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Sorry We Missed You, il condensato perfetto del Ken Loach di oggi

Viscerale, autentico e senza scampo, il nuovo film del regista inglese deve tantissimo al suo protagonista, al suo passato, alla sua spontaneità. Al cinema.
di Tommaso Tocci

Sorry We Missed You

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Kris Hitchen . Interpreta Ricky Turner nel film di Ken Loach Sorry We Missed You.
giovedì 2 gennaio 2020 - Focus

Viscerale, autentico e senza scampo, Sorry We Missed You è il condensato perfetto del Ken Loach di questo tardo periodo. A 83 anni, il regista continua a cesellare ritratti di emergenza sociale nella working class britannica ed europea, facendo seguito a Io, Daniel Blake (guarda la video recensione) del 2016 con lo spaccato di una famiglia del nord dell’Inghilterra alle prese con la morsa letale della gig economy.
 

Da sempre parte integrante di un rigoroso metodo artistico, il lavoro di Loach con attori non professionisti è rinomato, e legato a doppio filo ai criteri di verosimiglianza richiesti dai suoi film. Ad ancorare il suo ultimo lavoro è un intero nucleo domestico di volti non soltanto nuovi, ma legati al particolare contesto socio-economico del luogo.
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In Sorry We Missed You il protagonista è Ricky, padre di famiglia sulla quarantina, già messo in situazione di svantaggio perenne dalla crisi del decennio scorso che gli ha fatto perdere sia il lavoro come operaio che la possibilità di comprare casa con un mutuo. Attirato dalle promesse di un nuovo impiego come corriere, Ricky finisce martoriato dalle condizioni proibitive delle lunghe giornate a bordo del suo furgone, per un datore di lavoro il cui modello di business è cercare di distanziarsi il più possibile da lui.

A interpretare Ricky è Kris Hitchen, rosso di capelli, stropicciato nei lineamenti, ma dotato di una vitalità sommessa che emerge all’improvviso nel corso del film. Hitchen è anche la perfetta sintesi tra attore professionista e uomo comune, abbastanza credibile agli occhi di Loach come volto di un corriere che suona il citofono per consegnare un pacco. Hitchen nasce a Salford, vicino Manchester, e in seguito si sposta a Bolton, che è più a nord ma non abbastanza a nord da sconfinare nel territorio geordie di Newcastle, dove Sorry We Missed You è ambientato (così come del resto Io, Daniel Blake, che nel nativo del luogo Dave Johns aveva trovato il suo protagonista).

Con la discrepanza geografica messa al servizio di uno dei pochi momenti di leggerezza nel film - un battibecco calcistico tra Ricky, tifoso del Manchester United, e un cliente che apre la porta indossando la maglia del Newcastle - Hitchen si conferma un avatar in transito, laddove invece quello di Daniel Blake era radicato. Da giovane, Kris mostra attitudine per la danza, e dopo la scuola si fa rapire dalla recitazione, provando a farne una carriera prima di mettere su famiglia e ripiegare su percorsi lavorativi più affidabili.

Un ventennio circa, in cui Hitchen diventa idraulico e, con i clienti che non mancano, mette da parte l’istinto artistico. C’è voluto l’arrivo dei quarant’anni per fargli riconsiderare le sue scelte, e in seguito a un momento di depressione decidere di fare del volontariato, che lo ha portato di nuovo a contatto con la recitazione. Da lì a frequentare dei nuovi corsi come attore, e poi a trovare qualche ruolo in TV, il passo è stato breve. 

L’incontro con Loach è arrivato quando Hitchen si riteneva fuori tempo massimo (dopo un provino per Daniel Blake che l’attore temeva essere l’ultimo film del regista), finendo invece per regalare al due volte vincitore della Palma d’Oro un ibrido speciale tra realtà e finzione per il ruolo di Ricky. Hitchen trasuda ordinarietà, ma nel suo ritratto di un uomo disperato ci sono sfumature profonde di alto livello tecnico. Sul suo volto, in particolare, si può tracciare una mappa fisionomica di ogni colpo ricevuto, e al tempo stesso notare la spontaneità di un personaggio che non si lascia abbattere prima dello spettatore.

Lo si nota nei momenti di intimità rubata con la figlia, Liza Jane, e nei piccoli sfoghi quasi infantili, dal sotterfugio per evitare una multa fino agli scambi più tesi con il figlio Seb, in cui l’autorità paterna lascia spazio all’orgoglio ferito. Al servizio della sceneggiatura brutalmente empatica del solito Paul Laverty, Kris Hitchen trova il se stesso attore di rango sotto le spoglie pragmatiche del suo passato da idraulico - un’attività che aveva già lasciato nelle mani del figlio per tornare a recitare a tempo pieno prima che arrivasse l’opportunità di una vita.


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In foto una scena del film Sorry We Missed You.
In foto una scena del film Sorry We Missed You.
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