C'era una volta a New York

Film 2013 | Drammatico 120 min.

Regia di James Gray. Un film Da vedere 2013 con Marion Cotillard, Joaquin Phoenix, Jeremy Renner, Dagmara Dominczyk, Angela Sarafyan. Cast completo Titolo originale: The Immigrant. Genere Drammatico - USA, 2013, durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 16 gennaio 2014 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 2,94 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Marion Cotillard e Joaquin Phoenix sono i protagonisti del nuovo film drammatico diretto da Gray, regista di The Yards e Two Lovers. In Italia al Box Office C'era una volta a New York ha incassato 127 mila euro .

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Consigliato sì!
2,94/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 2,82
CONSIGLIATO SÌ
Un melodramma color seppia che vuole spiazzare ma non riesce a mettere a frutto in pieno le sue idee.
Recensione di Gabriele Niola
venerdì 24 maggio 2013
Recensione di Gabriele Niola
venerdì 24 maggio 2013

New York, anni '20. L'arrivo di una donna diversa dalle altre ad Ellis Island sconvolge la vita di un imbonitore/showman/impresario/magnaccia, un uomo che vive raccogliendo ragazze sprovvedute con problemi di immigrazione per poterle impiegare prima negli spettacolini e poi nelle camere con i clienti.
Ewa, polacca fuggita in America sperando nell'aiuto della zia già sistemata a Brooklyn, all'arrivo è stata separata dalla sorella messa in quarantena per la tubercolosi. Da quel momento l'unico pensiero della ragazza è recuperare la sorella, mentre l'unico fine dell'impresario è di tenerla vicino a sè nonostante l'ingerenza del cugino illusionista.
In tutto il cinema dell'americano di origini russe James Gray, corre sotto la forma rassicurante del genere, il senso della famiglia come nucleo originario e gabbia, affetto e costrizione. La fuga dalla famiglia appare al cineasta come un atto al tempo stesso necessario e necessariamente portatore di dolore e sventura (è accaduto prima degli eventi di I padroni della notte, sta per accadere in Two lovers). Ma l'intelligenza di Gray sta nel non affrontare mai il tema direttamente lasciandolo in secondo piano a condizionare gli eventi. Come nella vita.
Questa volta il legame che lega una sorella all'altra segna il destino di quella che è riuscita ad entrare in America (attirata dalla possibilità di un aiuto da parte della zia), coinvolgendola in un giro prima di prostituzione e poi di passioni che sfociano nel dolore morale e fisico (nei pianti, nelle botte e poi nel sangue). Nel melodrammone d'epoca che è The immigrant, tutto colorato sui toni del seppia e giocato (come regola vuole per i melodrammi) su volti tempestati di preoccupazione e dolore, sul giudizio della società, sui tradimenti degli affetti cari e sulle ingiustizie subite, quel che conta non è più l'intreccio sentimentale o lo struggimento, quanto il percorso di purificazione.
A sorpresa però, nonostante le apparenze iniziali, il centro sentimentale non è la protagonista femminile come si converrebbe, ma diventa gradualmente il solito Joaquin Phoenix (alla quarta collaborazione con Gray), il più tipico degli uomini dominati da un sentimento incontrollabile per il quale perde tutto quel che ha raggiunto. Il regista però non indugia nell'esibizione del suo dolore o nella vessazione dei suoi sogni, quanto nel suo percorso di sfruttatore che diventa salvatore. Con un'ingenuità insospettabile e con un non casuale contrappunto di chiese e confessioni, The immigrant racconta un uomo che diventa migliore per amore e per questo la sua vita peggiora.
Purtroppo l'elemento più interessante del film è anche il suo punto debole, perchè l'immigrata costretta a tutto per liberare la sorella è un personaggio che perde di interesse al procedere del film, costringendo Marion Cotillard ad una continua reiterazione delle medesime frasi e dei medesimi intenti, un muro che rimbalza gli stimoli degli altri attori.
Dietro i costumi e le pieghe di questo film tutto marrone e ocra scuro come una foto d'epoca e dietro la narrazione come sempre scorrevole e delicata di Gray, si intuisce il cinema migliore, la volontà di usare una forma (il melò) per rinnovarne le finalità e l'applicazione di una morale (quella religiosa) senza i giudizi a cui si accompagna, tuttavia l'impressione è che tutto questo avvenga più per il desiderio dello spettatore che per meriti effettivi dell'opera.

