Reality

Un film di Matteo Garrone. Con Aniello Arena, Loredana Simioli, Nando Paone, Graziella Marina, Nello Iorio.
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Drammatico, durata 115 min. - Italia 2012. - 01 Distribution uscita venerdì 28 settembre 2012. MYMONETRO Reality * * * - - valutazione media: 3,39 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,39/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * -
 critica * * 1/2 - -
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Un pescivendolo trentenne, appassionato di tv e reality, inizia a comportarsi nella vita quotidiana come un concorrente del Grande Fratello.
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primo piano
Garrone firma una potente commedia tragica, tra Pirandello e Orwell
Giancarlo Zappoli     * * * * -

Luciano Ciotola vive a Napoli in un palazzo fatiscente con la moglie e i figli avendo come coinquilini numerosi parenti. Gestisce una pescheria mentre con la moglie ha attivato un traffico illegale di prodotti casalinghi automatizzati. Luciano ha una vocazione per l'esibizione spettacolare così il giorno in cui i familiari lo sollecitano a partecipare a un casting de ¨”Il Grande Fratello” non si sottrae. Entra così in una spirale di attese che trasformerà la sua vita.
Matteo Garrone ha dichiarato “Dopo Gomorra volevo fare un film diverso, volevo cambiare registro così ho deciso di tentare la via della commedia”. Sul piano formale ha sicuramente affermato il vero ma su quello del contenuto profondo non è così. Reality è, anche se potrebbe sembrare impossibile, un film ancora più tragico di Gomorra. Perché se la camorra è un fenomeno delinquenziale nei confronti del quale si sono prodotti, in vasti strati della popolazione, i necessari anticorpi non altrettanto è avvenuto nei confronti dei reality in genere. Siamo di fronte a una distorsione della percezione del reale che ha metastatizzato una vasta fascia della cosiddetta ‘audience'. Non importa se in questa fase trasmissioni come quella oggetto del film o altre simili stanno subendo sensibili cali di ascolto. Ciò che conta è che il seme è stato deposto e le sue radici sono ben salde.
Attraverso le vicende di Luciano (uno straordinario Aniello Arena che ha costruito la sua professionalità attoriale in carcere) Garrone non ci racconta solo Napoli. Gira in una città che ormai conosce bene e che gli offre un ritmo recitativo che sarebbe difficile trovare altrove ma è dell'Italia tutta che ci offre uno squarcio doloroso. Sarebbe facile definire Luciano, sua moglie Maria e tutte le figure che li circondano come personaggi che sarebbero piaciuti a Eduardo ma qui si va oltre. Pirandello (con il suo confine labile tra ragione e follia) si sposa con Orwell (che finalmente vede riscattare il titolo del suo romanzo grazie all'ossessione che si impossessa del protagonista) mentre la colonna sonora di Alexandre Desplat va alla ricerca di sonorità che ci rinviano a quelle del Danny Elfman del Nightmare Before Christmas burtoniano. Perché è un incubo quello in cui precipita Luciano e in cui dissolve ciò che resta della sua famiglia e della sua vita sociale. Un incubo costruito da continue attese, da ‘stazioni' come quelle della Via Crucis della Settimana Santa, cerimonia che finisce con l'acquisire un valore simbolico. Dopo non ci può essere che una resurrezione; ma quella che la civiltà dell'immagine produce può avere luogo solo in un paradiso ineluttabilmente falso.

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Premi e nomination Reality

premi
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Festival di Cannes
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Giulio Giliberti
'Sta casa è suonno ca cchiù mme disseta!!!
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NEWS | Cronaca di una giornata di casting per il nuovo film di Matteo Garrone.

Professionisti e gruppi parrocchiali

lunedì 14 febbraio 2011 - Fiorella Taddeo

Tra disoccupati, professionisti e gruppi parrocchiali Peppe fa il suo ingresso esibendo un generoso sorriso. Capelli neri cortissimi, viso "illuminato" da un imprecisato ed eccessivo numero di lampade, si fa fotografare. "Che taglia porti? Sai per i costumi, eventualmente", gli chiedono. Lui, paffutello, paventa un leggero imbarazzo alla domanda, ma poi afferma ridendo: "Ehhh che potrò essere na' 48, na' 50". Poi, sistemandosi la felpa: "Avisse perdere nu' poco e' peso. Song' nu poco chiatto". E giù qualche risata. Centinaia di aspiranti comparse per il nuovo film di Garrone Napoli, location il Lanificio 25, ex insediamento produttivo, in pieno centro storico partenopeo, adesso spazio culturale ed artistico polivalente.

