Il vento che accarezza l'erba

Film 2006 | Drammatico 124 min.

Regia di Ken Loach. Un film Da vedere 2006 con Cillian Murphy, Padraic Delaney, Liam Cunningham, Orla Fitzgerald, Mary O'Riordan. Cast completo Titolo originale: The Wind That Shakes the Barley. Genere Drammatico - Francia, Irlanda, Gran Bretagna, 2006, durata 124 minuti. Uscita cinema venerdì 10 novembre 2006 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 3,18 su 71 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Nonostante L'Irlanda del Nord sa uscita dalla spirale del terrorismo, Ken Loach decide di riaprire una ferita ormai suturata. Il film è stato premiato al Festival di Cannes. In Italia al Box Office Il vento che accarezza l'erba ha incassato 1,6 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,18/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,96
PUBBLICO 3,43
CONSIGLIATO SÌ
Ken Loach va ad aprire una ferita suturata interrogandosi fortemente sulle ragioni degli uni e degli altri.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Irlanda 1920. Contadini e operai delle campagne si uniscono per reagire agli uomini dell'esercito britannico sbarcati in forze sull'isola per impedire qualsiasi tentativo di rivendicazione di indipendenza. Damien, che sta per partire per Londra per consolidare la sua professione di medico, decide di restare per lottare a fianco del fratello Teddy. Lo scontro porterà alla firma di un trattato con gli inglesi. Ma non tutto sarà finito perché la vittoria è solo apparente. Saranno le famiglie stesse a dividersi tra chi si ritiene soddisfatto del risultato conseguito e chi invece pensa che l'oppressione abbia solo mascherato la propria strategia.
In un'epoca in cui il terrorismo domina le news del mondo e in cui l'Irlanda del Nord sembra definitivamente uscita dalla spirale di odio che l'aveva avviluppata sino a pochi anni fa, può suonare strano che un regista come Ken Loach vada a riaprire una ferita apparentemente ormai suturata. Usiamo questo termine chirurgico perché non è sicuramente casuale il fatto che il protagonista sia un medico. Un giovane che sta per lasciare il Paese ma che non può non reagire dinanzi a episodi di brutale sopraffazione. Questa volta non è il 'comunista' Loach che narra ma il 'britannico' Ken nato nel Warwickshire che va ad indagare le dinamiche che conducono una persona dotata di cultura e di valori ad impugnare le armi per difendere i deboli contro le prevaricazioni di un Impero.
Michael Collins di Neil Jordan ci aveva mostrato il percorso inverso (da terrorista a firmatario di un accordo 'politico'). Il Damien di Loach potrebbe diventare un tranquillo borghese; si troverà invece a confrontarsi su sponde opposte con il proprio stesso sangue. "È facile sapere contro cosa si combatte. Più difficile è sapere in cosa davvero si crede" scriverà. Loach ne è consapevole e in questo film più che mai finisce con l'interrogarsi sulle ragioni degli uni e degli altri, non però certamente su quelle degli occupanti inglesi. Su quelle ha idee ben chiare.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 11 giugno 2011
stefano-kun

A pochi anni di distanza da “Terra e libertà”, sulla guerra civile spagnola, Ken Loach torna a pescare dalla sanguinosa storia del Novecento. Stavolta il regista inglese si muove tra i patrioti irlandesi e gli occupanti inglesi nel secondo decennio del secolo scorso: anche qui si tratta di uno scontro frontale, che obbliga Loach a prendere una posizione.

giovedì 10 settembre 2015
Luca Scialo

Irlanda, inizio '900. Sull'isola di smeraldo divampa l'odio verso l'Inghilterra, ormai ritenuta un Paese occupante e tiranno. Damien sta per partire per Londra, al fine di concretizzare i suoi studi diventando medico ma poco prima di andare decide di restare e appoggiare il fratello Teddy che guida una frangia ribelle. Quando però Michael Collins firmerà il trattato con [...] Vai alla recensione »

mercoledì 21 agosto 2013
Ruger357MgM

Girato con una evidente ristrettezza di mezzi il film risente della mano di Loach, nel bene e nel male, capace com'è di far recitare anche le capre ma perdendosi a volte in intricati e astrusi monologhi politici.Con lo stesso canone di "terra e libertà" Loach si schiera dalla parte dei perdenti, sconfitti ma non domi, che dopo aver lottato contro l'impero britannico [...] Vai alla recensione »

martedì 18 agosto 2009
paride86

Film sull'indipendenza irlandese, girato con una splendida fotografia. La storia è appassionante, ma girata un po' frettolosamente; la morale non è nuova: si passa sempre sui propri fratelli per costruire qualcosa.