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C'ERA UNA VOLTA A NEW YORK
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 22 gennaio 2014
catcarlo

Senza temere né il confronto con un monumento (il titolo originale è uguale a quello de ‘L’emigrante’, Charlie Chaplin nel 1917), né la sfida contro il gusto corrente, che certo non ha una predilezione per il genere, James Gray costruisce attorno a Marion Cotillard un sontuoso melodramma in costume capace di regalare emozioni e bel cinema senza bisogno di forzature [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 gennaio 2014
Pascale Marie

Il regista James Gray ha scelto un cast di bravissimi attori per questo film sull'immigrazione. Due sorelle polacche, Eva e Magda fuggono dalla guerra che devasta l'Europa negli anni '2O, e si imbarcano per New York. Ma ad Ellis Island, porto di smistamento, saranno divise perchè Magda è malata e viene trattenuta. Bruno un individuo poco raccomandabile si interessa ad Eva [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 gennaio 2014
Flyanto

 Film in cui si racconta di due sorelle polacche che nell'anno 1921 decidono di migliorare la propria misera esistenza emigrando negli Stati Uniti. Sul battello che le conduce verso la città di New York una delle due si ammala di tubercolosi e pertanto, una volta arrivata nell'isola di Ellis, prima dell' approdo vero e proprio, non le viene permesso di sbarcare nella città [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 febbraio 2015
Luigi Chierico

L’amore ha radici profonde, imperscrutabili. Non sempre è fatto di è poesia e dolcezza;c’è spesso la violenza,l’abuso,la sopraffazione. A tenere le fila,a dettarne le regole e le scelte sono le condizioni economiche o ambientali. Circa un secolo fa una bella e giovane ragazza polacca lascia la sua terra dilaniata dall’oppressione russa. L’accompagna sua sorella in un viaggio, fatto di sogni, speranze, [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 maggio 2016
Filippo Catani

Ellis Island 1921. Una giovane infermiera polacca arriva a New York in compagnia della sorella che però viene immediatamente ricoverata perchè affetta da tubercolosi. La giovane allora viene presa da un giovane impresario che in realtà è un losco individuo. Una storia di immigrazione e disperazione quella narrata in questo film che però non riesce a scaldare le corde [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 ottobre 2014
enzo70

L’immigrazione negli Stati Uniti dell’inizio del secolo scorso è un buon soggetto cinematografico; il fascino degli States, la stessa statua della libertà, il bivio di Ellis Island sono fattori che da soli, uno per uno, sono in grado di affascinare lo spettatore; c’era una volta a New York è la storia di una di tante, Ewa, affascinante donna polacca che fugge [...] Vai alla recensione »

martedì 27 maggio 2014
Alexander 1986

NY, anni '20. Ewa (Marion Cotillard) e la sorella Magda sbarcano nella terra delle loro speranze ma vengono fermate già alla stazione doganale di Ellis Island. La seconda viene scoperta malata, mentre si dubita della moralità della prima. A ogni modo Ewa riesce a calpestare il suolo americano grazie all'inatteso aiuto di un uomo, Bruno Weiss (Joaquin Phoenix).

domenica 22 giugno 2014
brian77

Vorrei ricordare solo che Olivier Père, uno dei grandi critici francesi delle ultime generazioni, ha definito quest'ultimo film di Gray un capolavoro, soffermandosi nell'analizzare sottigliezze di regia e di racconto. Chiunque lo può leggere perché è in rete. Naturalmente ciascuno ha poi le proprie lecite opinioni, ci mancherebbe! Ma ho l'impressione che chi continua a guardare i film in modo impressionis [...] Vai alla recensione »

domenica 19 gennaio 2014
muttley72

Film girato dando volutamente alle immagini una luce oppressiva, quasi a voler accentuare le atmosfere di inizio secolo ed il clima di malinconia (visto il tema non allegro trattato dal film). Attori noti e recitazione dignitosa non possono cancellare il fatto che la trama ed il tema (per come viene trattato) sono entrambi finalizzati solo al "melodramma": lo spettatore che va a cercarsi questo genere [...] Vai alla recensione »

domenica 19 gennaio 2014
alescio92

Un film denso, ben interpretato, ottimo film.

mercoledì 11 giugno 2014
Simone Magli

Film dalle suggestive ambientazioni che, insieme ai costumi e al trucco dei personaggi, lo rendono affascinante e vintage. Non coinvolge abbastanza a livello emotivo. Efficace il finale a scena doppia.

martedì 19 aprile 2016
g_andrini

E' una pellicola di buona qualità, con un calore dell'immagine veramente accattivante. Bravi gli attori, in particolare la protagonista femminile.

venerdì 27 febbraio 2015
Liuk

Pellicola drammatica senza acuti. La Cotillard non basta a supportare una storia prevedibile in un lavoro complessivamente modesto. Non lo consiglio.

sabato 12 aprile 2014
jacopo b98

 Negli anni ’20 arrivano a New York le sorelle polacche Ewa (Cotillard) e Magda. Quest’ultima è fermata a Ellis Island in quanto malata di tubercolosi, Ewa è invece salvata da Bruno Weiss (Phoenix), un imprenditore che si finge teatrante per nascondere un giro di prostituzione. Ewa sarà costretta a prostituirsi, ma Bruno si innamorerà di lei.

