The Nevers

Film 2021 | Drammatico, Fantascienza

Regia di Joss Whedon. Una serie con Elizabeth Berrington, Ben Chaplin, Anna Devlin, Laura Donnelly, Martyn Ford. Cast completo Genere Drammatico, Fantascienza - USA, 2021, Valutazione: 3 Stelle, sulla base di 1 recensione. STAGIONI: 1 - EPISODI: 10

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Ultimo aggiornamento martedì 18 maggio 2021

Una storia epica che segue una banda di donne vittoriane che si ritrovano con abilità insolite, nemici implacabili e una missione che potrebbe cambiare il mondo.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Cast affiatato, colpi di scena ma una narrazione non sempre al top: una scommessa parzialmente vinta.
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 18 maggio 2021
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 18 maggio 2021

In seguito a una misteriosa pioggia di spore sulla Londra vittoriana, alcuni individui - in netta maggioranza donne - hanno sviluppato poteri sovrannaturali e sono noti come i Toccati. Un ex orfanotrofio, gestito da Amalia True e Penance Adair per conto della ricca Lavinia Bidlow, offre ospitalità ai Toccati, che altrove sono invece accolti con crescente sospetto. Non aiutano la loro reputazione le azioni terroristiche di Maladie e della sua banda, che presto entra in conflitto con Amalia. Non bastano, però, le azioni della coraggiosa protagonista a placare l'ostilità di Lord Massen verso i Toccati, che lui ritiene siano una minaccia all'ordine costituito.

In The Nevers le cose non sono mai quello che sembrano e i colpi di scena si susseguono con crescente ingegno, ma la narrazione è dispersiva e troppi personaggi rimangono sullo sfondo.

Va concessa all'affollamento e alla conseguente bidimensionalità dei personaggi un'attenuante: la produzione ha avuto luogo nel bel mezzo della pandemia, che ha obbligato a ripensare le riprese di alcuni episodi e che ha dimezzato la prima tranche a solo sei puntate. Le riprese delle altre sei previste per la prima stagione stanno solo ora per iniziare. Probabilmente non sarebbe cambiato molto di questa prima metà, ma avere ulteriori episodi avrebbe di certo gettato luce anche su altri personaggi, che invece dovranno aspettare l'anno prossimo. Nemmeno altri sei episodi però potranno bastare, perché le figure e fazioni su cui fare luce sono ancora troppe.

The Nevers commette dunque l'errore di puntare più sulla costruzione dell'ambientazione che non sui protagonisti, senza tra l'altro avere interi regni fantasy da introdurre allo spettatore, ma solo una Londra vittoriana in crisi e una trama piuttosto involuta alla base del tutto.

Joss Whedon ha insomma creduto che bastasse il suo nome e la sua visione complessiva ad agganciare il pubblico, in attesa che la vicenda iniziasse a chiarirsi. In effetti al sesto episodio arrivano finalmente molte risposte, ma sono anche precedute da vari incidenti di percorso: per esempio dalla quinta puntata i personaggi iniziano a usare la parola Galanthi (viene detta ben 11 volte, le abbiamo contate!) come se fosse a loro chiara, ma senza che il pubblico l'abbia mai sentita prima. Il che rende esplicito come i personaggi siano più al corrente del pubblico della trama generale, ma risulta anche gratuito e improvviso, visto che avevano questa conoscenza fin dal principio e quella parola invece non l'avevano mai usata.

Per essere ancora più precisi la parola Galanthi era stata accennata ma lasciata tronca nella seconda puntata, come fosse qualcosa da non dire, quindi è ancora più spiazzante che all'improvviso se ne faccia largo uso. Introdurre così un termine è quasi una correzione retroattiva, una ret-con, come se la parola Galanthi fosse sempre stato di uso corrente ma a noi fosse solo stato nascosto. Il perché però è insoddisfacente: vuole anticipare una rivelazione e una mitologia più complessa, che arriva nel sesto episodio, ma si temeva che farlo prima avrebbe confuso il pubblico. Non è però con un infelice gioco di prestigio come questo che si convincono gli spettatori.

Abbiamo dedicato tanto spazio alla parola Galanthi perché è emblematica della serie: ci sono per esempio numerosi dialoghi che riguardano la protagonista Amalia True e lasciano intendere che gli altri conoscano una verità su di lei e noi sconosciuta. Rivedere gli episodi o per lo meno ripensarci dopo la sesta puntata, dà loro un senso ulteriore, ma al sesto capitolo bisogna arrivarci scavalcando la frustrazione per vari dialoghi "in codice". Tanto che alla fine, più delle rivelazioni del "mid-season finale" - che ricordano come Whedon sia cresciuto leggendo gli X-Men e in particolare la saga Giorni di un futuro passato - risulta vincente il quinto episodio, così ingegnoso da far ingoiare una massiccia sospensione dell'incredulità.

Alla fine la scommessa di The Nevers è almeno parzialmente vinta, grazie a un cast affiato e a ottimi valori produttivi. La serie soddisfa più di quanto le prime altalenanti puntate lasciavano sperare. Non è però bastato questo a salvare Joss Whedon, che appare come accreditato come ideatore, spesso sceneggiatore e pure regista, ma che non viene mai neppure nominato nel backstage della serie diffuso da HBO.

Un caso eclatante di "elefante nella stanza", ossia un argomento centrale di cui però ci si rifiuta di parlare. La sua rimozione investe anche i materiali promozionali della serie e risulta ipocrita: sarebbe stato più corretto riconoscere i suoi meriti e pure le problematiche che ha portato con sé, invece così anche la discussione sull'importanza di avere ambienti di lavoro più sicuri finisce scopata sotto il tappeto, in una maldestra sanificazione che sembra prendere il pubblico per scemo.

