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La bestia nel cuore
Un film di Cristina Comencini.
Con Giovanna Mezzogiorno, Alessio Boni, Stefania Rocca, Angela Finocchiaro, Giuseppe Battiston.
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Drammatico,
- Italia, Francia, Spagna, Gran Bretagna 2005.
uscita venerdì 9 settembre 2005.
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![]() Il racconto di un passato oscuro in un film superficiale che minimizza il dramma
Marzia Gandolfi
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premi nomination |
Festival di Venezia 1 0 |
Premio Oscar 0 1 |
Nastri d'Argento 3 0 |
David di Donatello 1 6 |
Niente di speciale
domenica 18 settembre 2005
di pulcia
Come al solito vado al cinema e ne esco senza entusiasmo. Certo, qualche colpo di scena, come la relazione lesbica tra la Finocchiaro e la Rocca (sono le due che ho apprezzato di più), ma per il resto sapevo esattamente che cosa aspettarmi dalla Mezzogiorno. Le solitw scenate drammatiche che si concludono con una gravidanza problematica ed il tradimento del compagno, il quale, poi, ho trovato proprio poco espressivo in proporzione inversa con l'essere palestrato... Il dramma dell'incesto non fa continua » |
Un film di grandi pretese e pochi risultati
domenica 1 luglio 2007
di Peppe
La regista Comencini, probabilmente inspirata da alcuni fatti di cronaca, decide di mettersi alla prova in una pellicola dalla temetica difficile, ostica da trattare, dai toni cupi: la pedofilia incestuosa. Nel farlo, però, ben presto dimentica la delicatezza dell'argomento e con sommario approfondimento psicologico confeziona un irreale e meccanico film pseudo-drammatico che si allontana parecchio dallo scrutare intelligentemente l'animo umano, trasformandosi in un mix di fredde emozioni stereotipate. continua » |
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Diseducativo
giovedì 15 settembre 2005
di ezio99
Un passo falso della Mezzogiorno, comunque brava e intensa, malgrado questo film. Film, ad esser gentili, diseducativo. La banalità dei dialoghi e delle situazioni è pari (in negativo), soltanto alla drammaticità, quasi sacralità, del tema affrontato. La psicologia dei personaggi risulta al limite del grottesco, o del farsesco; non a caso, ad un certo punto, si vede il regista di una serie tv interrogarsi sulla credibilità delle battute, e gli attori, appena fuori scena, scoppiare a ridere. Un continua » |
Brava cristina!!!
lunedì 19 settembre 2005
di www.filmcounseling.com
Cara Cristina [Comencini], ho visto il tuo film e le recensioni piu’ aggressive. Quando Freud aveva presentato alla Commissione Scientifica dell’Università di Vienna la sua teoria sessuale delle nevrosi, tutti i cattedrattici viennesi non lo presero sul serio e per il Neuropatologo viennese fu uno smacco. Così lo stesso fu’ per la “l’Interpretazione de sogni” del 1899. Dovette scrivere un altro libretto, .. “il sogno” nel 1900, per spiegare che cosa voleva dire nel libro dell’anno precedente. Il continua » |
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| Il regista Negri | |
| ..in fondo le cose che nascondiamo sono quelle che ci assomigliano di più... | |
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| Daniele scrive a Sabina | |
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Cara Sabina, Ci sono dolori da cui è impossibile guarire. Il nostro è uno di questi. Ma questo non ci impedisce di camminare insieme agli altri con le spalle dritte e i piedi fermi a terra. Ora che sei madre capirai quanto è importante saperlo fare. Una cicatrice è un segno indelebile non una malattia. La vita, quella che pensavamo c'avessero tolto, possiamo riprendercela anche se per farlo abbiamo dovuto cancellare per sempre il ricordo dei bambini che eravamo. |
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| Emilia | |
| Bisogna allontanarsi per vedere | |
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Altre frasi celebri del film La bestia nel cuore
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DVD | La bestia nel cuoreUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 18 gennaio 2006
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di Natalia Aspesi La Repubblica
C’è un babbo, pur professore, in pigiama che ogni notte s’accosta al figlioletto addormentato e si immagina che gli faccia brutte cose; e un paio di volte, con terrorizzanti effetti musicali, abbraccia con le peggiori intenzioni anche la figlia davvero piccina, mentre la mamma, pure lei professoressa, fa finta di niente, sferruzza, corregge i compiti. Sarà pure un cupo sogno da indigestione, o un angoscioso incubo da trauma infantile sfumato dal tempo, ma sarebbe comunque il virtuoso pretesto per fare un po’ di sempre gradito casino alla Mostra. » |
di Marco Lodoli Diario
Quando Gustave Flaubert pronunciò la celebre frase: Madaine Bovary c’est moi, forse disse ancora troppo poco. Certo, è una sintesi perfetta, che ci spiega in un attimo quanto un artista si precipita in ogni opera d’arte; ma in realtà Flaubert avrebbe potuto affermare con la stessa sfrontatezza: Chaque virgule c’est moi: perché la verità è che ogni dettaglio di un libro, ogni sua minima parte, rispecchia interamente la coscienza e la vita di chi li ha scritti. É errato pensare che lo scrittore si riversi solo nel personaggio principale, perché ogni parola, pensata con cura e con fatica, cavata dall’anima, collabora a rendere visibile il profilo invisibile dell’artista. » |
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Come in un romanzo popolare ottocentesco aggiornato, nel secondo film italiano in concorso, La bestia nel cuore di Cristina Comencini, oltre al titolo truce ci sono: una violentata; due bambini, maschio e femmina, molestati sessualmente dal padre, mentre la madre giustifica «è un vizio, è malato, è debole, non dirlo a nessuno, sono cose che succedono, siamo una famiglia»; una ragazza cieca che (non può vedere quanto sia sciupata) s'innamora di una donna matura lasciata dal marito; un parto che comincia con la rottura delle acque in un vagone ferroviario deserto; un regista frustrato, passato da «Edipo re» alle serie televisive ospedaliere, un attore traditore, eccetera. » |
Da «figlia di» a regista vera
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Nell' introduzione alla sceneggiatura di La bestia nel cuore (Marsilio), la regista Cristina Comencini autrice anche del romanzo originario (Bompiani) propone una metafora efficace: «L' idea di girare un film da un mio libro mi sembrava come rientrare dalla porta di servizio in una casa amata, in cui avevo vissuto in completa libertà per due anni». Questa sensazione di familiarità furtiva è proprio quella che dà il film, molto applaudito ieri alla Mostra e visibile da oggi al cinema: l'impressione di essere entrati nell' intimità dei personaggi, di aver appreso cose che in genere restano nascoste. » |
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