Padrenostro

Film 2020 | Drammatico, +13 120 min.

Regia di Claudio Noce. Un film con Pierfrancesco Favino, Barbara Ronchi, Mattia Garaci, Francesco Gheghi, Anna Maria De Luca. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2020, durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 24 settembre 2020 distribuito da Vision Distribution. Oggi tra i film al cinema in 4 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,69 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia di due ragazzini e dell'estate in cui fanno una scoperta terribile, la violenza degli adulti, e una meravigliosa, la forza dell'amicizia. Il film è stato premiato al Festival di Venezia,

Consigliato nì!
2,69/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 1,88
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Un bellissimo e straziante ritratto di un rapporto padre-figlio. Con un Pierfrancesco Favino magistrale.
Recensione di Paola Casella
venerdì 4 settembre 2020
Recensione di Paola Casella
venerdì 4 settembre 2020

Roma, 1976. Valerio Le Rose è un bambino quando suo padre Alfonso, noto magistrato, subisce un attacco terroristico sotto casa. I genitori pensano che Valerio dorma, invece lui si sveglia e dal balcone assiste a parte della scena, anche se non ne parla con nessuno. Da quel momento la sua infanzia si consuma nella paura e in un costante stato di allerta, mentre i genitori cercano di celare a lui e alla sua sorellina Alice la pericolosità della loro esistenza sotto scorta. E l'antica abitudine di Valerio di inventarsi amici immaginari trova una materializzazione in Christian, un ragazzo di poco più grande ma apparentemente molto meno spaventato dalla vita.

Con Padrenostro Claudio Noce affronta una pagina terribile della sua autobiografia (suo padre Alfonso, vicequestore, fu vittima di un attentato dei Nuclei Armati Proletari proprio nel 1976), e lo fa cercando di conservare intatto il suo sguardo di allora, compresa la deformazione del reale che ogni bambino, soprattutto se spaventato, applica alle circostanze.

Tutta la storia va vista attraverso il filtro degli occhi di chi non ha controllo sulla propria vita, e per cui il non visto e il non detto acquistano proporzioni (e incarnazioni) che vanno ben oltre il reale. È in quest'ottica che Padrenostro va valutato e accolto, e questo registro narrativo, più onirico che fattuale, veicola un bellissimo e straziante ritratto del rapporto fra un padre e un figlio maschio, che dal genitore vuole protezione e quell'esempio di virilità che nessun altro potrà dargli in egual misura.

Alfonso, il padre di Valerio, è un uomo del sud, forte e silenzioso, severo ma capace di grande tenerezza, abituato a tenere a bada la paura e a nascondere la sua fragilità, anche perché appartiene a una generazione che comunica con i propri figli in maniera parziale, mantenendo sempre le distanze.

Ma Alfonso è anche una figura spesso assente, la cui incolumità fisica viene percepita dal figlio (a buon motivo) come in costante pericolo. Una roccia ma anche un gigante dai piedi d'argilla, accanto al quale Valerio si sente fisicamente inadeguato ma anche desideroso di mostrarsi tanto forte da diventare per il padre un angelo custode. E tanto da desiderare una versione meno spaventata e più trasgressiva di se stesso, capace di rivendicare la propria natura selvatica e animalesca.

"A chi sei figlio?" (che in calabrese, la lingua di Alfonso, si dice: A chi appartieni?") è la domanda che aleggia su tutta questa storia. E quanto "un uomo alla ricerca di se stesso", come canta la PFM, è davvero in grado di trovarsi? Claudio Noce dirige con competenza sempre al confine fra visione e realtà, fra immaginario e concretezza, e Pierfrancesco Favino è magistrale nei panni di Alfonso, maschio materico, figura paradigmaticamente virile che vive davvero solo nel suo sguardo: uno sguardo che è lo specchio rigido di quello multiforme di suo figlio.

Mattia Garaci e Francesco Gheghi sono Pinocchio e Lucignolo, mentre Barbara Ronchi ha il ruolo duttile di una madre che rifrange la paura di tutti. Nella sua valenza metaforica, Padrenostro segue una linea netta e lucida che ignora la plausibilità di facciata degli eventi (e personaggi) narrati, e trova una voce inedita per esprimere i non detti patriarcali e politici italiani.