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FOCUS
INCONTRI
venerdì 21 maggio 2021
Andrea Fornasiero

Fondata vent’anni fa, la milanese EDI – Effetti Digitali Italiani è oggi la più anziana delle società di effetti speciali visuali in Italia, o per lo meno quella che più a lungo ha conservato il proprio nome e la propria identità. Cresciuta negli anni fino ad arrivare a una forza lavoro di ottanta persone, ha partecipato a diverse produzioni italiane e internazionali come American Gods, Una serie di sfortunati eventi, Cosmos, Romulus e ha recentemente ottenuto la consacrazione del David per gli Effetti Visivi con L’incredibile storia dell’Isola delle Rose. EDI ha partecipato anche alla realizzazione della serie HBO The Nevers, in questi giorni in programmazione su Sky Atlantic, e abbiamo colto l’occasione per parlarne con Rosario Barbera e Gaia Bussolati. Il primo riveste il ruolo di Head of Production, ossia si occupa della parte manageriale, organizzativa e logistica del lavoro, mentre Bussolati è a capo del progetto dal punto di vista tecnico artistico.

Come siete arrivati a The Nevers?
Con HBO non avevamo mai fatto nulla, ma il VFX producer di Cosmos era rimasto molto soddisfatto del nostro lavoro sugli sfondi e l’estensione digitale dei set, così ci ha voluto sul suo progetto successivo: The Nevers. Abbiamo iniziato a lavorarci già nel 2019, quando c’erano solo gli script e non erano ancora iniziate le riprese. Anche qui siamo stati chiamati a realizzare i background, ma per la seconda stagione ci stiamo proponendo pure per altre lavorazioni.

Il vostro ruolo era quindi molto specifico. Come si collabora tra società diverse al lavoro su aspetti diversi delle stesse sequenze?
C’è un supervisore della produzione che affianca gli showrunner e ha una visione d’insieme degli effetti di tutti gli studi di VFX coinvolti. Quando siamo andati a vedere i loro studios a Londra siamo rimasti impressionati dal lavoro di ricerca svolto per tutti i dipartimenti, con un ampio repertorio fotografico dell’epoca che è stato molto utile come base per creare qualcosa di nostro.

La profondità di campo dei background di The Nevers è davvero impressionante, come è stata realizzata?
I nostri set extension usano modelli 3D e abbiamo anche aggiunti molti elementi atmosferici, come pulviscolo e foschia, inoltre ci sono spesso movimenti di macchina nelle scene di The Nevers che valorizzano la tridimensionalità dei backdrop, creando una sensazione di reale profondità di campo.

Oltre che sugli sfondi avete lavorato anche a qualche scena con Primrose, la “gigantessa”...
Le riprese su di lei venivano fatte da metà distanza in modo da avere la prospettiva corretta se andava ingrandita e rimessa nella scena. C’erano poi sul set strutture e indicazioni che davano idea del suo ingombro da gigantessa, un riferimento fondamentale per attori, scenografi, regista ecc . Inoltre le persone gigantesche si muovono in modo leggermente differente, quindi alcune riprese di lei sono state realizzate con un maggior frame rate, per poter poi rendere una camminata con un ritmo diverso rispetto alla scena generale. Quando parla invece il suo labiale dev’essere a velocità normale, quindi ogni inquadratura con lei ha richiesto uno studio molto preciso perché i vari elementi risultassero coerenti. Noi ricevevamo le riprese dell’attrice sul Green Screen e il resto dell’inquadratura, quindi dovevamo far combaciare le cose e aggiungere elementi di atmosfera, correggere le luci e adattare l’immagine alla messa a fuoco della scena.

Avete lavorato molto anche con produzioni italiane, com’è cambiata la situazione nel nostro Paese in merito al vostro settore?
L’Italia sta facendo passi da gigante per raggiungere le produzioni internazionali, l’abbiamo visto per esempio su Freaks Out, Il primo Re (guarda la video recensione) e Romulus. In passato ci veniva chiesto di risolvere il problema di una location mancante e di essere invisibili, come tappabuchi, mentre ora partecipiamo allo sviluppo della narrazione e affianchiamo il regista già nella scrittura e nella pre-produzione. Per esempio gli mettiamo a disposizione un ambiente realizzato come pre-visualizzazione, all’interno del quale può definire le inquadrature che verranno poi realizzate, come ha fatto Sydney Sibilia per alcune scene di L’incredibile storia dell’Isola delle Rose.

Si parla molto della tecnologia dei LED Wall, come una rivoluzione nel vostro settore.
Per ora in Italia c’è uno studio a Cinecittà, ma è una tecnologia su cui ci stiamo ancora affinando. La cosa più rilevante è che il lavoro che normalmente viene fatto in post-produzione qui va invece anticipato, perché deve essere già pronto durante le riprese, visualizzato sui LED Wall mentre gli attori sono in scena.

Cosa c’è nel vostro futuro?
Usciranno in sala, speriamo, Jungle Cruise e Freak Out, che però abbiamo già ultimato da alcuni mesi. Al momento siamo lavorando alla serie A casa tutti bene di Gabriele Muccino e al film L’ombra di Caravaggio di Michele Placido, oltre che alle seconde stagioni di The Nevers e Romulus.

NEWS
TRAILER
martedì 13 aprile 2021
 

Regia di Joss Whedon. Una serie con Elizabeth Berrington, Ben Chaplin, Anna Devlin, Laura Donnelly, Martyn Ford. Su Sky Atlantic. Guarda il trailer »

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mercoledì 3 febbraio 2021
 

Regia di Joss Whedon. Una serie con Elizabeth Berrington, Ben Chaplin, Anna Devlin, Laura Donnelly, Martyn Ford. Ad aprile su Sky Atlantic.  Guarda il trailer »

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