Ultras

Film 2020 | Drammatico +13 108 min.

Anno2020
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata108 minuti
Regia diFrancesco Lettieri
AttoriAniello Arena, Ciro Nacca, Simone Borrelli, Daniele Vicorito, Salvatore Pelliccia Antonia Truppo.
TagDa vedere 2020
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,32 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Francesco Lettieri. Un film Da vedere 2020 con Aniello Arena, Ciro Nacca, Simone Borrelli, Daniele Vicorito, Salvatore Pelliccia. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2020, durata 108 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,32 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia di un'amicizia, di una fede e di un amore scanditi dalle ultime settimane di un campionato di calcio. E dell'inevitabile incontro con il proprio destino.

Consigliato sì!
3,32/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,13
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Trailer in italiano

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Il mondo degli Ultras raccontato dall'interno, senza filtri e senza far sconti a nessuno.
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 3 marzo 2020
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 3 marzo 2020

Sandro è il leader degli Apache, il gruppo di ultras del Napoli, anche se a causa del daspo (il divieto di accedere alle manifestazioni sportive) non è più in prima linea. Il suo ascendente è ancora forte sul gruppo, pur se sta emergendo una generazione pronta a sostituire gli ormai vecchi leader. Tra i più giovani c'è Angelo, che vede in Sandro una figura paterna e vive con lo spettro del fratello Sasà, morto anni prima in alcuni tafferugli contro i tifosi romani. Sandro però conosce Terry e inizia a innamorarsi di lei, prestando sempre meno attenzione agli Apache, che precipitano in un pericoloso caos.

Storia di tifoseria vista dall'interno, senza sconti tanto per i tifosi quanto per la quasi assente polizia, Ultras è un'opera prima ben strutturata e condotta ma derivativa nello stile.

L'esordio nel lungometraggio di Francesco Lettieri si muove infatti un territorio a metà tra Garrone e Sollima. Il regista arriva dalla scena del videoclip e ha avuto grande successo con la pentalogia "Capri rendez-vous" su canzoni di Liberato, dove omaggiava stili di diversi periodi cinematografici. Appare per certi versi naturale, ma pure deludente, che anche in questo suo primo film scelga di seguire un modello cinematografico già canonizzato. Ultras che pure non tocca il tema della malavita, si inserisce in un filone che va da Gomorra e Reality fino a Gomorra - La serie e La paranza dei bambini, con in più nel finale una situazione da A.C.A.B. - All Cops Are Bastards.

In particolare l'inizio è un omaggio piuttosto esplicito a Garrone, con piano sequenza a seguire di Aniello Arena che arriva a un matrimonio, giusto in tempo per cantare ai novelli sposi un coro da stadio. L'attore, già protagonista di Reality, qui ha messo su una imponente muscolatura, sfoggia numerosi e vistosi tatuaggi e passa da momenti compassati e quasi timidi a esplosioni di rabbia e carisma da invasato. È protagonista almeno quanto lui il giovane Angelo, che insieme ai suoi amici cerca di essere sul preso dagli ultras, in un percorso di iniziazione di gruppo antagonista alla legge non diverso da quello della Paranza dei bambini e del resto le luci notturne sono le stesse.

Per fortuna c'è anche virtuosismo nella regia di Lettieri, che non si limita a evocare il modello ma cerca di declinarlo con stile e ci riesce qua e là piuttosto bene. Nel cast troviamo anche Antonia Truppo, già premiata per Lo chiamavano Jeeg Robot e Indivisibili, che interpreta Terry, mentre aveva avuto finora solo parti molto piccole Ciro Nacca, qui nei panni di Angelo. Lettieri continua inoltre il suo sodalizio artistico con il misterioso musicista Liberato, che ha firmato le musiche della colonna sonora garantendo che il film diventerà un cult tra i suoi fan, oltre che tra i tifosi del Napoli e probabilmente tra gli ultras di tutta Italia.

Il tema dello scontro generazionale, del furore dei giovani contro una relativa saggezza raggiunta dai vecchi, con in più la confusione dei giovanissimi che agiscono d'impulso dominati dalle passioni, sembra essere inevitabile nell'attuale filone partenopeo del cinema italiano.

