La nostra terra

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Un film di Giulio Manfredonia. Con Stefano Accorsi, Sergio Rubini, Maria Rosaria Russo, Iaia Forte, Nicola Rignanese.
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Commedia, durata 100 min. - Italia 2014. - Visionaria uscita giovedì 18 settembre 2014. MYMONETRO La nostra terra * * 1/2 - - valutazione media: 2,76 su 18 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,76/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * - -
   
   
   
La storia di una strana antimafia, fatta piantando pomodori. E di qualcosa che viene prima della mafia, dell'antimafia e di tutto il resto: la terra, quella che ci ospita, ci nutre e ci seppellisce.
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primo piano
Una commedia intelligente e divertente, una favola etica sui limiti del buonismo da terzo settore
Dario Zonta     * * 1/2 - -

Nel sud pugliese, il proprietario di un podere e di diversi ettari di terra, Nicola Sansone, viene arrestato e le sue proprietà prima confiscate e poi assegnate a una cooperativa locale incapace di gestirle per negligenza e impreparazione. Dal Nord ad aiutarli viene mandato Filippo, stratega dell'associazionismo da antimafia, uomo da scrivania, esperto di leggi e regolamenti, ma inesperto quando si tratta di sporcarsi le mani con la realtà. A Sud Filippo trova il Sud con tutte le sue contraddizioni, affascinazioni, collusioni, non detti, speranze, creatività e via dicendo, un coacervo di luoghi comuni resi plastici dalla missione che si è dato: far funzionale la cooperativa. Tra i personaggi tutti "tipici" che incontra sulle terre confiscate, c'è Cosimo, lo storico fattore del proprietario Sansone, che nelle more di un giudizio definitivo continua a coltivare l'appezzamento che ben conosce perché un tempo era della sua famiglia, prima che il boss locale, ora agli arresti, se lo prendesse. Filippo e Cosimo ingaggeranno un confronto tra burocrazia e senso della vita che porterà il primo a cambiare e il secondo a redimersi.
Giulio Manfredonia torna con La nostra terra sul solco della commedia etica già inaugurata con il fortunato Si può fare che raccontava una vicenda nello spirito non dissimile da questa: un sindacalista viene mandato a gestire una cooperativa composta da ex pazienti di un manicomio. Quel che si racconta alla fine è questo: fare l'impresa gestendo un bene comune secondo i principi del politicamente corretto. Aggiornando il tema, dunque, Manfredonia individua il nuovo "bene comune", le cooperative antimafia (realtà già attive da molto tempo ma mai raccontate al cinema, tanto meno nei modi della commedia), e su di esso costruisce una sceneggiatura molto calibrata, fino all'eccesso.
Se non fosse per la straordinaria bravura di alcuni suoi interpreti (Sergio Rubini tra tutti, che riesce a dare corpo, odore, ironia, pensiero, azione a un personaggio altrimenti bidimensionale), La nostra terra avrebbe assunto il tono di una lezioncina in punta di penna, una commedia con tutti gli ingredienti a loro posto, scritta con il bilancino, schematica e meccanica, e per questo prevedibile, con personaggi inseriti come ingredienti tipici di una ricetta da masterchef televisivo. Si sente dunque il lavorio di questa costruzione drammaturgica, rotto dalla verve e dall'invenzione di attori veri a autoironici (Sergio Rubini, Iaia Forte) che anche solo con un gesto riescono a smarcarsi dalla rigidità di una sceneggiatura che li ha pensati troppo, definendoli a volte come macchiette.
La nostra terra è comunque una commedia intelligente e divertente, una favola etica sui limiti del buonismo da terzo settore e sull'italietta dei sempre bravi che ce la possono fare. Un remake meridionalista e "bio" di Si può fare, senza le nevrosi di Bisio ma con le ossessioni di Accorsi, senza i mattarelli del nord ma con i contadinelli del sud, di nuovo conio o vecchia tradizione, inventati o veri, figli di una Apulia sempre più virtuosamente commission.

