Petit Paysan - Un eroe singolare

Film 2017 | Drammatico +13 90 min.

Titolo originalePetit Paysan
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata90 minuti
Al cinema1 sala cinematografica
Regia diHubert Charuel
AttoriSwann Arlaud, Sara Giraudeau, Bouli Lanners, Isabelle Candelier, Valentin Lespinasse Clément Bresson, Marc Barbé, Jean Charuel, India Hair, Julian Janeczko.
Uscitagiovedì 22 marzo 2018
TagDa vedere 2017
DistribuzioneNo.Mad Entertainment
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,33 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Hubert Charuel. Un film Da vedere 2017 con Swann Arlaud, Sara Giraudeau, Bouli Lanners, Isabelle Candelier, Valentin Lespinasse. Cast completo Titolo originale: Petit Paysan. Genere Drammatico - Francia, 2017, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 22 marzo 2018 distribuito da No.Mad Entertainment. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,33 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un'epidemia mette a rischio l'azienda agricola di un giovane capace di qualsiasi cosa pur di salvare i suoi animali e il suo lavoro. Patrocinato da Slow Food, il film ha vinto 3 premi César e ha conquistato il Premio Foglia d'Oro a France Odeon.

Consigliato sì!
3,33/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 4,00
CONSIGLIATO SÌ
Il ritratto dell'amore e della frustrazione di un 'petit paysan' per gli animali e nei confronti della quotidianità.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 4 ottobre 2017
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 4 ottobre 2017

Pierre è un produttore di latte trentenne. La sua vita ruota intorno alla sua azienda agricola, la sorella veterinaria e i suoi genitori. Mentre in Francia sta dilagando un'epidemia vaccina, Pierre scopre che uno dei suoi animali è infetto. L'uomo non vuole rassegnarsi a perdere i suoi animali e con loro il suo lavoro. Non ha nient'altro. Dovrà tentare l'impossibile per salvarli e salvarsi.
Hubert Charuel conosce bene la materia che ha deciso di trattare in questo suo primo lungometraggio. La fonte d'ispirazione sono i suoi genitori che hanno messo a disposizione la loro fattoria nei pressi di Reims dove vediamo agire degli attori professionisti e delle persone del posto.

Non è un caso che il film si apra con una scena destinata a sorprendere perché il regista, pur non avendo mai affrontato con i familiari il problema di un'epidemia vaccina, l'ha comunque temuta da bambino e da adolescente. Le mucche insomma hanno 'invaso' la sua vita.

Il cinema francese ha il pregio di tornare periodicamente ad abbandonare le grandi città per raccontarci la vita della provincia e, nello specifico, quella della campagna. Charuel ha lo sguardo del documentarista quando ci mostra la nascita di un vitellino ma sa come passare al thriller (riuscirà il nostro eroe ad evitare l'abbattimento di tutte le sue bestie?) senza dimenticare importanti annotazioni sociologiche. Ci ricorda infatti che se la tecnologia è un valido ausilio al lavoro degli allevatori (anche se non è ancora arrivata a misurare il grado di felicità degli animali) le istituzioni non sono altrettanto attente ai loro bisogni. Chi si trova colpito dalla disgrazia di un'epidemia si vede promettere rimborsi ed incentivi ma nell'attesa (lunga) non sa come tirare avanti. Charuel però non si limita a costruire la tensione su questi elementi. Si prende anche il tempo per descriverci l'amore ma anche la frustrazione che un 'petit paysan' trentenne prova per gli animali e nei confronti della quotidianità.

La sorella di Pierre è la veterinaria della zona e cerca di aiutarlo fin quando può ma la vita con i genitori (in particolare con la madre) è sempre più difficile per un Pierre che ormai vive solo con le sue mucche, si è staccato dagli amici e non è interessato (e forse fa bene) alla fanciulla (fornaia) a cui maman vorrebbe che lui dedicasse un po' di attenzioni. In questo contesto vediamo progressivamente susseguirsi i suoi tentativi di aggiramento degli ostacoli che si scontrano con (questo è un elemento a favore della Sanità francese) dei controlli molto severi.

