Paris, Texas

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Un film di Wim Wenders. Con Harry Dean Stanton, Hunter Carson, Justin Hogg, Nastassja Kinski, Dean Stockwell.
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Drammatico, durata 150 min. - USA 1984. - Nexo Digital uscita mercoledì 25 febbraio 2015. MYMONETRO Paris, Texas * * * 1/2 - valutazione media: 3,96 su 18 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,96/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
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 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Travis (Stanton) ricompare dopo quattro anni di volontario isolamento e cerca di ricostruire i rapporti col figlioletto che quasi non conosce e con la moglie (Kinski) della quale ha completamente perso le tracce.
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primo piano
L'ultimo film del periodo 'americano' di Wenders
Giancarlo Zappoli     * * * 1/2 -

Travis viene ritrovato dal fratello Walt dopo una lunga assenza e ricondotto a Los Angeles. Qui rivede il figlio Alex che vive con gli zii dopo la separazione dei genitori. Inizialmente i due fanno fatica a comunicare ma poi la situazione cambia fino al punto di decidere di andare insieme a cercare la madre e moglie Jane a Houston. Lì Travis scoprirà che la donna lavora in un peep-show.
L'incontro tra Wim Wenders e Sam Shepard, sceneggiatore e attore, permette al regista di trovare l'occasione per confrontarsi con due elementi per lui importanti. Da un lato gli offre l'occasione per girare un film negli Usa libero dalle pressioni che gli erano state imposte per Hammett e dall'altro gli consente un'ulteriore esplorazione della tematica del viaggio inteso come ricerca di se stessi. L'on the road americano viene riletto, e in qualche misura superato, fin dalla prima inquadratura (da antologia del cinema d'autore) in cui veniamo a conoscere il protagonista come un uomo che percorre quasi senza una meta precisa una distesa sassosa e arida. Lo stesso titolo accosta e al contempo separa con una virgola il nome di una grande capitale europea (individuato in una cittadina degli States in cui Travis ha acquistato un terreno per corrispondenza) e uno degli stati con cui il cinema ha identificato gli Usa: il Texas.
Wenders compie poi un ulteriore passaggio che si rivela determinante per la sua concezione di cinema. Come egli stesso ebbe a dichiarare: "Tutti i miei film precedenti, in realtà non credevano nella storia, nella trama: si basavano esclusivamente sui personaggi e sulle varie situazioni in cui essi si venivano a trovare (...) Questa volta, nonostante il finale sia completamente 'aperto', la trama ha una direzione precisa sin dal primo momento".
Wenders racconta una storia di amori (paterno, filiale, coniugale) con tutte le loro difficoltà, con dei vetri a separare gli individui ma anche con un forte desiderio di ritrovarsi. Per poi magari riprendere un percorso interiore a cui gli altri non hanno accesso. La fotografia di Robby Müller e la chitarra tormentata di Ry Cooder contribuiscono in modo determinante alla riuscita del film che vinse la Palma d'Oro a Cannes.

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Premi e nomination Paris, Texas

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Wenders a paris texas

martedì 10 gennaio 2012 di fedeleto

Dopo il trionfo alla mostra di venezia con LO STATO DELLE COSE,Wim Wenders (l'amico americano,falso movimento,lampi sull'acqua) dirige il suo capolavoro:PARIS TEXAS.Nel deserto roccioso e minaccioso del Texas ,un uomo si aggira alla ricerca d'acqua,e viene soccorso da un signore che lo rimettera' in contatto con il fratello grazie ad un biglietto da visita.Il nome dell'uomo e' Travis e ha un figlio di otto anni che non vede ormai dalla meta' di questo tempo,e il suo continua »

