Appaloosa

Film 2008 | Western 116 min.

Anno2008
GenereWestern
ProduzioneUSA
Durata116 minuti
Regia diEd Harris
AttoriViggo Mortensen, Renée Zellweger, Jeremy Irons, Ed Harris, Lance Henriksen, Timothy Spall Tom Bower, James Gammon, Ariadna Gil, Robert Jauregui, Timothy V. Murphy, Luce Rains, James Tarwater, Boyd Kestner, Gabriel Marantz, Benjamin Rosenshein, Cerris Morgan-Moyer, Erik J. Bockemeier.
Uscitavenerdì 16 gennaio 2009
TagDa vedere 2008
Distribuzione01 Distribution
MYmonetro 3,72 su 79 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Ed Harris. Un film Da vedere 2008 con Viggo Mortensen, Renée Zellweger, Jeremy Irons, Ed Harris, Lance Henriksen, Timothy Spall. Cast completo Genere Western - USA, 2008, durata 116 minuti. Uscita cinema venerdì 16 gennaio 2009 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 3,72 su 79 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia dello sceriffo Virgil Cole e del suo vice Everett Hitch, che si sono fatti la fama di pacificatori nelle città senza legge sorte nelle terre selvagge del vecchio West. In Italia al Box Office Appaloosa ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 272 mila euro e 90 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato assolutamente sì!
3,72/5
MYMOVIES 3,75
CRITICA 3,63
PUBBLICO 2,93
CONSIGLIATO SÌ
Ed Harris si inventa l'avamposto di un (aggiornato) sogno epico, frequentato da uomini veri, da gente che non spara alle spalle.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 26 ottobre 2008
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 26 ottobre 2008

Virgil Cole e Everett Hitch cavalcano insieme nelle terre selvagge, riportando l'ordine nelle città vessate dai fuorilegge. Cole è un self made man scontroso e riservato, Hitch, soldato congedato addestrato a West Point, è il vice di poche parole e lunghi sguardi. La loro meta è Appaloosa, una piccola cittadina nel New Mexico disarmata dal temibile Randall Bragg, ranchero col vizio del Winchester e dello scontro a fuoco. Dopo l'assassinio dello sceriffo di Appaloosa, Cole e Hitch vengono ingaggiati per difendere la città e assicurare il colpevole Bragg alla giustizia ma l'arrivo in stazione della smaliziata signorina French, appassionata frequentatrice di maschi dominanti, abbindolerà eroi e villain, alterando gli equilibri dietro la tastiera di un pianoforte e dentro le lenzuola.
Il western di Ed Harris dimostra chiaramente che c'è ancora spazio per chi voglia rileggere un genere che fa i conti con i miti ricevuti dalla tradizione e riaggiornati attraverso la mediazione dell'industria dello spettacolo. Sopravvissuto in qualche maniera negli ultimi vent'anni e splendidamente rilanciato (in America) dal serial Deadwood, il genere western ha smesso di essere demodè e cavalca di nuovo verso l'Eden originario per conquistare la Frontiera e piegare il futuro alla propria volontà.
Ispirato dal romanzo omonimo di Robert B. Parker, Appaloosa è l'avventura di due eroi che proteggono la comunità dai fuorilegge e dalle pulsioni disgregatrici che sorgono al suo interno. Cole e Hitch sono cowboy sul dorso di un cavallo, centauri custodi e giustizieri dei violenti contro il prossimo, che infondono onore ed esempio di giustizia in un mondo ingiusto. Usando parole e pallottole con eguale efficacia e cura, sceriffo e vice sono personaggi di grande carattere e non poche sfumature, che devono affrontare agguati, attacchi indiani, scontri a fuoco coi fuorilegge e a parole con la magnifica preda-lady, dentro l'ipertrofia degli spazi e sotto il grande cielo.
Ed Harris, rughe autentiche e anima romantica, infarcisce Appaloosa di rinvii sotterranei, metafilmici o espliciti del western-spaghetti, sia pure filtrati attraverso Eastwood, Costner e Walter Hill. Seminando omaggi ai registi che ama, Sergio Leone in primis, il regista tiene strette le redini e gioca con la scala dei campi e dei piani: dai campi lunghissimi al campo medio, dalla figura intera al primo piano, richiamando l'attenzione dello spettatore sul mondo fisico intorno ai personaggi o concentrandolo sulla psiche del personaggio evocato nel quadro. Cole e Hitch, sistemati "di quinta" a chiudere un lato dell'inquadratura e a permettere al nostro sguardo di scivolare in profondità verso la magnificenza degli spazi selvaggi, sono cavalieri solitari che entrano in città, la pacificano, la educano alla legalità e poi l'abbandonano. Appaloosa segnerà la perdita di una relazione definita e l'insediamento dello sceriffo nella città e in un contesto privato (la casa in costruzione). Nonostante le (sotto)tracce omoerotiche, a produrre il colpo di scena sarà una donna, apparizione divistica e agente del disordine travestita di grazia, merletti e tramonti. L'elemento femmineo, rimosso ai margini del quadro dal mito fondativo della Frontiera, farà il suo ingresso lirico in Appaloosa come la Cardinale in C'era una volta il West, diventando presenza perturbante ma sempre ironica, che non trascina più gli uomini sull'abisso della loro sessualità. Miss Allison French è un personaggio da interni che non disdegna un bagno in esterni. È una donna sola ma per nulla in balia degli eventi, decisa a insediarsi nel cuore di un uomo e in una dimensione casalinga, dove cucinare, suonare il piano, preparare il the e fare l'amore.
L'Hitch di Mortensen, vice dal cuore d'oro e dalla morale ineccepibile, è invece l'uomo del confine. Parla sulla soglia della prigione della Contea, indugia su quella del saloon, indeciso sull'ingresso a cui lo invita Cole, già dentro, già inserito. Regolati i conti col villain di Irons, anche lui integrato nel sistema, e offerta una chance allo sceriffo innamorato, dovrà ripartire "cavalcando lentamente verso ovest". Harris si inventa l'avamposto di un (aggiornato) sogno epico, dominando con fermezza un cast perfetto e funzionale dove, insieme alla sua, brilla la stella del vice Mortensen. Si inventa un film da uomini veri, da gente che non spara alle spalle.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 21 aprile 2009
gabriella

