Un ragazzo d'oro

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Un film di Pupi Avati. Con Riccardo Scamarcio, Sharon Stone, Cristiana Capotondi, Giovanna Ralli, Cristian Stelluti.
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Drammatico, durata 102 min. - Italia 2014. - 01 Distribution uscita giovedì 18 settembre 2014. MYMONETRO Un ragazzo d'oro * * - - - valutazione media: 2,44 su 32 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,44/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
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 pubblico * * - - -
   
   
   
Un pubblicitario tenta in tutti i modi di far pubblicare il romanzo autobiografico del padre, giornalista e sceneggiatore morto suicida.
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primo piano
Il film intreccia la riflessione sull'eclissi della paternità nel mondo contemporaneo e la denuncia delle patologie prodotte dalla società dello spettacolo
Marzia Gandolfi     * * - - -

Davide Bias scrive racconti brevi e conta i passi che lo separano dall'alienazione. Uno stato di disagio persistente che reprime con gli psicofarmaci e gestisce con una fidanzata confusa e un lavoro da creativo in un'agenzia pubblicitaria. Figlio di Achille Bias, uno sceneggiatore di B movie, Davide non riesce a doppiare suo padre, che muore all'improvviso in un incidente automobilistico. L'avvocato dell'assicurazione, chiamato a indagare sulla dinamica della sciagura, è convinto che si tratti di suicidio. La dichiarazione getta nello sconforto Davide che adesso vuole capire chi sia l'uomo che ha passato la vita ad odiare. La ricerca senza freni e farmaci lo porterà alla verità e al tracollo emotivo.
Non è facile riconoscere i doni lasciati in eredità dai padri, trasformare in patrimonio la loro acqua di colonia, come il protagonista di Avati, o il pennello da barba, come nel romanzo più dolente di Philip Roth. Con uno sguardo ancora una volta rivolto agli affetti del tempo che fu, Pupi Avati realizza l'ennesimo e nostalgico scavo nel passato. Quello di un ragazzo d'oro che attraverso la contemplazione di suo padre approda alla scoperta di se stesso. Se il soggetto, quello del giusto erede che riesce ad apprezzare e a impossessarsi in modo autentico dell'eredità paterna, possiede un indubbio potenziale, la sua realizzazione è didascalica, farcita di simboli facili e di product placement, traboccante di massime e sentenze pronunciate in modo innaturale dagli attori. Non c'è intimismo nel modo di raccontare di Avati, il suo spazio narrativo è interamente esteriore eppure incapace di applicarsi ai corpi degli interpreti, ridotti come Sharon Stone a essere 'marchio' all'interno delle scene, una griffe annoverata tra un succo di frutta e una 500L.
Un ragazzo d'oro è un film che nega qualsiasi prospettiva interna, lasciando che i suoi personaggi navighino a vista sulla superficie e all'oscuro delle loro motivazione più recondite. Col rispetto che si deve all'autore emiliano e alla sua filmografia di buon rilievo spettacolare ed espressivo, di bonaria ironia e di spunti autobiografici, il cinema di Avati accusa da qualche tempo uno smarrimento e una perdita di poeticità. Perdita che impedisce la discesa a un livello più profondo e sottrae rilievo alla forma e al contenuto. Le nevrosi e gli attriti incarnati da Riccardo Scamarcio sono inerti, inadeguati a rappresentare anche un pensiero, un modo di stare al mondo, un'espressione dell'uomo.
Non c'è altezza in Un ragazzo d'oro, non c'è la trasformazione teorica in discorso filmico, in linguaggio umano. I personaggi in scena sono legati da copione ma slegati nella logica. Combinati in fase di scrittura dallo stesso Avati, sullo schermo sono sprovvisti di trattazione, incapaci di dare forma definitiva e consequenzialità alle proprie esistenze. Alla maniera de La cena per farli conoscere, Un ragazzo d'oro intreccia la riflessione sull'eclissi della paternità nel mondo contemporaneo e la denuncia delle patologie prodotte dalla società dello spettacolo. Se ieri a incarnare la disfunzione era Sandro Lanza, attore mediocre e vecchia star dei film di Corbucci che sognava di lavorare con Germi, oggi è uno sceneggiatore frustrato, a cui riesce il suicidio fallito dal Lanza di Abatantuono.
Ma se lì la regia di Avati era classica ed efficace, qui colpisce per la sua inconcludenza. L'incedere da fiction e gli attori che sembrano leggere le battute invece di recitarle fanno il resto: un cinema che incolla frammenti di realtà sulle note sovrastimate di Raphael Gualazzi. Un cinema che come il suo protagonista implode, non ha voglia di rinascere e di lasciarsi alle spalle memorie dolorose.