Travis Henderson (Harry Dean Stanton) / Jane Henderson (Nastassja Kinski) - 2^ Parte
Jane: Come?
Travis: Lui non se ne accorse subito ma lei prese a cambiare. Il giorno in cui nacque il bambino divenne irascibile. Si arrabbiava per qualunque sciocchezza. Perfino il bambino le sembrava una cosa ingiusta. Lui continuava â cercare di farla felice. Le faceva regali, la portava ogni tanto a cena fuori... Ma niente sembrava soddisfarla. Per due anni s'illuse di ritrovare con lei l'affiatamento dei primi tempi. Ma, alla fine, capì che mai più ci sarebbe riuscito. E così si riattaccò alla bottiglia, ma stavolta fu peggio. Stavolta, quando lui tornava a casa tardi, non la trovava preoccupata e nemmeno ingelosita... ma solo in collera. Lo accusava di averle fatto fare il bambino per tenerla prigioniera. Non ne poteva più di quella prigione. Sognava solamente una cosa: scappare. Nel sogno lei si vedeva correre nuda per la strada, e poi attraverso i campi, sull'argine di un fiume, sempre correndo. E sempre, proprio al momento di farcela, appariva lui. La riacciuffava ruvidamente... e la riportava con sé nel buio. E quando lei gli raccontò questi sogni, lui ci credette. Capì che doveva fermarla o l'avrebbe persa per sempre. Così le legò un campanaccio alla caviglia per sentirla la notte se scivolava fuori del letto. Ma lei prese ad assordare il campanaccio cacciandoci dentro una calza e a scivolare via, piano piano, fuori del camper. Una notte la calza cadde e il suono del campanello lo svegliò all'improvviso. La riacciuffò, la riportò indietro e la legò ai fornelli con una cinghia. Poi la lasciò lì e si rimise a letto non curandosi delle sue grida. Strillava forte anche il bambino ma lui con sorpresa si accorse che non gli importava più nulla di nulla. Voleva soltanto... dormire. E per la prima volta desiderò di essere via, lontano, disperso in una remota regione dove nessuno l'avesse mai conosciuto. In un luogo senza lingua, né strade. E vide questo posto in sogno, senza saperne il nome. E quando si svegliò c'era un gran fuoco. C'erano fiamme blu che già lambivano il letto. Lui corse in mezzo a quel fuoco cercando le due persone che amava. Ma se n'erano andate. Le sue mani bruciavano, si buttò fuori del camper, si rotolò sull'erba umida. Poi corse e non si voltò indietro mai. Corse soltanto. Corse fino a quando fu l'alba. E non poté correre più. E quando il sole tramontò, corse ancora. Corse per cingi ° giorni, finché intorno ogni segno d'uomo fu cancellato. (Pausa) Se tu là dentro spegni la luce, pensi di
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Travis Henderson (Harry Dean Stanton) / Jane Henderson (Nastassja Kinski) - 2^ Parte
Jane: Come?
Travis: Lui non se ne accorse subito ma lei prese a cambiare. Il giorno in cui nacque il bambino divenne irascibile. Si arrabbiava per qualunque sciocchezza. Perfino il bambino le sembrava una cosa ingiusta. Lui continuava â cercare di farla felice. Le faceva regali, la portava ogni tanto a cena fuori... Ma niente sembrava soddisfarla. Per due anni s'illuse di ritrovare con lei l'affiatamento dei primi tempi. Ma, alla fine, capì che mai più ci sarebbe riuscito. E così si riattaccò alla bottiglia, ma stavolta fu peggio. Stavolta, quando lui tornava a casa tardi, non la trovava preoccupata e nemmeno ingelosita... ma solo in collera. Lo accusava di averle fatto fare il bambino per tenerla prigioniera. Non ne poteva più di quella prigione. Sognava solamente una cosa: scappare. Nel sogno lei si vedeva correre nuda per la strada, e poi attraverso i campi, sull'argine