lunedì 10 settembre 2012
Cillover

Ho visto con piacere questo film di Ken Loach e devo dire che mi è piaciuto davvero molto. In alcuni punti è un pochino lento, ma il messaggio che il regista vuole mandare e ben chiaro in ogni minuto. Oltre alla guerra tra gli Irlandesi e gli Inglesi (che vengono visti come usurpatori e assassini), in primo piano abbiamo l'amore e il confiltto fra i due protagonisti: i fratelli Teddy [...] Vai alla recensione »

domenica 3 marzo 2013
gionni47

Il comunista Ken Loach narra una storia in cui il popolo irlandese, oltre a condurre una lotta per la sua indipendenza, lotta per una società egualitaria, più giusta. E’ questo che mi ha colpito di più, a parte le lotte tra fratelli, l’estetica, eccetera. Film come “La battaglia di Algeri” e questo mi permettono di capire che le lotte che la propaganda ha [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Al festival va in scena la rivolta: irlandesi contro britannici nei primi anni ' 20, studenti cinesi contro il governo in piazza Tiananmen (giugno 1989). Veterano dei film sulle guerre civili (Terra e libertà, la Spagna; La canzone di Carla, i Sandinisti in Nicaragua), l' inglese Ken Loach non esita a schierarsi con i «Sinn Féin» (ovvero «noi stessi» in gaelico).

Natalia Aspesi
La Repubblica

Dovunque ci siano storie di oppressi ed oppressori, ingiustizie e ribellioni, povertà e dolore, sfruttamento e violenza; lotta armata, fame, licenziamenti, disoccupazione, immigrati clandestini, donne abbandonate, adolescenti senza futuro, innamorati divisi da religione e origine, ovunque si annidino le colpe dei mondo e la speranza o l'impossibilità del riscatto, si può essere sicuri che arriva lui, [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Ken Loach, l'amico del popolo, affronta finalmente, m modo diretto e in concorso, la guerra civile anglo-irlandese del 1922 con The Wind That Shakes the Barley (il vento che scuote le messi, titolo italiano «S'alza il vento»). È un bellissimo film, che oltre gli scontri ricostruisce la violenza aggressiva insita nella natura umana, specie dei giovani e dei bambini; la lotta irlandese e la brutalità [...] Vai alla recensione »

Mauro Gervasini
Film TV

Ma Ken Loach è un grande regista? Interrogativo quanto mai attuale mentre è in sala Il vento che accarezza l'erba, storia del dissenso fratricida che intorno al 1920 spaccò in due il movimento repubblicano irlandese, mettendo una parte contro l'altra e favorendo la sopravvivenza di un impero, quello britannico, altrimenti moribondo. Palma d'oro a Cannes, per più di un commentatore immeritata.

Massimo Lastrucci
Ciak

Guardate quante sono le nazioni coinvolte nella produzione del film. Sei, che rappresentano il gotha della vecchia Europa. Ken Loach l'indomito non sente il peso delle settanta primavere e, pre-vendendo i suoi progetti alle case di distribuzione, scova sempre i finanziamenti per continuare il suo cinema non riconciliato, dalla parte proletaria della società.