Incassi Un ragazzo d'oro
Primo Weekend Italia: € 372.000
Incasso Totale* Italia: € 632.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 28 settembre 2014
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Cinema d'autore...............

venerdì 19 settembre 2014 di Pisiran

Sarà che il tema mi appartiene, sarà che il regista mi piace, sarà che Scamarcio l'ho trovato all'altezza, certo quando un film ti emoziona e ti commuove, a mio avviso risulta essere sempre un buon film. Forse un pò lento ma di una lentezza, visto l'argomento, indispensabile. Con la presenza di una grande attrice quale è Sharon Stone,  non invadente, quasi al margine della storia pur essendone parte integrante, e una Capotondi  continua »

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Film profondo

sabato 20 settembre 2014 di alexia62

Bellissimo film di Pupi Avati, lento e riflessivo,non certo il migliore ma comunque da apprezzare e da vedere. Tema profondo, che analizza il rapporto postumo tra un figlio e un padre, quasi inesistente in vita ma che riemerge dopo la morte di quest',ultimo e si rafforza fino all'annullamento del figlio che arriva alla pazzia pur di rivalutare la figura del padre. Bravo Scamarcio nella parte del figlio psicopatico, e ho apprezzato anche una Giovanna Ralli nella parte dell'anziana madre. continua »

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Le ferite riaperte

sabato 20 settembre 2014 di Vincenzo Ambriola

La morte del padre riapre ferite temporaneamente chiuse dagli psicofarmaci. La scoperta che si è trattato di un suicidio attiva nel figlio il desiderio di conoscerlo meglio, rivivendo letteralmente i suoi spazi, le sue manie, il suo lavoro, anche i suoi amori. Ma se le ferite si riaprono e i sentimenti sgorgano insieme alla vena creativa, il mal sottile si riafferma e si riprende tutto ciò che gli appartiene. Insieme ai matti il figlio ritrova il suo equilibrio, senza competizione, in una routine continua »

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Occasione perduta

lunedì 22 settembre 2014 di iuras

Insieme "siamo invincibili",.."possiamo farcela",tale convincimento e il primo amore adolescenziale di Davide verso il padre nascono quando quest'ultimo gli fa saltare un ostacolo ritenuto insormontabile ma muoiono però quando lo stesso tradisce la famiglia e lui, rifugiandosi in un isolamento totale impegnato a cercare di creare un opera d'arte che lo realizzasse e gli procurasse riconoscimento e notorietà.Quando il padre improvvisamente muore ,Davide viene colto da un acuto rimorso e senso continua »

Davide Bias (R. Scamarcio)
...questo è il punto in cui mio padre non ha piu' potuto tirarsi indietro ed è caduto nel vuoto..."..avrà urlato? Avrà avuto paura? ..Avrà ..avuto.. Paura? " ...
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Figlio/Scamarcio
"Io e te papà insieme siamo invincibili!"
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DVD | Un ragazzo d'oro

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 26 febbraio 2015

Cover Dvd Un ragazzo d'oro A partire da giovedì 26 febbraio 2015 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Un ragazzo d'oro di Pupi Avati con Riccardo Scamarcio, Sharon Stone, Cristiana Capotondi, Giovanna Ralli. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet ragazzo d'oro (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 4,99 €
Prezzo di listino: 7,99 €
Risparmio: 3,00 €
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NEWS | Il film di Pupi Avati sarà al cinema dal 18 settembre.