giovedì 23 gennaio 2014
FreeRider

Mi sembra quasi strano trovare qualcuno che è in sintonia con me su questo sopravvalutatissimo film: non tratta il tema dell'immigrazione con autentico interesse, è piuttosto una storia di sfruttamento in forma di melo', molto costruito e poco coinvolgente, mi stupisce persino che fosse in concorso a Cannes (dove è stato giustamente ignorato). Ciao

lunedì 20 gennaio 2014
no_data

Frasi
-Cosa vorresti fare quà?
-Voglio essere felice!
Dialogo tra Orlando (Jeremy Renner) - Ewa Cybulski (Marion Cotillard)
dal film C'era una volta a New York - a cura di Dana
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

Un giorno, avendone tempo e voglia, bisognerà aprire un dibattito sul perché James Gray sia considerato da alcuni un grande regista. Si tratta di un cineasta interessante per motivi che attengono al pre-filmico, a ciò che viene prima (e sta fuori) dei film: racconta da sempre storie legate alla comunità russa ed ebrea di Brookyln, New York, ed è quindi un artista «etnico» senza però la forza polemica [...] Vai alla recensione »

Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

L'esperienza della sua famiglia di ebrei immigrati in America dalla Russia nel 1923, il melodramma hollywoodiano anni trenta/quaranta (Davis, Stanwyck, Crawford....), Puccini (Suor Angelica), Theodore Dreiser (Sister Carrie) e il diario di un curato di campagna di Bresson: questi i punti di partenza a cui si ancora C'era una volta a New York (The lmmigrant), quinto film del newyorkese James Gray e, [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Elegante e gelido dramma in costume attorno a una triste storia d'immigrazione. Appena sbarcata nella New York del l92l, la profuga polacca Magda Cybulski è messa in quarantena: tubercolosi. La sorella Ewa, rimasta sola e irretita dal premuroso Joaquin Phoenix, è costretta a prostituirsi. Chissà che l'illusionista Jeremy Renner non la tolga dall'inferno.

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

1921, New York: due sorelle, Ewa e Magda (Marion Cotillard e Angela Sarafyan), dalla Polonia agli States in cerca di fortuna. La prima viene internata per tubercolosi a Ellis Island, la seconda viene presa per prostituta, espulsa e poi reintrodotta, grazie all'ambiguo Bruno (Joaquin Phoenix), di professione pappa. Sarà triangolo, con un mago (Jeremy Renner) per terzo incomodo, e la salvezza per incognita: [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

La fine di Nuovomondo di Crialese è l'inizio di C'era una volta a New York di James Gray. Ellis Island, New York, 1921: due cugine polacche arrivano stremate dopo un viaggio da migranti. Una (Magda) si è presa la tubercolosi, l'altra (Ewa) è stata marchiata come Hester de La lettera scarlatta: pare che in nave sia stata "immorale". Sarà vero? Magda viene internata mentre Ewa viene scaricata tra i rifiuti [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

L'incontro fra il David Griffith di Il giglio infranto e Le due orfanelle con il Dostoevskij di Umiliati e offesi o Delitto e castigo; o anche, la miscela di vecchie memorie familiari - i nonni di James Gray erano immigrati ebrei russi - con ardenti empiti operistici. In altre parole, C'era una volta a New York è un puro distillato di melodramma. Protagonista Ewa, polacca in fuga dall'Europa postbellica [...] Vai alla recensione »

Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Separata all'arrivo nella New York anni '20 dalla sorella ammalata la polacca Ewa, orfana di genitori trucidati, rischia l'espulsione, ma farà di tutto per ritrovarla. Bellissimo, struggente melodramma d'incanto seppiato, vissuto sul volto intenso di Marion Cotillard, divisa tra un impresario teatrale (J. Phoenix) e un mago ambiguo (J. Renner). James Gray snoda con grande sensibilità l'ennesimo suo [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

1921. Due sorelle polacche, Ewa e Magda, arrivano a Ellis Island. New York, però, non è la terra promessa ma una trappola. Magda, tubercolotica, è messa in quarantena; Ewa, decisa a tutto per liberarla, cade facile preda di Bruno, lenone di ballerine-prostitute nei bassifondi di Manhattan. L'arrivo di Orlando, di professione mago, scatena la gelosia di Bruno.

NEWS
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sabato 25 maggio 2013
Chiara Renda

In attesa di scoprire chi si aggiudicherà la Palma d'Oro domani, dopo la presentazione dell'atteso (e un po' deludente) The Immigrant di James Gray, la giornata di oggi chiude in bellezza il Concorso di questa 66.

BIZ
venerdì 15 giugno 2012
Robert Bernocchi

Il premio Oscar Jean Dujardin è in trattative per partecipare a The Wolf of Wall Street, la nuova pellicola di Martin Scorsese, come segnala Variety. In caso di conclusione positiva dell'accordo, Dujardin lavorerebbe con Leonardo DiCaprio e Jonah Hill [...]

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