| Titolo originale | The Last Journey |
| Anno | 2020 |
| Genere | Avventura, Drammatico, Fantascienza, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 87 minuti |
| Regia di | Romain Quirot |
| Attori | Hugo Becker, Jean Reno, Lys Oussadit-Lessert, Paul Hamy, Philippe Katerine Bruno Lochet, Emilie Gavois-Kahn, Jean-Luc Couchard, Sonia Okacha, Franc Bruneau, Anthony Pho, Bénédicte-Lala Ernoult. |
| Uscita | giovedì 20 gennaio 2022 |
| Distribuzione | Notorious Pictures |
| MYmonetro | 2,41 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 13 gennaio 2022
La luna rossa minaccia la nostra esistenza sulla terra. La nostra unica speranza è l'enigmatico Paul WR, l'astronauta più talentuoso della sua generazione. In Italia al Box Office L'ultimo giorno sulla terra ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 84,7 mila euro e 54,9 mila euro nel primo weekend.
Passaggio in TV
domenica 29 marzo 2026 ore 19,25 su SKYCINEMADRAMA
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CONSIGLIATO NÌ
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Paul W.R. è l'uomo più ricercato di un mondo prossimo alla fine. Alcuni anni fa, un misterioso planetoide è apparso nel sistema solare e si è avvicinato alla Terra. Detto la Luna Rossa, è stato per decenni minato per estrarre il combustibile Lumina. L'imprenditore a capo di questa lucrosa operazione è stato il padre di Paul e quando la Luna ha "reagito", avvicinandosi all'orbita terrestre e desertificando il pianeta, l'uomo ha approntato un sistema di ordigni nucleari per distruggerla. Ma la Luna è protetta da un campo magnetico e solo Paul, che da bambino era stato colpito da un fulmine rosso proveniente dalla Luna stessa, ha passato i test per dimostrare di poter pilotare con successo la navicella incaricata di distruggere il planetoide. Paul però è fuggito nel deserto...
Non si tratta della risposta francese a Don't Look Up, bensì di un film precedente che, tra postapocalisse, ecologia e intimismo, riesce nel raccontare una storia di fantascienza senza rinunciare allo spettacolo né all'autorialità.
L'ultimo giorno sulla Terra è un interessante esordio alla regia di un lungometraggio da parte di Romain Quirot, non a caso premiato a Sitges e passato anche al Science+Fiction di Trieste. Il regista è oggi coinvolto in diversi altri progetti tra cinema e Tv e già aveva firmato una prima versione di questa storia in forma di corto, visibile anche sul web sottotitolato in inglese e intitolato Le dernier voyage de l'énigmatique Paul W.R.. Rispetto al corto la trama ha subito diverse correzioni, con l'introduzione di una ragazzina decisa ad accompagnare Paul nel suo viaggio e con un ruolo completamente diverso per il fratello Elliot, che qui assume i poteri telepatici che invece era Paul ad avere nel corto.
Paul in entrambi i casi fugge nonostante sia ben conscio del proprio destino, cosa ancora più chiara in questa nuova versione, dove fin da bambino ha avuto visioni del futuro. Ora cerca una foresta disegnata pensando alla madre e che dovrebbe contenere la risposta alla crisi in corso, con la Luna Rossa sempre più vicina alla Terra. Se suo padre vuole distruggere il planetoide, Paul è invece convinto che la Luna Rossa vada lasciata stare: lo sosteneva fin da bambino per dire che non andava minata e sfruttata. Il padre rispose prescrivendogli una sorta di psicofarmaco che ha inibito per anni le sue visioni, anche se gli ha permesso di vivere senza delirium tremens.
La ragazzina che accompagna Paul è Elma e rappresenta al tempo stesso l'umanità vittima di se stessa, delle crudeltà degli adulti che non si accontentano mai, ma pure una speranza, visto che decide di credere in Paul. I due attraversano un viaggio in cerca della foresta, inseguiti da Elliot che, con i suoi poteri telepatici, dimostra crescenti segnali di instabilità e sadismo. Inoltre devono passare per posti di blocco e controlli dalle brutali guardie che pattugliano questo mondo, più simili a banditi che a vere e proprie forze dell'ordine.
Il fatto che Paul sia ricercato complica ulteriormente le cose e permette di alternare i flashback e le sequenze più malinconiche del viaggio a sezioni invece di tensione, o più raramente anche d'azione. Un altro punto forte del film è il design delle auto magnetiche, che non hanno ruote e viaggiano sospese di circa mezzo metro da terra. Un classico della fantascienza francese prima a fumetti e poi al cinema (ne Il quinto elemento in particolare), non hanno il design dei futuristici velivoli di Blade Runner, bensì quelle di auto terrestri come le nostre, solo sospese e senza ruote, a volte scassate e con riparazioni di fortuna, altre volte cromate e aerodinamiche come auto sportive.
L'ultimo giorno sulla Terra è una metafora del riscaldamento globale e altre catastrofi causate dall'uomo sul pianeta, ma non ha la freddezza della satira di Adam McKay, bensì lo slancio malinconico di un road movie alla fine del mondo, tragico ed ecologista, che lancia un nuova voce del cinema mainstream francese.
...se continuano a programmare film del genere. Oddio, non è che il film non sia fatto bene, ma certo è una di quelle mattonate alla "Lars Von Trier" (avete presente "Melancholia"?) che alla fine ti lascia col solito punto enorme di domanda della serie "Ma a che pro tutto questo?". Si perchè se da una parte visioni e scene sembrerebbero un classico [...] Vai alla recensione »
C'è una Luna Rossa prossima all'impatto con la Terra, mentre l'unico uomo che potrebbe evitare il disastro sembra non volerne sapere di fare l'eroe. Il piccolo satellite si era palesato all'improvviso nel nostro sistema solare, comportandosi come un'organismo pensante: mentre veniva saccheggiato da uno scienziato/industriale senza scrupoli per estrarne il combustibile Lumina (diventato risorsa energetica [...] Vai alla recensione »