Incassi La nostra terra
Primo Weekend Italia: € 84.000
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Come cercare di ostacolare in qualche modo la real

lunedì 22 settembre 2014 di Flyanto

Film in cui si racconta di un gruppo di persone che si riunisce al fine di trasformare in una cooperativa di prodotti della terra biologici uno dei tanti terreni confiscati ad un potente boss mafioso della Puglia, ora in prigione. L'impresa non sarà facile a causa dei vari boicottamenti di coloro che ancora sono affiliati e fedeli collaboratori del tanto temuto personaggio ma alla fine tutti i componenti del gruppo riusciranno nel proprio intento di trasformare gran parte delle terre continua »

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La nostra terra

mercoledì 17 giugno 2015 di sergio dal maso

Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli.    (proverbio navajo)   Si può lottare contro le mafie con piccole cooperative agricole dedite all’agricoltura dei terreni confiscati ai mafiosi? Si può opporsi alla lupara e alle intimidazioni con la coltivazione di zucchine e pomodori biologici? Si può parlare di mafia senza sangue e morti ammazzati ma con leggerezza e ironia, senza peraltro annacquare un continua »

Cosimo
"Avocá, e lei sente alle cose che si dicono in paese? Che razza di avvocato é? Devi credere alle parole che NON si dicono"
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DVD | La nostra terra

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 3 marzo 2015

Cover Dvd La nostra terra A partire da martedì 3 marzo 2015 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La nostra terra di Giulio Manfredonia con Iaia Forte, Stefano Accorsi, Sergio Rubini, Maria Rosaria Russo. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet nostra terra (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
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NEWS | Giulio Manfredonia presenta Mani in terra a Milano.

Festival dei beni confiscati alle mafie

mercoledì 6 novembre 2013 - a cura della redazione

Festival dei beni confiscati alle mafie In occasione del 2° Festival dei beni confiscati alle mafie, che si terrà a Milano dall'8 al 10 novembre sotto la direzione artistica di Barbara Sorrentini, verrà presentato dal regista Giulio Manfredonia e dal produttore Lionello Cerri il progetto cinematografo Mani in terra (con Stefano Accorsi, Sergio Rubini, Maria Rosaria Russo, Iaia Forte e Nicola Rignanese), del quale sono appena terminate le riprese, storia ispirata alle esperienze delle cooperative nate sulle terre confiscate alle mafie in molte zone d'Italia.

   

Ma le mafie non si battono con i cliché

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Contro le mafie a colpi di pomodori. E di cliché facili facili. Va bene che in Italia bisogna alleggerire tutto, chissà perché, ma c'è un limite alla banalizzazione. L'allegra brigata che dichiara guerra al boss in galera coltivando le sue terre a verdure bio, poi se lo ritrova davanti quando la giustizia compiacente lo fa uscire, è così falsamente variegata e coraggiosa che non la berremmo nemmeno nella più edulcorata fiction tv. C'è l'attivista venuto dal Nord alla sua prima esperienza sul campo, dunque sempre attaccato agli ansiolitici (Accorsi), la post-fricchettona new age, l'handicappato dalle mani forti, l'africano arrabbiato ma non troppo (così lo possono chiamare palla di neve. »

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

"Siamo stati a Corleone, Casal di Principe, prendere posizione si deve, perché il bene e il male esistono, ma le persone possono cambiare, e il percorso è culturale". Lo dice Giulio Manfredonia, che rigioca la carta vincente di Si può fare (Claudio Bisio e una coop di ex malati mentali, 2008) sul terreno confiscato alle mafie: La nostra terra, con il perfettino Filippo (Accorsi), che da anni lavora nell'antimafia al nord per un'associazione sul modello Libera di don Ciotti. Costretto a dirigere la riconsegna alla legalità di un podere del sud, conoscerà la bella Rossana (Maria Rosaria Russo) e soprattutto Cosimo (Rubini, il vero protagonista), l'ambiguo ex fattore del boss (Tommaso Ragno). »

Un film brillante per parlare di mafia

di Maurizio Acerbi Il Giornale

Ribellarsi alla mafia con pomodori, zucchine e melanzane. È quello che si immagina il film di Manfredonia, bravissimo quando si tratta di orchestrare una coralità di attori, raccontando, al grande pubblico, come si concretizza l'applicazione della legge n. 109/96, quella sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Una pellicola per la quale «Ci siamo ispirati a una vicenda accaduta a Mesagne dove è stata confiscata la masseria del tesoriere della Sacra Corona unita», ha spiegato il regista. »

Il riscatto delle terre del Sud confiscate alla criminalità

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Il bravo Giulio Manfredonia cerca con La nostra terra la replica del felicissimo suo Si può fare ( 2008). Entrambi fondati su reali esperienze cooperativistiche, lì si trattava di ex pazienti psichiatrici, qui di riscatto delle terre del sud confiscate alla criminalità mafiosa. L'operatore bolognese Stefano Accorsi, intransigente paladino della legalità e ferratissimo sui testi ma terrorizzato dal trasferimento dalla teoria del suo ufficio alla pratica sul campo, viene spedito a dare manforte a una cooperativa appena nata dalla buona volontà di una ragazza che fa la maestra e di un suo amico grafico gay sulla terra confiscata al locale boss spedito in galera. »

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