La fiera delle vanità

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Un film di Mira Nair. Con Reese Witherspoon, James Purefoy, Romola Garai, Jonathan Rhys-Meyers, Gabriel Byrne.
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Titolo originale Vanity Fair. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 140 min. - Gran Bretagna, USA 2004. uscita venerdì 11 marzo 2005. MYMONETRO La fiera delle vanità * * * - - valutazione media: 3,17 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,17/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * 1/2 - - -
 critican.d.
 pubblico * * * - -
Becky Sharp resta orfana da piccola. Molto presto comincia a desiderare una vita più lussuosa di quella delle sue origini e decide di scalare l'alta società inglese con ogni mezzo.
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primo piano
Stilisticamente perfetto, ma trova nella vanità il suo difetto, un titolo da consigliare solo a nostalgici (molto) convinti
Giovanni Idili     * - - - -
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TROVASTREAMING

Dall'omonimo romanzo di William Makepeace Thackeray il nuovo film di Mira Nair. Un'Inghilterra ottocentesca offre alla pluripremiata autrice indiana l'opportunità di mostrare suggestivi scenari "coloniali" a lei ben noti. Becky Sharpe, di umili origini, è una ragazza decisa a risalire la scala sociale. L'alta società è terreno ostile ma nonostante ciò la giovane riuscirà in breve a passare dal ruolo di governante in una ricca famiglia a quello di moglie di un ufficiale dell'esercito. La ragazza, non ancora soddisfatta, vorrebbe di più: il prezzo da pagare potrebbe essere però troppo alto.
La ricostruzione storica è più che attenta così come la meticolosa cura per i particolari di scena. Grazie a un impatto visivo sicuramente notevole, l'effetto iniziale è positivo: si respira un'aria antica. Poi qualcosa stona: se fotografia, scenografia e costumi sono encomiabili, l'evolversi della trama viene ridotto a intermezzo tra grandiose panoramiche, che per quanto d'effetto alla lunga risulteranno sbraccianti e quasi documentaristiche. La stessa colonna sonora, seppur di alto livello, si rivelerà spesso invadente. Il combinarsi di tali elementi dà vita a un risultato fiacco e ridondante, privo del necessario ritmo, che in breve tempo sgretola ogni attesa sminuendo così anche possibili fattori positivi. Stilisticamente perfetta, l'opera trova paradossalmente nella vanità il suo difetto principale dove l'autocelebrazione compromette ogni possibile presa sullo spettatore. Reese Whiterspoon, brillante in ruolo non semplice, è l'unica stella di un titolo da consigliare solo a nostalgici (molto) convinti.

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LA FIERA DELLE VANITÀ
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Premi e nomination La fiera delle vanità MYmovies
La fiera delle vanità recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
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She walks in beauty, like the night

domenica 27 giugno 2010 di alesya

She walks in beauty, like the night/Of cloudless climes and starry skies;/And all that’s best of dark and bright/Meet in her aspect and her eyes:/Thus mellow’d to that tender light/Which heaven to gaudy day denies. (Byron – Vanity fair opening ) A volte il titolo di un film può lasciarci perplessi e sembrarci inadatto al soggetto , ma in questo caso mai titolo è stato più appropriato : ” la fiera della vanità ” è senza ombra continua »

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Una perfetta eplosione di colori

giovedì 29 gennaio 2009 di topkarol88

“ Vanità, decisamente il mio peccato preferito!” . Prenderò in prestito le parole di Al Pacino per cercare di spiegare come a volte la vanità, il più insidioso dei sette peccati capitali, riesca facilmente a manipolare le vite delle persone. Rebecca Sharp, interpretata dalla bellissima Reese Witherspoon, rimasta troppo presto orfana di entrambi i genitori e senza un posto dove vivere, verrà assunta presso un collegio femminile dove, lavorando come domestica, acquisirà un’ istruzione e una dose continua »

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L'ascesa sociale di un'orfana istitutrice

mercoledì 5 marzo 2008 di MaryLuu

Questo film, tipicamente ottocentesco, rispecchia in pieno i miei gusti personali e la mia ammirazione per quel mondo. L'elemento principale è l'ascesa sociale di un' orfana istitutrice, che sogna di diventare nobile e che disposta a tutto, finirà col perdere di vista le cose importanti della vita, scendendo a bassi compromessi. Colta, affascinante ed elegante spingerà molti uomini a cercare la sua attenzione. E sfrutterà chiunque si ponga sulla sua via. Molto profondo l'amore che Rawdon continua »