   

BIZ

Tante discussioni sulle scelte dei giurati.

Cannes nel mirino dei critici internazionali

lunedì 28 maggio 2012 - Robert Bernocchi

Come tutti gli anni, i verdetti del Festival di Cannes suscitano molte discussioni e qualche polemica. Va detto che è un atteggiamento normale, anche perché è naturale fare attenzione ai giudizi su cui non si concorda, piuttosto che su quelli più comuni, anche se magari i secondi sono in netta maggioranza. Se i film premiati che hanno fatto più discutere sono due, Post Tenebras Lux e Reality, il Gran Premio ottenuto dal titolo italiano ha suscitato tante discussioni (soprattutto nella stampa francese, ma non solo) a proposito dell’influenza del presidente di giuria Nanni Moretti. continua »

   

News e anticipazioni dal mondo del cinema.

La lista era falsa

mercoledì 4 aprile 2012 - Robert Bernocchi

Come facilmente intuibile dalla data (intorno al primo aprile), la lista di film previsti per il concorso di Cannes 2012, pubblicata qualche giorno fa da un blog, era falsa. Questo però non ha impedito a molte pubblicazioni (tra cui alcune italiane) di citarla come se fosse uno scoop, credendo alla versione proposta dal blog, per cui questo elenco sarebbe stato pubblicato per errore dal sito ufficiale e poi cancellato in fretta e furia. Lo scherzo (se vogliamo chiamarlo così) non è stato preso bene da Thierry Frémaux, direttore artistico della manifestazione. continua »

   

Reality Italia

di Natalia Aspesi La Repubblica

Si applaude con un certo sollievo il nuovo bel film di Matteo Garrone, Reality, il solo italiano in concorso, che arriva a Cannes quattro anni dopo il sorprendente Gomorra (dal libro di Roberto Saviano) che qui aveva vinto il Gran Premio della Giuria. «Il successo può provocare una catastrofe, cioè un film sbagliato, nato da un nuovo assurdo senso di onnipotenza», dice il regista, e per questo ha aspettato tanto prima di rimettersi al lavoro. Lui non si è montato la testa, la catastrofe è stata del tutto sventata, Reality è un bel film riuscito, che si riallaccia con grande finezza alla nostra magnifica commedia all' italiana del passato, pur in tutta la sua attualità. »

Commedia-tragedia del nuovo Pinocchio

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

L’elicottero della Dolce vita vola ancora ma non trasporta più la statua del Redentore sopra la città santa, trasporta un povero cristo che «è rimasto sedici giorni nella casa del Grande Fratello». Dunque è un idolo, un semidio, il simbolo vivente di una religione scesa definitivamente dal cielo per trasferirsi nell’etere, che è una faccenda un po’ più alla portata di tutti. Il folgorante prologo di Reality si chiude così, con una citazione felliniana che condensa in pochi minuti mezzo secolo di storia. »

«Reality» una fiba aai tempi della tv

di Alberto Crespi L'Unità

Dalla realtà alla reality. Da Gomorra a Reality, con il quale Matteo Garrone torna in concorso a cannes dopo 4 anni. Verrebbe da sintetizzare così la lunga attesa di questa nuova opera, che racconta il sogno del Grande fratello e ha l’ingrato compito di essere all’altezza di quel capolavoro. Ma è una lettura fuorviante, forse persino scorretta. Reality è una fiaba al tempo della tv, ma anche Gomorra era un film visionario, che partiva dalla realtà per trasfigurarla nell’incubo. I film di Garrone - che è anche, forse prima di tutto, un pittore - sono sempre sperimentazioni stilistiche, mai denunce sociali. »

Una vita da auditel

di Roberto Silvestri Il Manifesto

Si scende dal cielo... Si risale in cielo. Due sequenze aeree, ad abbassarsi e ad alzarsi, all'inizio e alla fine di Reality , la farsa tragica di Matteo Garrone (lui la definisce fiaba) in competizione, unica presenza in lingua napoletana di Cannes 65. Poi, dal sacro si scenderà fino al mistico, passando per le fogne, per i vicoletti, per i sotterranei e per un sacerdote che cercherà di spiegare la differenza tra l'essere e l'apparire. Impresa ardua, nel dopo Warhol. Da un delirante matrimonio camorrista tra mostri e livree, quasi alla Ciprì e Maresco, dove sbuca l'idolo catodico locale del momento, arriveremo così al rito pop nazionale per eccellenza: il set tv acceso 24 ore su 24 del format più glorioso, dove danzano i fantasmi proibiti dell'immaginario collettivo più eccitato d'Europa e che Roberta Torre già seppe smascherare e imbavagliare. »

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