Davide Turrini
Liberazione

Irlanda 1920, la ribellione del popolo irlandese al giogo imperialista britannico che picchia, sevizia e uccide la popolazione. Il giovane Damien, in procinto di iniziare una carriera di medico a Londra, di fronte all'ennesimo sopruso britannico, rimane nel suo villaggio di campagna per lottare assieme all'esercito di liberazione irlandese. Le iniziali difficoltà tra prigionia e torture, la raffazzonata [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Ken Loach, l'amico del popolo, affronta in modo diretto il conflitto anglo-irlandese, nato nel XII secolo, in uno dei suoi momenti più crudi, in Il vento accarezza l'erba» (The Wind Shakes the Barley). Subito dopo la prima guerra mondiale, le elezioni del 1918 vennero vinte in Irlanda dagli indipendentisti del Sinn Fein, i cui deputati non andarono al parlamento inglese ma si riunirono in assemblea [...] Vai alla recensione »

Federico Chiacchiari
Nick

Vincitore a sorpresa della scorsa edizione del Festival di Cannes, The Wind that Shakes the Barley (il vento che soffia sull'orzo, titolo tratto da un verso di una ballata irlandese, scritta alla fine del XVIII secolo quando gli irlandesi hanno iniziato la loro battaglia per cacciare gli inglesi), segna un po' il ritorno di Ken Loach ai suoi racconti di storia del '900 che aveva avuto il suo momento [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Come già undici anni orsono con Terra e libertà, Ken Loach allontana lo sguardo dall'attualità sociale e torna indietro nel tempo. All'Irlanda degli anni 20, dove i fratelli Damien e Teddy impugnano le armi contro gli spietati "Black and Tan" e i 1oro sadici sergenti. Damien rinuncia a una carriera di medico per seguire Teddy nella lotta contro l'oppressione britannica ma quando, dopo i primi successi [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Irlanda anni Venti. Una delle pagine più nere della repressione inglese, con stragi, violenze atroci, soprusi di una efferatezza inaudita. Da una parte, al sud, attorno a Dublino, gli indipendentisti repubblicani forti di esser stati democraticamente eletti, con un proprio Parlamento e un proprio Governo (sia pure non riconosciuti a Londra). Dall'altra, una polizia britannica pronta a tutto composta [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Nei festival la giustizia non viene amministrata meglio che nei tribunali, ma a Cannes il giudizio di vittoria per il film di Ken Loach è stato equo, perché The Wind that Shakes the Barley («Il vento che agita l'orzo») - che diventa ora in Italia Il vento che accarezza l'erba - era il migliore (con L'amico di famiglia). La stampa inglese e quella italiana, ma d'osservanza anglosassone, sono rimaste [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un popolo spaccato in due. Una resistenza divisa. Una famiglia così lacerata che un fratello finisce per sparare all’altro fratello. Solo Ken Loach avrebbe potuto raccontare come iniziò la guerra civile nell’Irlanda del 1920-21 con tanta straziata precisione, tenendo insieme il grande affresco e i piccoli personaggi (la Storia si racconta dal basso), la rivolta contro la secolare occupazione inglese [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Bisogna essere realisti, e cioè esigere l'impossibile anche a costo di morire? O utopisti, e dunque sforzarsi per cambiare solo la forma, la corteccia, della propria sottomissione e miseria, rinviando al futuro lontano la soluzione del problema principale? Bisogna essere insomma come il rivoluzionario James Connolly e finire impiccato nel 1916; o come il negoziatore Michael Collins, un «traditore» [...] Vai alla recensione »

Paola Piacenza
Io Donna

Irlanda, 1920, i Blacks and Tans affondano nel sangue la rivolta indipendentista. Due fratelli si uniscono alla resistenza, ma quando il trattato che spacca il paese in due viene siglato si trovano su fronti opposti. Il vecchio Loach distilla poesia ed emozione a ogni fotogramma, parla di un passato lontano aiutandoci a capire il presente e ci regala una grande tragedia.

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

Doppia guerra civile per Loach, a 70 anni insignito della Palma a Cannes con questo sofferto film in cui torna ad occuparsi dell' Irlanda (Hidden agenda) ma negli anni 20, occupata e torturata senza metafora dal sadico esercito inglese. Raddoppio del conflitto tragico: due fratelli combattono un loro conflitto ideologico quando ci si domanda se accettare il compromesso o andare avanti in lotta dura, [...] Vai alla recensione »