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Overview di a cura della redazione
martedì 8 ottobre 2019

Roma, 1976. Valerio ha dieci anni e una fervida immaginazione. La sua vita di bambino viene sconvolta quando, insieme alla madre Gina, assiste all'attentato ai danni di suo padre Alfonso da parte di un commando di terroristi. Da quel momento, la paura e il senso di vulnerabilità segnano drammaticamente i sentimenti di tutta la famiglia. Ma è proprio in quei giorni difficili che Valerio conosce Christian, un ragazzino poco più grande di lui. Solitario, ribelle e sfrontato, sembra arrivato dal nulla. Quell'incontro, in un'estate carica di scoperte, cambierà per sempre le loro vite.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 4 settembre 2020
GiorgiaPiricci

Dispiace perché si tratta di un film italiano, ma questa storia è insalvabile, retorica, scontata... siamo al secondo giorno di concorso al lido eppure ecco il primo martirio. 

sabato 5 settembre 2020
Arsenio

Di Pacifico Arsenio     ‘Padrenostro’ del redivivo Noce (l’acerbo ma semplice ‘Good Morning Aman’, l’invece impresentabile ‘La Foresta di Ghiaccio) riesce nell’impresa di deludere le già ampiamente ridotte aspettative. Tra salti temporali banali e interminabili sequenze senza ispirazione il film si anima solo nelle [...] Vai alla recensione »

sabato 5 settembre 2020
Emanuele27087

Tra Roma e Calabria, salti temporali, amici immaginari, rivelazioni e pretesti, una storia vera di quelle che in TV avrebbero due puntate in prima serata e si chiamerebbero fiction (o soap). Molte cadute di stile e risate imbarazzate del pubblico in sala a Venezia (non andrà a premi mi auguro)... Una visione semplicistica e forzata, personaggi tagliati con l’accetta.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 11 settembre 2020
Valerio Caprara
Il Mattino

Anche Padrenostro di Claudio Noce riguarda la Storia o più precisamente la cronaca italiana: infatti il film autobiografico più o meno sottotraccia, ci riporta ai pessimi anni Settanta ricostruendo nel prologo l' agguato a Roma di un gruppo armato rosso a un magistrato dal punto di vista del figlio decenne. Il trauma (anche se l' obiettivo dei criminali si salva) costringerà il piccolo protagonista [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 settembre 2020
Giona A. Nazzaro
Film TV

Gli anni 70 sono un teatro edipico. Ed è tutta una questione di padri e figli. Il padre (Pierfrancesco Favino, magistrato sotto scorta) è una scena primaria, retta da una madre assente. Il figlio - come si evince dalle parole della PFM - è in cerca di se stesso e osserva tutto da dietro un vetro, fino all'incontro, cruciale, con un adolescente selvatico.

domenica 6 settembre 2020
Simone Soranna
Duels.it

Gli anni di piombo, nel cinema italiano, sono (quasi) sempre stati un interessante spunto narrativo per raccontare non solo il buio di quell'epoca, ma soprattutto la nebulosa polvere che ancora oggi appanna i nostri occhi. Claudio Noce parte proprio da qui, da questo medesimo concetto in un film che vuole provare a indagare le conseguenze del clima di tensione che attanagliava il nostro Paese.

sabato 5 settembre 2020
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Primo film italiano e prime perplessità per un film che parte anche da un'idea interessante, ma finisce per sciuparla. "PADRENOSTRO" (chissà perché tutto maiuscolo e unito, pur nella mitologia evidente del ruolo) s'infila negli anni tormentati dal dramma del terrorismo, qui di stampo brigatista, cercando una chiave interpretativa alternativa, seguendo la reazione del bambino Valerio, il cui padre (Favino) [...] Vai alla recensione »

sabato 5 settembre 2020
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Rari, dispersi, non troppo amati i film sugli «anni di piombo». Il primo, "Colpire al cuore" (1982), trasversale sull' ambiguità dei fiancheggiatori, di Gianni Amelio. Poi, non convincente, ma necessario, "Una fredda mattina di maggio" di Vittorio Sindoni sul delitto Tobagi. E Nanni Moretti, diretto da Mimmo Calopresti, prof universitario faccia a faccia con la terrorista in semilibertà che tentò di [...] Vai alla recensione »

sabato 5 settembre 2020
Cristina Piccino
Il Manifesto

Ieri è stata la giornata del primo dei quattro film italiani in concorso, due registe, Susanna Nicchiare li (Miss Marx che vedremo oggi) e Emma Dante (Le sorelle Macaluso) e due registi, Gianfranco Rosi (Notturno) e Claudio Noce. A quest' ultimo è toccata la partenza con Padrenostro (nelle sale il 24 settembre), film di cui il titolo esplicita anche se in parte il contenuto.

