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Another Year |
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Un film di Mike Leigh.
Con Jim Broadbent, Lesley Manville, Ruth Sheen, Oliver Maltman, Peter Wight.
continua»
Drammatico,
durata 129 min.
- Gran Bretagna 2010.
- Bim
uscita venerdì 4 febbraio 2011.
MYMONETRO
Another Year
valutazione media:
3,44
su
52
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Gerri e Tom sono sposati da decenni e hanno un figlio avvocato, Joe, che conduce vita indipendente ma non ha ancora una compagna.
![]() Una grande sceneggiatura per un film sulla fragilità delle relazioni umane |
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Giancarlo Zappoli
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Lo scorrere delle stagioni di un anno accompagna la vita di un gruppo di personaggi. Gerri, psicologa e Tom, geologo, sono sposati da decenni e hanno un figlio avvocato, il trentenne Joe che conduce vita indipendente ma non ha ancora una compagna. Gerri e Tom ospitano spesso Mary, segretaria nella clinica in cui lavora Gerri sempre in cerca di un uomo col quale condividere le proprie tensioni. A loro si aggiungerà Ken, vecchio amico di Tom e ora spesso ubriaco. In autunno Joe porterà un sorpresa che i genitori troveranno molto piacevole: Katie, una terapista occupazionale di cui si è innamorato ricambiato. L'inverno una morte improvvisa colpirà la famiglia.
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premi nomination |
Premio Oscar 0 1 |
Nastri d'Argento 0 1 |
European Film Awards 0 2 |
David di Donatello 0 1 |
BAFTA 0 2 |
Meglio soli...
domenica 6 febbraio 2011
di PaoloOozy
Ho letto alcune recensioni e alcuni commenti. A nessuno sfugge trattasi di un film che mette in scena in modo credibile e semplice la disperata solitudine della vita quotidiana, come del resto siamo abituati col cinema di Leigh. Ma sembra invece sfuggire a tutti quello che secondo me è il punto centrale di Another year: svelare la cattiveria del buonismo. Ciò avviene nel film in modo graduale, con un punto di vista che rende sempre più gradevole la sciroccata Mary, e antipatici continua » |
Se questa è vita...
sabato 12 febbraio 2011
di Writer58
Narrare la quotidianità di un gruppo di persone nella Londra odierna attraverso quattro capitoli, uno per ogni stagione dell'anno, può essere una buona idea, se la regia sorregge questa scelta attraverso una buona scrittura e caratterizzazioni efficaci. Invece, "Another year" di Leigh (di cui avevo visto l'ottimo "Segreti e bugie"), mi è parso un film piatto e privo di sussulti, anche se formalmente corretto, in cui la dimensione del continua » |
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La leggerezza di alcune 'pacche sulla spalla'
domenica 6 febbraio 2011
di Very75
In Another year non esiste un unico tempo, ma più tempi, quelli dell’anima umana. I personaggi più belli perché più veri (Mary) disperatamente rincorrono il tempo convenzionalmente scandito dalle quattro stagioni e ‘imposto’, superficialmente, da Gerry e Tom. Ma è quell’essere eternamente ‘fuori-tempo’ (o meglio: fuori da QUEL tempo) di Mary a emozionare e a intenerire e che Leigh magistralmente mette in scena. Sono continua » |
C'erano una volta i 400 colpi
mercoledì 9 febbraio 2011
di gianmarco.diroma
C'erano una volta i 400 colpi: c'era una volta il protagonista del capolavoro di Truffaut che in fuga in riva al mare veniva fissato per sempre nel nostro immaginario con un coraggioso e superbo fermo immagine, capace di rendere Jean-Pierre Léaud il vero alter ego di François Truffaut: rimane oggi invece il volto della povera, sola e sconsolata Mary, che, nel finale dell'ultima fatica cinematografica di Mike Leigh, dopo che la cinepresa ha compiuto un giro completo intorno continua » |
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| Gerry | |
| "Bisogna prendersi la responsabilità delle proprie scelte" | |
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SOUNDTRACK | Another YearLa colonna sonora del film
Disponibile on line da lunedì 18 luglio 2011
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APPROFONDIMENTI | Il cinema autoriale contro l'industria americana e i suoi fragorosi blockbuster.Quante sorprese sugli schermi europei!
