Anno | 2024 |
Genere | Drammatico |
Produzione | Italia |
Regia di | Joe Wright |
Attori | Luca Marinelli, Francesco Russo, Barbara Chichiarelli, Benedetta Cimatti Federico Majorana, Gaetano Bruno, Fulvio Falzarano, Massimo De Lorenzo, Lorenzo Zurzolo, Vincenzo Nemolato, Gianmarco Vettori, Gabriele Falsetta, Maurizio Lombardi, Daniele Trombetti, Gianluca Gobbi, Cosima Centurioni, Alberto Astorri, Giovanni Alfieri, Paolo Pierobon, Claudio Bigagli, Michele Ferrantino, Roberto De Francesco, Taiyo Yamanouchi, Jessica Piccolo Valerani, Elena Lietti, Andrea Bruschi, Stefano Fregni, Paolo Macedonio. |
Tag | Da vedere 2024 |
MYmonetro | 4,15 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 5 settembre 2024
La serie ripercorre la Storia dalla fondazione dei Fasci Italiani nel 1919 fino al famigerato discorso di Mussolini in Parlamento nel 1925, dopo l'omicidio del deputato socialista Matteotti.
Passaggio in TV
mercoledì 22 gennaio 2025 ore 19,25 su SKYCINEMA1
ASSOLUTAMENTE SÌ
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23 marzo 1919: Benito Mussolini fonda il movimento politico dei Fasci italiani di combattimento, sostenendo "la sapiente brutalità degli uomini forti" e contrastando quella formazione socialista che l'ha deluso, perché mai pronta a fare davvero la rivoluzione. Ha raccolto un manipolo di reduci mal congedati, di diseredati e marginali, convinto che sia "con gli ultimi che si fa la Storia". Da lì inizia la sua parabola ascendente all'esterno, poi all'interno, poi di nuovo all'esterno, del Parlamento italiano, che culminerà nel delitto Matteotti - di cui correttamente si identifica la matrice anche nella "concessione petrolifera agli Americani" - l'uccisione squadrista di colui che Mussolini ritiene il suo arcinemico, un socialista in guanti bianchi capace di metterlo in discussione "dal di dentro".
M. - Il figlio del secolo è la sontuosa serie in otto puntate basata sul romanzo omonimo di Antonio Scurati, dal quale trae ispirazione la magnifica sceneggiatura di Stefano Bises e Davide Serino, che insieme al regista inglese Joe Wright danno corpo e parola a quell'archetipo umano e politico che da un centinaio d'anni attraversa le coscienze degli italiani.
Il loro Mussolini si rivolge direttamente al pubblico, come il Frank Underwood di House of Cards o come Fleabag, per restare in ambito serie televisive, ma anche come la Storia ne Il mestiere delle armi, per confrontarsi con quel cinema di cui M. ha la statura e l'ambizione. Nel rivolgersi al pubblico talvolta questo Mussolini colora le sue parole del senno di poi, illuminando le ricadute della sua parabola sul presente, come quando lancia una stoccata a Donald Trump ("Make Italy Great Again") o avverte: "Guardatevi attorno, siamo ancora tra voi". Wright, Bises e Serino prendono il toro per le corna, affrontando con grande ampiezza narrativa e immenso sforzo produttivo una fetta della Storia d'Italia che spesso è stata l'elefante in salotto, e un personaggio scomodo non tanto in sé, quanto in ciò che rivela del "carattere italiano". Il loro Mussolini, figlio del Ventesimo secolo, è il "risultato del clima storico, politico e morale" della sua epoca e si fa cartina di tornasole di un Paese e persino - qui il passaggio più radicale della sceneggiatura - di un modo di intendere la virilità: di qui i costanti riferimenti ad una concezione fallica della vita e all'impotenza sofferta da quel mondo a predominanza maschile che ha permesso ad un politico tanto spregiudicato di "prendersi tutto", nel silenzio complice e la latitanza vile e opportunista dei suoi potenziali oppositori (il re, gli avversari politici, la Chiesa, la società civile), e di rappresentare per tanti un riscatto sociale e identitario.