sabato 5 settembre 2020
Adriano De Grandis
Il Messaggero

Primo film italiano e prime perplessità per una pellicola che parte da un' idea interessante, ma finisce per sciuparla. PADRENOSTRO s' infila negli anni tormentati del terrorismo, seguendo la reazione del bambino Valerio, il cui padre (Favino) viene ferito in un attentato, nel quale muore il terrorista. Siamo a metà degli Anni '70 e Valerio, che vede tutto e rielabora con Christian, che sembrerebbe [...] Vai alla recensione »

sabato 5 settembre 2020
Emiliano Morreale
La Repubblica

A non sapere che è ispirato a vicende autobiografiche, il film di Claudio Noce si potrebbe scambiare per un lavoro appartenente a un genere codificato, quasi da epigono. Il padre del regista, vicequestore a Roma, era stato vittima di un attentato da parte dei Nuclei Armati Proletari, in cui erano morti un agente della scorta e un componente del commando.

sabato 5 settembre 2020
Alessandra Levantesi
La Stampa

È il primo a venir presentato del quartetto di titoli italiani in concorso al Lido e quindi dispiace dirlo, ma Padrenostronon è il film più adatto a figurare in una vetrina festivaliera internazionale. L' ha scritto (con Enrico Audenino) e diretto Claudio Noce che nel dicembre 1976 - quando il padre, il vicequestore Alfonso Noce, venne ferito dei Nap - non aveva neppure due anni.

venerdì 4 settembre 2020
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

Nel 1976 il vicequestore Alfonso Noce viene ferito in un attentato per mano dei Nuclei Armati Proletari, in cui persero la vita il poliziotto Prisco Palumbo e il terrorista Martino Zichittella. Oggi, a distanza di molto tempo, Claudio Noce (che all'epoca aveva due anni) parte da quell'evento che vide coinvolto il padre per portare sullo schermo un anomalo romanzo di formazione con protagonista Valerio [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 settembre 2020
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

Respira con la pancia". Nell'affanno di un attacco di panico avvenuto in metropolitana ai giorni di oggi ci sono i segni di un passato che ha lasciato le sue tracce per sempre. Un evento tragico, avvenuto nell'estate del 1976, ha sconvolto la vita di Valerio, un ragazzino di quasi 11 anni; con i suoi occhi ha assistito all'attentato di un gruppo di terroristi nei confronti del padre.

NEWS
MOSTRA DI VENEZIA
sabato 12 settembre 2020
 

L'attore si è aggiudicato il premio per il miglior attore.
Vai all'articolo »

MOSTRA DI VENEZIA
venerdì 4 settembre 2020
Paola Casella

Favino magistrale nel ruolo di un uomo del sud forte e silenzioso. In Concorso a Venezia 77 e dal 24 settembre al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
mercoledì 2 settembre 2020
 

Regia di Claudio Noce. Un film con Pierfrancesco Favino, Barbara Ronchi, Marco Pancrazi, Francesco Gheghi, Mattia Garaci. In concorso a Venezia77 e da giovedì 24 settembre al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
giovedì 6 agosto 2020
 

Regia di Claudio Noce. Un film con Pierfrancesco Favino, Barbara Ronchi, Marco Pancrazi, Francesco Gheghi, Mattia Garaci. Da giovedì 24 settembre al cinema. Guarda il trailer »

POSTER
giovedì 6 agosto 2020
 

Una storia ispirata ad ad una vicenda di cronaca. Protagonisti Valerio e Christian, due bambini che durante l'estate scoprono due mondi contrastanti: la violenza degli adulti ma anche la forza dell'amicizia.

winner
coppa volpi migliore int. maschile
Festival di Venezia
2020
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