Quando si recita con lo sguardo, quando si riducono i dialoghi all'essenziale e i movimenti lenti dei protagonisti sono ripresi in primi piani perfetti, quando a recitare c'è un cast di tutto rispetto, aggiungiamoci pure una colonna sonora azzeccata, ecco che si ottiene un risultato eccellente. I grandi spazi di frontiera, il cattivo di turno, lo sceriffo e il vice, uomini rudi, di poche parole, specie [...] Vai alla recensione »

mercoledì 19 gennaio 2011
Dado1987

Film moderno con uomini d'altri tempi. La storia di un'amicizia profonda, tra due cowboys, ottimi tiratori, contro il cattivo di turno (Irons), e con la bella ma lasciva Reneè. E' un western a tutti gli effetti, prende spunto da Leone, con le sue pause di riflessione, che a tratti lo rendono un po' lento, ma che servono ad accentuare gli stati d'animo dei personaggi.

venerdì 27 agosto 2010
Marco Glerean

Virgil Cole (Harris) si preoccupa di mantenere l’ordine e la legalità e lo fa di mestiere. Si sposta da una città all’altra e si fa nominare sceriffo. E’ un uomo duro, dice sempre quello che pensa e fa sempre quello che dice, segue le leggi d’onore dei pistoleri senza dimenticarsi della stella di latta che porta.

lunedì 19 maggio 2014
DOMENICO RIZZI

Se in un altro film dal titolo quasi identico ("The Appaloosa", regia di Sydney J. Furie, 1966: titolo italiano "A Sud-Ovest di Sonora") il protagonista (Marlon Brando) faceva il diavolo a quattro per recuperare un cavallo, in questo "Appaloosa"(il titolo si riferisce questa volta ad una cittadina del New Mexico) per la regia d Ed Harris, produzione USA 2008, Viggo [...] Vai alla recensione »

martedì 8 novembre 2011
Filippo Catani

Due uomini cavalcano inseparabili da città in città alla ricerca di qualcuno che li ingaggi per ripristinare l'ordine. Arrivati ad Appaloosa nel New Mexico se la dovranno vedere con un pericoloso criminale reo di aver eliminato lo sceriffo precedente. A intaccare gli equilibri della coppia ci si metterà anche l'arrivo di una giovane donna in città.

lunedì 4 luglio 2016
Adler

E' un film più che discreto. Mortensen e Harris svolgono una parte difficile. Uso questo aggettivo poichè la tematica dei due "compari" nel genere western rischia spesso di cadere in banalita' strutturali o peggio ancora in un mancato approfondimento dei caratteri dei personaggi. Questo NON e' il caso del film in oggetto. Mortensen svolge un roulo di autorevole gregario -lo si apprezza nel primo [...] Vai alla recensione »

martedì 18 gennaio 2011
Emilio58

Ho visto stasera il film su Raitre: grande western di impostazione classica, con attori non bravi, ma superbi, in particolare Harris e Mortensen. I paesaggi sono ampi , come il genere esige. In più, come segno della modernità, ci sono dialoghi e momenti volutamente lenti, e quasi crepuscolari, quando si vuole sottolineare l'elemento psicologico e non quello spettacolare.