La serie mette in luce, con grande intelligenza, la dimensione performativa (intesa anche come rappresentazione simbolica) dell'ascesa mussoliniana: non si contano i momenti in cui un personaggio, in primis il protagonista, sale su un palcoscenico, e Wright mette a buon frutto la sua ampia conoscenza teatrale e pittorica e le sue precedenti regie, da Anna Karenina a Cyrano al suo film più esplicitamente politico, L'ora più buia. La messinscena, per Mussolini come per Wright, è altrettanto importante della sequenza degli eventi, così come lo sono il lavoro sensazionale realizzato a Cinecittà dallo scenografo Mauro Vanzati e della sua squadra di artigiani/artisti, che incorpora schemi cromatici ed elementi di design fortemente caratterizzanti sia di un'epoca che di uno stato mentale, come quelli del costumista Massimo Cantini Parrini, del direttore della fotografia Seamus McGarvey, le musiche perturbanti e ossessive di Tom Rowands o il montaggio febbrile di Valerio Bonelli. Wright riesce a ricostruire il delirio di un'epoca senza perdere mai il filo del racconto, che ha l'ossatura forte del romanzo di Scurati e le scelte impavide della sceneggiatura di Bises e Serino. Il suo utilizzo sapiente di tecniche avanzate di regia come i lunghi piani sequenza (quello ambientato nella sala da ballo non può non ricordare la scena finale de Il Gattopardo) o le inquadrature distorte raccontano un momento storico a piano inclinato, destinato al finale tragicamente capovolto che appare nelle immagini di Piazzale Loreto dalle quali parte la serie. Ispirato è anche il casting, a cominciare da Luca Marinelli, che regge tutta la narrazione restituendo la determinazione, la follia e persino l'ironia del personaggio Mussolini. Paolo Pierobon è inarrivabile nei panni di Gabriele D'Annunzio e Barbara Chichiarelli magnifica in quelli di una Margherita Sarfatti a metà fra Lady Macbeth e Franca Valeri, cui tiene testa una eccellente Benedetta Cimatti nel ruolo di Rachele Mussolini (grazie agli autori per aver fatto parlare lei e Benito in quel romagnolo forlivese che denota una comune, irrinunciabile appartenenza). Ma è soprattutto impressionante Francesco Russo nel ruolo-specchio di Cesare Rossi, anima (ovviamente nera) e consigliere di Mussolini: questa interpretazione lancerà definitivamente la sua carriera. La violenza "plastica, feroce e necessaria" invocata dal Duce è ben presente ed esplicitamente raffigurata in M.; la Storia non è mai resa macchiettistica per il palato anglosassone ma potrà essere compresa a livello internazionale, perché sottolinea gli aspetti scespiriani della vicenda. La visione mussoliniana nella serie è quella (di nuovo, nera) di "un'umanità disgustosa" in cui "siamo tutti puttane" e M. è una tragedia greca di alti tradimenti - della Patria, dei compagni di lotta e di vita, degli ideali, del senso civico, della propria umanità, della rincorsa al mito dell'"uomo che sia un uomo". Mussolini è di volta in volta un domatore di leoni, un prestigiatore, una bestia che annusa il vento politico e l'odore del sangue, una rock star e un trasformista. M. si fa "racconto ammonitore" nel ricordarci che "ogni epoca ne ha uno".
Con Luca Marinelli, perfetto nel ruolo di Mussolini, e diretta da Joe Wright, la serie offrirà uno sguardo avvincente e inedito sull'ascesa del Duce, combinando elementi autobiografici, sequenze ispirate ai filmati dell'Istituto Luce, dalla fondazione del Popolo d'Italia ai Fasci italiani di combattimento. Wright evidenzierà il narcisismo e la vanità di Mussolini, capaci di sedurre le masse. Nonostante le iniziali perplessità sull'aspetto fisico, Marinelli si rivela un protagonista convincente, trasmettendo l'arroganza del personaggio e le sue fragilità. La serie è una produzione mastodontica con otto mesi di riprese, quattrocento comparse, costumi d'epoca e la colonna sonora dei Chemical Brothers. Forse la serie più interessante del prossimo anno, realizzata in un momento storico dove lo sguardo su questo nostro passato è particolarmente intrigante.
Tratta dal romanzo di Antonio Scurati, già portato con successo sul palcoscenico da Massimo Popolizio, la biofiction ibrida l'invenzione romanzesca con la cronaca, offrendo uno sguardo sulla distruzione della democrazia attraverso la democrazia.
Prima puntata de Il figlio del Secolo... un frullatone che non puoi reggere oltre la pausa pubblicitaria di metà percorso. E ti chiedi come abbia potuto reggere l'intera serie tv (otto puntate!) lo stesso povero Luca Martinelli, costretto in una performance univoca, maldestra, decisamente inferiore ai tormentoni di Bracardi per acume, capacità parodistica, incisività.
Tra i principali bestseller italiani e internazionali di questi anni, il romanzo vincitore del Premio Strega di Antonio Scurati (qui tutti i suoi libri) prende corpo grazie alla trasposizione prodotta da Sky Studios e da Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle (in co-produzione con Pathé, in associazione con Small Forward Productions, in collaborazione con Fremantle e CINECITTÀ [...] Vai alla recensione »
Il profilo di Benito Mussolini si inerpica su un enorme braccio teso colto nel gesto del saluto fascista. Sin dal suo manifesto, "M. Il figlio del secolo" - la serie tratta dal romanzo di Antonio Scurati, da venerdì 10 gennaio in esclusiva su Sky - annuncia l'ascesa irresistibile del Duce. Lui, Mussolini: l'uomo più amato e odiato della storia d'Italia.
Sbam. Pum. Ra-ta-ta-ta-ta. Adottando stilisticamente il ritmo accelerazionista delle avanguardie, Joe Wright assorbe, velocizza, traduce e potenzia il libro di Antonio Scurati da cui questo kolossal seriale di otto puntate è tratto. Luca Marinelli si trasforma nel fisico, nella postura e nella voce in Benito Mussolini. Un Mussolini che guarda in macchina, declama slogan, strategie politiche, annusa [...] Vai alla recensione »
La M è una lettera che nella sua declinazione per il Cinema ha un destino spaventoso. Dalla prima comparsa con M. Il mostro di Düsseldorf, opera basilare del genio di Fritz Lang, all'ultima esilarante trovata di Takeshi Kitano che in Broken Rage, stampata su una busta, nasconde il mandante del crimine. Li lega una profonda linea di sangue, a cui non si sottrae neanche questo adattamento del romanzo [...] Vai alla recensione »
"Silenzio". È l'ultima parola che Benito Amilcare Andrea Mussolini ci rivolge prima che il nero anticipi i titoli di coda di M. Il figlio del secolo, l'attesissima serie tv in 8 episodi tratta dal romanzo premio Strega di Antonio Scurati, presentata Fuori Concorso a Venezia81 (finora la cosa in assoluto più sorprendente di questa edizione della Mostra) e prossimamente (nel 2025) disponibile su Sky [...] Vai alla recensione »