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In esclusiva su MYmovies le parole del regista sul film.
giovedì 29 dicembre 2011 - Nicoletta Dose
Il regista americano Clint Eastwood rappresenta una garanzia di qualità. Il suo ultimo lavoro, J. Edgar, è l'ennesima prova del suo talento, e di quello di Leonardo DiCaprio che, nei panni del capo dell'FBI, trova l'occasione di dimostrare la sua bravura e puntare finalmente all'Oscar. La trama di J. Edgar è complessa, tanto quanto il protagonista. Dietro i segreti degli Stati Uniti d'America, si nascondono quelli di un uomo ambiguo, spesso dietro le quinte dei grandi fatti storici, ma anche in prima linea nella battaglia contro le ingiustizie sociali.
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Online la fotogallery del film.
giovedì 27 ottobre 2011 - Marlen Vazzoler
Non è la prima volta che Leonardo DiCaprio interpreta sul grande schermo la vita di un personaggio veramente esistito e controverso: nel 1995 è stato Jim Carroll in Ritorno dal nulla e Arthur Rimbaud in Poeti dall'inferno. Nel 2002 diventa il famigerato Frank Abagnale in Prova a prendermi, mentre tre anni dopo interpreta i panni del miliardario texano Howard Hughes in The Aviator.
Non sorprende quindi la sua scelta di interpretare la controversa figura del fondatore dell'FBI, J. Edgar Hoover nel nuovo film di Clint Eastwood, J.
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NEWS |
Un film biografico sulla vita segreta del direttore del FBI.
mercoledì 30 giugno 2010 - Marlen Vazzoler
A metà giugno era stato detto che Leonardo DiCaprio aveva accettato di interpretare J. Edgar Hoover nella pellicola biografica prodotta dalla Warner Bros. Hoover, diretta da Clint Eastwood e sceneggiata da Dustin Lance Black (Milk). Inizialmente la sceneggiatura di Black era stata scritta per Ron Howard e Brian Grazer per la Imagine Entertainment e la Universal, ma quando Eastwood è entrato a bordo del progetto, la pellicola è passata alla Warner.
La figura di Hoover è strettamente legata al lavoro che ha svolto presso l'FBI, di cui è stato direttore dal 1924 al 1972.
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FOCUS |
Il film di Giordana chiude le revisioni. Di Pino Farinotti
lunedì 2 aprile 2012 - Pino Farinotti
Il film di Marco Tullio Giordana, dopo 43 anni di abnorme dialettica, chiude, almeno per ora, la traiettoria della comunicazione, delle interpretazioni, delle riletture, della revisioni di quel 12 dicembre 1969. Potendo il cinema sorpassare la verità, che comunque non è mai stata trovata, ecco che possono essere attivate le legittime licenze del cinema. Naturalmente occorre procedere con prudenza, perché, anche se una verità documentata non esiste, esistono comunque milioni di documenti e i margini di invenzione devono essere disegnati con grande attenzione.
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FOCUS |
Il grande americano fra politica, industria, pubblicità e speranza.
lunedì 13 febbraio 2012 - Pino Farinotti
L’accorato, efficace, “totale” spot della Chrysler con Eastwood testimone, riesce a essere un unicum in un campo dove, per definizione, tutto è stato sperimentato. La promozione, lo spot, il modello: l’America certo può dire la sua, la dice da sempre. È roba che ha inventato lei. Ho più volte scritto delle immani campagne americane in momenti difficili, anzi drammatici. Due film, in realtà due “spot”: Gary Cooper che fa il sergente York e induce il popolo ad accettare una guerra che solo i politici volevano, e Greta Garbo che fa Ninotchka, che disarma la sindrome della paura rossa che attanagliava gli Usa negli anni trenta.
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FOCUS |
The Iron Lady. Di Pino Farinotti.
lunedì 30 gennaio 2012 - Pino Farinotti
Nell'era recente è come se il cinema si applicasse a una memoria dell'Occidente. Alludo a titoli come Il Discorso del re, della scorsa stagione, J. Edgar e The Iron Lady. Una sorta di recupero di qualcosa di sicuro e garante, tradizionalmente civile, un'identità che la storia recente ha sfuocato e confuso. Un'identità univoca, magari triste o decadente, ma univoca. La crisi dell'Occidente. Nel corso del film su Margaret Thatcher passa una sequenza della caduta del muro di Berlino. Un nodo fondamentale quell'89, come lo era stato due secoli prima.
