Io e Beethoven

Film 2006 | Drammatico +13 104 min.

Titolo originaleCopying Beethoven
Anno2006
GenereDrammatico
ProduzioneUSA, Germania
Durata104 minuti
Regia diAgnieszka Holland
AttoriEd Harris, Diane Kruger, Matthew Goode, Ralph Riach, Joe Anderson, Bill Stewart .
Uscitavenerdì 15 giugno 2007
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,32 su 28 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Agnieszka Holland. Un film con Ed Harris, Diane Kruger, Matthew Goode, Ralph Riach, Joe Anderson, Bill Stewart. Titolo originale: Copying Beethoven. Genere Drammatico - USA, Germania, 2006, durata 104 minuti. Uscita cinema venerdì 15 giugno 2007Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,32 su 28 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Firmato dalla polacca Agnieszka Holland, che già si era dedicata a tracciare biografie di artisti eccellenti, parla degli ultimi anni della vita di Beethoven, fino alla sua solitaria e prematura morte avvenuta nel 1827. In Italia al Box Office Io e Beethoven ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 172 mila euro e 76 mila euro nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,32/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 1,50
PUBBLICO 2,73
CONSIGLIATO NÌ
Un omaggio alla genialità di Beethoven, ma in maniera spesso sterile e quasi superficiale.
Recensione di Letizia della Luna
Recensione di Letizia della Luna

Nel 1824 Ludwig van Beethoven è già quasi del tutto afflitto da sordità. Sta finendo di comporre quella che è rimasta probabilmente la sua opera magna: la Nona Sinfonia. A fargli da copista per scrivere sul pentagramma la partitura viene mandata una giovane allieva di composizione del conservatorio di Vienna, Anna Holtz. Il genio e la sregolatezza di un Beethoven ormai reso ancora più bruto e scontroso dal peggiore dei mali per un compositore porta i due a un rapporto difficile e tormentato, ma la dedizione, e la consapevolezza musicale, con cui la ragazza si dedica al grande maestro farà sì che il loro legame diventi un'affinità elettiva ricca di empatia e di crescita non solo artistica ma anche esistenziale.
Io e Beethoven, firmato dalla polacca Agnieszka Holland, che già si era dedicata a tracciare biografie di artisti eccellenti come quelle di Rimbaud e Verlaine in Poeti dall'inferno, parla degli ultimi anni della vita di Beethoven, fino alla sua solitaria e prematura morte avvenuta nel 1827. Un film artificioso e spesso artefatto in cui, per trasportare su grande schermo la maestosità della musica beethoveniana, si è scelto un registro stilistico altrettanto pomposo e sovrabbondante, a discapito di una semplicità e di una naturalezza che forse avrebbero potuto regalare alla pellicola una maggior spontaneità. Con una fotografia pastosa e eccessivamente satura, con colori che sempre virano verso un bianco azzurro quasi surreale e impressionista, la pellicola non riesce ad emozionare e a coinvolgere, salvo quando la musica di per sé, nella sua magnificenza d'essenza, riesce a fare da sola tutto il lavoro. Uno sguardo palesemente compiaciuto ma mai partecipato, un linguaggio calligrafico e bizantino rendono il film sì un omaggio alla genialità di Beethoven, ma in maniera spesso sterile e quasi superficiale. Ed Harris, irriconoscibile senza occhiali e con capelli lunghi, interpreta il grande compositore stando quasi sempre sopra le righe mentre Diane Kruger, che sceglie invece di recitare in levare, sembra più adeguata nel ruolo della discepola adulante.

Sei d'accordo con Letizia della Luna?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Bisogna sempre diffidare delle biografie dei grandi musicisti: 9 volte su 10 vivono di stereotipi e di tic (si salva Un grande amore di Beethoven , 1936, di Abel Gance). Sceneggiato da Christopher Wilkinson ( Ali , Nixon ), il film della polacca Holland si concentra sul 1824 quando, in febbraio, Beethoven finì di comporre la Nona Sinfonia, e punta su una coprotagonista femminile, Anna Holtz, personaggio di fantasia, assoldata come copista. È la storia del loro tempestoso rapporto. Erano 2 scelte che potevano dare qualche frutto, ma sono state sciupate. Se si toglie la prima mezz'ora, ne è uscito un film nocivo a tempo pieno, ricco di banalità in quantità industriale. Truccato a dovere e ingrassato di 20 kg, Harris è plausibile e convincente fin dove il copione glielo permette e la Kruger non è soltanto bella.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 29 maggio 2011
mondolariano

E’ sempre interessante osservare da vicino la vita dei grandi personaggi artistici, a patto però di non prendere come oro colato ciò che viene proposto. Beethoven in tarda età non aveva alcuna donna e non vedo perché bisogna immaginare cosa sarebbe successo se l’avesse avuta. Inoltre si eccede nella rozzezza, specie in certe scene quali il modellino del ponte, le nudità e l’esecuzione della musica [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 giugno 2010
Movie response