Ultras non fa eccezione, ma l'attenzione antropologica con cui la vicenda è calata nel mondo della tifoseria, con i suoi riti, le sue facce e il suo rapporto con la legge, conferisce al film la sua principale ragion d'essere. Il finale poi può sembrare esagerato, ma basta ricordare il caso di Gabriele Sandri del 2007 per rendersi conto che non è affatto fuori dalla realtà. Infine la chiusura circolare del film e il suo sguardo lirico verso il mare, che prende implicitamente una posizione di distacco dall'umana follia, sono una conclusione efficace.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 3 aprile 2020
Diego Santangelo

Pur se inserito totalmente nel filone che nasce dal primo Gomorra, quello di Garrone per intenderci che fa da padre ad una figliolanza di serie imbastardite poi dal retrogusto televisivo, il primo film di Lettieri è la testimonianza di una capacità di fare film di spessore e che trova a Napoli e nel sud sempre più la sua terra di elezione, il substrato umano e intellettuale per raccontare storie che [...] Vai alla recensione »

martedì 24 marzo 2020
HULK1

Film che sfrutta Napoli ormai terra di gomorre caparre , paranze etc. Non è un film sul calcio, in Italia argomento sacro e tabu, ma su di un vecchio rimbambito che come i delinquenti del noir francese vorrebbe andare in pensione. Questi non studiano , non  lavorano non fanno una beata mazza ma hanno macchine, moto ,droga dove li prendono i soldi.

giovedì 2 aprile 2020
Gianni95

il film si lascia guardare, la trama all'inizio segue una buona strada ma verso la fine va un pò a farsi friggere,mi aspettavo di più a tema ultras visto il nome, con qualche immagine degli stadi delle trasferte ma questo non c'è.Mi aspettavo di più sul protagonista il motivo dalla sua squalifica allo stadio, ma questo non succedecome primo film per Francesco Lettieri non è male, si lascia guardare [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 marzo 2020
Gege

Film brutto,vuoto e a tratti irritante. Tanti stereotipi e luoghi comuni. Inguardabile

lunedì 23 marzo 2020
Cosimode

Inneggia alla violenza. Distorce completamente quello che è il clima dello stadio. Io vado allo stadio con mio figlio e questo sorta di riproduzione mi mette in pericolo.

FOCUS
INCONTRI
martedì 3 marzo 2020
Ilaria Ravarino

Un film e non un “trattato di sociologia”, un’indagine “sulle persone e non sul calcio”, un’opera prima che arriva dopo una lunga gavetta sul terreno dei videoclip e che punta, ambiziosamente, a raccontare la storia di una grande famiglia allargata: quella del tifo organizzato in una metropoli come Napoli.

A introdurre Ultras, film dal 20 marzo su Netflix, sono il regista Francesco Lettieri, lo sceneggiatore Peppe Fiore, il produttore della Indigo Nicola Giuliano e gli interpreti Aniello Arena, Antonia Truppo e Ciro Nacca – durante un originale incontro svolto in differita per ragioni di opportunità, legate alla diffusione del virus COVID-19 in Italia

Come è nata l’idea di questa storia?
Fiore: Certamente non è nata dal movimento ultras, che poco ci interessava. Io stesso non sono un tifoso. Ma c’era qualcosa di universale nella figura di un ultras cinquantenne che ancora crede in qualcosa di irrimediabilmente perduto. C’è romanticismo e malinconia in un contesto, quello dello stadio, spettacolare per natura – cori, scritte, tatuaggi, striscioni...
Lettieri: Dopo aver girato molti videoclip mi sono sentito pronto per un film. Nel cercare la storia più adatta mi sono imbattuto in un vecchio soggetto che avevo preparato per un videoclip di Calcutta, mai realizzato, ambientato nel mondo degli ultras di Latina: era la storia di un tifoso, “il Mohicano”, che dopo il DASPO (il “divieto di accesso alle manifestazioni sportive”, ndr) era costretto a vivere la sua storia d’amore con la squadra solo a distanza. C’era già tutto, è bastato spostare la storia a Napoli.

Perché a Napoli?
Lettieri: Perché, a differenza di altre grandi città che hanno più di una squadra, Napoli è unita nel tifo per un solo team. Ed è un sentimento che si lega anche alla voglia di riscatto del Meridione: il Napoli è l’unica squadra del sud a poter competere con quelle del nord. Dietro al tifo, insomma, c’è molto altro.

Il tifo come fede?
Lettieri: Come fede e come tribù. Non è un caso che il film si apra e si chiuda in chiesa.

Il tifo ultras è anche un credo politico?
Lettieri: ci sono tanti gruppi di ultras e ciascuno ha la sua natura, da città a città ma anche da stato a stato. Certamente gioca un ruolo forte il desiderio di sentirsi parte di un gruppo, di rappresentarsi in una bandiera. Gli ultras dicono che oggi, in mancanza di vere guerre da combattere, la voglia di lotta si sfoga allo stadio.