VIDEO RECENSIONE
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 17 ottobre 2017
Bero Cinefilo

Difficile non innamorarsi di Petit paysan, vera gemma del cinema d'oltrape presentata quest'anno al Festival di Cannes. Girato nella pittoresca campagna francese, il film debutto di Hubert Charuel narra del tenero amore tra un giovane pastore e le sue mucche da latte, la cui vita è messa a repentaglio da un'epidemia vaccina che si abbatte sulla Francia.

giovedì 1 febbraio 2018
Immanuel Palmer

La vita dell'allevatore di vacche richiede sacrificio. Ci vuole tempo per prendersi cura dei propri animali. Tempo e soprattutto amore. Lo sa bene Pierre Chavanges che ha deciso di dedicare tutta la vita ad allevare mucche da latte. Le fa nascere, le fa crescere, dà loro un nome. Ormai il Mondo si è evoluto e così anche il modo di allevare gli animali.

martedì 3 aprile 2018
Flyanto

"Petit Paysan" è un film su un giovane allevatore di bovini che un giorno scopre che uno dei suoi capi bestiame è affetto da un virus che comporta come conseguenza obbligatoria e necessaria l'abbattimento dell'intero patrimonio bovino. Particolarmente entusiasta della sua attività di allevatore e strettamente legato alle proprie mucche la cui cura [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 febbraio 2018
no_data

 Ho visto Petit Paysan – un eroe singolare in occasione dell’anteprima presso la sede CIA di Roma. È un film di grande onestà e genuinità. Il regista Hubert Charuel , figlio di allevatori, sembra voler consegnare un ritratto partecipe e realistico del mestiere di allevatore che è in primis una missione oltre che una vera e propria vocazione.

domenica 25 marzo 2018
cardclau

Facciamo di tutto per fare in modo da non essere della natura. Con gli occhi e il cervello totalmente assorbiti dal tablet, non ci accorgiamo che le slanciate chiome dei pioppi nei primi giorni di primavera sono di un delicato e femmineo rosa, per poi diventare di un virile verde chiaro nei giorni seguenti. Con le orecchie ben sigillate dalle cuffie, ascoltando una musica a volte troppo invadente, [...] Vai alla recensione »

domenica 8 ottobre 2017
KateGompert

Al suo primo lungometraggio, Hubert Charuel descrive l'evoluzione del mondo agricolo, valorizzando la psicologia e la sensibilità dei suoi protagonisti. Un romanzo bucolico, con venature di thriller, questo Petit Paysa, magistrale l'interpretazione di Swann Arlaud. Assolutamente da vedere!

lunedì 16 aprile 2018
Emanuele 1968

Un film drammatico ma leggero, penso che sia un buon film, molto carino, pulito, bella la definizione quasi un thriller.

FOCUS
FOCUS
venerdì 23 marzo 2018
Giancarlo Zappoli

Quanti film noir abbiamo visto in cui a un certo punto ci si trovava a dover occultare un cadavere? Non è difficile ricordare quante e varie fossero le soluzioni al problema. Quando però si deve far sparire una mucca da 700 chili le cose si complicano. Con Petit Paysan (guarda la video recensione) Hubert Charuel dimostra di saper padroneggiare diversi generi (noir compreso) e di avere anche le idee chiare su cosa significhi essere un allevatore. Questa consapevolezza gli ha fruttato tre premi César e non è stato un caso. Perché i suoi genitori sono stati degli allevatori e lui è cresciuto in una fattoria che distava venti chilometri dal paese più vicino. Non solo, a un certo punto ha dovuto fare una pausa negli studi alla Fèmis (prestigiosa scuola di cinema francese) per prendere il posto della madre temporaneamente invalida a causa di un incidente. L'esperienza maturata è stata trasferita nel protagonista del film che si muove come un vero allevatore, a suo agio tra mungiture e stalle.

