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kimkiduk
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lunedì 8 aprile 2013
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complimenti davvero!!!!!!!
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Sono un pò, forse, romantico, ma mi ha fatto stare con il groppo alla gola 1h. e 30' buoni. Film splendido, ma proprio bello per me. Forse "genere" mio preferito. Sotria di "cattivo" "carnefice" che o diventa buono o comunque ha dentro qualcosa. Qui il cattivo (Winlset) nemmeno cerca di salvarsi per essere buono sapendo che avrebbe potuto. E allora mi domando per l'ennesima volta perchè lo fa e come lei tanti e tanti altri. Mi ricorda questo film il meraviglioso Le vite degli altri e anche lì giù groppo alla gola. La Winslet perfetta e meritato Oscar. Ho letto nella recensione che lei è migliore in Revolutionary Road ..
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Sono un pò, forse, romantico, ma mi ha fatto stare con il groppo alla gola 1h. e 30' buoni. Film splendido, ma proprio bello per me. Forse "genere" mio preferito. Sotria di "cattivo" "carnefice" che o diventa buono o comunque ha dentro qualcosa. Qui il cattivo (Winlset) nemmeno cerca di salvarsi per essere buono sapendo che avrebbe potuto. E allora mi domando per l'ennesima volta perchè lo fa e come lei tanti e tanti altri. Mi ricorda questo film il meraviglioso Le vite degli altri e anche lì giù groppo alla gola. La Winslet perfetta e meritato Oscar. Ho letto nella recensione che lei è migliore in Revolutionary Road .... per me no, molto meglio qui. Fotografia, tempistica, colori, musica ..... tutto o quasi perfetto. Ritmo blando che fa più angosciare pensare e riflettere che annoiare, anzia mai annoiare. Nel finale lui si libera di tutto (non dico come), è libero dal ricordo o dal trauma. Frase bellissima (e questa la dico, non si può non dire niente mai del film è faticoso a volte) della figlia ebrea superstite del massacro: Anna aveva capito cosa aveva fatto a Lei? (rivolta a Michael grande). Qui sta tutta la storia, anzi da qui inizia, con mille perchè bellissimi, dove ognuno di noi deve dare la risposta che ha dentro. Bravissimi anche i due Michael (Kross e Fiennes). Insomma niente da dire film da 8 assoluto per me e 8 quante stelle sono? Metto 5 è quasi un capolavoro.
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amandagriss
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mercoledì 27 marzo 2013
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l'amore ai tempi del nazismo
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Storia d'amore e di reciproco abbandono in tempi,luoghi,circostanze,età differenti,sotto lo spettro del nazismo,prima,ed i suoi indelebili strascichi,dopo.I quali riaprono vecchie ferite e ne provocano nuove,altrettanto profonde e dolorose,frutto del senno di poi,di una nuova consapevolezza,della giusta distanza (nel guardare gli eventi) finalmente acquisite.Lei è Hanna (un'eccellente Kate Winslet,premiata con Golden Globe e Oscar),giovane donna,bella,sola,dal carattere ruvido che fa da scudo ad un animo sensibile e a tanta paura del mondo,lui è Michael (da ragazzo è il promettente David Kross,da adulto avrà il volto del dolente Ralph Fiennes),adolescente di buona famiglia alle prese col suo primo vero (ed ultimo?) amore.
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Storia d'amore e di reciproco abbandono in tempi,luoghi,circostanze,età differenti,sotto lo spettro del nazismo,prima,ed i suoi indelebili strascichi,dopo.I quali riaprono vecchie ferite e ne provocano nuove,altrettanto profonde e dolorose,frutto del senno di poi,di una nuova consapevolezza,della giusta distanza (nel guardare gli eventi) finalmente acquisite.Lei è Hanna (un'eccellente Kate Winslet,premiata con Golden Globe e Oscar),giovane donna,bella,sola,dal carattere ruvido che fa da scudo ad un animo sensibile e a tanta paura del mondo,lui è Michael (da ragazzo è il promettente David Kross,da adulto avrà il volto del dolente Ralph Fiennes),adolescente di buona famiglia alle prese col suo primo vero (ed ultimo?) amore.Diversi in tutto,la vita provvederà a renderli simili nelle scelte che faranno: entrambi depositari ostinati di un rispettivo segreto,personalissimo,inconfessabile,che finirà per condizionarne le reciproche esistenze in maniera irreversibile.Dal libro di Bernhard Schlink,un'opera maiuscola complessa,dolorosissima,estremamente sensibile nel tracciare le psicologie tormentate dei due protagonisti,nel renderli così profondamente umani da permettere alle loro convinzioni,al loro 'sentire' (vergogna,pudore,senso di perdita,indignazione, rassegnazione,speranza tradita,intimità lesa),alla paura o,forse,al basilare istinto di sopravvivenza,di fondare e continuare la propria vita su decisioni consapevolmente sbagliate,i cui effetti sulla realtà,tuttavia,non riescono a comprendere appieno se non quando è troppo tardi.Entrambi vittime di un (terribile) momento storico che ha schiacciato l'essenza stessa di cui erano fatti.Intenso dramma esistenziale che accompagna i due protagonisti in tutto il loro percorso di vita,senza mai più abbandonarli.Coinvolgente,suadente,magnetico,struggente,ci lascia a domandarci quale sarebbe stato il destino di quest'uomo e di questa donna se avessero vissuto in un altro tempo -o fuori dal tempo-,magari in un altro luogo o soltanto dentro se stessi,così forti e 'incorruttibili' da non permettere a niente e nessuno di decidere delle loro esistenze.