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FOCUS |
J. Egdar, l'ennesimo titolo "obbligatorio".
lunedì 9 gennaio 2012 - Pino Farinotti
Nella fase recente della sua carriera Clint Eastwood si è assunto argomenti grandi e responsabilità alte. Ed è sempre intervenuto con grande potenza. I suoi film sospendono il resto del cinema. Arriva un "Eastwood" ed è obbligatorio prestare attenzione. Soprattutto, qualunque cosa dica, Eastwood ha ragione. Non è stato davvero semplice acquisire credibilità, autorevolezza e franchigia quasi assolute. C'è dietro un lavoro di mezzo secolo che gli ha permesso, oltre a tutto il resto, di sottrarsi alle definizioni.
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FOCUS |
Le promesse per il 2012, con una sicurezza.
lunedì 2 gennaio 2012 - Pino Farinotti
Il 2011 è trascorso, film, programmi, opinioni controverse, giudizi buoni e cattivi, box office, festival. La sensazione generale, anche legata alla depressione generale, è che ci lasciamo alle spalle qualcosa che ha pesato, che ha prodotto più infelicità che felicità. Anche se qualcosa di buono c'è stato e, ricorrendo all'artificio della memoria immediata, estraggo alcuni titoli buoni, magari privilegiando il nostro cinema con Habemus papam di Moretti e Che bella giornata di Nunziante, con Zalone.
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APPROFONDIMENTI |
Un regista capace di legare pubblico e privato in un unico racconto.
mercoledì 28 dicembre 2011 - Mauro Gervasini
Se Clint Eastwood (31 maggio 1930) dovesse rivelarsi longevo come un altro maestro, Manoel de Oliveira, avremmo ancora una buona ventina d’anni di film di altissimo livello. Belle speranze. Ve lo immaginate il cinema americano senza Clint? Si ridurrebbe ai soli blockbuster di rapido consumo, alle impalpabili emozioni del cinemino finto-indie coccolato dal Sundance Festival e a qualche rara seppure limpida eccezione, tipo Michael Mann. Per il resto, il deserto dei tartari. Del paese che la settima arte ha glorificato per un secolo si fa sempre più fatica a scorgere un narratore classico, capace di trattare con i mercanti del tempio senza scendere a compromessi con un’idea rigorosa di cinema.
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NEWS |
Spoiler sull'anteprima a Las Vegas e lo screen test di Chicago.
lunedì 4 aprile 2011 - Marlen Vazzoler
La scorsa settimana si è tenuto a Las Vegas il CinemaCon, l'annuale convention a cui partecipano gli esecutive dell'industria cinematografica e i proprietari dei cinema, in precedenza conosciuta con il nome "ShoWest".
La Warner Brothers ha aperto il suo pannello con un montaggio composto da alcune scene dei film di punta della stagione 2011: J. Edgar di Clint Eastwood, Happy Feet 2, Final Destination 5, The Hangover Part II, Contagion, Crazy Stupid Love, Sherlock Holmes: A Game of Shadows, Extremely Loud and Incredibly Close, A Harold and Kumar Christmas in 3D, New Year's Eve, Dolphin Tale 3D e Green Lantern.
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NEWS |
Dopo Eastwood, oggi arriva il maestro di "Non è mai troppo tardi".
giovedì 10 giugno 2010 - Alessandro Berti
La prima giornata di Biografilm si caratterizza per due cose: un programma riempito fino all'orlo di contenuti e una presenza strabordante di persone. La Cineteca di Bologna è presa d'assalto e il cortile della Manifattura, anche quest'anno curato nei minimi dettagli d'allestimento, offre uno spettacolo di grande impatto. Al centro del Biografilm Village c'è una grande struttura alta cinque metri con i disegni dei personaggi dei focus che animeranno i cinque giorni del festival e una cascata d'acqua con annessa piscina illuminata di notte con luci colorate.
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