martedì 1 febbraio 2011 - Marzia Gandolfi
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Che magone la famiglia anche quando è felice
di Natalia Aspesi La Repubblica
I 129 minuti di Another year sono scanditi dalle stagioni, primavera, estate, autunno, inverno, e ogni stagione ha il suo lavoro nell' orto e i suoi eventi, piccoli eventi di vita di tutti: i protagonisti si chiamano Tom e Gerri, invecchiano e imbruttiscono insieme, lui con la pancetta lei con un impressionante doppio mento, e sono armoniosamente felici. Se si va a vederlo, perché il film si sa che è bello e si è in tanti ad amare il quasi settantenne inglese Mike Leigh, che lo ha scritto e diretto con la massima intensità, magari in un momento di particolare scontentezza personale, può darsi che si finisca col pensare: ma non è che anche al meglio, quando hai tutto quello che si deve avere, una bella famiglia serena e unita, un buon lavoro al servizio della comunità, una casa carina, gli amici, una passata giovinezza entusiasmante, la vita che passa e si allontana dall' unica luce, quella della giovinezza, in attesa dell' immancabile buio, sia comunque una schifezza? Forse Leigh non aveva questa intenzione, però mostrandoci lo sperdimento e l' infelicità di chi invecchia in solitudine, non vuole neppure dirci che l' unica soluzione per sopportare la vita sia la famiglia: una famiglia apparentemente invidiabile come quella del geologo Tom (Jim Broadbent) e della psicologa Gerri (Ruth Sheen), più o meno sessantenni, che vivono in osmosi di gusti e di gesti, e del trentenne figlio Joe dalle guance rotonde, avvocato dei poveri, che finalmente trova la fidanzata giusta, una terapista degli anziani, scialbetta ma giovane. » |
Crudelmente umano
di Roberto Escobar L'Espresso
Tutto è umano, teneramente e crudelmente umano, in “Another Year” (Gran Bretagna, 2010, 129’). Il film inizia su un silenzio ostinato: quello di Janet (Imelda Staunton, una sessantenne che siede di fronte a Tanya (Michelle Austin). È medico, Tanva, e Janet vuole qualcosa che l’aiuti a dormire. Nel suo sguardo ci sono le ombre d’un passato cupo e d’un presente senza attesa di futuro, Con dolcezza, l’altra cerca di “entrare” nella sua infelicità, ma lei ci si rinchiude, muta. Intanto, la macchina da presa si muove sui loro volti e sui loro corpi. » |
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Mike Leigh e l'arte segreta di fare buon uso del tempo
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
E se il cinema invecchiando diventasse maestro nella difficile arte di invecchiare, per non dire di vivere? Se questo linguaggio fatto di spazio - ma soprattutto di tempo, anche se il tempo è sempre così difficile da filmare - ci mostrasse una santa volta come fare buon uso del tempo che ci è concesso, e anche di quello che ci siamo ormai lasciati alle spalle? Naturalmente Mike Leigh non “insegna” proprio nulla. Però Another Year e i suoi strepitosi interpreti (ignorati a Cannes anche se meritavano una palma collettiva) ci mostrano con concretezza quasi dolorosa cosa (ci) facciamo quando agiamo in un modo o nell’altro nella nostra vita di relazione. » |
Un esperimento esoterico sul corpo degli attori
di Roberto Silvestri Il Manifesto
Passano le stagioni....primavera, estate, autunno, inverno. C’è una famiglia moderatamente agiata e anziana, lui ingegnere geologo, lei consulente medico-psicologo, e ci sono i loro amici. L’amore e la solitudine, la gioia e la tristezza, la speranza e la disperazione. L’evasione e la routine. Gli ospiti desiderati e quelli che si impongono un po’ troppo. Una partita di golf finita sul ridere, i ricordi di un lungo viaggio esotico, forse il top della felicità assieme al festival di Wight 1970 e alle utopie hippies accantonate. » |
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