Il poster ufficiale

venerdì 8 agosto 2014 - a cura della redazione

Un ragazzo d'oro, il poster ufficiale Davide Bias (Riccardo Scamarcio), figlio di uno sceneggiatore di film di serie B, è un creativo pubblicitario col sogno di scrivere qualcosa di bello, di vero. Convive quotidianamente con ansia e insoddisfazione: per tenerle a bada, solo le pillole. Neanche la fidanzata Silvia (Cristiana Capotondi) sa come sollevarlo dalle sue insicurezze. Quando il padre improvvisamente muore, da Milano il giovane si trasferisce a Roma dove incontra la bellissima Ludovica (Sharon Stone), un'editrice interessata a pubblicare un libro autobiografico che il papà di Davide aveva intenzione di scrivere.

   

Anche con attori nuovi Avati vince sempre

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

Ogni anno, puntualmente, chi ama il cinema sa di poter incontrare un film scritto e diretto da Pupi Avati e prodotto da suo fratello Antonio, all'insegna di un'arte di raccontare le persone approfondendone le psicologie quasi solo sfiorandole e rappresentandole poi con dei modi lievi, pur sempre derivati dalla lezione realista, sia quando si occupano di drammi sia se hanno in primo piano i sentimenti. Come oggi, in questo bellissimo film che evoca, senza perdersi nell'incontro, addirittura i meandri oscuri della pazzia. »

Pupi Avati un po' noiosetto

di Maurizio Acerbi Il Giornale

Alla morte del padre sceneggiatore, Davide (Scamarcio) incontra Ludovica (Stone al minimo sindacale). Lei, editrice, vuole pubblicare un'autobiografia che l'uomo scomparso avrebbe scritto. Non è così, ma il giovane lo farà al posto di papà, pagando a caro prezzo il suo gesto. Ci risiamo con il tema padre/figlio tanto caro a Avati, questa volta penalizzato da un ritmo lento e da alcune scene (la scoperta della password nel pc paterno) involontariamente comiche. Da Il Giornale, 18 settembre 2014 »

Sharon Stone pesce fuor d'acqua

di Alessandra Levantesi La Stampa

Con la sua penna di romanziere intimista prestato al cinema, Pupi Avati continua a imbastire storie sul filo di un'autobiografia più adombrata che reale. Come in Un ragazzo d'oro, centrato su un rapporto padre-figlio che per il regista, essendo suo padre scomparso quando era adolescente, è rimasto un «incompiuto». Non si fatica a immaginare che l'autore in parte si rispecchi nelle angosce del protagonista Davide Bias affidato a un interiorizzato Riccardo Scamarcio. Giovane pubblicitario imbottito di pillole antidepressive, che alla morte, forse per suicidio, del genitore, precipita nel tunnel di un'ossessiva ricerca di riconciliazione con quella figura odiata, trovando infine pace in un processo di identificazione che comporta totale perdita di sé. »

Nella stanza del Padre fino a perdere la ragione

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Padri e figli, conflitti e rivalse, rancori e rimpianti. Avati si è confrontato altre volte con la figura paterna, ma Un ragazzo d'oro spinge il tema all'estremo limite. Pubblicitario in crisi, scrittore mancato, tradito dalla fidanzata (Capotondi), Davide (Scamarcio) è convinto che tutti i suoi mali derivino dal padre, troppo impegnato a scrivere filmacci per occuparsi del figlio. E quando di colpo il padre muore, forse suicida, la rabbia verso quell'ingombrante dissipatore esplode. Venata da un vago senso di colpa che si impone quando il giovane scopre nello studio paterno tracce di un romanzo. »

Un ragazzo d'oro | Indice

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