di un fiume, sempre correndo. E sempre, proprio al momento di farcela, appariva lui. La riacciuffava ruvidamente... e la riportava con sé nel buio. E quando lei gli raccontò questi sogni, lui ci credette. Capì che doveva fermarla o l'avrebbe persa per sempre. Così le legò un campanaccio alla caviglia per sentirla la notte se scivolava fuori del letto. Ma lei prese ad assordare il campanaccio cacciandoci dentro una calza e a scivolare via, piano piano, fuori del camper. Una notte la calza cadde e il suono del campanello lo svegliò all'improvviso. La riacciuffò, la riportò indietro e la legò ai fornelli con una cinghia. Poi la lasciò lì e si rimise a letto non curandosi delle sue grida. Strillava forte anche il bambino ma lui con sorpresa si accorse che non gli importava più nulla di nulla. Voleva soltanto... dormire. E per la prima volta desiderò di essere via, lontano, disperso in una remota regione dove nessuno l'avesse mai conosciuto. In un luogo senza lingua, né strade. E vide questo posto in sogno, senza saperne il nome. E quando si svegliò c'era un gran fuoco. C'erano fiamme blu che già lambivano il letto. Lui corse in mezzo a quel fuoco cercando le due persone che amava. Ma se n'erano andate. Le sue mani bruciavano, si buttò fuori del camper, si rotolò sull'erba umida. Poi corse e non si voltò indietro mai. Corse soltanto. Corse fino a quando fu l'alba. E non poté correre più. E quando il sole tramontò, corse ancora. Corse per cingi ° giorni, finché intorno ogni segno d'uomo fu cancellato. (Pausa) Se tu là dentro spegni la luce, pensi di
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Travis Henderson (Harry Dean Stanton) / Jane Henderson (Nastassja Kinski) - 3^ Parte
Jane: Non lo so. Non l'ho mai provato.
Travis: Mi vedi?
Jane: Te la ricordi la mia faccia?
Jane: Oh, Travis.
Travis: Ho preso Alex con me. Lo vuoi incontrare?
Jane: Sì. Ho desiderato rivederlo che non osavo neanche più immaginarmelo. Anne continuava a spedirmi sue foto… ma io le ho chiesto di smettere. Era insopportabile vederlo farsi grande senza stargli vicino.
Travis: Jane, perché lo hai abbandonato?
Jane: Ho dovuto, Travis. Non avevo niente di utile da dargli. E non volevo usarlo per riempire la mia solitudine.
Travis: Ora è diverso, Jane. Lui ti rivuole.
Jane: Davvero?
Travis: Sì. Sì, ti sta aspettando.
Jane: Qui in città. In un hotel. Il Meridian. Stanza 320. 320.
Jane: Tu non vai via, vero Travis?
Travis: Ora sono io che non ti vedo.
Jane: Non andare, Travis. Non ancora, ti prego. Io… ho immaginato spesso di parlare con te in questi anni. Parlavo con te a fior di labbra ogni volta che ero sola. E adesso invece non so più che cosa dire. Non mi viene niente. Era più facile senza averti di fronte. Immaginavo perfino che tu mi rispondessi. Facevamo lunghe conversazioni… tu ed io. Era come se tu fossi presente. Con la tua voce, il tuo viso, il tuo odore. Udivo la tua voce. A volte la tua voce mi svegliava di colpo. Mi svegliava nel mezzo della notte quasi tu fossi nel mezzo della stanza con me. Poi, un po' alla volta, non riuscii più ad immaginarti. Provavo… ma qualsiasi tentativo era inutile, il buio restava vuoto. Non ti sentivo più. Così… così la smisi. Smisi di parlarti. Tu… tu eri scomparso. Ma da quando sono qui, sento la tua voce sempre. Ogni uomo ha la tua voce.
Travis: Dirò ad Alex che stai arrivando.
Jane: Travis?
Travis: Cosa?
Jane: A tra poco.
Travis: Va bene.
Jane: II Meridian Hotel?
Travis: Sì. Stanza… trecento… venti. Riuscire a vedermi.
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DVD | Paris, Texas

