Il primo uomo

Un film di Gianni Amelio. Con Jacques Gamblin, Catherine Sola, Maya Sansa, Denis Podalydès, Ulla Baugué.
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Titolo originale Le premier homme. Drammatico, durata 98 min. - Italia, Francia, Algeria 2011. - 01 Distribution uscita venerdì 20 aprile 2012. MYMONETRO Il primo uomo * * * 1/2 - valutazione media: 3,87 su 48 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,87/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Il regista Gianni Amelio torna con la trasposizione cinematografica dell'ultimo racconto dello scrittore francese Albert Camus.
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primo piano
Un film che guarda al passato per farsi attuale e necessario
Adriano Ercolani     * * * * -

Lo scrittore Jean Cormery torna nella sua patria d'origine, l'Algeria, per perorare la sua idea di un paese in cui musulmani e francesi possano vivere in armonia come nativi della stessa terra. Ma negli anni '50 la questione algerina però è ben lontana dal risolversi in maniera pacifica. L'uomo approfitta del viaggio per ritrovare sua madre e rivivere la sua giovinezza in un paese difficile ma solare. Insieme a lui lo spettatore ripercorre dunque le vicende dolorose di un bambino il cui padre è morto durante la Prima Guerra Mondiale, la cui famiglia poverissima è retta da una nonna arcigna e dispotica. Gli anni '20 sono però per il piccolo Jean il momento della formazione, delle scelte più difficili, come quella di voler continuare a studiare nonostante tutte le difficoltà. Tornato a trovare il professor Bernard, l'insegnante che lo ha aiutato e sorretto, il Cormery ormai adulto ascolta ancora una volta la frase che ha segnato la sua vita: "Ogni bambino contiene già i germi dell'uomo che diventerà".
Senza mezzi termini il miglior film di Gianni Amelio almeno dai tempi de Il ladro di bambini. Adattamento del romanzo di Albert Camus, Il primo uomo ripercorre a ritroso le vicende di un personaggio straordinario, silenzioso e deciso, che ricerca nel proprio passato anche doloroso le convinzioni che lo hanno portato ad essere ciò che è nel presente. Lo stile del regista è come sempre asciutto ed elegante, evita inutili infarcimenti estetici e si concentra sulla pulizia e sull'efficacia dell'inquadratura. Ogni primo piano su volti segnati dalla loro vicenda personale è preciso, giustificato, emozionante. In questo lo supporta alla perfezione la fotografia accurata ma mai espressionista di Yves Cape, tornato con questo lungometraggio ai livelli altissimi che gli competono. Anche la sceneggiatura alterna i piani temporali costruendo un equilibrio narrativo basato sulla vita interiore del personaggio principale, un'architettura narrativa complessa e sfaccettata che funziona a meraviglia. Poi ovviamente ci sono gli attori, tutti in stato di grazia. Jacques Gamblin possiede la malinconia e insieme il carisma necessari per sintetizzare al meglio l'anima di una figura complessa come Jean Colmery. Accanto a lui una schiera di volti che regalano dignità e verità a tutte le parti, anche le più piccole: su tutti vale la pena citare una sontuosa Catherine Sola nelle vesti della madre di Jean, interpretata in gioventù dalla brava Maya Sansa.
Un'opera raffinata e umanissima, in grado di rivendicare l'importanza della memoria non solo personale ma collettiva, una memoria che deve essere adoperata come strumento d'indagine delle contraddizioni del presente. Sotto questo punto di vista quindi un film che guarda al passato per farsi attuale e necessario. Cinema di qualità estetica elevata e d'importanza civile. Da applauso.