martedì 25 agosto 2015
Great Steven

APPALOOSA (USA, 2008) diretto da ED HARRIS. Interpretato da ED HARRIS, VIGGO MORTENSEN, RENEE ZELLWEGER, JEREMY IRONS, TIMOTHY SPALL New Mexico, 1882: Virgil Cole, un self made man scontroso e riservato, e Everett Hitch, soldato congedato addestrato a West Point, cavalcano insieme nelle terre selvagge del Far West, riportando l’ordine e la sicurezza nelle città oppresse dai fuorilegge. [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 agosto 2015
floyd80

 Un bellissimo western, secco, classico, senza sforature. Bravissimi gli attori (Irons su tutti) e bellissima la fotografia...forse le musiche potevano essere realizzate meglio, non mi sono sembrate ispirate...ma è l'unico neo in una pellicola che si fa apprezzare. Applausi!

domenica 15 novembre 2009
ultimoboyscout

Per un genere profondamente in crisi (nessuno fa più western), ne esce uno ed è persino bello...che chiedere di più? Gran personaggio Harris, buona spalla Mortensen, ritmo compassato ma piacevole. Harris mostra di meritare parecchio, cura anche la regia e canta una canzone della colonna sonora (sarò di parte ma è bella pure la canzone!!). Un buon film...da uomini veri!!!

mercoledì 8 dicembre 2010
nick castle

Per anni si è cercato di far tornare alla ribalta il genere western. Finiti gli anni settanta, il western infatti sembrava aver iniziato l'ascesa, e lodevoli furono i tentativi degli anni novanta di attrarre di nuovo il pubblico rimescolando gli elementi base del genere e apportando dove le storie lo permettevano un po' di originalità.

martedì 25 gennaio 2011
TheMichTemp

martedì 18 gennaio 2011
agnalb

Da esperto in fotografia, ho apprezzato molto quanto ci è sttao fatto vedere. Mi sono piaciute le musiche ed a proposito vorrei, per cortesia, sapere quale autore ha composto la musica di coda, quale artista sta cantando il brano. Grazie

domenica 7 giugno 2009
Vittorio

Film godibile, ma molto pesante e lento.....Premetto che non amo molto il genere però anche questo non ha portato nulla di nuovo...... Complessivamente da vederes se proprio non si ha di meglio da fare!!

domenica 15 novembre 2009
Liuk

Trama classica da western, niente di nuovo da quel punto di vista. Non c'è grande emozione, poco pathos o scene cult, è tutto mediamente sufficiente. Attori bravi ma nessuna interpretazione da oscar. Cosa rimane di questo Appaloosa? un piccolo dettaglio, la stupidità dei personaggi. Buoni e cattivi sono tutti dei totali deficienti. E questo è un punto a favore della pellicola, perchè ritrae con molto [...] Vai alla recensione »

domenica 24 gennaio 2010
Francesco2

Di qua:due personaggi legati da una solida amicizia col ruolo di tutori dell'ordine.Di là:il cattivo di messo nei guai dal pivellino di turno(Da che pulpito!)che alla fine viene condannato anzi no, per motivi non ben capiti, ma che alla fine muore.In mezzo:un personaggio(L'ha già scritto qualcuno sul forum)né santa né puttana, a metà(Ma vale la pena di criticare la Zellweger?).

giovedì 4 febbraio 2010
LUCIDO71

Filn che parte subito bene, vecchia maniera, fra pistoleri & promesse, saloon & bellezze.. x poi perdersi in una lentezza desertica che non si riprende nemmeno nel finale. Se amate il genere, ammirate QUEL TRENO X YUMA (remake) che è molto meglio.

Frasi
Hai paura di morire? No.
Bene perché sarai il primo.
Una frase di Virgil Cole (Ed Harris)
dal film Appaloosa - a cura di Vicky
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Marco Giusti
Il Manifesto

L'anno scorso si sono cimentati Russell Crowe e Brad Pitt. Ora arriva «Appaloosa», con Viggo Mortensen e Ed Harris (che ne è anche il regista). Due sceriffi sulle tracce della grande coppia Newman-Redford di «Butch Cassidy». on incassano quanto sperato? Costano troppo? Sono un po' fuori moda? Ep pure, ogni anno si ripete il loro eterno ritorno. Ormai l'abbiamo capito.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Che cos'è un amico? Un amico è uno che respinge la tua donna anche se gli si getta fra le braccia. Un amico è uno che ti guarda le spalle e ti resta accanto in ogni circostanza. Ma soprattutto «un amico è qualcuno che ha abbastanza coraggio da dirti la verità anche quando non la vuoi sentire». Parola di Everett Hitch (alias Viggo Mortensen), un nome secco e sferzante come una pistolettata.

