Moon

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Un film di Duncan Jones. Con Sam Rockwell, Kevin Spacey, Dominique McElligott, Kaya Scodelario, Matt Berry.
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Fantascienza, durata 97 min. - Gran Bretagna 2009. - Sony Pictures uscita venerdì 4 dicembre 2009. MYMONETRO Moon * * * 1/2 - valutazione media: 3,72 su 90 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,72/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Impiegato alienato, lasciato solo con i suoi pensieri nello spazio desolato della Luna ad estrarre energia dalle rocce Sam incontrerà se stesso. Letteralmente.
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primo piano
Jones ci fa respirare l'aria della miglior fantascienza possibile
Gabriele Niola     * * * * -

L'energia sulla Terra non è più un problema, la Lunar ha trovato il modo di generarne in maniera pulita e non dannosa sfruttando il materiale di cui sono composte le rocce presenti sul lato oscuro della Luna. A sorvegliare il lavoro dei macchinari è stata posta una base sul satellite naturale della Terra abitata unicamente da un computer tuttofare dalla voce umana e da un uomo, solo, quasi arrivato al termine dei suoi tre lunghissimi anni di contratto e sempre più vittima degli scherzi che stanchezza e solitudine gli procurano. Sarà un incidente quasi mortale a scardinare il meccanismo di inganni che si cela dietro il suo lavoro mettendolo a contatto inaspettatamente con un altro se stesso.
Probabilmente hanno mangiato gallette di riso razionando l'acqua per tutto il tempo della lavorazione per riuscire a realizzare un film simile con il ridicolo budget di 5 milioni di dollari. Scenografie prolungate al digitale, alcuni trucchi poveri (ma efficaci!) e un bel teatro di posa attrezzato a dovere, tanto è bastato al regista Duncan Jones per fare del suo primo film una vera opera di fantascienza classica.
Jones dimostra di sapere bene che la fantascienza è dentro la testa dello spettatore, il quale non ama le astronavi in sé ma quell'infinita e misteriosa desolazione degli spazi silenti dentro i quali esse si muovono, che costringe i personaggi ad andare alle radici del concetto di "umanità", rivedendo il rapporto che hanno con gli altri o con le macchine. Ed è proprio questa la cosa più piacevole di Moon: trovare che finalmente lo spazio torna ad essere non tanto un teatro d'azione e guerra ma l'ultimo grande luogo sconosciuto, l'unico nel quale sia ancora possibile immaginare o temere di poter trovare alieni a metà tra organico e inorganico, forze che materializzano i pensieri individuali o addirittura i confini della fisica e l'origine dell'uomo. Sulla loro Luna Duncan Jones e lo sceneggiatore Nathan Parker immaginano di trovare l'altro per eccellenza ovvero la propria copia esatta.
Forse però la freccia più affilata di Jones è la maniera con la quale gioca con le aspettative dello spettatore realizzando un film che non cita ma copia letteralmente molti elementi di classici come 2001: odissea nello spazio o Blade Runner. Jones ne replica i presupposti al fine di suscitare una reazione spontanea nello spettatore e poi tradirla. GERTY, il computer di bordo tuttofare dalla voce monocorde, non solo ricorda H.A.L. 9000 ma sembra seguirne il solco, almeno fino ad un certo punto, allo stesso modo le geometrie esagonali che compongono la base lunare, l'eccesso di bianco e nero, le tute, i caratteri delle scritte sugli schermi e tutta la tecnologia fatta di videotelefoni e pulsantini illuminati non sono in linea con quello che oggi al cinema immaginiamo per il nostro domani ma con quello che immaginavamo potesse essere il nostro futuro nell'era d'oro della fantascienza.
Stando sulle spalle dei giganti Jones guarda più lontano degli altri facendoci respirare l'aria del miglior cinema e riservandosi il diritto (tutto contemporaneo) ad una diversa visione della dialettica tra macchina e uomo (e più in grande tra spirito e materia), in linea con quello che fa anche un altro capolavoro della fantascienza moderna come Wall-e. Al tempo stesso però quando si tratta di tirare le fila delle molte carte calate sul tavolo sembra che il peso delle aspettative schiacci l'ambizioso esordio del figlio di David Bowie in un finale che, sebbene adeguato, non è all'altezza delle premesse. Moon poteva essere un disastro, eccessivamente modellato com'è su capolavori irraggiungibili, e invece è una piccola perla di un tipo di cinema che non si fa più da anni.

