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Cuore sacro |
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Un film di Ferzan Ozpetek.
Con Barbora Bobulova, Andrea Di Stefano, Lisa Gastoni, Caterina Vertova, Massimo Poggio.
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Drammatico,
- Italia 2005.
uscita venerdì 25 febbraio 2005.
MYMONETRO
Cuore sacro
valutazione media:
3,42
su
65
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Fiacco, insostenibile il ritmo del film: sopravvivere alla parte centrale metterebbe a dura prova un monaco zen al più alto grado di imperturbabilità.
![]() Un film sul 'sacro' che è in ognuno di noi |
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Andrea Chirichelli
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"I poveri sono poveri e a noi dispiace, ma che possiamo farci?"
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premi nomination |
David di Donatello 2 0 |
Cuore sacro, o mente turbata?
lunedì 7 marzo 2005
di Alex
Guardando il film di Ozpetek ci si ritrova davanti ad un quesito affascinante ed inquietante al contempo: tutti i personaggi, tutte quelle storie, che la protagonista incrocia lungo il suo cammino verso una spiegazione della propria natura,sono reali? oppure sono frutto di una mente turbata capace, solo in fine, di ricondursi alla ragione,anche grazie alla guida di Benni, una sorta di "Virgilio nell'Inferno della mente"? Probabilmente era intenzione del regista lasciare che il dubbio si insinuasse continua » |
E il sei al super enalotto?
domenica 13 marzo 2005
di Davenne83
Verso la fine del film mi aspettavo facesse la sua entrata in scena anche il 53 della ruota di venezia : i poveri l'avevano giocato, usciva e coi i soldi compravano case per altri poveri.. Un film, apparte questo mio incipit cretino, davvero "brutto": di una pretenziosità che forse giusto zeffirelli potrebbe apprezzare - messa in scena barocca a dir poco -; la redenzione della manager "soldi, successo, carriera" che una volta incontrata la brava bimbetta ladra capisce il senso della vita, viene continua » |
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Puro delirio autocelebrativo
martedì 1 marzo 2005
di fretur
Ben confezionato, ben recitato, ma il contenuto, sopratutto nel secondo tempo, non convince, anzi irrita. A parte il fatto che non si sente il bisogno cinematografico di un nuovo San Francesco, certune citazioni da Bunuel e Pasolini non hanno assolutamente motivo, sopratutto se vengono da Ozpetek che nei precedenti film aveva dettato un suo proprio stile. Complimenti agli attorim ma, per questa volta, non al regista. continua » |
Pretenzioso
domenica 27 febbraio 2005
di Gianluigi
La Bobulova è mal diretta: attraversa tutta la pellicola come una sfinge, espressiva come un paracarro. Manca il pathos nella sua pretesa trasformazione. Pretenziosa la scena tipo "Pietà di Michelangelo" e assurda quella della spogliazione. Buona solo la fotografia e le scenografie. Insomma un bell'involucro pieno di poco o niente. Hanno avuto ragione i due che si sono buttati subito dal terrazzo! continua » |
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Ciascuno di noi possiede due cuori Uno, il più razionale, eclissa l'altro che però irradia una luce nascosta un calore di cui nessuno può fare a meno è il cuore sacro |
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| Ciascuno di noi ha due cuori. Spesso però uno dei due cuori eclissa l'altro. Ma se ognuno di noi riuscisse, anche per un solo istante, a intravedere la luce del suo cuore nascosto, allora capirebbe che quello è un cuore sacro e non potrebbe più fare a meno del calore della sua luce | |
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| L'esperto chiamato ad interpretare le scritte in camera da letto | |
| Le religioni sono come dei vascelli che portano alla verità, a Dio. Spesso però gli esseri umani si innamorano del vascello e dimenticano la meta. La persona che viveva qui mischiava tutte le religioni. Chissà, forse pensava che costruendo una flotta sarebbe stato più facile arrivare alla meta | |
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Altre frasi celebri del film Cuore sacro
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SOUNDTRACK | Cuore sacroLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 18 marzo 2005
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APPROFONDIMENTI | Tra commedia e melodramma, il cinema polifonico del regista turco-romano.Ferzan özpetek
mercoledì 14 marzo 2012 - Mauro Gervasini
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di Silvana Silvestri Il Manifesto
Il leggero senso di stordimento che si prova in quelle stradine romane a cui fanno ombra i giganteschi palazzi nobiliari, luoghi visitati dal nuovo film di Ferzan Ozpetek, Cuore Sacro, fa parte di un viaggio nel tempo. Per tutta la prima parte del film infatti si accumulano indizi di cinema che proprio in quei luoghi prendevano forma e sono rimasti come ectoplasmi: i film degli storici cineclub romani. Le salette appartengono per lo più al passato («L'occhio, l'orecchio, la bocca» anche se non il Filmstudio), ma le immagini certo vagano ancora per quei luoghi. » |
di Giacomo Vallati Avvenire
La nostalgia di Dio. Non la chiama così; anzi non la chiama affatto: ci gira attorno senza nemmeno nominarla. Ma tutto quello che dice – col suo film, con le parole stesse che usa per descriverlo – sempre a quello torna. Alla nostalgia di Dio. «Da anni sentivo l’esigenza di questo film – confida Ferzan Ozpetek – soprattutto da quando ho perso tanti amici, e da quando ho visto tanta nuova povertà attorno a me. Volevo trovare una risposta alle domande che la morte e la miseria pongono a chiunque, a chi crede e a chi non crede. » |
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di Alberto Crespi L'Unità
Rossellini o Matarazzo? Forse entrambi, e non è detto che siano in contraddizione. Il turco Ferzan Ozpetek è forse l’unico regista italiano che lavori sulla memoria storica del nostro cinema. Basterebbe, a conferma, la scelta di due attrici come Lisa Gastoni ed Erika Blanc per interpretare le zie di Barbora Bobulova in Cuore sacro, il film che esce oggi nei cinema. La Gastoni fu nel ‘68 l’eroina di Grazie zia, di Salvatore Samperi (titolo, e anno, epocali...), la Blanc fu una delle dive sexy degli anni ‘60 e ‘70 (Ozpetek l’aveva già riscoperta nelle Fate ignoranti). » |
di Federica Lamberti Zanardi La Repubblica
Ero in metropolitana, saranno state le undici di sera. Ho visto una signora di una sessantina d’anni, seduta con la testa china. Si capiva che era sfinita dalla stanchezza. Forse tornava a casa dal lavoro. La sua fragilità mi ha stretto il cuore. Ma perché una donna così anziana deve ancora lavorare, ammazzarsi di fatica, invece di stare a casa sua al caldo?». Ferzan Ozpetek non riesce a trattenere la sua partecipazione quando parla delle persone che incontra per strada, sugli autobus, nel metrò. » |
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