La prima donna

Film 2019 | Documentario, +13 90 min.

Anno2019
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Regia diTony Saccucci
AttoriLicia Maglietta .
TagDa vedere 2019
DistribuzioneCinecittà Luce
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

Regia di Tony Saccucci. Un film Da vedere 2019 con Licia Maglietta. Genere Documentario, - Italia, 2019, durata 90 minuti. distribuito da Cinecittà Luce. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

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Un documentario sulla tragica vita di Emma Carelli.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Il ritratto di Emma Carelli, figura femminile di rara autorevolezza in un'epoca profondamente patriarcale.
Recensione di Paola Casella
martedì 15 ottobre 2019
Recensione di Paola Casella
martedì 15 ottobre 2019

Chi era Emma Carelli? Un soprano di fama internazionale e un'impresaria talmente abile da diventare la prima donna direttrice artistica e sovrintendente di un teatro italiano, il Costanzi, poi trasformato nel Teatro dell'Opera di Roma.

Tony Saccucci, già regista di Il pugile del Duce, ne racconta la vicenda attraverso un originale mix di tecniche cinematografiche: materiali d'archivio (il produttore è Istituto Luce Cinecittà); brani di cinema muto le cui protagoniste (soprattutto Francesca Bertini e Lyda Borelli) funzionano da alter ego della Carelli; la narrazione in voce fuori campo di Tommaso Ragno, che legge brani dei giornali e delle critiche dell'epoca; e quella in campo di Licia Maglietta, che interpreta le parole di Emma Carelli, e cammina attraverso quel Teatro dell'Opera in cui la direttrice aveva stabilito la sua residenza.

Lo storytelling di La prima donna è affidato interamente a testimonianze dirette, oltre a qualche intertitolo nello stile del cinema muto e a tre cartelli che annunciano la scansione drammaturgica della vicenda in tre atti, come la Tosca, l'opera lirica della quale la soprano era stata protagonista, per la prima volta anche fuori dall'Italia, e che meglio rispecchia il percorso di vita della Carelli secondo il suo stesso proclama: "Il respiro di Tosca è il mio respiro, il suo grido è il mio".

Questa narrazione "inaffidabile" in quanto fortemente soggettiva è al contempo l'originalità e il limite del film, perché rende più difficile seguire il tracciato della sua vicenda umana e professionale e farsi un'idea di quanto sia realmente avvenuto. Ad esempio la figura del marito di Emma, Walter Mocchi, risulta poco comprensibile e ad un certo punto scompare dal racconto, quando invece si vorrebbe capire di più sull'evoluzione di quel rapporto coniugale che muta da passionalmente sentimentale a freddamente professionale.

Ma l'architettura cinematografica del progetto resta convincente, e ha i suoi punti di forza nella raffinatezza della selezione e del montaggio (di Chiara Ronchini) delle immagini di repertorio, che collegano la vicenda di Emma Carelli a quella del nostro Paese, e nell'interpretazione magnetica della Maglietta, fisicamente perfetta per il ruolo (anche grazie alla somiglianza con la cantante e impresaria) e adorabile nella sua caratterizzazione autoritaria e fumantina, ma anche generosa e intuitiva, coraggiosa e visionaria nella capacità di cogliere le tendenze artistiche del suo tempo (memorabile la messinscena del balletto di Djaghilev con la direzione di Stravinskij e i costumi disegnati da Picasso), capace di fare leva sulla stima che il mondo della lirica aveva per le sue doti canore per portare al Costanzi superstar dell'epoca come Toscanini e Caruso. Diventa dunque palese l'ingiustizia secondo cui l'avvento del fascismo e la cultura maschilista le hanno tolto il teatro, il ruolo e i risultati raggiunti con un crudele colpo di spugna.

La prima donna è il ritratto di una figura femminile di raro potere e autorevolezza in un'epoca profondamente patriarcale e in una nazione in cui le donne dovevano "obbedire e non contare". In questi giorni di rivalsa muliebre è bene ricordare che anche in Italia ci sono state protagoniste di carattere messe da parte dalla Storia per neutralizzare il rischio che diventassero d'esempio.

Sei d'accordo con Paola Casella?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 15 ottobre 2019
Nikolav

Dadomix, o hai visto un altro film o, più probabile, hai qualche secondo fine, considerando il riferimento al denaro pubblico.... Erano 30 anni che non si vedeva un lavoro così raffinato in Italia. Questo è un film che farà parlare a lungo di sé. La storia è incredibile, l’intreccio narrativo magistrale e la fotografia folgorante.

giovedì 17 ottobre 2019
Lorenzo

Un film molto interessante, sotto tutti i punti di vista. A parte la storia di una grandissima donna - che risulta estremamente attuale, considerati gli ultimi fatti di cronaca relativi al ruolo della donna nella società - anche la sceneggiatura ed il montaggio: originale e mai ripetitivo e noioso. Musiche e scene bellissime.

mercoledì 16 ottobre 2019
Antony70

Un film impegnato, sicuramente non facile e difficile da realizzare. Trovo che il regista abbia fatto un ottimo lavoro nel raccontare Emma Carelli come professionista e come donna e il periodo storico in cui è vissuta. Certamente alcuni personaggi ed eventi si sarebbero potuti approfondire di più, ma la durata del film sarebbe dovuta essere molto maggiore, e probabilmente si sarebbe rischiato [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 ottobre 2019
Dadomix

Una cacofonia di immagini e suoni, messe insieme  dalla narratrice che era l'unica presenza decente della pellicola. Pensare che il denaro pubblico venga speso per queste produzioni fa molta tristezza....

NEWS
FESTA DI ROMA
martedì 15 ottobre 2019
Paola Casella

Evento di pre-apertura della Festa del Cinema di Roma, il documentario sulla tragica vita di Emma Carelli. Vai all'articolo »

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