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Il ladro di bambini |
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Un film di Gianni Amelio.
Con Enrico Lo Verso, Valentina Scalici, Giuseppe Ieracitano, Marina Golovine, Florence Darrel.
continua»
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 112' min.
- Italia 1992.
MYMONETRO
Il ladro di bambini
valutazione media:
3,81
su
13
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Una donna viene accusata di prostituire la figlia adolescente. Due carabinieri devono condurla in un orfanotrofio insieme al suo fratellino.
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Antonio (Lo Verso), giovane carabiniere calabrese, ha il compito di accompagnare l'undicenne Rosetta (Scalici), prostituita dalla madre, e il fratellino Luciano (Ieracitano) in un orfanotrofio di Civitavecchia che, però, si rifiuta di accoglierli. Il viaggio prosegue per un istituto in Sicilia. Il cuore di questo film bellissimo e importante _ scritto dal regista con Sandro Petraglia e Stefano Rulli _ è nel rapporto tra carabiniere e bambini: lenta conquista, avvicinamento, osmosi. Grazie ad Antonio i due bambini _ che nei film di Amelio sono sempre una maschera dell'adulto non cresciuto _ imparano per pochi giorni a ridiventare bambini. Pur nella fedeltà a un'alta idea di cinema che dice attraverso il non detto e tende a esprimere l'inesprimibile, Amelio ha fatto un film emozionante anche nella sua durezza e nel rifiuto di ogni consolazione. La sua concretezza disadorna si può cogliere nel modo, sommesso e lucido, con cui si dà testimonianza dell'Italia sia nel paesaggio (la mescolanza di sfascio e benessere) sia nell'acquiescenza tranquilla della piccola gente di Calabria e Sicilia. Almeno due sequenze memorabili: il pranzo in Calabria e il bagno in mare. Gran Premio della Giuria a Cannes e il Felix per il miglior film europeo. 2 Nastri d'argento (regia, sceneggiatura).
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premi nomination |
Nastri d'Argento 4 0 |
Festival di Cannes 1 0 |
David di Donatello 7 0 |
| Rosetta: | |
| Antonio guarda che bella chiesa!..è marocca! | |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Si possono “rubare” i bambini, senza però con questo arrivare a commettere alcun reato. Anzi, quel rubare può voler dire attingere, incantati, al meglio del loroo animo. In Il ladro di bambini, di Gianni Amelio, sono due gli autori del “furto”: il giovane protagonista, il carabiniere calabrese Antonio (Enrico Lo Verso), e lo stesso Amelio, da sempre attentissimo alle emozioni e ai sentimenti dei più piccoli. Il primo deve accompagnare due fratelli di origine siciliana di undici e otto anni, Rosetta e Luciano, da Milano, dove abitano, verso un istituto per minori. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Seduti sul bordo d’un marciapiede, Rosetta e Luciano ci voltano la schiena. Lei aggiusta una giacca sulle spalle del fratello: per ripararlo dal freddo del mattino, per difenderlo dalla solitudine e dallo smarrimento. Di fronte a loro c’è la forma disperante dell’istituto in cui passeranno l’ultima parte dell’infanzia e la prima della giovinezza. Basterebbe un niente per rompere l’incanto: un movimento di macchina immotivato, una parola di troppo, un’esitazione. Ma Gianni Amelio non lo rompe, questo incanto cinematografico. » |
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di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Il più bel film italiano della stagione! Scritto e diretto da Gianni Amelio all’insegna dell’intensità, con una forza e una poesia anche più mature che non in Porte aperte. Si parte da un fatto orribile: una madre meridionale, a Milano, che prostituisce la figlia di undici anni quasi di fronte a un fratellino che ne è così scosso da non parlare più, travolto oltre a tutto da un’asma provocata di certo dal suo trauma. La discrezione e, appunto, l’intensità, già in questa prima pagina: raccolta, pudica, solo allusa, con la sola impennata del momento dell’arresto della madre e del corruttore. » |
di Enzo Siciliano
Il ladro di bambini di Gianni Amelio mi ha ricordato le pagine di viaggio, dal nord al sud, di Conversazione in Sicilia di Vittorini («Il battello era pieno di piccoli siciliani da terza classe, affamati e soavi nell'aver freddo, senza cappotto, le mani nelle tasche dei pantaloni, il bavero della giacca rialzato»). Conversazione in Sicilia non è un libro che io ami particolarmente, nonostante sia un libro ricco di significato morale e storico. Ma Il ladro di bambini è un film che ho amato subito, dove già nella prima sequenza, ai titoli di testa, un raid di polizia in una lurida periferia a Milano, un arresto per prostituzione minorile, una bambina, la madre, l'occasionale cliente, ho avvertito il senso di uno stile sommesso e insieme grande: e se Il ladro di bambini è un film privo di ogni retorica stilistica, limite a mio vedere del romanzo di Vittorini, vi ho colto invece un parallelo sentimento, quello di arrivare, per vie indirette, anche minimali, a un commosso e doloroso ritratto dell'Italia umile. » |
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