Quello che però si rivela essere il nucleo centrale della riflessione è un altro. È come se Charuel avesse deciso di trasformare in cinema (quindi avvalendosi della citata competenza in materia di scrittura) l'elaborazione di un trauma infantile.

Tutti ricordano l'epidemia cosiddetta della 'mucca pazza', definizione giornalistica per l'encefalopatia spongiforme bovina che negli anni '90 creò un diffuso allarme sia negli allevatori che nei consumatori. Ebbene l'allora bambino Hubert, mentre con la madre assisteva a un servizio televisivo sull'argomento, la sentì pronunciare la frase: "Se fanno fuori le mie mucche mi suicido". Quella frase, unita a un certo senso di colpa per non aver portato avanti la fattoria e avere scelto il cinema come professione, ha dato origine a questo film che, per completare il quadro, è stato girato proprio nella fattoria, ormai inutilizzata in cui è il regista è cresciuto.

Mentre ci descrive la crisi del protagonista che trasforma il film in un thriller della mente, Charuel ci mostra anche come i controlli si siano fatti, proprio a seguito di quell'epidemia, molto rigorosi ma anche come ci sia la possibilità di aggirarli da parte del singolo che può denunciare la sparizione di un capo per riscuotere l'assicurazione mentre in realtà lo ha macellato di nascosto.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 20 marzo 2018
Roberto Manassero
Film TV

Come in un bellissimo film di qualche anno fa, L'apprenti di Samuel Collardey, Petit paysan racconta il legame spietato, soffocante fra un uomo e la sua fattoria. Pierre, il protagonista, è un allevatore di mucche trentenne, gestisce un'azienda agricola dalle parti di Reims e nella vita, come dice egli stesso, non sa fare altro; vive con le sue mucche, divide con loro lo spazio, il tempo, anche il [...] Vai alla recensione »

sabato 24 marzo 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Sei primo per la qualità, solo quinto per la produzione". La mamma lo fa notare al trentenne allevatore che ormai gestisce l'azienda di famiglia, mentre gli allunga una baguette portata dalla panettiera carina (funge da spintarella verso il matrimonio che vorrebbe, se non proprio imporre, suggerire al rampollo). La sorella veterinaria viene chiamata più spesso del necessario per controllare la salute [...] Vai alla recensione »

giovedì 22 marzo 2018
Roberto Nepoti
La Repubblica

Hubert Charuel è figlio di agricoltori; ma, diversamente dal protagonista del suo film, non ha ripreso l'attività dei genitori preferendo la regia. Al primo lungometraggio, racconta la via crucis di Pierre, trentenne allevatore di vacche da latte. I bovini sono tutta la sua vita: tanto che se li sogna di notte. Quando scoppia un'epidemia, il giovane scopre che una delle sue bestie è infettata.

giovedì 22 marzo 2018
Silvana Silvestri
Il Manifesto

A dispetto dell'ambientazione rurale, delle riprese ravvicinate sulle tecniche di mungitura Petit Paysan di Hubert Charuel è un dramma dai risvolti inaspettati. Pierre (Swann Artaud) è un cowboy della Francia nordorientale, si occupa delle vacche da latte della fattoria dei genitori con dedizione e spirito di sacrificio, tanto da far passare in secondo piano tutta la sua vita personale.

NEWS
GUARDA L'INIZIO
venerdì 16 marzo 2018
 

Giovane allevatore di vacche da latte, Pierre è legato anima e corpo alla sua terra. L'amore per i suoi animali rappresenta il pendolo della vita di Pierre, scandita dal rapporto conflittuale con la sorella, veterinaria incaricata al controllo sanitario [...]

VIDEO RECENSIONE
lunedì 12 marzo 2018
 

Pierre è un produttore di latte trentenne. La sua vita ruota intorno alla sua azienda agricola, la sorella veterinaria e i suoi genitori. Mentre in Francia sta dilagando un'epidemia vaccina, Pierre scopre che uno dei suoi animali è infetto.

Sara Giraudeau nella parte di Pascale Chavanges
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