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marzaghetti
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giovedì 3 gennaio 2013
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splendida e coraggiosa winslet
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All'inizio, sovente si intrecciano i corpi nudi dei protagonisti, tanto diversi da attrarsi come due magneti: lei matura, passionale, analfabeta ma affascinata dalle storie che lui, ingenuo e giovane studente, le legge prima di fare l'amore. Poi il film si incupisce, emerge il di lei terribile passato ma, stranamente, né il protagonista né noi riusciamo a perdere l'amore per quella donna così buia e così fiera. Splendida e coraggiosa Winslet. Valutazione: 3,25.
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obees
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lunedì 8 ottobre 2012
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vergogna, giustizia, coraggio
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Questo film mette in luce più concetti, che vengono approfonditi nelle scene finali. Innanzitutto ci viene data la possibilità di studiare la vergogna. Un sentimento che di solito viviamo per pochi minuti, una cosa che è passeggera. Magari ci vergognamo perchè in un certo contesto non ci sentiamo a nostro agio, ma poi ci distriamo e non proviamo più quel "fastidio". Anna, invece, vive la vergogna quotidianamente. Si vergogna di non saper leggere, di non sapere scrivere. Eppure lei ama la letteratura, ama errare con la mente grazie a quelle parole. E la vergogna è talmente alta, che decide di passare la vita in carcere piuttosto che ammettere il suo analfabetismo.
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Questo film mette in luce più concetti, che vengono approfonditi nelle scene finali. Innanzitutto ci viene data la possibilità di studiare la vergogna. Un sentimento che di solito viviamo per pochi minuti, una cosa che è passeggera. Magari ci vergognamo perchè in un certo contesto non ci sentiamo a nostro agio, ma poi ci distriamo e non proviamo più quel "fastidio". Anna, invece, vive la vergogna quotidianamente. Si vergogna di non saper leggere, di non sapere scrivere. Eppure lei ama la letteratura, ama errare con la mente grazie a quelle parole. E la vergogna è talmente alta, che decide di passare la vita in carcere piuttosto che ammettere il suo analfabetismo. Aveva paura di essere criticata? Perchè non ha deciso di studiare, visto questa sua vergogna? Cos è che la spinge a rinunciare alla libertà piuttosto che confessare la sua incapacità di scrivere, firmare?
Quando si trova in carcere, sola e triste, riceve le cassette audio del "ragazzo". E diventano il suo unico appiglio alla vita. Ma dopo quell'incontro tra lei e il ragazzo una settimana prima del suo rilascio al mondo, qualcosa si spezza definitivamente. Un incontro gelido, dove lei aveva cercato un contatto e dove invece lui si è mostrato una roccia, un muro perchè non è stato capace di perdonarla per i crimini commessi contro gli ebrei. Ma la verità è che lui la amava profondamente. E per anni e anni ha continuato a sperare che il carcere la purificasse. Ma l'incontro un po' lo delude e Anna lo sente, sente di aver esaurito le forze per restare in vita a combattere, si sente macchiata e così si toglie la vita. Si impicca fra i suoi libri e chissà se in cielo non diventerà "la donna con il cagnolino" che tanto amava leggere.
Un film che mette in luce anche il tema della morale, della giustizia. Durante il processo per esempio, il ragazzo sapeva bene che confessando che Anna era analfabeta avrebbe cambiato le carte in tavola e diminuito probabilmente gli anni di prigionia. Ma dentro di sè lui voleva condannarla, voleva punirla per aver collaborato alla macchina della morte. Ha voluto proteggere la volontà di Anna di tenere nascosto l'analfabetismo e di contenere la vergogna, ma allo stesso tempo ha giudicato, si è preso la responsabilità di scegliere una soluzione che era ingiusta e giusta allo stesso tempo. Sarebbe dovuta andare in carcere per i crimini ma non così tanto tempo perchè non così responsabile. Quindi il film ci fa rivivere quelle emozioni difficili del ragazzo, quella difficoltà di scegliere la cosa che si reputa migliore.