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La caducità della vanita'.

domenica 16 dicembre 2012 di ANDREA GIOSTRA

 Vanity Fair (2004) Quella del 2004 è la seconda versione del film tratto dall’omonimo romanzo di William Makepeace Thackeray. La prima, del 1923, in versione muto e bianco e nero, è con la regia e scenografia di Hugo Ballin. La versione del 2004 di Mira Nair, “specializzata” nel valorizzare e raccontare la sua bellissima terra, l’India, che nel 2001 con il film “Monsoon Wedding” la consacra a livello internazionale con il meritato Leone d’Oro continua »

Steyne
"L'unica cosa che conta nella vita è amare... ed essere amati"
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Reese Witherspoon
"Vendicarsi forse è malvagio, ma è terribilmente naturale!"
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DVD | La fiera delle vanità

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 14 settembre 2005

Cover Dvd La fiera delle vanità A partire da mercoledì 14 settembre 2005 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La fiera delle vanità di Mira Nair con Reese Witherspoon, James Purefoy, Romola Garai, Jonathan Rhys Meyers. Distribuito da Eagle Pictures, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital EX 5.1 - inglese, Dolby Digital 5.1, e sottotitolato in italiano - italiano per non udenti. Su internet Vanity Fair. La fiera della vanità è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film La fiera delle vanità

di Roberto Nepoti La Repubblica

Tra il 1923 e il '35, il romanzo di William M. Thackeray fu portato sullo schermo tre volte; in tutte le storie del cinema, l'ultima versione segna la data di nascita ufficiale del film a colori. Il lungo silenzio seguito a tanta fortuna si spiega, probabilmente, con un malinteso senso di "antichità": come interessare il pubblico alle avventure di una bella arrampicatrice sociale che, al tempo delle guerre napoleoniche, scala a colpi di fascino e sensualità l'alta società britannica, ermeticamente sbarrata a chi non possedeva sangue blu, un mucchio di sterline o, meglio, le due cose assieme? Becky Sharp debutta come governante di campagna, arriva a Londra, sposa un nobile diseredato per averla scelta. »

di Lietta Tornabuoni La Stampa

La fiera della vanità», romanzo scritto nel 1848 da William Makepeace Thacheray (nato in India, cresciuto in Inghilterra), libro divenuto famoso e proverbiale nel mondo, scandalizzò molti lettori del suo tempo: nell'Inghilterra della Reggenza metteva a contrasto le esistenze di Becky Sharp, intelligente perfida arrivista, e di Amelia Sedley, virtuosa, graziosa e sciocca. Della coppia di ragazze, una, viziosa, ha una vita di piaceri, l'altra, virtuosa, un calvario di sofferenze. Disgrazia della virtù e prosperità del vizio, come nei romanzi di Sade. »

di Bruno Fornara Film TV

William Makepeace Thackeray (1811-1863) è l’autore, oltre che delle Memorie di Barry Lyndon, anche di La fiera delle vanità, un librone di quasi mille pagine, uscito nel 1848. Difficile stringerlo fino a farlo stare in un film. Bisogna sfrondare e tagliare i rami laterali, col pericolo di ridurre l’affresco di un mondo a un rapido schizzo. Anche se il sottotitolo del romanzo è A novel without a hero, un romanzo senza protagonista, i protagonisti sono due. Due donne. La prima è Becky Sharp, orfana, intelligente, astuta e perfida, che vuole farsi strada a gomitate e colpi bassi nella società inglese del primo ‘800. »

di Simonetta Robiony La Stampa

Ci sono molte ragioni per cui Mira Nair, regista indiana vincitrice a Venezia del Leone d’oro per «Monsoon wedding», ha deciso di portare sullo schermo l’inglesissimo romanzo di Thackeray «La fiera delle vanità». E lei le enumera puntigliosamente. La prima è la parentela tra la struttura sociale indiana e quella britannica. «In India abbiamo le caste, in Inghilterra le classi: sono la stessa cosa. Gli americani non ci capiscono e non ci sopportano perchè credono che siano gabbie, in realtà ci aiutano a fissare alcune regole che possono e devono essere infrante». »

La fiera delle vanità | Indice

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