spezzare le ossa. Mentre il Roscio è un decerebrato totale con pensiero monomaniacale, Mimmo sembrerebbe di un'altra pasta. Lui è nipote di Santili, rispetta lo zio, esegue gli ordini, ma per senso del dovere più che per convinzione. Preferisce di gran lunga il lavoro del cantiere, dove insegna il mestiere anche ai giovani, il suo problema è quello di essere un solitario, di poche parole e di oltre cento chili. »

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