Incassi Il primo uomo
Primo Weekend Italia: € 136.000
Incasso Totale* Italia: € 757.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 3 giugno 2012
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Premi e nomination Il primo uomo

premi
nomination
Nastri d'Argento
0
2
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Camus, memorie di uno straniero

domenica 22 aprile 2012 di fabrizio dividi

Se un bambino coltiva un germe di se stesso adulto, la società in cui vive ne presagisce la condizione futura. E' forse una delle chiavi di lettura possibili de "Il primo uomo", ma la forza che Amelio imprime alla sua ultima fatica è di riuscire a tessere più tele contemporaneamente, fino a fare dimenticare che il protagonista sullo schermo è lo scrittore feticcio Albert Camus. il depotenziamento dello stilema iconografico classico dell'intellettuale continua »

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La peste ad algeri

mercoledì 25 aprile 2012 di Writer58

"Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio. Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta, è rispondere al quesito fondamentale della filosofia" (Camus, 1947). Camus è stato definito uno scrittore esistenzialista, un autore che scava nei turbamenti umani davanti al mistero e alla condanna (ma anche al dono) dell'esistenza. Gianni Amelio propone una rilettura del suo ultimo romanzo incompiuto "Il primo uomo" intrecciando passato e presente, infanzia continua »

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Ennui

mercoledì 25 aprile 2012 di aragornvr

Mi dispiace dissentire con pareri e stampa italiani, che elogiano il film come un gioiello. L'esposizione cinematografica di una bozza autobiografica, peraltro mai finita e contestata, di Camus, non rende sotto vari aspetti : innanzi tutto la visione, estremamente patinata, pulita, ordinata, della realtà di un'Algeria della fine degli anni 50, la costante bellezza di ogni inquadratura, l'aspetto romantico e sentimentale di ogni paesaggio. Sembra un film anni 90 di Tornatore, continua »

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Il regista di bambini

sabato 21 aprile 2012 di diomede917

Tratto dal romanzo postumo di Albert Camus, Il primo uomo è un viaggio dentro il proprio io del protagonista Jean Cormery scrittore stimato a livello mondiale (alter-ego dello stesso Camus) che arriva nella sua amata Algeria alla vigilia della guerra di Liberazione cercando di convincere gli studenti che la convivenza tra arabi e francesi sia possibile ed è l’unica via per una nuova Algeria. Incontrando l’amata madre incomincia un percorso a ritroso nella memoria, alla continua »

Maestro Bernard
"Un bambino è il germoglio dell'uomo che sarà!"
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FOCUS | Riflessione sull'ultimo film di Amelio. Di Pino Farinotti.

Tradotta da amelio

lunedì 7 maggio 2012 - Pino Farinotti

L'Algeria secondo Camus, tradotta da Amelio È il momento dei grandi promemoria dell'Algeria. Mezzo secolo fa, esattamente il 3 agosto del 1962 il Paese conseguiva l'indipendenza. I primi segnali importanti di insofferenza coloniale, chiamiamola così, si ebbero in Algeria nel 1911 con la nascita del partito dei Giovani Algerini. La traiettoria indipendentista prosegue con la fondazione a Parigi, da parte degli emigrati algerini, del movimento Stella Nordafricana, 1923. Nel '42 in Algeri – la Francia è occupata dai nazisti - si costituisce il governo provvisorio della Francia libera.

   

NEWS | La cerimonia sarà il 3 settembre al Lido di Venezia.

Di amelio vince il premio sncci

lunedì 30 luglio 2012 - a cura della redazione

Premio Kinéo, Il primo uomo di Amelio vince il premio SNCCI Al già annunciato vincitore della nuova edizione del Premio Speciale Kinéo “Rai Divisione Commerciale” al “Miglior film italiano nel mondo”, Cesare deve morire, di Paolo e Vittorio Taviani, in trionfo al Festival di Berlino, ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento, si aggiunge il vincitore del Premio “Pubblico & Critica” del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici e Kinéo, Gianni Amelio, per Il primo uomo. Ultimo capolavoro del regista tratto da un romanzo postumo di Albert Camus e premiato anche dalla critica internazionale al festival di Toronto, racconta l’infanzia dello scrittore nell’Algeria degli anni Venti con una riflessione introspettiva che coinvolge anche il proprio passato.

   

NEWS | Moretti e Sorrentino alla kermesse, De Niro presidente della giuria.