Maurizio Cabona
Il Giornale

L'apogeo dei western fu tra la metà anni Quaranta e i primi anni Sessanta, un quarto di secolo quando a scriverli erano gli autori anche dei noir o dei polizieschi, come per esempio Elmore Leonard. Ed Harris, che lo sa, ha scelto per soggettista del suo Appaloosa Robert Parker, il continuatore di Poodle Springs di Raymond Chandler. E sono proprio i dialoghi alla maniera di Chandler il punto di forza [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Una ventata d'aria fresca e un soprassalto del cuore. Ci voleva «Appaloosa» per farci viaggiare a ritroso nel tempo e tornare a quando gli schermi sapevano incendiare la fantasia. La magia si produce grazie al talento e alla passione di Ed Harris, superattore già cimentatosi con la regia («Pollock»), che traspone nel nitore anticato della fotografia di Dean Semler l'omonimo romanzo ambientato nel Far [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Virgil ed Everett, due pistoleri al servizio della legge. Il capo e il suo vice, nell'ordine, senza che mai uno screzio possa mettere in crisi il loro lungo sodalizio. Appaloosa, diretto da Ed Harris (anche interprete, nei panni di Virgil-dalla-mira-infallibile, mentre Everett ha il volto di Viggo Mortensen) segue i due mentre prendono servizio nell'omonima cittadina del West, ingaggiati per porre [...] Vai alla recensione »

Jean-Luc Douin
Le Monde

"Appaloosa" : de manière décalée, Ed Harris décline les codes du western C'est un western, situé en 1882, dans une ville fictive du Nouveau-Mexique, Appaloosa. La région est terrorisée par le chef d'une bande de brutes patibulaires, assassins et violeurs. Randall Bragg, ce cynique (Jeremy Irons), vient d'éliminer le shérif local venu chez lui faire justice, sans le moindre état d'âme.

Peter Travers
Rolling Stone

Ed Harris rides tall in the saddle as director, co-writer, co-producer and star of this terrific Western, a potently acted powerhouse that sticks in the mind and the heart. The source material is a 2005 book by Robert B. Parker, best known for his Spenser crime novels. Harris is best known for being a reliably superb actor (four Oscar nominations) and for scoring an acclaimed 2000 debut as a director [...] Vai alla recensione »

A. O. Scott
The New York Times

There are some recent movie westerns — “The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford” was last year's notable example — that self-consciously address the mythology of the Old West, using the familiar features of the genre to map new territory on the borderland between history and legend. Like the expensive, prestigious A-westerns of the postwar era, these movies explicitly take up big [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Una coppia di maschi pistoleri di rara abilità, una donna vedova e affascinante, un paesino di polvere, saloon e spari nel West del 1880. Dove le donne sole sono tutte puttane - come farebbero a sopravvivere sennò? - e sparare non è solo questione di mira o di abilità ma di sentimenti: se ti fai prendere troppo dal cuore finisci sicuro morto ammazzato.

Davide Turrini
Liberazione

Per far capire che tipo di western è Appaloosa , bisogna partire da un fermo immagine, ovviamente nostro ed arbitrario. Pigiamo il tasto della pausa proprio quando Viggo Mortensen (alias il vicesceriffo Everett Hitch) si mette in posa, amabilmente di profilo, gagà ottocentesco, mustacchio e pizzetto al vento, per sfidare a duello, sul finire del film, Jeremy Irons (ovvero l'odioso mandriano Randall [...] Vai alla recensione »

Kenneth Turan
The Los Angeles Times

No sound lightens a moviegoer's heart more than pounding hoofbeats heard before the opening credits. A western is about to begin, and, if everything goes right, nothing can be better than that. "Appaloosa," the latest film to start with that familiar sound, has done much right, but not everything. Based on a novel by Robert B. Parker, its story -- of how a woman comes between two men in the New Mexico [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
mercoledì 31 dicembre 2008
Chiara Renda

L'epica di Australia e Appaloosa A gennaio inoltrato si ricomincia a pieno ritmo con alcuni dei titoli più attesi di tutta la stagione, e dei quali si parla ormai da mesi: blockbuster come Australia, il ritorno di Baz Luhrmann, Appaloosa e Viaggio al [...]

CELEBRITIES
martedì 28 ottobre 2008
Gabriele Niola

Viggo, l'attore senza metodo Ce ne sono stati di "incontri d'autore" qui al Festival del Film di Roma ma nessuno degli ospiti invitati a parlare del proprio lavoro con il pubblico pagante aveva voluto iniziare come ha fatto Viggo Mortensen, il quale [...]

CELEBRITIES
lunedì 20 ottobre 2008
Marlen Vazzoler

I miei primi 50 anni Ormai cinquantenne, Viggo Mortensen ammette "Ho cominciato a notare, sto rallentando un po'. Ci sono molte volte che mi viene da dire, «Se devo solo dormire tre ore di sonno, tanto vale che stia in piedi tutta la notte».

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