Un film piacevole anche se storicamente poco credibile. Se lo intendiamo come un film dalla trama surreale, è sicuramente una pellicola di pregio. Ed Harris riesce bene a caratterizzare e riprodurre il carattere e gli atteggiamenti di un personaggio della musica, consapevole della sua grandezza. La giovane Anna Holtz è in grado di dar testa alla rude e a volte minacciosa irruenza di Beethoven. [...] Vai alla recensione »

Frasi
A volte Dio sussurra all'orecchio degli uomini, al mio URLA, ed è per questo che sono sordo
Una frase di Ludwig van Beethoven (Ed Harris)
dal film Io e Beethoven - a cura di barbara
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Una bella ragazza di ottima famiglia, bionda, pudica, ordinata, promessa a un giovane e insipido ingegnere, arriva in casa di una specie di vecchio orso sordo che vive nel disordine e nella solitudine, suonando e componendo appeso al suo cornetto acustico. Trattandosi dell'irascibile Ludwig van Beethoven, come dichiara onestamente il titolo, lo scontro è scontato.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Le biografie dei geni son sempre gatte da pelare. Tantopiù se il genio è Beethoven: il tardo Ludwig van, sordo, lunatico e perennemente di cattivo umore. Siamo nel 1824 e il compositore ha completato la Nona; ma, alla vigilia della "prima", la partitura non è ancora pronta. Così, il suo editore trova una copista di buona volontà, Anna Holtz, diligente, bella (la Elena di "Troy") nonché incondizionata [...] Vai alla recensione »

Antonello Catacchio
Il Manifesto

Tentare di rappresentare il fascino astratto della musica è operazione complessa. Spiegarla poi è praticamente impossibile. Eppure è questa la strada scelta da Agnieszka Holland per Io e Beethoven. E per farlo si affida a un personaggio di pura fantasia. Ecco infatti Anna Holtz, inviata a casa del genio ispido e scontroso per trascrivere in tutta fretta la partitura della Nona sinfonia.

Federico Pedroni
Film TV

Anna Holtz è una giovane promessa del Conservatorio di Vienna. È bella, è sveglia, è ambiziosa. L'opportunità di svelare al mondo le sue capacità - quelle di una donna compositrice, categoria impensabile nel rigido mondo musicale dell'Ottocento - le viene data dalla collaborazione con Ludwig van Beethoven, il più grande compositore del mondo, che afflitto da galoppante sordità ha l'impellente necessità [...] Vai alla recensione »

Raffaella Giancristofaro
Rolling Stone

Vienna, 1824. Schlemmer, editore di Ludwig van Beethoven, sta addosso al maestro perché componga in tempo la partitura per la sua nuova opera (la Nona sinfonia). Assume Anna Holtz, studentessa al conservatorio, che si sacrifica per adeguarsi ai modi rudi e anticonvenzionali di Beethoven, dall'udito ormai quasi compromesso, per lavorare come copista al suo fianco e portare a termine l'opera.

Davide Turrini
Liberazione

In un vecchio sketch del Saturday Night Live , John Belushi imitava Ludwig Van Beethoven sfruttandone la oramai conclamata e celeberrima sordità. La governante e la serva entravano in campo e portavano vassoi di cibo ad un catatonico Beethoven/Belushi in crisi creativa davanti al pianoforte. Per parlare al maestro le due signore gli si ponevano davanti al viso in modo che potesse legger loro le labbra. [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

La sordità di Beethoven è intermittente. In una scena si manifesta e nell'altra no. Ora il maestro ascolta le conversazioni aiutandosi con il cornetto acustico, oppure sgrida la bella copista perché quando parla gli volta la schiena, sottraendo il labiale. Cinque minuti dopo l'allieva bionda sussurra in un angolo della stanza, e il compositore sordo seduto all'angolo opposto capisce ogni parola. Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Forse un film a due personaggi in cui, come in lo e Beethoven di Agnieska Holland, uno dei protagonisti è sordo, è un bel problema: la regista non lo ha risolto, è ricorsa a espedienti poco felici e poco convincenti. Non è il solo inconveniente del film accurato e scolastico, apparentemente destinato alle televisioni. Alla vigilia della «prima» della Nona Sinfonia, lo spartito non è ancora pronto e [...] Vai alla recensione »

Adriano De Carlo
Il Giornale

È impossibile non ribellarsi alla visione di Io e Beethoven, della regista Agnieszka Holland. L'insultante vicenda che racconta un episodio della vita del genio musicale durante e dopo la gestazione della Nona sinfonia è un condensato di tutti i luoghi comuni riguardanti i grandi del passato, artisti, condottieri, profeti e navigatori. Nessuna traccia dello «Sturm und Drang»(Tempesta e impeto), una [...] Vai alla recensione »

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