Conferme e rumors sul festival

martedì 1 marzo 2011 - Nicoletta Dose

Cannes 2011, conferme e rumors sul festival Il cinema italiano è in crisi? La domanda rimbomba, senza trovare risposta, nei dibattiti intellettuali dei maggiori critici cinematografici, nelle chiacchiere tra novelli cinefili e in ogni occasione festivaliera che si presenti. Quest'ultime, se sono a Venezia, Cannes o Berlino, garantiscono rassegne contraddistinte dal tocco d'autore, e prendervi parte è una fervida dimostrazione di vitalità. Se alla Berlinale 2011 l'Italia ha presenziato solo fuori concorso, con la commedia Qualunquemente e Gianni e le donne, alla sessantaquattresima edizione del Festival di Cannes, che si terrà dall'11 al 22 maggio prossimi, ritorna da protagonista con alcune tra le più interessanti proposte dell'anno.

   

GALLERY | Le foto del film di Gianni Amelio.

Ogni bambino porta con sé l'uomo che sarà

martedì 17 aprile 2012 - a cura della redazione

Il primo uomo, ogni bambino porta con sé l'uomo che sarà Tratto dal manoscritto rinvenuto nell'auto in cui, nel gennaio del '60, Albert Camus trovò la morte, Il primo uomo di Gianni Amelio è un viaggio nel passato e nella coscienza di un personaggio straordinario. Jean Cormery (Jacques Gamblin) è uno scrittore, che decide di tornare nella sua Algeria per incontrare chi aveva conosciuto suo padre, morto durante la grande guerra. Il viaggio gli consentirà di ripercorrere parte della propria vita e di ritrovare quello che considera il 'primo uomo', quell'uomo che già viveva nella sua infanzia.

Amelio e Camus una questione privata

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Algeria, anni 20. Un ragazzino si accosta al carretto dell’accalappiacani per carezzare gli animali spaventati ma si rifiuta di aprire le sbarre, è vietato. Ci penserà un gruppo di coetanei, anche se dopo la fuga degli animali l’unico a pagare è lui. L’accalappiacani lo chiude in gabbia per dargli una lezione, un ragazzino gli ruba i sandali. E a sera, quando rincasa scalzo, il povero Jacques viene anche preso a cinghiate dalla nonna, furiosa per i sandali. Dettaglio chiave: il ragazzino che passerà l’estate scalzo, e da grande farà lo scrittore, è francese, benché nato lì. »

Il primo uomo

di Anna Maria Pasetti Il Fatto Quotidiano

Un libro per due vite. Amelio legge Il primo uomo e ritrova se stesso. Rara quanto sconvolgente, la scoperta si è fatta film. Un lavoro complesso, delicato e controverso. Ma soprattutto un’autobiografia al quadrato di preziosa fattura ancorché imperfetta perché veicolo “di un sentimento, più che narrazione di fatti”. Camus non ha intimorito Amelio, che anzi l’ha rigenerato facendosi ispirare dal senso attuale di una vicenda individuale senza tempo. Per questo “ho aggiunto dialoghi nel mio modesto francese”, ovvero laddove si riverbera il vissuto del regista calabrese. »

Bimbi segreti

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Louis Germain, suo antico maestro delle elementari. È il 19 novembre del '57, e lo scrittore e filosofo ha appena ricevuto il Nobel. Lo si ritrova poi nel suo postumo e incompiuto "Le premier homme", Germain, ma come maestro Bernard. L'autore stesso vi compare come Jacques Cormery, rientrato in Algeria proprio nel '57 alla ricerca della memoria del padre, morto nella Grande guerra 43 anni prima. E ora l'uno e l'altro tornano nel film che Gianni Amelio ha tratto dai 144 fogli manoscritti che Camus aveva con sé il 4 gennaio del '60, quando morì in un incidente d'auto. »

In viaggio con Jacques

di Alberto Crespi L'Unità

L’aspetto paradossale di Il primo uomo, nuovo film di Gianni Amelio, è che per goderlo appieno sarebbe utile conoscere la biografia di Albert Camus – autore del libro al quale il film si ispira – e… dello stesso Gianni Amelio! Il produttore Bruno Pesery ha infatti proposto il soggetto ad Amelio perché lo conosce bene, ed era convinto che il regista vi avrebbe ritrovato molti motivi, anche personali, di coinvolgimento. È proprio così: il regista calabrese ha indirettamente raccontato se stesso in molti suoi film, ma mai come in questo caso si era calato con tanto trasporto e talento in una materia narrativa così incandescente. »

Il primo uomo | Indice

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