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 7 dicembre 2011

Cover Dvd Paris, Texas A partire da mercoledì 7 dicembre 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Paris, Texas di Wim Wenders con Nastassja Kinski, Dean Stockwell, Harry Dean Stanton, Aurore Clément. Distribuito da Terminal Video. Su internet Paris, Texas (Blu-ray) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 11,24 €
Prezzo di listino: 14,99 €
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SOUNDTRACK | Paris, Texas

La colonna sonora del film

Disponibile on line da lunedì 18 aprile 1988

Cover CD Paris, Texas A partire da lunedì 18 aprile 1988 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Paris, Texas del regista. Wim Wenders Distribuita da Warner Bros, il cd è composto da musiche di genere Folk e Country, e Pop e Rock Internazionale. Su internet il cd Paris Texas è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 5,90 €
Prezzo di listino: 8,70 €
Risparmio: 2,80 €
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VIDEO | Una clip del film di Wim Wenders.

Una foto di parigi

lunedì 23 febbraio 2015 - a cura della redazione

Paris, Texas, una foto di Parigi Dopo Il cielo sopra Berlino, torna al cinema in versione digitale restaurata un altro film simbolo del regista visionario Wim Wenders, Paris, Texas. Con il secondo appuntamento del Wim Wenders Tribute (previsto per il prossimo 25 febbraio) rincontreremo Travis (Harry Dean Stanton), Jane (Nastassja Kinski), Walt (Dean Stockwell), Anne (Aurore Clemént) e Hunter (Hunter Carson). Paris, Texas è un film sul ricordo, un road movie scritto con Sam Shepard che (anche grazie alla memorabile colonna sonora di Ry Cooder) avvolge lo spettatore in un viaggio sul passato che ritorna e sulla possibilità di trasformarlo in un presente di speranza.

   

di Claude Beylie

Un uomo sudicio, poveramente vestito, cammina come un sonnambulo nel deserto texano sotto un sole cocente, finché non crolla. Travis (questo è il suo nome) è portato in ospedale. Il fratello Walt, che vive a Los Angeles e già alleva suo figlio Hunter, accorre e Io porta a casa. In compagnia di Hunter Travis riparte alla ricerca della donna che li ha abbandonati in passato, e la trova in un peepshow di Houston. Al termine di una lunga conversazione, ella accetterà di tenere il figlio con sé, mentre Travis riparte verso la sua solitudine. »

di Stefano Reggiani

Prendiamo Wim Wenders. Che significato ha la furia dei suoi ammiratori, la claque spontanea che lo accompagna? E l'adesione, ormai non più meditata, emotiva, istintiva verso un mondo poetico che ha creato di storia in storia il suo incanto compiuto e tuttavia sempre rinnovato. Da Alice nelle città a Nel corso del tempo, da Falso movimento all' Amico americano, a Nick's Movie, ad Hammett c'è un curioso viaggio di Wenders che magari si ripete, ma non si ferma. La corte di Wenders all'America ha avuto i suoi alti e bassi, le sue sconfitte e delusioni; ma eccolo ancora qui impegnato nella conquista di un paese diverso, dove le suggestioni del cinema americano «sulle strade» si aggiungono ai film di viaggio e di pellegrinaggio nati nell'incertezza europea. »

di Georges Sadoul

Un lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti per ritrovare una donna perduta, e, infine, la comunicazione con lei. Ma il dialogo non avverrà che attraverso un vetro opaco di un peep-show, che non può essere attraversato che dallo sguardo di lui, il marito-cliente, mentre la donna-merce non ha davanti a sé che l'opacità di un passato rifiutato, la sua immagine riflessa su di uno specchio, e, per un istante appena, l'immagine appannata dell'uomo. In un testo del 1984 (Il sogno americano), Wim Wenders racconta, in una lunga prosa poetica, come ha passato, per il suo film, due mesi a percorrere in lungo e in largo il West americano. »

di Serge Daney

Et encore ne s'agit-il que de la partie dicible de la légende, que du bout avouable de l'iceberg: la genèse de II était une fois en Amérique relevait déjà du mythe avant même que le film ne fût tourné (en huit mois, un peu partout, Rome, New York, Montréal, et pour près de vingt millions de dollars). Wenders, lui, n'a pas mis quatorze ans à vouloir faire Paris, Texas mais lorsque, avant de filmer, il commença par peindre, ce furent les paysages désertiques qu'il avait aimés, enfant, dans les westerns. »

Paris, Texas | Indice

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Pubblico (per gradimento)
  1° | fedeleto
Rassegna stampa
Stefano Reggiani
Festival di Cannes (1)
David di Donatello (1)


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