E infine la bambina ebrea, figlia della superstite, autrice di un libro rivelatore. Una donna divenuta consapevole e saggia troppo presto e capace di nascondere ogni tipo di emozione. Severa e combattiva perchè quello accaduto nei campi sia testimonianza e che non accada più. Bellissimo quando dice "non si può usare i campi come lezione di vita, perchè non è così". La sua forza è da esempio, la sua fermezza anche. Grande coraggio, grande saggezza, grande sofferenza.
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__jb__
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domenica 7 ottobre 2012
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bah
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Cioè, un pastrocchietto inverosimile tra il soft e l'hard che scimmiotta The Innocent e il Delta di Venere dove, almeno, le scene erotiche erano insite nella tipologia del film, non servivano cioè solo a renderlo appetibile a un pubblico di critici guardoni.
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queen251
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domenica 5 agosto 2012
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the reader
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È vero che ricorda l'accavallarsi degli scenari di The Hours, ma se ne allontana subito a vele spiegate sospinto dalla drammaticità degli eventi. La protagonista femminile, Kate Winslet, accentra ancora una volta su di sè tutti gli sguardi. Questa, a parer mio, è un'attrice che farà epoca. Rigorosa l'interpretazione di David Kross, e a mio parere piuttosto scialba quella di Ralph Fiennes. Sthepen Daldry, che mi piacque moltissimo in Billy Elliot, stavolta non sono riuscita a capirlo del tutto. In The Reader è chiaro, le atrocità naziste non c'entrano per niente. E allora, mi chiedo, quale latebra dell'animo umano ha voluto scandagliare?
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nerazzurro
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giovedì 19 aprile 2012
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un dramma che lascia una grande tristezza
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Finalmente premiata con l'oscar K. Winslet dà alla sua interpretazione drammatica la perfezzione. Può scandalizzare l'alto contenuto erotico ma vi assicuro che senza di esso non sarebbe stata la stessa cosa. Consiglio la visione
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liuk�
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mercoledì 1 febbraio 2012
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introspettivo
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Film non semplice da decifrare, magistralmente interpretato da entrambi i protagonisti e con una regia sopra le righe, mai scontata.
L'ambiguità della Winslet e l'ingenuità di Fiennes sono i cardini di una pellicola scottante, basata su un amore tanto impossibile quanto duraturo e forte, una di quelle opere che rimangono nel tempo e non di dimenticano dopo qualche ora dalla visione.
Assolutamente da vedere.
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francesca
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sabato 28 gennaio 2012
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una diversa prospettiva di analisi
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Ho trovato il film bello per tutti gli aspetti che di consuetudine si prendono in esame: recitazione, scenografia, fotografia, regia, etc. Tuttavia la cosa che mi ha assolutamente meravigliato è la prospettiva diversa da cui si prende visione di un dramma come l'olocausto e cioè quella vista dalla parte del cattivo, del seviziatore. Mi sono spesso chiesta come eventi quali l'olocausto o le leggi razziali in Italia, con le conseguenti deportazioni, siano potuti avvenire nell'indifferenza di tutti, compresi i miei genitori, poi divenuti ottimi cittadini. Il film ci dà una chiara risposta e spiega come l'ignoranza, la mancata "alfabetizzazione, la non cultura siano in grado di rendere ciechi i protagonisti e indurli a vivere e giustificare un quotidiano di apparente tranquillità.
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Ho trovato il film bello per tutti gli aspetti che di consuetudine si prendono in esame: recitazione, scenografia, fotografia, regia, etc. Tuttavia la cosa che mi ha assolutamente meravigliato è la prospettiva diversa da cui si prende visione di un dramma come l'olocausto e cioè quella vista dalla parte del cattivo, del seviziatore. Mi sono spesso chiesta come eventi quali l'olocausto o le leggi razziali in Italia, con le conseguenti deportazioni, siano potuti avvenire nell'indifferenza di tutti, compresi i miei genitori, poi divenuti ottimi cittadini. Il film ci dà una chiara risposta e spiega come l'ignoranza, la mancata "alfabetizzazione, la non cultura siano in grado di rendere ciechi i protagonisti e indurli a vivere e giustificare un quotidiano di apparente tranquillità. Questo ci pone inquietanti interrogativi sulla realtà attuale, dove forse l'alfabetizzazione delle masse non è più un problema, ma questioni quali la cultura, la conoscenza della storia che ci ha prodotti è stata sacrificata sull'altare della fiction permanente, del quotidiano vissuto guardando orizzonti virtuali, dove per quadrare i bilanci dello stato si taglia sulla scuola. Hanna non è giustificabile ma questo film ci aiuta a comprendere come lei assieme ai milioni di tedeschi del suo tempo, pur non essendo mostri, siano stati protagonisti attivi ed indifferenti di un dramma collettivo. Possiamo escludere che ciò non avvenga mai più?
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lalli
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venerdì 27 gennaio 2012
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da vedere
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un bellissimo film con una Winslet eccezionale.
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