Luca Castelli
Il Mucchio

Ci sono certe tematiche che si sposano male con il cinema. Ce ne sono altre invece che sembrano nate per essere rappresenta. te sul grande schermo. Per esempio, la questione irlandese. Che si declini attraverso opere mainstream (Nel nome del padre di Jim Sheridan, Michael Collins di Neil Jordan) o film d'autore (Bloody Sunday di Paul Greengrass), il cinema che parla dell'Irlanda del ventesimo secolo [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Il vento che accarezza l'erba ha vinto la Palma d'oro allo scorso festival di Cannes. Il titolo è una traduzione piuttosto libera dell'originale The Wind that Shakes the Barley, «Il vento che scuote l'orzo»: è il verso di una canzone popolare irlandese cantata, nel film, durante una veglia funebre. Ken Loach ha dato un titolo «poetico» a uno dei suoi film più duri, più scabri e meno inclini al compromesso [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un gruppo di giovani in gilè e berretto di tweed gioca a hockey nella brughiera. La natura è stupenda, i giocatori sprizzano energia, un arbitro anziano regola con autorità paterna gli scontri più violenti. Pochi minuti dopo il gioco è finito, alle mazze da hockey subentrano i fucili, alle regole l'arbitrio di un pugno di mercenari inglesi i famigerati "Black and Tans" che irrompono nel cortile di [...] Vai alla recensione »

Claudio Carabba
Il Corriere della Sera

Senza terra ne liberta, nei primi anni Venti gli irlandesi combatterono una guerra disperata contro gli odiati inglesi. I combattimenti si conclusero con un discusso trattato (fu vittoria o vile compromesso?). La cruenta lotta civile non si fermò. Con lucida passione «Ken il rosso» racconta quegli storici avvenimenti, attraverso il tragico destino di due fratelli rivali.

Valerio Caprara
Il Mattino

Anche i puri & duri fanno i loro calcoli. Nel novero degli autori promozionati in virtù dello status di contestatori vitalizi (a conti fatti vincente, come dimostra l'assurda Palma d'oro di Cannes), nessuno può vantare credenziali migliori di Ken Loach, il settantenne cineasta britannico che in coppia col fido sceneggiatore Paul Laverty allestisce i film come armi improprie da brandire contro i presunti [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Ken Loach è da tempo nel paradiso dei "venerati maestri", senza essere passato dal purgatorio del "solito stronzo" (il momento "giovane promessa" si situa intorno al 1971, con Family Life, il suo secondo film: un dramma familiare e adolescenziale tra le nuove teorie del dottor Laing sull'io diviso, e i medici che preferiscono il vecchio elettrochoc).

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Sbagliando come sempre (c' era in gara, osannato da critici e pubblico, Volver di Almodovar), la giuria di Cannes ha assegnato la Palma d' oro a Il vento che accarezza l' erba. Il titolo, che traduce alla lettera l' originale The Wind that Shakes the Barley, in italiano non vuol dire niente e infatti si richiama ai versi di un poeta ottocentesco, Robert Dwyer Joyce, per una canzone nota solo in Irlanda. [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Anche i rivoluzionari s'adeguano. O meglio stanno al gioco, usufruendo dei bonifici dovuti ai potenti. Così la massima assise del cinema mondiale, una volta pagato pegno alle leggi del mercato con l'epifania fantacristiana de Il codice da Vinci, riprende a promozionare gli autori prediletti, iscritti d'ufficio al concorso grazie al loro status di contestatori vitalizi.

Luisa Cotta Ramosino
Il Domenicale

Forza dell'ideologia: e la lotta irlandese per l'indipendenza diventa lotta di classe. Così nell'ultimo film di Ken Loach, premiato con la Palma d'Oro al Festival di Cannes e ora nelle sale per la gioia di chi, condividendo i furori antimperialisti del regista inglese di Terra e libertà, potrà in sovrappiù leggere facilmente nella ricostruzione anche un trasparente atto d'accusa contro la presenza [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Nei grandi Festival, Ken Loach è uno dei rari registi di opere sempre da vedere, perché sono oneste, coerenti e schierate. A quarantadue anni dal primo film, il settantenne Loach ha ieri presentato in concorso al Festival di Cannes il suo film migliore: il titolo, The Wind That Shakes The Barley («Il vento che agita l'orzo»), viene da un verso di una canzone irlandese e alla questione irlandese è dedicato [...] Vai alla recensione »

winner
palma d'oro al miglior film
Festival di Cannes
2006
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