Non c’è il rischio di mitizzare queste figure?
Lettieri: Allora con questo discorso non dovrebbero esistere i film sulla mafia e dovremmo parlare solo di gente brava e buona. Ovviamente la violenza negli stadi è un problema, ma nel film non la elogio. La racconto perché penso sia un tema interessante.

Il tifo ultras negli anni è cambiato?
Lettieri: Molto. Il movimento ultrà di fine anni Settanta dal 2000 in poi ha cambiato nome, ultras, e sostanza: gli ultrà erano più folkloristici e colorati, gli ultras sono cupi e spesso violenti. Gli ultras si sono evoluti ancora negli ultimi anni: oggi sono in crisi perche la violenza è combattuta e repressa con più efficacia.

Nel film compaiono più generazioni. Il tifo ultras è trans-generazionale?
Lettieri: Volevamo solo raccontare diversi aspetti del tifo organizzato e del modo di viverlo. Il mio approccio è sempre stato quello di non voler forzare concetti sociologici per farli aderire al film. Ho cercato di raccontare storie, non storie generazionali.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 3 marzo 2020
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

Fare un film "di fantasia" sull'universo Ultras non è mai una passeggiata di salute. Lo sa bene Ricky Tognazzi, che nel '91 (Ultrà) provò a raccontare le frange più estreme del tifo romanista, film che venne ripudiato e osteggiato con forza, tanto da causare una frattura non da poco tra i supporter giallorossi e Claudio Amendola, protagonista del film e assiduo frequentatore della Curva Sud.

domenica 22 marzo 2020
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Doveva uscire tre giorni al cinema e poi andare in streaming, come "Il sindaco del rione Sanità" di Martone (visibile in questo momento su RaiPlay). Invece eccolo direttamente su Netflix dal 20 marzo, a conferma che parte del miglior cinema italiano ormai passa dalle piattaforme. Sulla carta era una sfida: rari sono i bei film sul mondo del calcio.

giovedì 19 marzo 2020
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Il cinquantenne Sandro è, da anni, il capo degli Apache, un gruppo di ultras del Napoli. Il tutto, nonostante un Daspo che gli impedisce di andare fisicamente in curva con il suo gruppo. La sua leadership, comunque, sembra ancora aver presa tra i coetanei, ma meno sulla nuova generazione che, invece, vorrebbe prendere decisioni diverse. In particolare, in vista di una trasferta della squadra partenopea [...] Vai alla recensione »

martedì 10 marzo 2020
Luca Pacilio
Film TV

Ultras parte da un cupo immaginario condiviso del cinema italiano (il trittico Romanzo criminale, Gomorra, Suburra), per distaccarsene attraverso la rilettura paraletteraria della realtà ritratta: in tal senso quello di Lettieri è un esordio naturale, perché la sua videografia già parlava, da autore, lo stesso linguaggio. Il regista guarda all'opera di Romain Gavras: il suo lavoro ibrida l'approccio [...] Vai alla recensione »

NEWS
NETFLIX
martedì 3 marzo 2020
Andrea Fornasiero

Il mondo degli Ultras raccontato nei suoi riti e attraverso le sue facce. Dal 20 marzo su Netflix. Vai all'articolo »

TRAILER
martedì 25 febbraio 2020
 

Regia di Francesco Lettieri. Un film con Aniello Arena, Ciro Nacca, Simone Borrelli, Daniele Vicorito, Salvatore Pelliccia. Dal 9 all'11 marzo al cinema e dal 20 marzo su Netflix. Guarda il trailer »

POSTER
giovedì 6 febbraio 2020
 

Napoli. A quasi cinquant'anni Sandro è ancora il capo degli Apache, il gruppo di ultras con cui ha passato tutta la vita allo stadio: una vita di violenza, scontri, passioni e valori incrollabili. Ma ora che un Daspo gli impedisce di avvicinarsi alla [...]

NEWS
giovedì 30 gennaio 2020
 

La storia di un'amicizia, di una fede e di un amore scanditi dalle ultime settimane di un campionato di calcio. E dell'inevitabile incontro con il proprio destino. Vai all'articolo »

TRAILER
mercoledì 18 dicembre 2019
 

Il primo film di Francesco Lettieri. Disponibile in primavera su Netflix.  Guarda il trailer »

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