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C'era una volta il West
Un film di Sergio Leone.
Con Charles Bronson, Henry Fonda, Claudia Cardinale, Jason Robards, Gabriele Ferzetti.
continua»
Western,
Ratings: Kids+13,
durata 167 min.
- Italia 1968.
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Cinque personaggi si affrontano intorno a una sorgente d'acqua: Morton (G. Ferzetti), magnate delle ferrovie, che ha bisogno dell'acqua per le sue locomotive e che fa eliminare i proprietari legittimi, i McBain, dal suo feroce sicario Frank (H. Fonda); Jill (C. Cardinale), ex prostituta, da poco moglie-vedova di un McBain; il bandito Cheyenne (J. Robards), accusato della strage dei McBain; l'innominato dall'armonica (C. Bronson) che vuole vendicare il fratello (F. Wolff), assassinato in condizioni atroci da Frank con i suoi sgherri. Su un soggetto scritto dal regista con Dario Argento e Bernardo Bertolucci e sceneggiato con Sergio Donati, è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 (Fonda) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di John Ford. In un film ricco di trasgressioni, Leone dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in Sam Peckinpah. |
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premi nomination |
David di Donatello 1 0 |
Nostalgico
sabato 13 ottobre 2001
di Nino Mavi
primo della trilogia leoniana della nuova frontiera, è un film nostalgico e romantico, pieno di riferimenti ai western del passato e della memoria: da Mezzogiorno di fuoco a Il cavaliere della valle solitaria,Johnny Guitar,Quel treno per Yuma,I Comanceros,L'uomo che uccise Liberty Valance,Il cavallo d'acciaio,Duello al sole. Leone vuole rendere un omaggio all'America che ha sognato da bambino, più di un film è un atto d'amore. Il film, assolutamente innovativo nelle tecniche di montaggio e supportato continua » |
Tristezza.
venerdì 7 settembre 2001
di Rosso Werner
Quando leggo recensioni come quella di Farinotti,capisco quanto sia ignorante.Il film in questione,non solo è uno spettacolo di insuperaqbile bellezza e metafora,ma è l'opera di un artista maturato,Leone,un film,queswto,studiato nelle scoule per efficacia dell'abbinamento immagini-musica.E che dire delle meravigliose melodie di Morricone? Come dice Leone stesso,lo spettacolo viene per primo in importanza,la filosofia,politica o religione,benchè importantissime,in un film devono venire dopo.E' così:caproni continua » |
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La fine del mito
lunedì 21 febbraio 2005
di Dusk
Epocale, malinconico, dilatato. Con "C'era una volta il West" Leone cambia registro, toni narrativi e filosofia estetica rispetto alla trilogia del dollaro e sceglie di trasmetterci tutta la disillusione e il disincanto di un'epoca che tramonta. La forza del film sta essenzialmente in due componenti: la regia, che è lenta, maestosa, filodrammatica ma mai eccessiva; ed i personaggi, dotati di un profilo psicologico tanto convincente da lasciare lo spettatore senza fiato. Armonica (Charles Bronson) continua » |
L'irraggiungibile west
martedì 30 maggio 2006
di BarracudaJoe
Nel "Bel Paese" un opera,una qualsiasi opera,letteraria,pittorica o cinematografica per essere apprezzata ha bisogno che passino i canonici quarant'anni. E' il caso di "C'era una volta il West" che oggi viene studiato nelle scuole del cinema e che quando uscì suscitò critiche non certo benevole verso il grande maestro Sergio Leone.Il maestro ha "chiuso sottovuoto" uno spaccato dei bei tempi del West,quando contavano,solo ardore,pistole,rigorosamente Colt e dollari e lo ha consegnato ai posteri continua » |
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| Cheyenne (Jason Robart) e Armonica (Charles Bronson) | |
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Armonica:Sai contare fino a due? Cheyenne: (Dopo aver fatto rullare il tamburo della pistola) Anche fino a sei! |
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| Jill (Claudia Cardinale) e il locandiere (Lionel Stander) | |
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Cosa posso fare per voi, signora? Vorrei avere dell'acqua, se non vi dispiace. Acqua? Oh... Vedete, qui è dal tempo del diluvio universale che nessuno ha voluto più saperne dell'acqua. |
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| L'uomo d'affari Morton (Gabriele Ferzetti) e Frank (Henry Fonda), che si è seduto alla sua scrivania | |
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Cosa si prova a stare seduto lì dietro, Frank? È come stringere una pistola: solo molto, molto più in grande. |
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Altre frasi celebri del film C'era una volta il West
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DVD | C'era una volta il WestUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 21 novembre 2007
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SOUNDTRACK | C'era una volta il WestLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 11 novembre 2005
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INTERVISTE | A diciotto anni da Vittime di guerra il regista torna a mettere in scena una violenza carnale sullo sfondo della guerra.L'espiazione di brian de palma
venerdì 31 agosto 2007 - Tirza Bonifazi Tognazzi
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di Alessandra Mammi L’Espresso
Sergio Leone ha già composto la trilogia dei dollaro quando affresca indelebilmente con C’era una volta il West la scomparsa dei vecchi miti, nello scenario più classico dei western: la Monument Valley immortalata da John Ford. Il West è ormai civilizzato, Morton, cinico re delle ferrovie (Gabriele Ferzetti), assolda il killer Frank (Henry Fonda) per impadronirsi anche dei terreni su cui passeranno i binari che collegheranno l’Atlantico al Pacifico. La terra è della ex prostituta Jill, Claudia Cardinale. » |
di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
L’ultima delusione ci viene da Sergio Leone, il quale ci aveva fatto sperare in un film trionfale, a riscatto di un’annata assai grigia che potèva compensarci di tanti esperimenti, di così repellenti mercati sessuologici con un tuffo gaudioso nella gloria del western. Invece no, invece solo scaglie d’un ingegno che almeno in questo genere sembra prossimo a esaurirsi. Non che C’era una volta il West sia un film da buttar via, perché chi, come Leone, sa tenere il suo pubblico per oltre tre ore (magari appisolato) mostra di avere ancora un polso ben fermo; però manca la freschezza dell’ispir& zione, mancano i punti esclamativi, e la materia fin troppo elaborata si piega su se stessa sotto il peso di echi innumerevoli, se non proprio di citazioni dai classici. » |
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di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Eccoci al quarto western di Sergio Leone, dopo Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo. Quei tre film, ma soprattutto il primo, segnarono in modo addirittura clamoroso, la riuscita del western all’italiana e ottennero successo dovunque, imponendosi all’attenzione anche delle platee più provvedute: per un rigore di tecnica e di stile che via via si faceva sempre più meditato ed attento. Questa volta lo stile è anche più studiato, persino più nobile, i risultati, però, nonostante un intreccio più congegnato e di largo respiro, sono di un’efficacia forse meno viva e immediata. » |
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
C’era una volta il West: poi arrivò Bob Robertson e l’antico panorama cambiò di colpo. Accadde una domenica a Firenze, nell’autunno del 1964, quando Per un pugno di dollari incassò a sorpresa una cifra che i tecnici definirono abnorme. Sono passati solo quattro anni: Sergio Leone, che da tempo ha ripreso il suo vero nome, è sempre il regista italiano di maggior prestigio commerciale. Puntuale all’appuntamento natalizio, ecco il suo quarto western, che forse sarà l’ultimo, perché da tempo l’autore ha maturato altre ambizioni, Il buono, il brutto e il cattivo sono stavolta Charles Bronson, Jason Robards e Henry Fonda. » |
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