Premi e nomination Moon MYmovies
Moon recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi Moon
Primo Weekend Italia: € 9.787
Incasso Totale* Usa: $ 4.561.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 23 agosto 2009
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Premi e nomination Moon

premi
nomination
BAFTA
1
2
* * * * -

C'e' la forza del cinema su quella luna!

giovedì 6 ottobre 2011 di Antonio Montefalcone

Il film è un viaggio metafisico in un raffinato gioco di specchi. Il protagonista Sam, un’astronauta isolato su una base lunare, è un clone, una copia di un modello originale. Nel suo tempo la Luna non è più un luogo di conquista, ma di sfruttamento energetico. Non è più un fine storico, ma un mezzo di sopravvivenza e segno d’involuzione dell’umanità. Similmente anche l’uomo non sfrutterà più se stesso, ma continua »

* * * * -

Eih! eih!

lunedì 23 agosto 2010 di RONGIU

Luogo: Luna – lato oscuro Struttura d’accoglienza: Base di Sarang Equipaggio all’interno della base:  1 solo membro, Sam Bell Tipologia contratto lavoro: a termine Durata: anni  3 Tempo restante scadenza contratto: due settimane Intelligenze artificiali presenti: 1 Nome e serie: Gerty, serie 3000 L Gerty è in grado di applicare le tre leggi di Asimov ? - DATO NON DISPONIBILE Finalità struttura: Produzione ed continua »

* * * * -

Un piccolo capolavoro di profonda umanità

domenica 3 gennaio 2010 di GERTY

La LUNA, è la fonte della nuova energia che ha salvato la terra a corto di risorse. Ma questo che sin dai primi minuti del film sembrerebbe il nucleo centrale fortemente moderno e attuale, in realtà è solo lo sfondo che accompagna la trattazione di un qualcosa che va oltre i miti dell'era moderna: computer, problemi energetici e quant'altro. Ci troviamo dinanzi ad un film che si guadagna l'attenzione dello spettatatore minuto dopo minuto. Moon è un film purtroppo ignorato dalla maggior parte del continua »

* * * * -

Una solitudine esistenziale

lunedì 3 gennaio 2011 di weach

Definito da certa  critica  anche "film con prospettiva transumanista e biotech" , i più  lo vedonono come film che "attinge dai temi classici della fantascienza" per decollare verso un viaggio infinito al di la dello spazio e del tempo . In questo mondo futuro c'è spazio per l'uomo o stiamo precipitando inesorabilmente verso un mondo dominato dalle macchine? Hall di  "2001 odissea nello spazio di Stanley Kubrick" ha continua »

Sam
"Si gela qui! Beh, sei seduto vicino al frigorifero!"
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Sam
"Gerty, non siamo macchine, siamo persone!"
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DVD | Moon

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 9 giugno 2010

Cover Dvd Moon A partire da mercoledì 9 giugno 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Moon di Duncan Jones con Sam Rockwell, Kevin Spacey, Kaya Scodelario, Matt Berry. Distribuito da Sony Pictures Home Entertainment. Su internet Moon è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film Moon

SOUNDTRACK | Moon

La colonna sonora del film

Disponibile on line da lunedì 20 luglio 2009

Cover CD Moon A partire da lunedì 20 luglio 2009 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Moon del regista. Duncan Jones Distribuita da Black Records. Sono inoltre disponibili altre colonne sonore del film. altre versioni »

MAKING OF | La fantascienza è illusione, l'illusione è digitale.

Come si fa un film di fantascienza al risparmio

giovedì 3 dicembre 2009 - Gabriele Niola

Moon: come si fa un film di fantascienza al risparmio Chi parla di "assenza di effetti speciali" per decantare le lodi di Moon non sa cosa dice. Lo splendido film di Duncan Jones trabocca di effetti poveri ed intelligenti e ritocchi digitali, espedienti per risparmiare ma anche esigenze sceniche utili a rendere possibile l'impossibile e a fare un film migliore. Ci sono elementi che non si direbbero essere fasulli ma lo sono e ci sono cose palesemente artificiose così ben integrate nella narrazione da far dimenticare la loro essenza finzionale. C'è GERTY, robot tuttofare onnipresente dal tono di voce monocorde che è stato interamente realizzato al digitale dalla Cinesite per risparmiare sulla meccanica e ottenere un risultato migliore e poi c'è il doppio Sam, cioè le molte inquadrature in cui Sam Rockwell dialoga con se stesso tutte bisognose di split screen in post produzione e ritocchi che rendano credibile l'irreale interazione.

Se la fantascienza è povera ma bella

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Sam Bell fa un brutto lavoro. È il sorvegliante di una miniera decisiva per le nostre risorse energetiche, ma non fa granché. Ogni tanto esce su un bulldozer in un ambiente ostile e sinistro, controlla che alla miniera, interamente automatizzata, tutto sia a posto, poi torna alla base. Sempre solo. Fatto salvo il servizievole e quasi umano computer di bordo, Gerty, che richiama ovviamente l'Hal 9000 di 2001 Odissea nello spazio perché anche in Moon non siamo sulla Terra. Siamo sulla Luna, dove già ai tempi di Ariosto finiva il senno perduto di Orlando, figuriamoci cosa succede al dipendente di una corporation futura che ha una ferma di 3 anni e comunica con la famiglia solo via video. »

Chi c'è li fuori chi c'è li dentro

di Roberta Ronconi Liberazione

Moon è decisamente il film imperdibile di queste settimane. Per un motivo sopra tutti gli altri: è diverso. Davvero si resta meravigliati nel trovare finalmente di nuovo in sala un film che non punta su effetti, tecnologie e nemmeno su attori, nomi o trame stravolgenti. Semplicemente su una bella idea e sul lavoro serio di tante persone. Il primo plauso va quindi alla distributrice italiana Lucky Red, che ancora una volta si assume il rischio di un'operazione controcorrente. Costato 5 milioni di dollari, realizzato con un unico attore (il sorprendente Sam Rokwell) e tutto dentro uno studio di produzione con il vecchio sistema dei modellini, il debuttante Duncan Jones ci regala uno dei film di fantascienza più affascinanti degli ultimi anni. »

Faccia a faccia dell'uomo con se stesso

di Roberto Nepoti La Repubblica

Duncan Jones aveva 5 anni quando, nel 1976, suo padre David Bowie fu protagonista dell'Uomo che cadde sulla Terra. Qualcosa, tuttavia, deve aver ereditato dall'esperienza di papà rockstar, perché il suo Moon (premiato a Londra come migliore opera e miglior debutto alla regia) è un film di fantascienza, meglio: di quella sci-fi "umanistica" poi sostituita dalle battaglie galattiche a colpi di effetti speciali. SuIl'altra faccia della luna c'è Sani Beh, inviato a estrarre fonti di energia primaria con un contratto di tre anni. »

Sulla luna emozioni da psicoanalisi

di Alessandra Levantesi La Stampa

Prodotto da Trudie Styler, moglie di Sting; e diretto dall'esordiente Duncan Jones, figlio di David Bowie, Moon è un piccolo (di budget) sci-fi già ovunque apprezzato. In una base sul lato oscuro della luna, l'astronauta Sam (Rockwell, eccellente), sotto contratto con una multinazionale che del satellite sfrutta le risorse energetiche, si consuma nella nostalgia di tornare a casa. Lassù Sam ha la sola compagnia del robot Gertie, un tipetto ambiguo, ma l'improvvisa apparizione di un proprio clone gli apre angosciosi interrogativi. »

Moon | Indice

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Gabriele Niola

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